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Roma nel caos, niente bus per disabili: i genitori fanno i turni

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Lo scuolabus per gli studenti disabili di Roma non passa piu’. O, quanto meno, non sempre. Da settembre le famiglie di tanti alunni diversamente abili, alle prese con un servizio a singhiozzo, spesso devono auto-organizzarsi tra turni e fughe dal lavoro per accompagnare i figli a scuola. All’origine del disagio c’e’ il “il grave stato di crisi in cui versa l’azienda aggiudicataria”, come ha spiegato il Campidoglio, che sta affinando il piano per garantire al piu’ presto la mobilita’ degli studenti. Secondo i dati dei sindacati sono 5mila i disabili che utilizzano il servizio di trasporto in citta’, gestito da due societa’, e i disagi riguarderebbero ancora 600 persone ogni giorno. Tra loro, a Ostia, c’e’ Maurizio Zoppi, il padre di una ragazza di 16 anni affetta dalla sindrome di Williams e con autismo grave: “Anche stamattina la navetta non e’ passata – racconta -. Ho dovuto portare io mia figlia a scuola prima di andare a lavorare e mia moglie e’ andata a riprenderla. Facciamo i turni, a volte vanno i miei suoceri. La mancanza del trasporto per disabili per noi e’ un aggravio enorme. Mia figlia e’ una disabile gravissima, non legge e non scrive…Non sappiamo come andare avanti”. Zoppi spiega che “fino a giugno era andato tutto bene, anche se ci avevano detto che l’azienda aveva dei problemi. Passavano a prendere mia figlia alle 8 e la riportavano alle 14. Poi da settembre, dall’inizio dell’anno scolastico, ci siamo trovati con un servizio a singhiozzo. Quando non passavano ci avvisavano dalla sera alla mattina”. Ma i genitori “non danno la colpa” ai lavoratori dei trasporti, “crediamo siano anche loro parte lesa. Siamo un gruppo di famiglie in questa situazione e io parlo a nome anche di qualcuna di loro”, continua il genitore, che e’ anche nel direttivo del comitato disabilita’ X municipio. “Ci hanno detto che sindaco Gualtieri sta prendendo di petto la situazione e speriamo risolva il prima possibile”. E’ stata la Cgil a denunciare che “il servizio del trasporto scolastico di ragazzi con disabilita’ gestito dalla societa’ Tundo” era nel “caos”. In serata e’ previsto un incontro tra i sindacati e gli uffici del sindaco Gualtieri (che in precedenza vedra’ l’azienda). Ai rappresentanti dei lavoratori “si chiedera’ la disponibilita’ a garantire continuita’ al servizio. Contemporaneamente proseguiranno le azioni per definire in brevissimo tempo la soluzione tecnica migliore per favorire il pagamento degli stipendi arretrati e per risolvere le altre problematiche segnalate dai rappresentanti dei lavoratori”, ha spiegato l’amministrazione. Il Comune, nel sottolineare che “le problematiche” sono state “causate da inadempienze della societa’ Tundo”, ha annunciato che sono “in corso di valutazione, soluzioni tecniche in grado di assicurare la continuita’ del servizio, trasferendone la titolarita’ e rimediando cosi’ al grave stato di crisi in cui versa l’azienda aggiudicataria”.

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Per i Ponti 16 milioni di partenze e 5,5 miliardi di spesa

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Quasi 16 milioni di partenze e una complessivamente circa 5,5 miliardi di euro: è il bilancio sui ponti di primavera fatto dall’Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg. Un 1 milione di turisti faranno un viaggio di 6 pernottamenti o più a destinazione, unendo quindi le due festività. Se poi il meteo si stabilizzasse, in particolare per quel 30% circa che punta alle località balneari, questi valori potrebbero crescere ulteriormente, sfiorando i 20 milioni di partenze per circa 6 miliardi in termini di spesa.

Resta assolutamente maggioritaria, nel panorama complessivo dei due ponti, la scelta di strutture turistico ricettive per i pernottamenti a destinazione: tra il 55% e il 60% a seconda del periodo preso in considerazione, anche se, per quello del 1 maggio, raddoppia la percentuale di coloro che optano per affitti brevi (dal 6% al 12%).

La Festa della liberazione – che cade di giovedì e quindi configura un ponte particolarmente allettante – vedrà oltre 9 milioni di italiani in viaggio, circa un milione in più dello scorso anno, confermando quindi la buona performance della domanda interna di turismo che, da febbraio, sembra avere superato la fase di “stanca” che l’aveva contraddistinta per buona parte del secondo semestre dello scorso anno. Abbastanza concentrata la scelta delle destinazioni, con il 31% che opta per località della costa e un ulteriore 31% che punta invece a borghi, città e città d’arte, mentre 1 italiano su 10 preferisce la montagna.

