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Economia

Rischio deepfake per la finanza, perdite miliardarie

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A gennaio la dipendente di una compagnia di Hong Kong è stata ingannata e spinta a trasferire quasi 25 milioni di euro dell’azienda durante un meeting virtuale in cui uno o più cybercriminali si sono finti colleghi e dirigenti della compagnia stessa usando la tecnica del deepfake, i video finti generati con l’intelligenza artificiale che incombono anche sugli appuntamenti elettorali del 2024. È probabile che incidenti come questo aumenteranno man mano che malintenzionati scopriranno e utilizzeranno un’IA sempre più sofisticata ma accessibile.

A lanciare l’allarme è un rapporto di Deloitte: solo negli Stati Uniti nel 2023 le perdite nel settore banche e finanza sono state di 12,3 miliardi di dollari, e si prevede arriveranno a 40 miliardi nel 2027. Secondo Deloitte, esiste già un’intera industria nel dark web che vende software truffa per migliaia di dollari ma anche per 20 dollari. E questa democratizzazione di mezzi dannosi sta rendendo meno efficaci numerosi strumenti antifrode attuali. Solo per i deepfake audio, il settore tecnologico è indietro nello sviluppo di strumenti per identificare i contenuti falsi. Alcuni tipi di frode – aggiunge il rapporto – potrebbero essere più vulnerabili all’intelligenza artificiale generativa rispetto ad altri.

Ad esempio, la compromissione della posta elettronica aziendale come riportano i dati dell’Internet Crime Complaint Center dell’Fbi che tiene traccia di 26 categorie di frode. E con l’intelligenza artificiale i malintenzionati possono perpetrare frodi su larga scala prendendo di mira più vittime contemporaneamente. Solo nel 2022, l’Fbi ha contato 21.832 casi di frode via email aziendale con perdite per circa 2,7 miliardi di dollari. Il Deloitte Center for Financial Services stima che in uno scenario di adozione “aggressiva” le perdite legate alle frodi generate dall’intelligenza artificiale tramite posta elettronica potrebbero ammontare a circa 11,5 miliardi di dollari entro il 2027.

“L’intelligenza artificiale generativa offre un potenziale apparentemente infinito per amplificare sia la natura che la portata delle frodi contro le istituzioni finanziarie e i loro clienti, è limitato solo dall’immaginazione di un criminale – dice Deloitte – L’incredibile ritmo delle innovazioni metterà alla prova gli sforzi delle banche per stare al passo con i truffatori. Questo perché i deepfake generativi abilitati all’intelligenza artificiale incorporano un sistema di autoapprendimento che controlla e aggiorna costantemente la propria capacità di ingannare i sistemi di rilevamento basati su computer”. Mastercard, ad esempio, sta adottando una nuova tecnologia di intelligenza artificiale generativa che analizza un trilione di dati per prevedere se una transazione sarà autentica o meno.

“Le banche – suggerisce Deloitte – dovrebbero concentrarsi sugli sforzi per combattere le frodi derivanti dall’intelligenza artificiale generativa. Non esiste una soluzione miracolosa – conclude la società di consulenza – i team antifrode dovranno accelerare continuamente il loro apprendimento per stare al passo con i truffatori. Essere a prova di futuro contro le frodi richiederà alle banche di riprogettare le proprie strategie, governance e risorse”.

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Economia

La Campania a Vinitaly 2026, 170 aziende insieme ‘Dove soffia l’eccellenza’

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A Verona, i riflettori della 58ª edizione di Vinitaly si sono accesi su una Campania che sceglie di raccontarsi attraverso un’immagine rinnovata e una strategia corale. All’interno del Padiglione B, uno spazio espositivo di ben 5.600 metri quadrati accoglie visitatori e addetti ai lavori con un’estetica coordinata, progettata per esaltare le eccellenze enologiche regionali in modo armonico e unitario. Al centro di questo ecosistema brilla Piazza Campania, il cuore pulsante dell’area, dove i Consorzi di Tutela si fanno custodi dei diversi territori, offrendo un fitto calendario di degustazioni e approfondimenti interamente dedicati ai vitigni autoctoni.

L’edizione di quest’anno si distingue per un suggestivo parallelismo con il mondo della vela. In vista dell’America’s cup che vedrà protagonista il litorale partenopeo, la Regione ha scelto di unire idealmente la passione per il mare alla cultura millenaria della terra sotto il claim evocativo: “Dove soffia l’eccellenza”. Questo legame simboleggia una regione dinamica, capace di navigare verso il futuro senza perdere la rotta delle proprie radici.
L’esperienza proposta si articola in un percorso di approfondimento tecnico e divulgazione. Masterclass guidate da esperti del settore permettono di esplorare la complessità dei bianchi, dei rossi, dei rosati e delle bollicine campane, lasciando spazio anche a riflessioni cruciali sul ruolo delle donne nell’agricoltura e sulle sfide della sostenibilità. A completare l’offerta, l’integrazione agroalimentare gioca un ruolo chiave: il patrimonio vitivinicolo dialoga costantemente con le eccellenze gastronomiche locali, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale che celebra la tradizione culinaria della regione.


