Cronache
Roma, finti preti e falsi notai per truffare imprenditori: smantellata banda che puntava a colpi da 12,5 milioni
Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma su una presunta associazione per delinquere specializzata in truffe. Gli indagati si sarebbero finti sacerdoti, funzionari dello Ior, notai e carabinieri per raggirare imprenditori e proprietari di immobili. Secondo gli investigatori, sono stati evitati raggiri per oltre 12,5 milioni di euro.
Si presentavano come sacerdoti, alti funzionari dello Ior, esponenti del Vicariato, notai, finanzieri internazionali o addirittura carabinieri. Con identità false e una lunga serie di raggiri avrebbero cercato di mettere a segno truffe milionarie ai danni di imprenditori e proprietari di immobili in diverse regioni d’Italia.
Su delega della Procura di Roma, i carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di tre uomini, di età compresa tra 53 e 73 anni.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo e allo stato delle indagini, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, sostituzione di persona, tentati furti e falsificazione di atti.
Le truffe preparate nei bar di Centocelle
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’organizzazione avrebbe pianificato le proprie attività in bar e tavole calde del quartiere romano di Centocelle, scegliendo con cura le vittime.
Tra gennaio 2023 e luglio 2024 il gruppo avrebbe operato a Roma e provincia, con episodi documentati anche in altre regioni italiane.
Gli inquirenti ritengono che il nucleo operativo fosse composto da esponenti della cosiddetta “vecchia guardia” della criminalità romana, tra cui ultrasettantenni e un ottantenne con precedenti penali risalenti agli anni Sessanta e Settanta.
Vittime selezionate attraverso i registri immobiliari
Uno degli indagati, ritenuto esperto nella consultazione dei registri immobiliari, avrebbe effettuato approfondite verifiche patrimoniali per individuare gli obiettivi più redditizi.
Nel mirino sarebbero finiti soprattutto imprenditori edili, titolari di attività commerciali, albergatori e proprietari di strutture ricettive.
I finti finanziamenti della Chiesa
Quando si presentavano come sacerdoti, utilizzando abiti ecclesiastici autentici, gli indagati promettevano finanziamenti a tasso zero o appalti milionari per lavori di ristrutturazione di immobili religiosi.
In cambio avrebbero richiesto consistenti somme di denaro contante, presentate come offerte benefiche destinate alla Chiesa oppure come spese necessarie per fideiussioni e pratiche amministrative.
Hotel di lusso e fondi inesistenti
In altri casi la banda si sarebbe accreditata come intermediaria di fondi d’investimento lussemburghesi o di facoltose famiglie di petrolieri russi interessate all’acquisto di alberghi di pregio.
Per rendere credibili le operazioni venivano predisposti contratti preliminari davanti a falsi notai e prospettata la presunta protezione politica di inesistenti parlamentari. Ai venditori sarebbe stato poi richiesto di anticipare in contanti ingenti commissioni di intermediazione.
La truffa del “liquido nero”
Tra gli episodi contestati figura anche il tentativo di mettere in atto la cosiddetta truffa del “liquido nero” nei confronti di un imprenditore straniero.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero promesso di triplicare 100 mila euro attraverso un presunto procedimento chimico capace di trasformare fogli bianchi in banconote autentiche.
Il piano prevedeva anche l’irruzione di complici travestiti da carabinieri, con l’obiettivo di intimidire la vittima e scoraggiarla dal denunciare l’accaduto.
I sequestri e il bilancio dell’indagine
Le indagini hanno accertato, finora, un profitto illecito di circa 7 mila euro, somma che sarebbe stata ottenuta da un imprenditore edile convinto a pagare per un inesistente inserimento nei protocolli del Vicariato.
Secondo la Procura, tuttavia, l’intervento dei carabinieri avrebbe impedito la realizzazione di ulteriori truffe che avrebbero potuto fruttare all’organizzazione circa 12,5 milioni di euro.
Le contestazioni mosse agli indagati rappresentano l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