Ma soprattutto, nel confronto con lo stesso periodo del 2023, aumenta di ben 6 punti percentuali la schiera di coloro che si spingono al di fuori della propria regione, restando comunque in Italia (il 47%) o andando all’estero (17%). Positive anche le previsioni per il ponte del primo maggio con quasi 7,5 milioni di italiani in viaggio, un milione dei quali però, come detto, in vacanza già dal 25 aprile.

Qui pesa di più, almeno per il momento, la variabile delle condizioni metereologiche: un’incertezza che si riversa sulla scelta delle destinazioni, con quelle balneari che scendono lievemente, passando al 26%, mentre borghi, città e città d’arte totalizzano complessivamente un 22%, 9 punti in meno del ponte della liberazione; terza tipologia di destinazione, le località di campagna, con una componente rilevante di seconde case, che realizza il 14% delle preferenze.

Stabile la montagna. Anche in questo caso aumenta, rispetto all’anno scorso, il raggio di spostamento degli italiani in viaggio: si riduce infatti di 12 punti percentuali (dal 51% al 39%) la quota di chi resterà vicino a casa o, comunque, nella propria regione, e aumenta di 14% quella di chi si recherà all’estero.

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Campi Flegrei, la terra trema ancora, epicentro a Bacoli

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Continuo a tremare la terra nei campi Flegrei: magnitudo 2.1, epicentro a Bacoli alla profondità di poco più di 2 km. Anche ieri erano state registrate delle scosse a Pozzuoli, poco più che strumentali ma pure avvertite dalla popolazione. Paura ma nessun danno. Pochi hanno deciso di scendere in strada anche a causa del maltempo che ha imperversato per tutta la notte con piogge forti e temporali.

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L’eredità di Totò diventa un brand: gli eredi regolamentano l’uso dell’immagine dell’artista

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Il celebre attore e poeta napoletano Totò, noto per la sua poesia “A Livella”, è diventato un’icona talmente amata da essere frequentemente rappresentata in ristoranti, pizzerie e su prodotti come le etichette di vino. Questo uso diffuso ha portato gli eredi dell’artista a decidere di intervenire per regolamentare e proteggere l’immagine del “principe della risata”.

Elena De Curtis, nipote di Totò, ha espresso preoccupazione per il modo in cui il nome e l’immagine del nonno vengono utilizzati: «Ci imbattiamo ovunque, nei posti più impensati, nel suo nome e nelle sue foto utilizzati senza il minimo rispetto del diritto all’immagine». Di fronte a questa situazione, gli avvocati degli eredi hanno iniziato a inviare comunicazioni legali a numerose attività commerciali in Italia, specialmente pizzerie che utilizzano il nome o l’immagine dell’artista.

Questo fenomeno non è limitato a un’area specifica ma si estende in varie città italiane, da Torino a Latina a Porto Ascoli. Tra i nomi di locali coinvolti figurano “Casa Totò”, “Totò e Peppino” e “A Livella”. Anche decorazioni come quadri e poesie che adornano le pareti di questi locali sono diventati oggetto di contenzioso.

L’intervento legale non si ferma solo a una questione di immagine, ma coinvolge anche il rispetto delle nuove normative. A seguito di un’ordinanza cautelare emessa a giugno 2023 dal Tribunale di Torino, è stato chiarito che l’utilizzo del nome e dell’immagine di Totò senza consenso costituisce un sfruttamento illegittimo. Gli eredi ora richiedono che non si usino più il nome e l’immagine dell’artista per fini commerciali e pubblicitari, eliminando ogni riferimento nei segni distintivi dei locali, dai siti web ai materiali di marketing.

In caso di inosservanza, il Tribunale di Torino ha stabilito il pagamento di una penale di 200 euro per ogni violazione constatata. Alcuni locali hanno già iniziato a cambiare insegna e nome per conformarsi a queste richieste, spesso sotto la guida di processi di mediazione legale.

La famiglia De Curtis, venuta a conoscenza dell’utilizzo non autorizzato del nome da parte della pizzeria “Alla casa di Totò” a Torino, ha sospeso tutte le attività che miravano alla creazione di un brand e di un format di ristoranti e pizzerie ispirati a Totò. Questo ha portato a una ricerca su scala nazionale per prevenire ulteriori usi non autorizzati del nome d’arte.

Il processo di regolamentazione, secondo gli eredi, è diventato essenziale. “Una regolamentazione a questo punto è assolutamente necessaria”, sottolinea la famiglia, non solo per proteggere l’eredità di Totò, ma anche per garantire che il suo nome e la sua immagine siano usati in modo rispettoso e appropriato.

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