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Rivolta contro il caro petrolio in Iran, Khamenei: ci sono teppisti dietro le proteste, web oscurato

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L’aumento del prezzo della benzina riempie le piazze della protesta in Iran dove le autorita’, nel tentativo di soffocare la voce dei manifestanti, hanno bloccato Internet. Trapela poco dall’Iran sulle proteste in corso contro l’aumento del prezzo della benzina e il razionamento del carburante, ma e’ ormai un dato certo che le violenze in cui quelle sono sfociate hanno fatto “diversi morti”, e tra loro un poliziotto. Sono almeno un migliaio le persone arrestate in due giorni di rivolte. I maggiori danni alla proprieta’ pubblica e privata si sono verificati nelle province di Khuzestan, Teheran, Fars e Kerman. In tutto il Paese sono state incendiati o saccheggiati cento agenzie bancarie e 57 negozi; una succursale della Maskan Bank e’ stata data alle fiamme in piazza Sadegian, nella parte occidentale di Teheran, isolata da un ampio dispiegamento di mezzi antisommossa, presenti anche in altre zone della citta’. I disordini hanno anche causato la parziale chiusura del Gran Bazaar nella capitale, ha confermato l’Associazione islamica delle corporazioni e dei mercati.

Secondo l’agenzia iraniana Mehr, alle proteste hanno partecipato circa 87 mila le persone, principalmente uomini, in un centinaio di diverse localita’; un bilancio esatto delle vittime non e’ ancora chiaro ma la maggior parte e’ stata registrata durante attacchi ai distributori di benzina e al quartier generale delle forze di sicurezza. Finora, le autorita’ hanno confermato la morte di un poliziotto nella citta’ di Kermanshah e di un manifestante a Sirjan. Tuttavia, la stessa televisione di Stato ha riferito di “diversi” morti e la Guida Suprema, Ali Khamenei, ha confermato che “alcune persone hanno perso la vita”. Khamenei si e’ schierato con il governo iraniano. “Non sono un esperto – ha detto – ma se queste decisioni vengono prese dai vertici delle istituzioni, io le sostengo”. Poco dopo ha parlato al Paese il presidente, Hassan Rohani: “Le manifestazioni sono un diritto del popolo, ma i disordini devono cessare. Non permetteremo di mettere a rischio la stabilita’ dello Stato”.

La rabbia della popolazione e’ esplosa dopo che le autorita’ hanno annunciato provvedimenti da cui si attendono governo proventi – stimati tra i 300 e i 310 mila miliardi di rial (2,55 miliardi di dollari l’anno) – che saranno o ridistribuiti alle famiglie in difficolta’. La misura appare volta a contrastare i contraccolpi delle sanzioni reintrodotte dagli Usa, dopo il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano, del 2015. “Danneggiare e bruciare (i beni pubblici, ndr) non e’ qualcosa che la gente dovrebbe fare, e’ teppismo”, ha aggiunto Khamenei. Dagli Stati Uniti e’ anche intervenuto il segretario di Stato, Mike Pompeo: “Gli Usa vi ascoltano, vi sostengono, sono con voi”. Ma il ministro dell’Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, ha gia’ minacciato il possibile intervento delle forze di sicurezza per ristabilire l’ordine: “Finora le forze di sicurezza hanno mostrato moderazione e tollerato le proteste. Ma poiche’ la sicurezza delle persone e’ la nostra priorita’, adempiranno al loro dovere di ristabilire la calma” se le proteste continueranno.

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Harry e Meghan, Gb faccia i conti con il passato coloniale

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Il principe Harry e Meghan, duchessa di Sussex, hanno incoraggiato la Gran Bretagna a fare i conti col suo passato coloniale e “rimediare agli errori del passato”, in un momento in cui anche nel Regno Unito sono in corso proteste per rimuovere le statue di figure imperialiste e commercianti di schiavi. “Quando guardate al Commonwealth, non c’e’ alcun modo di andare avanti a meno che non riconosciamo il passato”, ha osservato Harry intervenendo ad una riunione del Queen’s Commonwealth Trust, secondo quanto riferisce la tv privata canadese Ctv. “C’e’ ancora molto lavoro da fare. Non sara’ facile e in alcuni casi non sara’ confortevole ma bisogna farlo perche’ ne beneficeranno tutti”, ha proseguito. “Una volta che realizzi che ci sono errori, devi riconoscerlo, devi lavorare per diventare piu’ consapevole, in modo che tu possa contribuire a lottare contro qualcosa che e’ molto sbagliato e che non deve essere accettabile nella nostra societa’”, ha aggiunto. Allo stesso modo Meghan ha sottolineato: “Ora dovremo essere un po’ non a nostro agio, perche’ e’ solo passando attraverso questo disagio che ne usciremo e troveremo il posto dove una marea crescente solleva tutte le barche. L’eguaglianza non fa fare a tutti un passo indietro ma ci mette tutti nella stessa posizione, cosa che e’ un diritto umano fondamentale”.