Sul fronte commerciale, la presenza di circa 170 aziende trasforma il padiglione in una potente piattaforma di rete. L’obiettivo è chiaro: favorire l’incontro tra produttori e operatori internazionali per consolidare la visibilità dei vini a marchio DOP e IGP sui mercati globali. Questa partecipazione collettiva evidenzia la ricchezza di un comparto fondato sulla biodiversità e sul lavoro quotidiano di viticoltori che, pur mantenendo le specificità delle singole province, hanno scelto di presentarsi al mondo con un’identità visiva comune e coesa.


In ogni calice e in ogni iniziativa emerge l’essenza di una terra unica, capace di unire storia e innovazione costante. La Campania si conferma così una protagonista attenta e raffinata del panorama enologico mondiale, sapendo coniugare la qualità delle sue produzioni con una sobria eleganza che punta dritta al cuore del mercato globale.

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Economia

Mps, sfida per il nuovo cda: fondi divisi tra Lovaglio e Palermo

Verso l’assemblea Mps: BlackRock sostiene la lista Lovaglio, Vanguard e altri fondi verso Palermo. Decisivi i voti dei grandi azionisti.

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Alla vigilia dell’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, chiamata a eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, si delineano schieramenti contrapposti tra i grandi fondi.

BlackRock si è espresso a favore della lista di Plt Holding, che include l’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio. Dall’altro lato, Vanguard e altri investitori istituzionali sarebbero orientati a sostenere la lista del cda uscente, che propone come nuovo ceo Fabrizio Palermo e come presidente Nicola Maione.

Il peso degli azionisti

BlackRock, terzo azionista del Monte, ha ridotto leggermente la propria partecipazione dopo la record date, mentre il fondo sovrano Norges Bank Investment Management aveva già espresso sostegno alla lista Lovaglio.

Sul fronte opposto, si rafforza il sostegno alla lista del cda, con l’orientamento favorevole dei proxy advisor Iss e Glass Lewis e il possibile appoggio del gruppo Caltagirone, secondo azionista della banca.

Attese per Delfin e Banco Bpm

Restano determinanti le decisioni di Delfin, primo azionista con il 17,5%, e di Banco BPM, che detiene il 3,74%. Entrambi potrebbero orientarsi verso l’astensione, contribuendo a mantenere incerto l’esito del voto.

Nel frattempo, UBS ha dichiarato una partecipazione complessiva del 5,2% attraverso strumenti finanziari, con una quota di diritti di voto pari al 2%.

Assemblea decisiva

Il Tesoro ha già fatto sapere che non depositerà il proprio 4,9%, mentre l’affluenza all’assemblea potrebbe attestarsi intorno al 70% del capitale.

La riunione di mercoledì si preannuncia decisiva per la governance del Monte dei Paschi, con un esito ancora incerto e legato agli equilibri tra i principali azionisti.

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Economia

Tim sceglie advisor per l’Opas di Poste: Del Fante difende l’offerta da 10,8 miliardi

Tim nomina advisor per valutare l’Opas di Poste Italiane. Del Fante difende l’offerta da 10,8 miliardi e parla di crescita e sinergie.

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Il consiglio di amministrazione di TIM ha conferito mandato a Evercore e Goldman Sachs come advisor finanziari per la valutazione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane.

Sul piano legale, il gruppo sarà assistito dagli studi Bonelli Erede e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.

Del Fante: “Offerta equa e orientata al mercato”

L’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, ha difeso in un’intervista al Financial Times l’offerta da 10,8 miliardi di euro, respingendo le critiche su un possibile ritorno a un modello di controllo pubblico.

Secondo Del Fante, l’operazione rappresenta “un passo verso il mercato”, con una partecipazione statale nell’entità risultante che si attesterebbe poco sopra il 50%, in calo rispetto all’attuale 65%.

Struttura dell’Opas e valutazioni di mercato

L’offerta prevede, per ogni azione ordinaria di Tim, una componente in denaro pari a 0,167 euro e una quota in azioni Poste di nuova emissione pari a 0,0218 titoli.

Del Fante ha definito il prezzo “equo”, evidenziando un premio del 9% rispetto alle quotazioni precedenti all’annuncio. In Borsa, tuttavia, si registra un leggero sconto, con Tim attorno a 0,66 euro e Poste a 22,13 euro.

Sinergie e prospettive di crescita

Il manager ha sottolineato come l’operazione punti non solo al valore immediato, ma anche alle sinergie future e a una traiettoria di crescita più solida per il gruppo integrato, offrendo agli investitori la possibilità di beneficiare di ulteriori rialzi.

Prossimi passaggi assembleari

Il dossier resta aperto anche sul piano societario: il 15 aprile i soci di Tim saranno chiamati a votare il bilancio e, nella parte straordinaria dell’assemblea, il raggruppamento delle azioni, passaggi che potrebbero incidere sull’evoluzione dell’operazione.

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