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Roma teatro di una manifestazione unitaria di protesta storica delle Forze dell’Ordine… che però è passata sotto silenzio

Catello Maresca

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Il dato di cronaca (la manifestazione unitaria di protesta delle Forze dell’Ordine) passa in secondo piano rispetto alle considerazioni che il magistrato, Catello Maresca, svolge in questo commento. Quello che emerge con forza è il fatto che le decine di migliaia di uomini e donne in divisa andrebbero ringraziati visto che “danno l’anima e spesso sacrificano la vita per noi”. E invece, come spiega Maresca, “noi consentiamo che vengano aggrediti, derisi e vituperati”. Forse è per questo motivo che il dottor Maresca ha scritto questo commento ed ha lanciato un hashtag che ci sentiamo i condividere in toto:  #iostoconleForzedellOrdine.

 

Catello Maresca. Magistrato che ha assicurato alla giustizia alcuni dei principali latitanti di mafia in Italia, oggi è Sostituto Procuratore Generale a Napoli

Ieri si è svolta a Roma, nel silenzio quasi generale, la manifestazione unitaria degli uomini e delle donne delle Forze dell’Ordine italiane.  Una manifestazione di protesta, definita storica. Per la prima volta, infatti, si sono trovati insieme Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Il tema e l’occasione scelti sono stati quelli della tutela dei diritti e consentitemi dell’onorabilità delle forze di polizia, fatte sempre più oggetto di insulti ed aggressioni, addirittura quasi 1000 nel solo anno in corso.


Che dire?
Complimenti a loro e rammarico per quelli che non manifestano, soprattutto in momenti delicati come questi, la loro assoluta ed incondizionata vicinanza alle forze dell’ordine.
Non per una presa di posizione ideologica o per formalistica e simbolica vicinanza, che pure male non farebbero, ma perché le istituzioni sono sacre e vanno trattate come tali. Senza se e senza ma.
Le forze dell’ordine nel nostro Paese svolgono un ruolo fondamentale di tutela dell’ordine pubblico, garantiscono quel poco di sicurezza di cui riusciamo a godere in condizioni di assoluta emergenza, disagio e, per essere buoni, indifferenza.

Ho sempre pensato che sfruttare singoli episodi, esecrabili ma purtroppo fisiologici in contesti che rappresentano uno spaccato della società moderna, per screditare l’istituzione intera sia un errore gravissimo.
La Polizia di Stato, i Carabinieri, la Finanza e tutti gli altri corpi di polizia hanno sempre dimostrato di saper isolare le mele marce e di continuare a svolgere le loro funzioni con attaccamento al dovere e sacrificio.

Sì perché le forze dell’ordine tutelano l’incolumità pubblica, quella di tutti noi. Lavorano in contesti spesso assolutamente ostili e stanno perdendo sempre più quell’autorevolezza e quella capacità operativa che per strada conta più della divisa.
Ecco perché ho deciso di stare con loro, non solo vicino a loro, sostenere le loro sacrosante rivendicazioni e tutelarne, laddove ce ne fosse bisogno, l’onorabilità.


A volte sembra assurdo ma in questo paese le cose vanno al contrario. E invece di ringraziare queste donne e questi uomini in divisa che danno l’anima e spesso sacrificano la vita per noi, consentiamo che vengano aggrediti, derisi e vituperati.
Non so voi, ma #iostoconleForzedellOrdine.

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Cronache

Contrasto al cybercrime, la Polizia Postale oscura 1,5 milioni utenti di uno streaming illegale: 45 indagati

Azzerato l’80% del flusso illegale delle IP TV in Italia. Sono 45 gli indagati per associazione per delinquere finalizzato all’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica e riproduzione e diffusione a mezzo internet di opere dell’ingegno. Un giro di affari illegale per milioni di euro in danno di Sky, DAZN, Mediaset, Netflix e altri.

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Vasta operazione della Polizia di Stato contro la pirateria audiovisiva finalizzata al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città italiane e sono stati impiegati nell’operazione più di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia) che operando sul territorio di 18 province, hanno smantellato la complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato approfondite indagini, durate diversi mesi, in materia di pirateria audiovisiva finalizzate al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali, delegate alla Polizia postale e delle Comunicazioni che aveva segnalato l’esistenza di una complessa infrastruttura tecnologica operante a livello nazionale e responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose piattaforme di contenuti televisivi a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix etc.).

Lo studio tecnico informatico estremamente approfondito della diffusione dei segnali in streaming effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania con il coordinamento del Servizio polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha consentito di individuare le sorgenti dalle quali viene distribuito il segnale piratato.

Il Pubblico ministero titolare delle indagini, di competenza del gruppo di lavoro specializzato in materia di reati informatici (G 2) ha contestato ai n. 45 indagati  il delitto di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza (615 ter aggravato c.p.), di  frode informatica aggravata dall’ingente danno arrecato (art. 640 ter c.p.) e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell’ingegno (art. 171 ter legge n. 633/1941).