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A Tokyo la governatrice Yuriko Koike rieletta trionfalmente

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Poco piu’ di una passeggiata per la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, che ottiene la conferma di un secondo mandato elettorale e assicura ai cittadini che continuera’ con fermezza la battaglia per contenere l’espansione del coronavirus nella capitale, garantendo la cooperazione con il comitato olimpico internazionale (Cio) per l’organizzazione delle Olimpiadi nell’estate del 2021, dopo il rinvio di quest’anno. “Sono estremamente contenta del risultato, ma al tempo stesso sento la responsabilita’ del mio compito nei quattro anni a venire”, ha detto la 67enne Koike, gia’ nel 2016 la prima donna alla guida del governo comunale di una delle metropoli piu’ estese e popolose al mondo.

I quasi 11 milioni e mezzo di residenti hanno premiato la sua determinazione negli ultimi mesi nella gestione dell’emergenza sanitaria nella capitale. Una fermezza che ha portato a veri e propri scontri ideologici sul tema della salute dei cittadini con il premier Shinzo Abe, che spingeva per una linea piu’ accomodante per favorire le attivita’ commerciali, senza penalizzare eccessivamente l’economia. L’eccessiva frammentazione politica con la presenza di 21 candidati, alcuni dei quali senza alcuna esperienza amministrativa alle spalle, hanno favorito l’immagine di Koike, unica figura politica femminile di rilievo nel panorama prevalentemente maschilista che compone il quadro governativo e delle istituzioni nel Paese del Sol Levante. Nonostante si sia presentata come candidato indipendente, la governatrice ha goduto del supporto dei principali schieramenti politici in Parlamento, e la stessa coalizione di governo, formata dai liberal-democratici e il New Komeito, ha deciso di non schierare un candidato.

La credibilita’ e la popolarita’ di Koike agli occhi dei cittadini le hanno consentito di condurre una campagna elettorale quasi esclusivamente online, tramite i social media, complici le restrizioni sugli assembramenti di persone. Una strategia rivelatasi ancora una volta vincente e che adesso si concentrera’ sulle direttive sanitarie per impedire una seconda ondata dell’agente patogeno. Dalla revoca dello stato di emergenza a fine maggio, Tokyo ha visto una impennata dei casi di coronavirus, sebbene con valori piu’ contenuti rispetto a concentrazioni urbane di simili densita’ e dimensioni, con 6.700 infezioni, quasi un terzo del totale a livello nazionale.

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Epstein, scandalo nel Regno Unito per le foto di Ghislaine sul trono della regina

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Fa tremare la casa reale britannica una foto pubblicata ieri sul Telegraph che ritrae Ghislaine Maxwell, l”anima gemella’ del finanziere Jeffrey Epstein morto in carcere con l’accusa di gravi reati sessuali, seduta sul trono della regina Elisabetta II a Buckingham Palace, insieme con l’attore Kevin Spacey. Lo scatto trovato dal Telegraph e’ del 2002 e coglie un momento di un tour privato a Palazzo avvenuto su invito dal Duca di York. Visita che, alla luce dei fatti emersi attorno al caso Epstein, che hanno chiamato in causa anche il principe Andrea, e del recente arresto di Ghilslaine Maxwell, rischia di rappresentare un nuovo grave imbarazzo per la famiglia reale.

E’ sempre il Telegraph, ripreso anche se con discrezione dal resto della stampa britannica, ad evocare nuovamente un coinvolgimento dell’ex presidente egli Stati Uniti Bill Clinton, che avrebbe partecipato al tour, sebbene non presente nella foto. Un’altra immagine ripubblicata anche dal Sun lo ritrae in cima alla scaletta dell’ aereo privato di Epstein ‘Lolita express’ accanto a Ghislaine. Che l’ex presidente degli Stati Uniti conoscesse Epstein e Ghislaine Maxwell e’ noto, ma il Telegraph riferisce di una sua partecipazione alla visita a Buckingham Palace con i due, che sarebbe avvenuta durante una sua tappa a Londra prima di proseguire per Blackpool, dove era atteso per un intervento al congresso del Labour Party.

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