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Roma, rivincita sul Toro e quarto posto: Malen-Dybala firmano il colpo Champions

La Roma batte il Torino 2-0 sotto la Mole: gol all’esordio di Malen e sigillo di Dybala. Terza vittoria di fila e quarto posto che vale la Champions.

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Rivincita e quarto posto. La Roma si prende tutto contro il Torino nel terzo confronto stagionale, dopo le sconfitte dell’andata e in Coppa Italia. Sotto la Mole decide l’asse Malen-Dybala: il nuovo acquisto sblocca la gara all’esordio, la Joya chiude i conti. È la terza vittoria consecutiva che consente alla squadra di Gian Piero Gasperini il sorpasso sulla Juve e il quarto posto, al momento sinonimo di Champions.

Le scelte iniziali e le assenze

Malen parte dal primo minuto nel suo debutto in Serie A, alle spalle agiscono Paulo Dybala e Pellegrini, con Soulé inizialmente in panchina. In difesa torna il terzetto Mancini-Ndicka-Hermoso, a centrocampo Cristante e Koné con Wesley e Rensch sulle corsie. Nel Toro Marco Baroni recupera Ismajli e Simeone ma perde Zapata all’ultimo per motivi familiari: davanti giocano Adams e Ngonge, con Ilkhan confermato in regia.

Malen devastante, Roma cinica

La Roma prende il controllo fin dai primi minuti. Malen ha un impatto immediato: al 24’ segna ma il gol è annullato per fuorigioco, tre minuti dopo la rete è regolare e sblocca la sfida. L’intesa con Dybala funziona, mentre il Toro fatica a creare. Arrivano anche due cambi forzati nel primo tempo: Aboukhlal lascia il campo per i granata, Hermoso si ferma tra i giallorossi.

Ripresa: il Toro cresce, Dybala chiude

Dopo l’intervallo il Toro prova ad alzare il baricentro e crea una grande occasione con Lazaro, ma Svilar è attento. I granata guadagnano metri senza trovare precisione negli ultimi sedici metri. La Roma resta lucida e al 72’ raddoppia: Dybala supera Paleari con un tocco morbido. Nel finale c’è spazio anche per l’esordio di Vaz, che sfiora il tris.

Classifica e momento delle due squadre

Il successo consente alla Roma di prendersi la zona Champions. Per il Torino, invece, prosegue il periodo complicato: terza sconfitta interna consecutiva e sette ko nelle ultime dieci giornate di campionato, mitigati solo dall’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia.

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Chivu sull’espulsione di Kalulu: “Ho detto quello che ho visto, ora pensiamo alla prossima”

Cristian Chivu torna sull’espulsione di Kalulu in Inter-Juve: “Ho detto quello che ho visto”. Il tecnico invita a guardare avanti in vista della prossima gara.

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“L’espulsione di Kalulu? Io ho detto la mia dopo la partita e la mantengo”. Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu è tornato sull’episodio avvenuto nella sfida contro la Juventus.

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Chivu ha ribadito di aver espresso la propria opinione sulla base di quanto visto in campo, senza aggiungere ulteriori commenti. “Quello che ho visto è la realtà, poi se vogliamo girarla come vogliamo è diverso”, ha affermato.

“Non guardiamo indietro”

Il tecnico ha spiegato di non voler alimentare ulteriori polemiche, sottolineando che la squadra è concentrata sulla prossima gara. “Non ho il tempo di guardare indietro visto che si è giocato tre giorni fa, perché domani abbiamo una partita importante”.

Chivu ha invitato il gruppo a farsi trovare pronto sul piano fisico e mentale, evidenziando che il calendario impone attenzione e concentrazione.

Le polemiche arbitrali e il richiamo all’equilibrio

Il tecnico ha anche richiamato un episodio precedente, parlando di un rigore ritenuto ingiusto subito a Napoli, senza però entrare nel dettaglio. “Ogni domenica succedono episodi così, dobbiamo smetterla di lamentarci”, ha aggiunto.

Infine, un riferimento alla stagione dell’Inter: “Ci ricordiamo bene cosa si diceva di noi a inizio anno. Ora siamo a febbraio e forse qualcuno non è contento di dove siamo”.

Le parole di Chivu si inseriscono in un clima di tensione legato agli episodi arbitrali, ma il tecnico ha ribadito la volontà di guardare avanti e mantenere la concentrazione sugli obiettivi sportivi.

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Slalom olimpico a Cortina, Shiffrin all’ultima chiamata tra duelli e outsider azzurre

Slalom olimpico a Cortina: Mikaela Shiffrin cerca il riscatto dopo Pechino 2022. Duello con Camille Rast e tante outsider, tra cui le azzurre Della Mea e Colturi.