Una importante “centrale” è stata individuata nella città di Messina, la sua disattivazione e sequestro ha fatto rilevare che essa gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia.

L’associazione per delinquere si basa su uno schema piramidale e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, pur non essendo personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita.

In tale modo, i contenuti protetti da copyright vengono, dapprima acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”) e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi attraverso una fitta intelaiatura criminale ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (l’ormai noto “Pezzotto”).

Le complesse indagini, compiute dalla Polizia Postale di Catania, fin dalle prime investigazioni avevano messo in luce la presenza su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot, canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di accessi per lo streaming illegale di contenuti a pagamento tramite IPTV delle più note piattaforme.

Le investigazioni si sono avvalse di complesse attività di analisi informatiche, documentali, riscontri bancari e servizi di osservazione ed appostamento.

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico nonché i server ed i dispositivi illegali utilizzati per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati è stato sequestrato denaro in contante per decine di migliaia di euro ritenuto provento dell’attività illecita.

Quello dell’IPTV illegale è un mondo criminale complesso ed assai insidioso, della cui dimensione e pericolosità non sempre chi le utilizza è avveduto e la cui pericolosità è dettata anche dal possibile utilizzo dei proventi verso nuove modalità criminali ben più lesive degli interessi dei cittadini.

L’attività fraudolenta che consta di circa 1.500.000 di utilizzatori, che pagano €10 al mese, ha prodotto un volume d’affari per la criminalità pari a € 15.000.000 mensili, ed al contempo ha determinato un ben superiore mancato introito per i fornitori di servizi televisivi a pagamento.

Nel sentire comune si ritiene che in fondo fruire di un sistema pirata non è un crimine, al massimo si sottraggono pochi soldi ad un colosso della comunicazione. Ma se si guarda il fenomeno nella sua complessità, e non solo nel singolo utilizzo, ci si rende conto che nella realtà non è così, un intero sistema produttivo viene messo in crisi.

Le città interessate dalle perquisizioni sono state:

  • Roma (15)
  • Catania (6)
  • Messina (5)
  • Siracusa (1)
  • Bari (1)
  • Taranto (2)
  • Fermo (1)
  • Verona (1)
  • Palermo (1)
  • Agrigento (1)
  • Napoli (2)
  • Caserta (3)
  • Salerno (1)
  • Pisa (1)
  • Pistoia (1)
  • Milano (1)
  • Potenza (1)
  • Cagliari (1)

 

 

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Voragine spaventosa al rione Sanità, tragedia sfiorata: 15 sfollati

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Un’ampia voragine si e’ aperta nella notte nella zona della Sanita’, a Napoli. Non ci sono feriti. Sul posto sono giunti gli uomini della Polizia ed i vigili del fuoco, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Non si esclude che la voragine possa essere stata causata dalle abbondanti piogge che si sono registrate a partire dalla serata di ieri. Oltre allo spavento nessun danno per i residenti della zona. I vigili del fuoco stanno lavorando ancora per mettere in sicurezza l’area interessata.

La voragine si e’ aperta in un’area a verde di un antico edificio di vicoletto San Marco a Miradois, all’estrema periferia del quartiere, quasi al confine con la zona di Capodimonte. Al momento le 15 persone che risiedono nello stabile sono state allontanate. Il primo allarme e’ scattato intorno alle 22,30 di ieri. Alcuni residenti hanno sentito dei rumori sinistri. Poi, dopo un boato, una volta usciti fuori dalle loro abitazioni hanno scoperto l’accaduto. La voragine e’ molto ampia: quasi una ventina di metri di diametro, con una profondita’ di diversi metri. I residenti dello stabile hanno quindi chiamato i vigili del fuoco. In molti hanno trascorso la notte in auto: i piu’ anziani in una rimessa che si trova a poca distanza ed hanno avuto la solidarieta’ della gente del quartiere che ha offerto loro qualche genere di conforto. Al momento sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire le cause del cedimento.

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Tenta di uccidere convivente incinta dandole fuoco, arrestato

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Ha cercato di uccidere la convivente incinta al secondo mese dandole fuoco con dell’alcol e la donna ha riportato ustioni per il 50% del corpo. Per questo, i carabinieri di Bereguardo (Pavia) hanno arrestato un romeno di 41 anni per tentato omicidio a Vellezzo Bellini, in provincia di Pavia. La donna e’ ricoverata all’Ospedale Niguarda di Milano in prognosi riservata.   Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo, la notte scorsa, ubriaco, ha avuto una discussione con la convivente, una quarantunenne pavese, in casa loro. Ad un certo punto l’ha cosparsa d’alcol e le ha dato fuoco. Gravi le lesioni subite dalla donna che e’ stata portata in ospedale, mentre l’uomo e’ ora in carcere a Pavia per essere interrogato dal pm.

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