Sport
Roma-Napoli, cori razzisti e striscioni vergognosi: ora la Federcalcio chiuda le curve che discriminano
Cori di discriminazione territoriale e uno striscione che inneggia all’eruzione del Vesuvio macchiano Roma-Napoli. Necessario l’intervento degli organi federali e misure dure contro le curve razziste.
Quattromila tifosi del Napoli, tutti residenti nel Lazio per via del divieto di trasferta, hanno riempito il settore a loro destinato all’Olimpico. L’atmosfera, però, è stata avvelenata da nuovi episodi di discriminazione territoriale provenienti dalla Curva Sud romanista.
Cori e striscioni vergognosi fuori e dentro lo stadio
Poco prima del fischio d’inizio, sugli spalti giallorossi è comparso uno striscione con una citazione di Jovanotti: “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”, messaggio scelto dai tifosi romanisti per spingere la loro squadra verso la vetta della classifica.
Ma durante il riscaldamento la scena è cambiata: dalla Curva Sud si sono levati cori di discriminazione territoriale contro il Napoli, un rituale purtroppo noto e che continua a ripetersi impunemente.
All’esterno dello stadio, prima dell’inizio del match, è apparso anche uno striscione che inneggiava all’eruzione del Vesuvio, con la scritta: “Aspettando che…”, accompagnata dalla foto del vulcano. Un messaggio inaccettabile che trasforma in sfottò una tragedia potenzialmente reale.
Il razzismo non è folclore: ora basta
Non si tratta di folklore, non si tratta di rivalità sportiva: è razzismo. Un razzismo che si traveste da “sfottò” ma che punta a colpire un’intera comunità.
Il calcio italiano continua a convivere con forme di odio che altrove sarebbero considerate inconcepibili. E continua a farlo nella sostanziale impunità di cori che vengono sanzionati a intermittenza e puniti con misure blande, incapaci di cambiare davvero le cose.
La Federcalcio e l’Ufficio Indagini facciano il loro dovere
Di fronte a episodi così chiari, ripetuti, documentati, non c’è più alibi. L’Ufficio Indagini della Federcalcio ha il dovere di acquisire gli atti, sentire gli ispettori, raccogliere le prove e proporre sanzioni adeguate.
E le sanzioni adeguate, quando c’è discriminazione razziale o territoriale, non possono essere simboliche:
le curve responsabili vanno chiuse.
Solo misure nette possono spezzare un’abitudine tossica che offende lo sport, il pubblico e la città presa di mira.
Una questione di civiltà prima che di regolamenti
Roma-Napoli, ancora una volta, dimostra che il problema non è tecnico, non è arbitrale, non è legato al risultato: è un problema culturale.
Finché nei nostri stadi sarà possibile cantare invocando una catastrofe naturale contro migliaia di persone, il calcio italiano resterà indietro rispetto ai principi di civiltà e rispetto che dice di voler difendere.
La speranza — e la richiesta — è semplice: che la Federcalcio faccia finalmente il suo lavoro, applicando norme già esistenti e ponendo un limite chiaro. Perché il calcio può essere passione, può essere identità, può essere rivalità.
Ma non può essere odio.
Sport
Europa League, Bologna-Roma al Dall’Ara: per i rossoblù la sfida che può cambiare la stagione
Bologna-Roma in Europa League al Dall’Ara è una sfida decisiva per i rossoblù di Italiano, chiamati a ritrovare la vittoria in casa dopo una serie negativa.
Sport
Paralimpiadi Milano Cortina 2026, polemiche sulla bandiera ucraina e sorpasso russo nel medagliere
Prima giornata senza medaglie per l’Italia alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. La Russia supera gli azzurri nel medagliere mentre scoppia una polemica sulla bandiera ucraina al villaggio paralimpico.
Napoli
Napoli, stop per Vergara: lesione plantare e almeno un mese di stop
Antonio Vergara si ferma per una lesione della fascia plantare e resterà fuori circa un mese. Possibile rientro tra Parma e Lazio. McTominay verso la panchina contro il Lecce.


