Spettacoli
Rita Pavone premiata a Rimini: “Sanremo? Tornerei in gara, a me piace lottare”
Rita Pavone riceve il Maximo Excellence Award all’Italian Global Series di Rimini e Riccione, racconta la sua carriera, il rapporto con Teddy Reno e il desiderio di tornare a Sanremo in gara.
Rita Pavone (foto Imagoeconomica) continua a guardare avanti. Premi, ricordi, successi internazionali e una carriera lunga 63 anni non le bastano per sentirsi arrivata. All’Italian Global Series, il festival dedicato alla serialità italiana e internazionale in corso tra Rimini e Riccione, l’artista ha ricevuto il Maximo Excellence Award e ha confermato la sua natura: scegliere strade originali, rischiare, anticipare i tempi.
Una carriera sempre in anticipo
Interprete del Giornalino di Gian Burrasca, prima serie italiana diretta da una donna, Lina Wertmuller, Rita Pavone ha ricordato con ironia una battuta di Luca Bizzarri: “La Pavone ci anticipa sempre, quando noi arrivavamo lei era già ripartita”.
Anticipare, però, non è stato sempre semplice. “Mi è costato molto”, ha spiegato, perché significa affrontare temi e scelte che all’inizio non tutti accettano. Ma resta, soprattutto, la soddisfazione di essere arrivata prima su molti traguardi.
Il sogno di tornare a Sanremo
Dopo il ritorno in gara nel 2020 con Niente (Resilienza, 74), Rita Pavone non esclude un nuovo passaggio all’Ariston. “Con una bella canzone mi piacerebbe andare di nuovo a Sanremo. Non tanto come ospite, ma in gara, perché a me piace lottare”.
Sul possibile festival guidato da Stefano De Martino, l’artista si è detta fiduciosa: “È bravo, canta bene, suona il pianoforte, balla. Mi pare sulla strada giusta”. Poi il pensiero ad Amadeus: “La mia gratitudine va a lui, non lo dimenticherò mai, perché dopo 38 anni mi ha riportato a Sanremo”.
Teddy Reno verso i 100 anni
Il premio arriva a pochi giorni da una data speciale: l’11 luglio Teddy Reno, marito di Rita Pavone, compirà 100 anni. L’artista ha raccontato con tenerezza e ironia le sue condizioni: dopo una polmonite avuta lo scorso anno, oggi sta bene, anche se ogni tanto appare un po’ confuso.
Poi il ricordo della loro storia d’amore, osteggiata all’inizio ma difesa con forza: “Abbiamo combattuto, abbiamo creduto in una storia vera. Tutte le difficoltà ci hanno fatto capire ancora di più che volevamo stare insieme e non facevamo del male a nessuno”.
Le sue canzoni nelle serie di tutto il mondo
La popolarità globale di Rita Pavone resta altissima. Brani come Datemi un martello, Il ballo del mattone, Cuore, Viva la pappa col pomodoro e Il Geghegè continuano a essere utilizzati in film e serie internazionali, da Ripley a Funny Woman, fino alla commedia Netflix Nonnas.
“Ci sono altre tre produzioni importanti che useranno mie canzoni”, ha anticipato Pavone, ricordando come quei brani siano stati incisi in più lingue e siano entrati nelle classifiche di molti Paesi.
La critica alla musica di oggi
Guardando alla musica italiana contemporanea, Rita Pavone riconosce la presenza di giovani talenti, ma critica l’omologazione imposta dal mercato discografico. “Non è colpa dei ragazzi, ma dei discografici, che vogliono riproporre sempre lo stesso suono”.
Poi il confronto con il passato: “Noi avevamo la fortuna di lavorare con persone come Ennio Morricone, Luis Bacalov, Lilli Greco. Ho vissuto il momento della grande scoperta dei cantautori: De Gregori, Venditti, Battisti. Una volta gli americani venivano a prendere da noi le canzoni a Sanremo, adesso facciamo il contrario”.
A 80 anni, Rita Pavone non si limita a celebrare ciò che è stato. Continua a parlare al presente, con la stessa energia di chi non ha mai smesso di cercare la prossima sfida.
Spettacoli
Sanremo 2027 verso l’addio alle Nuove Proposte: il vincitore dei Giovani gareggerà con i Big
Nel nuovo Festival diretto da Stefano De Martino non dovrebbe esserci una gara separata per le Nuove Proposte. Il vincitore di Sanremo Giovani accederà direttamente alla competizione con i Big. La finale è prevista il 18 dicembre su Rai1.
