Collegati con noi

Musica

Rock in Roma 2026, via con The Offspring: già 150mila biglietti venduti e molti sold out

Rock in Roma 2026 al via il 9 giugno: 18 live tra Capannelle e Auditorium, già 150mila biglietti venduti e primi sold out.

Pubblicato

del

La sedicesima edizione di Rock in Roma si presenta con numeri già significativi: 150mila biglietti venduti prima ancora dell’inizio e diversi concerti sold out.

Il festival, tra i principali appuntamenti della musica dal vivo nella capitale, propone 18 eventi complessivi, distribuiti tra l’Ippodromo delle Capannelle e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

Il programma tra rock, pop e rap

L’apertura è fissata per il 9 giugno con The Offspring, mentre la chiusura del 18 luglio sarà affidata ai Bluvertigo.

Sul palco delle Capannelle si alterneranno artisti italiani e internazionali: dai Counting Crows ai Negramaro, da Caparezza a OneRepublic, fino ai Mumford & Sons.

Spazio anche alla scena urban e pop italiana con Gemitaiz, Luchè, Mannarino ed Emma.

Sold out e pubblico internazionale

Tra gli eventi già esauriti figurano il live di Olly, con circa 28mila biglietti venduti alle Capannelle, e quello di Marilyn Manson alla Cavea.

Alla stessa venue sono attesi anche Ben Harper e gli Europe, a conferma del respiro internazionale della rassegna.

Emma e il valore simbolico del palco

Tra i momenti più attesi c’è il concerto di Emma, unica headliner donna di questa edizione. La cantante ha definito il live una festa dedicata alla musica e al proprio percorso artistico, annunciando la presenza di numerosi ospiti.

Gli organizzatori, tuttavia, rivendicano una scelta artistica basata esclusivamente sulla qualità musicale, senza criteri legati al genere.

Impatto culturale ed economico

Negli anni, Rock in Roma si è consolidato come un evento capace di generare ricadute significative non solo sul piano culturale ma anche economico.

Secondo l’assessore ai Grandi Eventi di Roma, Alessandro Onorato, la crescita dei grandi eventi ha contribuito ad aumentare la permanenza media dei turisti e a rafforzare l’attrattività della città.

I dati indicano un aumento consistente dei biglietti venduti negli ultimi anni e un impatto economico rilevante, con effetti anche sull’occupazione e sull’indotto legato al turismo.

Rock in Roma si conferma così uno degli appuntamenti centrali dell’estate musicale italiana, capace di coniugare intrattenimento, cultura e sviluppo economico.

Advertisement

In Evidenza

Sal Da Vinci conquista Vienna: “Non sono un imperatore, resto un ambulante della musica”

Sal Da Vinci vive da protagonista l’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna tra sfogliatelle distribuite davanti al Sacher Cafè, successo social e racconti personali. Il cantante parla della famiglia, dell’amore con la moglie Paola, del nuovo album “Per sempre sì” e difende con orgoglio la tradizione della musica napoletana.

Pubblicato

del

Davanti allo storico Sacher Café, Sal Da Vinci sceglie il modo più napoletano possibile per conquistare Vienna: distribuire sfogliatelle ai passanti sfidando simbolicamente la tradizione della Sachertorte.

Un blitz ironico e popolare che racconta perfettamente il clima con cui il cantante sta vivendo l’Eurovision Song Contest 2026.
Senza atteggiamenti da star internazionale, ma con la leggerezza di chi continua a sentirsi “un ambulante che porta in giro i suoi prodotti per i quartieri”.

“La vera vittoria è stata Sanremo”

I bookmaker lo piazzano all’ottavo posto, mentre i favoriti restano altri artisti europei. Ma Sal Da Vinci sembra vivere tutto senza ossessioni da classifica.

“Non sarebbe onesto dire che non sogno, ma la vera vittoria è stata Sanremo”, racconta.