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Lo sci alpino olimpico chiude il programma alle Tofane di Cortina con lo slalom, due manche decisive per non restare senza medaglia. I riflettori sono puntati su Mikaela Shiffrin, la più vincente di sempre in Coppa del mondo con 108 successi, ma ancora a secco di podi nelle ultime otto gare olimpiche disputate.

Nel 2022 a Pechino l’americana di Vail visse un’Olimpiade complicata, con sei gare senza medaglie in un periodo segnato anche dalla perdita del padre nel 2020. Quattro anni dopo è un’atleta diversa, con nuove vittorie e qualche infortunio alle spalle.

Gigante deludente e campanelli d’allarme

Domenica, nel giorno dell’oro di Federica Brignone, Shiffrin ha chiuso undicesima in gigante, disciplina in cui non vince da dicembre 2023. Ha elogiato la prova della valdostana, definendola la miglior gigantista del periodo, ma il risultato ha confermato le difficoltà.

Il vero campanello d’allarme era arrivato in combinata a squadre. Con Breezy Johnson al comando dopo la discesa, Shiffrin ha chiuso quindicesima nella manche di slalom, terminando quarta. Un risultato inusuale per chi tra i pali stretti ha conquistato 71 vittorie in Coppa del mondo e nove Coppe di specialità.

Duello con Rast e ritorno di Vlhova

Lo slalom si annuncia come un duello con Camille Rast, unica capace di batterla quest’anno nella disciplina e principale inseguitrice in Coppa generale. Anche la svizzera è chiamata a una prova di riscatto dopo risultati sotto le attese in gigante e combinata.

Vuole tornare protagonista anche Petra Vlhova, oro a Pechino e storica rivale di Shiffrin in slalom. Rientrata dopo un lungo infortunio, in combinata è uscita presto, ma resta una possibile protagonista.

Tra le outsider spiccano la tedesca Emma Aicher, argento in discesa, e la svizzera Wendy Holdener, che ha rinunciato al gigante per preparare al meglio lo slalom.

Le carte azzurre da outsider

In casa Italia il clima è sereno. Dopo le imprese di Brignone e di Sofia Goggia, nello slalom le azzurre partono senza pressioni.

Lara Della Mea arriva dal quarto posto in gigante, a cinque centesimi dall’argento, dopo una rimonta di undici posizioni nella seconda manche. Scatterà con il pettorale 16. Con lei Anna Trocker e Martina Peterlini, mentre attenzione anche a Lara Colturi, italiana che gareggia per l’Albania e già protagonista in stagione.

Alle Tofane si chiude così il programma olimpico dello sci alpino. Per Shiffrin è l’ultima occasione per cancellare l’ombra di Pechino e tornare sul podio olimpico. Per le azzurre, la possibilità di sorprendere ancora.

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Tumore ai polmoni, immunoterapia più efficace al mattino: studio su Nature Medicine

Uno studio pubblicato su Nature Medicine evidenzia una maggiore sopravvivenza nei malati di tumore ai polmoni trattati con immunoterapia al mattino rispetto al pomeriggio.

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Sorprendenti risultati emergono da uno studio condotto dalle università di Shangai e Ginevra sugli effetti dell’immunoterapia nei pazienti affetti da tumore ai polmoni. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, ha osservato differenze significative in base all’orario di somministrazione delle cure.

La sperimentazione ha coinvolto 210 pazienti, suddivisi in due gruppi: uno trattato prima delle 15, l’altro dopo. I malati che hanno ricevuto le infusioni al mattino hanno registrato una sopravvivenza più lunga di almeno un anno rispetto a quelli curati nel pomeriggio.

Al termine dei 28 mesi di osservazione, il 45% dei pazienti trattati prima delle 15 era ancora in vita, contro il 15% del gruppo sottoposto a terapia nelle ore successive.

Progressione del tumore e risposta immunitaria

Anche i tempi di progressione della neoplasia sono risultati differenti. Nel gruppo trattato al mattino non si è osservata progressione del tumore per 11,3 mesi, contro i 5,7 mesi del gruppo pomeridiano.

Secondo i ricercatori, il dato potrebbe essere collegato ai ritmi circadiani. Le cellule immunitarie di tipo T, o linfociti T, risulterebbero più ricettive e attive contro le cellule tumorali nelle ore mattutine. Le analisi sui pazienti trattati prima delle 15 hanno evidenziato un numero più elevato di cellule T nel sangue.

La necessità di ulteriori conferme

Gli stessi autori invitano alla cautela, sottolineando la necessità di replicare i risultati su campioni più ampi e su altre tipologie di tumore.

I dati hanno comunque attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Zach Buchwald, oncologo della Emory University, ha definito i risultati “eccezionali” e ha annunciato l’avvio di uno studio analogo su pazienti affetti da melanoma.

Lo studio riporta così al centro dell’attenzione l’influenza dei ritmi biologici sull’efficacia delle terapie oncologiche, aprendo nuove prospettive di ricerca nell’ambito della medicina personalizzata.

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