Sanremo 2027 si prepara a rinunciare alla sezione separata delle Nuove Proposte. Il vincitore di Sanremo Giovani dovrebbe entrare direttamente nella competizione principale, gareggiando insieme agli artisti Big sul palco dell’Ariston.
È una delle novità previste nella formula alla quale sta lavorando Stefano De Martino, nuovo conduttore e direttore artistico del Festival, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027. La Rai ha ufficializzato finora il ruolo di De Martino e le date della manifestazione, mentre il regolamento completo non risulta ancora pubblicato.
Il vincitore dei Giovani tra i campioni
La scelta riporterebbe in auge un meccanismo già sperimentato in passato: valorizzare il vincitore della selezione giovanile consentendogli di confrontarsi direttamente con i cantanti più affermati.
Una formula che nel 2019 contribuì alla vittoria di Mahmood con Soldi. Un precedente simile risale al 1998, quando Annalisa Minetti vinse il Festival con Senza te o con te dopo essersi imposta nella selezione dei giovani.
L’impostazione segnerebbe un cambiamento rispetto alle edizioni nelle quali Big e Nuove Proposte hanno seguito classifiche e percorsi distinti. Nel 2024 Carlo Conti aveva annunciato proprio il ritorno alla separazione fra le due competizioni.
Sei finalisti il 18 dicembre
Secondo le anticipazioni, i finalisti di Sanremo Giovani saranno sei e si affronteranno il 18 dicembre in prima serata su Rai1.
Tre concorrenti dovrebbero provenire da Area Sanremo, mentre gli altri tre saranno scelti dalla commissione musicale guidata da De Martino. Non è ancora stata resa nota la formula televisiva attraverso la quale si arriverà alla finale.
Una delle ipotesi è che il percorso di selezione trovi spazio nell’access prime time di Rai1, fascia nella quale De Martino è protagonista con Affari Tuoi. Il programma potrebbe essere una produzione autonoma oppure collegarsi al gioco dei pacchi, ma al momento si tratta di scenari non confermati dalla Rai.
Tutti i Big sul palco ogni sera
Il progetto del nuovo direttore artistico prevederebbe inoltre la presenza di tutti i Big in ciascuna delle cinque serate. Una scelta destinata a ridisegnare ritmo, votazioni e durata dello spettacolo.
Tra le novità allo studio ci sarebbe anche una serata denominata “Performance”, che potrebbe contribuire alla selezione del rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.
Anche su questo punto si attendono indicazioni ufficiali, perché la partecipazione italiana all’Eurovision è tradizionalmente collegata al vincitore del Festival, salvo rinuncia o diversa designazione.
De Martino prepara il suo primo Festival
Stefano De Martino ha ricevuto ufficialmente il passaggio di consegne da Carlo Conti al termine di Sanremo 2026. Da giugno lavora con la direzione Intrattenimento Prime Time della Rai alla macchina organizzativa della settantasettesima edizione.
Le prime indiscrezioni raccontano l’intenzione di costruire un Festival differente da quelli degli ultimi anni, con una competizione più compatta e una maggiore integrazione tra nuovi talenti e artisti affermati.
Il quadro definitivo arriverà però soltanto con la pubblicazione del regolamento: fino ad allora, l’abolizione delle Nuove Proposte e le altre innovazioni restano anticipazioni autorevoli, ma ancora in attesa della formalizzazione della Rai.
In Evidenza
Bob Dylan torna in Italia: tre concerti a Milano, Roma e Bologna con il Rough and Rowdy Ways Tour
Bob Dylan torna in Italia con tre appuntamenti del Rough and Rowdy Ways Tour: il 2 novembre a Milano, il 5 novembre a Roma e il 7 novembre a Bologna. I concerti saranno “Phone Free Show”, senza utilizzo di telefoni cellulari durante l’esibizione.
Bob Dylan torna a esibirsi in Italia. La leggenda della musica americana sarà protagonista di tre concerti il prossimo novembre, portando nel nostro Paese il suo Rough and Rowdy Ways Tour, lo spettacolo che negli ultimi anni ha raccolto il consenso di pubblico e critica.
Ad annunciare le date sono gli organizzatori D’Alessandro e Galli.
Tre appuntamenti in Italia
Il tour italiano prenderà il via il 2 novembre all’Unipol Dome di Milano, per poi proseguire il 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e concludersi il 7 novembre all’Unipol Arena di Bologna.
L’artista proporrà un repertorio costruito attorno ai brani di Rough and Rowdy Ways, l’album pubblicato nel 2020 che ha segnato uno dei momenti più apprezzati della sua produzione recente, insieme ai grandi classici che hanno attraversato oltre sessant’anni di carriera.