Il suo brano “Per sempre sì” continua infatti a raccogliere attenzione anche fuori dall’Italia. Il video dell’esibizione è stato tra i più visti sui social legati all’Eurovision, segnale di un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.

La famiglia come rifugio

A Vienna Sal Da Vinci si è portato tutta la famiglia, nipoti compresi.
Una scelta che lui stesso racconta sorridendo:
“Mi è costato l’ira di Dio, ma mi danno serenità ed energie buone”.

Il tema familiare attraversa anche il nuovo album, anch’esso intitolato “Per sempre sì”, in uscita il 29 maggio.

Nel disco ci sarà:

  • un duetto con il figlio Francesco;
  • un brano dedicato al padre scomparso;
  • la bachata “Poesia”, pensata come tormentone estivo.

L’amore con Paola nato a Posillipo

Nel racconto più personale emerge la storia d’amore con la moglie Paola, conosciuta quando erano adolescenti.

Sal Da Vinci ricorda il primo bacio dato durante una gita in barca a remi a Posillipo:
“Mi sono avvinghiato e le ho dato un bacio. Lo ha accettato”.

Da allora non si sono più lasciati, nonostante le difficoltà economiche e i momenti complicati della carriera.

“Mi sono sentito un fallito nella carriera, mai in famiglia”, dice il cantante.

La difesa della musica napoletana

Sal Da Vinci respinge anche le accuse di essere troppo legato alla tradizione napoletana.

Rivendica invece il valore culturale della musica partenopea e ricorda come artisti come Gigi D’Alessio e Nino D’Angelosiano stati spesso criticati dagli “snob” salvo poi essere cantati da tutti.

“Fare una canzone semplice è complicato”, osserva.

E sottolinea come la cultura napoletana non sia separata da quella italiana, ma ne rappresenti una delle espressioni più profonde e riconoscibili.

La guerra e il caso Israele all’Eurovision

Nel clima festoso dell’Eurovision resta però anche la tensione politica.

Durante il contest si sono registrate proteste contro la partecipazione israeliana. Sul tema Sal Da Vinci sceglie parole prudenti ma nette:
“La guerra è la cosa più disumana che possiamo fare”.

E aggiunge una riflessione sul cantante israeliano:
“Magari non è nemmeno filogovernativo”.

Una posizione che prova a separare gli artisti dalle responsabilità politiche, senza ignorare il dramma dei conflitti.

Continua a leggere

In Evidenza

U2 a Città del Messico, Bono e la band girano il video di “Street of Dreams” su uno scuolabus tra graffiti e poesia

Gli U2 sono stati avvistati a Città del Messico durante le riprese del videoclip di “Street of Dreams”. Bono e la band hanno girato alcune scene su uno scuolabus decorato con graffiti dell’artista Chavis Mármol.

Pubblicato

del

Gli U2 tornano a far parlare di sé con un nuovo progetto musicale e visivo. La band irlandese è stata avvistata a Città del Messico dove sarebbe impegnata nelle riprese del videoclip di “Street of Dreams”, brano in uscita entro la fine dell’anno.

Secondo quanto comunicato dal gruppo, Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. hanno girato alcune scene sul tetto di uno scuolabus decorato con graffiti dell’artista messicano Chavis Mármol.

Uno scuolabus trasformato nella “Via dei Sogni”

Il mezzo utilizzato dalla band è diventato parte integrante della scenografia del videoclip. Sulla parte superiore anteriore dello scuolabus, dove normalmente compare il nome della linea, è stata realizzata la scritta “Street of Dreams”.

L’estetica urbana e i graffiti sembrano richiamare atmosfere sospese tra sogno, viaggio e tensione sociale, elementi da sempre presenti nella poetica degli U2.

Il messaggio social degli U2

La band ha accompagnato le immagini delle riprese con un messaggio pubblicato sui social network:

“Abbiamo preso un autobus a Città del Messico per raggiungere la Via dei Sogni. La giustizia è un’ossessione, l’amore è una processione lungo la Via dei Sogni”.

