Esteri
Russia, Galuzin accusa l’Europa: “Fuori dai negoziati per scelta ideologica”
Il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin accusa l’Unione Europea di essersi esclusa dai negoziati sulla guerra in Ucraina per rigidità ideologica e rifiuto del dialogo con Mosca.
Il viceministro degli Esteri russo, Mikhail Galuzin, accusa l’Europa di essersi autoesclusa dai negoziati sulla crisi ucraina. In un’intervista all’agenzia russa TASS, il diplomatico sostiene che Bruxelles avrebbe perso un ruolo diretto nel confronto con Mosca a causa di una scelta politica precisa.
Le accuse di Mosca a Bruxelles
Secondo Galuzin, la responsabilità sarebbe da attribuire alla “rigidità ideologica” e al rifiuto di avviare un dialogo diretto con la Russia. Il viceministro ha parlato di un “errore di calcolo strategico” da parte di chi definisce le linee guida della politica estera dell’Unione Europea.
“Rifiutando il dialogo diretto con il nostro Paese, Bruxelles si è sostanzialmente privata di un posto al tavolo dei negoziati”, ha dichiarato il rappresentante del Cremlino.
Il contesto diplomatico
Le parole di Galuzin si inseriscono in una fase ancora delicata del conflitto in Ucraina, con il quadro negoziale che resta frammentato e caratterizzato da canali diplomatici indiretti. L’Unione Europea, fin dall’inizio della guerra, ha sostenuto politicamente e militarmente Kiev, adottando anche diversi pacchetti di sanzioni contro Mosca.
Le dichiarazioni del viceministro russo rappresentano la posizione ufficiale di Mosca. Dall’altra parte, Bruxelles ha più volte ribadito che ogni eventuale soluzione dovrà rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina.
In questo scenario, la distanza politica tra Russia e Unione Europea appare ancora significativa, mentre i margini per un dialogo diretto restano, allo stato, limitati.
Esteri
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