Biglietti: prevendita dal 20 luglio
La prevendita esclusiva riservata agli ascoltatori di Virgin Radio prenderà il via alle 11 di lunedì 20 luglio.
La vendita generale dei biglietti sarà invece aperta dalle 11 di mercoledì 22 luglio attraverso Ticketone.
Gli organizzatori invitano gli spettatori a verificare esclusivamente i canali ufficiali per l’acquisto dei tagliandi.
Concerti senza cellulari
Anche per le date italiane sarà confermata la formula del “Phone Free Show”, già adottata da Bob Dylan in numerosi concerti internazionali.
Grazie alla collaborazione con Yondr, il pubblico potrà entrare con il proprio telefono cellulare, ma il dispositivo sarà inserito in una speciale custodia sigillata che resterà chiusa per tutta la durata dello spettacolo.
Non sarà quindi possibile utilizzare smartphone, videocamere o altri dispositivi di registrazione durante il concerto.
L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è offrire agli spettatori un’esperienza di ascolto più immersiva, restituendo tutta l’attenzione alla musica e all’esibizione dal vivo.
Una carriera ancora in evoluzione
A 85 anni, Bob Dylan continua a essere una delle figure più influenti della musica contemporanea.
L’ultima pubblicazione ufficiale è The Bootleg Series Vol. 18: Through The Open Window, 1956-1963, uscita nel 2025, mentre Rough and Rowdy Ways resta il lavoro in studio più recente, un disco accolto con entusiasmo dalla critica e considerato da molti tra i migliori della sua produzione dell’ultimo decennio.
Cantautore, poeta e Premio Nobel per la Letteratura, Dylan continua a reinventare i propri concerti sera dopo sera, modificando arrangiamenti e scalette. È proprio questa imprevedibilità a rendere ogni suo spettacolo un evento unico, capace di richiamare fan storici e nuove generazioni.
Le tre date italiane rappresentano quindi un appuntamento di grande rilievo per gli appassionati di musica dal vivo e l’occasione per rivedere sul palco uno degli artisti che hanno segnato la storia della canzone internazionale.
In Evidenza
Peppino di Capri, il ricordo di una ragazzina diventata giornalista
Ero solo una ragazzina, 13-14 anni e Peppino spesso di pomeriggio stava seduto in piazzetta, a Ischia. Ero una sua ammiratrice: lui suonava, a seconda dei periodi, allo Scotch Club o al Castillo d’Aragona, il night del Castello. Un anno era quasi tutte le sere in cartellone, un motoscafo passava davanti ai lidi con il megafono: “Questa sera al Castillo d’Aragona Peppino di Capri e la sua orchestra”… tanti giri e l’altoparlante che ripeteva il messaggio. La sera ci stava la folla ma io non potevo andare ancora al night… Così lo ascoltavo dal mangiadischi. ‘Una catena d’oro’, ‘Frenesia’ , poi ‘Champagne’ e tante altre. Me ne piaceva una in particolare che Peppino non faceva quasi mai ai concerti cui sarei andata una volta più grande: ‘Il musicista’. Vera poesia.
Un giorno mi avvicinai a quel tavolino del bar, Peppino era con Sasà che aveva una discoteca e con un signore dai capelli bianchi. Gli chiesi l’autografo: mi fece sedere e mi volle offrire una spiga lessa (c’era il venditore ambulante lì vicino) e ogni volta che lo incontravo, salutava e rispondeva. Per anni.
Poi sono cresciuta e andavo a sentirlo ogni volta che mi si presentava l’occasione. E poi una volta giornalista a Mediaset l’ho intervistato tante volte: sempre disponibile, cordiale. Mi ha persino fatto sentire qualche canzone in anteprima, mi parlava del figlio musicista ed io gli dicevo: “Perché non riarrangiate insieme i tuoi successi?”.
E poi arrivò il mio libro su Lucio Battisti e lui mi fece la prefazione. Perché Peppino aveva iniziato a cantare ragazzino quando c’erano gli americani a Capri e Lucio Battisti amava Ray Charles. Ed anche perché Peppino per quanto ‘di Capri’ aveva trovato il primo grande successo a Ischia, al ‘Rangio Fellone’. E venne anche alla presentazione del libro al Rangio, e riscoprì dei pezzi della sua Ischia in quei giorni, tanto che poi ritornò con gli amici, con la sua barca rossa, anche solo per un pranzo al Cocò Mare.
L’avevo sentito forse per sbaglio qualche settimana fa, non stava bene e adesso se ne è andato. Lasciando un vuoto ma lasciandoci le sue immortali canzoni