Parole che confermano l’impronta fortemente simbolica del nuovo lavoro degli U2, gruppo che continua a intrecciare musica, spiritualità, politica e impegno civile anche nelle sue produzioni più recenti.

Attesa per il nuovo brano degli U2

L’uscita di “Street of Dreams” è prevista entro la fine dell’anno e sta già alimentando l’attesa dei fan storici della band irlandese.

Gli U2, tra le formazioni rock più influenti degli ultimi quarant’anni, continuano infatti a mantenere una forte capacità evocativa, sia sul piano musicale sia su quello visivo.

Continua a leggere

In Evidenza

Eurovision 2026, Vienna apre la settimana del festival: Sal Da Vinci sfila sul tappeto turchese

Vienna inaugura ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la Opening Ceremony sul tappeto turchese. Sal Da Vinci rappresenta l’Italia, mentre tra gli ospiti più attesi ci sono Boy George e Senhit per San Marino. Migliaia di fan presenti all’apertura dell’Eurovision Village nella capitale austriaca.

Pubblicato

del

Vienna ha aperto ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la tradizionale Opening Ceremony ospitata nella centralissima Rathausplatz.

Migliaia di fan hanno assistito alla sfilata delle delegazioni dei 35 Paesi partecipanti lungo il celebre tappeto turchese di circa 200 metri, steso tra il Burgtheater e il Municipio della capitale austriaca.

Il sindaco di Vienna dà il via al countdown

Ad aprire ufficialmente la cerimonia è stato il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, che ha salutato artisti e delegazioni inaugurando simbolicamente il conto alla rovescia verso la finale dell’Eurovision.

L’accompagnamento musicale della sfilata è stato affidato alla ORF Radio-Symphonieorchester Wien diretta da Christian Kolonovits.

La Woodstock Allstar Band ha invece accolto ogni delegazione con citazioni musicali ispirate alle rispettive tradizioni nazionali.

Sal Da Vinci rappresenta l’Italia

Per l’Italia sfila Sal Da Vinci, apparso sul tappeto turchese con un elegante abito nero.

“Vienna mi piace molto, è una città bellissima, ricca di arte, cultura e musica”, ha dichiarato il cantante ai media presenti.

L’artista napoletano ha sottolineato come la capitale austriaca offra “tantissimo spazio alla musica e agli artisti”.

Boy George tra i protagonisti più attesi

Grande attenzione anche per Boy George, tra i nomi più attesi di questa edizione.

L’artista gareggerà per San Marino insieme alla cantante italiana Senhit.

Tra gli altri protagonisti della cerimonia anche l’artista svizzera Veronica Fusaro, che ha ricordato le proprie origini italiane, e il britannico Look Mum No Computer, arrivato con il suo inseparabile computer elettronico.

Eleganza ed eccentricità sul tappeto turchese

Molti artisti hanno scelto look eleganti e scenografici.

La cantante francese Monroe e l’australiana Delta Goodrem hanno sfilato con abiti dorati, mentre la violinista finlandese Linda Lampenius e Sarah Engels hanno puntato su lunghi abiti rossi.

Più eccentrici invece gli outfit di Tamara Živković e della svedese Felicia, apparsa con la sua caratteristica maschera nera.

Inaugurato anche l’Eurovision Village

Con la Opening Ceremony è stato inaugurato anche l’Eurovision Village, il grande spazio dedicato ai fan accanto alla Stadthalle di Vienna.

Qui il pubblico potrà seguire semifinali e finale su maxi-schermi, oltre a partecipare a concerti ed eventi collaterali organizzati durante tutta la settimana del festival.

Riassunto SEO: Vienna inaugura ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la Opening Ceremony sul tappeto turchese. Sal Da Vinci rappresenta l’Italia, mentre tra gli ospiti più attesi ci sono Boy George e Senhit per San Marino. Migliaia di fan presenti all’apertura dell’Eurovision Village nella capitale austriaca.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto