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Roma, rush finale per il Campidoglio: i rifiuti sono il tema caldo per i candidati

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Sta per cominciare il rush finale per la corsa al Campidoglio e i candidati sembrano pronti ad affrontarlo. Tra accuse reciproche e endorsement da parte dei rispettivi leader di partito, gli sfidanti si stanno infatti avvicinando al termine della corsa. Diversi gli argomenti preferiti su cui gli avversari si stanno punzecchiando ma il tema prediletto in questi giorni e’ senz’altro quello dei rifiuti. Soprattutto Virginia Raggi, la sindaca uscente, reduce da una sentenza del Tar che, di fatto, da’ il via all’iter di commissariamento del Comune da parte della Regione Lazio, cerca di incalzare l’avversario del centrosinistra Roberto Gualtieri. “Arrabbiata con Zingaretti? Non si tratta di essere arrabbiati ma indignati per non aver collaborato per il bene dei cittadini regionali”, ha detto la sindaca questa mattina che poi ha nuovamente chiesto al candidato dem: “Non puoi scappare, ti stai candidando a fare il sindaco. Gia’ non vieni ai confronti, neanche dici dove vuoi fare le discariche?”. “La sindaca chiede a me candidato, dove eventualmente farei la discarica. Voglio rispondere in modo chiaro. Per colpa dell’incapacita’ di questa amministrazione ci sara’ il commissariamento e quindi non dovro’ decidere io”, ha risposto prontamente Gualtieri sui social, sottolineando che la discarica, certamente, non la farebbe “nelle strade e sotto le finestre delle romane e dei romani”. Anche Matteo Salvini , oggi in tour elettorale con il candidato del centrodestra Enrico Michetti nei quartieri del Municipio XV, ha puntato sulla mala gestione dei rifiuti nella Capitale e, parlando degli elettori romani, ha detto: “Gli indecisi a Roma li convinciamo con i fatti: dove governa la Lega la differenziata e’ al 90%, la tassa sui rifiuti e’ tra le piu’ basse d’Italia. Ora dopo Marino e Raggi, dopo il Pd e i Cinque Stelle, ai romani dico di non rassegnarsi. Abbiamo scelto uomini e donne in gamba”, ha promesso il leader leghista. Nel frattempo Raggi pero’ sembra voler dare una parvenza di sicurezza sulla rimonta nei sondaggi: “E’ un testa a testa. La mia e’ come la corsa di Mourinho al novantaduesimo sotto la curva”, ha detto oggi in radio. La sindaca uscente infatti, sembra voler puntare sui suoi cavalli di battaglia e oggi ha riproposto l’argomento del palazzo occupato da CasaPound: “Abbiamo fatto un censimento degli occupanti che sono tutte persone che hanno uno stipendio – ha detto – quindi possono andare a vivere da un’altra parte. Quell’immobile dovrebbe essere acquisito dal Comune e una volta preso lo trasformero’ in case popolari per chi davvero ha bisogno e non per chi fa finta”. Gualtieri invece oggi e’ stato impegnato a parlare con il mondo del teatro e del cinema. “Il nome dell’assessore alla Cultura non lo dico. Prima arriviamo al ballottaggio” ma “sceglieremo una squadra di altissimo livello e grande professionalita’, con molte donne”, ha detto il candidato sindaco del centrosinistra durante l’incontro con operatori del mondo dello spettacolo al Teatro Sistina. L’esponente del Pd ha poi aggiunto che starebbe pensando “alla creazione di un consiglio della cultura presieduto dal sindaco, insieme con gli stakeholder, che abbia anche dei sottogruppi per i diversi ambiti culturali”. Gualtieri ha proseguito la sua giornata presentando il suo piano per una Capitale innovativa e digitale incontrando, con Monica Lucarelli, la Lventure Groupe, societa’ player nel mondo delle start up innovative. Il candidato, con la sua capolista civica, ha cosi’ disegnato la Capitale innovativa in cui Smart City e Umanesimo digitale sono stati i punti cardine del programma presentato oggi. Raggi ha voluto chiudere in bellezza la giornata politica organizzando, con Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Paola Taverna, un incontro con gli elettori nel municipio VI della Capitale, mentre Carlo Calenda, rimasto un po’ fuori dai radar in questi giorni per un “febbrone da cavallo”, questa sera ha invece lanciato la sua manifestazione di fine campagna, anticipando il resto degli avversari: “Dopo 12 mesi di lavoro, 400 uscite sul territorio, 2mila pagine di programma, ci vediamo tutti li’. Piazza del Popolo, il 1 ottobre alle 18”, ha scritto su Facebook il leader di Azione.

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La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

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E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

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Cinema

“Respect”, un film su luci e ombre della grande Aretha Franklin

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Aretha, la regina del soul. Ree-Ree – come era chiamata in famiglia -, la bambina prodigio poi diventata donna con i suoi demoni e le sue fragilità. E neanche troppo sullo sfondo l’impegno sociale, la lotta per l’affermazione degli afro-americani e l’autodeterminazione delle donne. “Respect”, in sala dal 30 settembre per Eagle Pictures con la regia di Liesl Tommy, non e’ solo un biopic sulla vita di una delle voci piu’ importanti del panorama musicale americano di sempre (e non solo), mettendone in luce da una parte il successo e dall’altra gli aspetti piu’ cupi e dolorosi, ma anche la testimonianza di quanto la sua esperienza sia ancora attuale, in un momento in cui il movimento Black lives matter e quelli contro la violenza sulle donne fanno sentire forte la loro voce. Nel ruolo della regina del soul (Respect, (You Make Me Feel Like a Natural Woman, I Say a Little Prayer e Think, sono solo alcuni dei suoi successi immortali) una splendida Jennifer Hudson, scelta personalmente da Aretha Franklin per interpretarla nel lungometraggio sulla sua vita. Alcuni potrebbero dire che la Hudson si sia preparata per questo ruolo da quando e’ stata eliminata da American Idol (al 7/o posto) nell’aprile 2004. “Dopo il talent – racconta la cantante e attrice -, Aretha Franklin mi ha permesso di aprire un suo concerti. E’ stato un sogno, come lo sono i tanti momenti che ho condiviso con lei. Dopo aver vinto il mio Oscar per Dreamgirls, ha voluto incontrarmi, ed e’ stato a New York. Piu’ di 15 anni fa. E’ stato li’ che abbiamo iniziato a parlare di me che la interpretavo. Ora mi sembra che fosse destino in un certo senso. Capisco quanto sia stata un’enorme guida per la mia carriera”.

Respect, in un lasso temporale dagli anni Cinquanta ai Settanta, racconta il percorso non facile di Aretha Franklin (nata nel 1942 e morta nel 2018) per diventare la musicista brillante che tutto il mondo ha conosciuto: 18 Grammy Awards, la prima donna a entrare nella Rock’n’Roll Hall of Fame. La storia di una giovane donna con la voce piu’ emozionante e forte del mondo, che stava lottando per trovare se stessa, in un mondo che stava cambiando velocemente. E lei stessa diventa parte di questo cambiamento, con il suo attivismo per rivendicare i diritti degli afro-americani, spinta dall’esempio e dalla vicinanza con Martin Luther King, e il suo sostegno al Black Panther Party, al Black Power Movement e al Free Angela Movement. Il film inizia e finisce in chiesa (con la registrazione dell’album da record Amazing Grace), a ribadire il ruolo che la fede e l’esperienza gospel hanno avuto sulla sua formazione di donna e di artista.

“Una delle intenzioni dietro questo film – spiega la regista – era mostrare che la signora Franklin fosse in grado di guarire se stessa attraverso la sua arte. Per me era essenziale che le persone sentissero la profondita’ di Aretha come persona. La ricerca di una persona che non sapeva bene chi fosse. Era la storia che sentivo di voler raccontare, ed e’ stato quello che ha finito per essere il cuore del film, la sua spina dorsale”. Il film ruota intorno al rapporto di Aretha con le figure maschili della sua vita: il carismatico padre-padrone reverendo (Forest Whitaker – L’ultimo re di Scozia, The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, La moglie del soldato), il primo marito Jerry Wexler (Marc Maron), il secondo marito Ted White (Marlon Wayans). Nel cast anche Audra McDonald (nel ruolo della madre di Aretha) e Mary J. Blige (Dinah Washington), Tituss Burgess (Rev. James Cleveland), Hailey Kilgore (la sorella Carolyn) e Saycon Sengbloh (la sorella Erma).

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“Torneremo a scuola” è la canzone con cui la Polizia di Stato riaccompagna in classe gli studenti

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “Torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

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Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian dei Pooh, “Torneremo a scuola” racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia, delle scuole chiuse, della didattica a distanza, ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid. Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid. Un ritorno alla normalità graduale ma continuo.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe. Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose  iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool.

Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e  di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni  Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

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