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Rinviata udienza Open: Renzi attacca duro la procura di Firenze

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Attacca ancora i magistrati fiorentini Matteo Renzi. Lo fa all’ingresso del palazzo di giustizia di Firenze e poi ancora al termine dell’udienza preliminare, sulle presunte irregolarità ai finanziamenti a Open, la fondazione da cui dipendeva anche lo svolgimento della kermesse politica di Renzi alla stazione Leopolda di Firenze. L’udienza riprenderà il 27 gennaio, questa la data del rinvio su richiesta della procura. “Non ho violato alcun articolo di legge, il mio comportamento è assolutamente specchiato e perfetto – dice Renzi mentre si dirige verso l’aula al fianco del suo difensore, avvocato Federico Bagattini -. Inizio a sospettare che non tutti i magistrati possano dire la stessa cosa. Bisognerà verificare se qualcuno ha violato la legge: se la Cassazione dice al pm distruggi il materiale e il pm non lo distrugge questo per me o è eversivo o anarchico e oggi glielo vado a dire in faccia”.

Il senatore Renzi, ritenuto dagli inquirenti direttore di fatto della ex fondazione, è accusato di finanziamento illecito ai partiti in concorso con l’ex presidente di Open, l’avvocato Alberto Bianchi, e i componenti del cda. Insieme a loro, sono imputate altre 10 persone, tra cui i parlamentari Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Marco Carrai. L’ex premier è l’unico imputato oggi presente in aula, dove si svolge l’udienza. Fuori, oltre a cronisti e fotografi, anche tanti avvocati incuriositi dalla presenza dell’ex premier. Dopo venti minuti, tutto è finito. Il gip Sara Farini ha rinviato l’udienza al 27 gennaio, su richiesta della procura che intende aspettare il deposito dell’ordinanza con cui la Consulta ieri ha ammesso il conflitto tra i pm fiorentini e il Senato.

In udienza il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonio Nastasi, titolari delle indagini, hanno anche chiesto il sequestro dei documenti in cui è riportato il contenuto di pc e telefoni di Marco Carrai, oggetto in passato di sequestro già annullato dalla Cassazione. Sciamano dall’aula i pm, gli avvocati e il leader di Italia viva che riprende subito la parola: “Ero contrario al rinvio dell’udienza, ma il giudice ha accolto la richiesta della procura”. Poi nuovo attacco alle toghe: “In aula l’ho detto al procuratore Turco e al sostituto Nastasi: non mi fido di voi perché avete violato la Costituzione e la legge. Prima di andare via li ho salutati con una stretta di mano”.

E incalza: “Ora devo andare a Genova per irrobustire la denuncia che abbiamo presentato contro i magistrati fiorentini: se tu pm hai ricevuto una sentenza in cui ti si dice distruggi il materiale che non puoi avere e continuare a farlo girare come è successo in una commissione parlamentare questo è violazione di legge. Certo poi lo verificheranno i magistrati genovesi”. Una nota diffusa poi dall’ufficio stampa di Italia viva riferisce inoltre che sul finire dell’udienza “il procuratore Luca Turco, iniziando un dibattito molto acceso, si è avvicinato al senatore Renzi visibilmente contrariato, mostrando l’intervista che il senatore ha rilasciato questa mattina a La Stampa”.

Renzi ha replicato, “alla presenza degli avvocati e degli addetti ai lavori: ‘E adesso che fa? Mi processa anche per le mie interviste? Le ribadisco che io non mi fido di lei”. L’accesa discussione, sempre secondo la nota, “è durata quasi dieci minuti davanti a tutti gli avvocati”. “Se qualcuno pensa di minacciarmi o intimidirmi non mi conosce – le parole di Renzi -. Mi dispiace solo se questo stile arrogante viene utilizzato anche con imputati che non hanno la possibilità di difendersi come faccio io”.

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Attacco hacker, cos’è la piattaforma coinvolta

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L’attacco hacker che nella giornata di ieri ha interessato vari paesi al mondo, tra cui in maniera estesa Francia e Italia, ha sfruttato una vulnerabilità conosciuta da diversi anni della piattaforma VMware Esxi. Il software fa parte del catalogo di programmi di VMware dedicati alla “virtualizzazione”. Con il termine ci si riferisce alla possibilità di simulare uno o più sistemi operativi all’interno di un computer, isolati e indipendenti, per vari scopi. Tra i tanti, la gestione di computer di un’azienda o di vari servizi e progetti ospitati in rete, anche verso un pubblico vasto come gli utenti di una pubblica amministrazione. L’operatore che ha accesso diretto a Esxi è il tecnico o il “sistemista” di un’organizzazione, parte del reparto IT dell’azienda. Infettare il computer su cui gira una macchina virtuale, a causa di un ransomware, vuol dire bloccare l’operatività di un’impresa o di una PA, con ricadute sui cittadini.

Lo ha sottolineato Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cybesecurity & Data Protection del Politecnico di Milano: “Se il blocco interessa server e computer dove sono presenti applicazioni e servizi digitali, offerti da aziende private e pubbliche amministrazioni, è lecito aspettarsi l’impossibilità di accedere o un progressivo rallentamento nella fruizione del servizio stesso. Il ripristino dei sistemi si renderà difficile nel caso gli archivi, tutti o in parte, non siano stati salvati altrove, prima dell’attacco”. Dal punto di vista tecnico, la vulnerabilità conosciuta e risolta già nel 2021 da VMware è indicata con la stringa “CVE-2021-21974” e permette, se utilizzata, di eseguire comandi da remoto sulle macchine colpite.

Il ransomware, denominato EsxiArgs, rende illeggibili i file sul computer, di fatto bloccandone l’accesso. L’utente visualizza le istruzioni da seguire per pagare il riscatto, circa due bitcoin, entro tre giorni. Poca importanza alla cybersecurity o difficoltà nel gestire i processi di aggiornamento le possibili cause della mancata applicazione della correzione da parte delle decine di organizzazioni nazionali coinvolte. Come spiegato da Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia. “La sicurezza dei nostri clienti è una priorità assoluta. Stando a quanto riportato pubblicamente, una variante del ransomware sembra sfruttare una vulnerabilità di due anni fa per la quale sono state rese disponibili le patch il 23 febbraio del 2021. L’aggiornamento dei sistemi è una componente fondamentale per prevenire gli attacchi ransomware. VMware consiglia a tutti gli utenti di iscriversi alla mailing list di avvisi di sicurezza e di visitare il “Ransomware Resource Center” per una guida dettagliata sulla prevenzione, il rilevamento e la risposta alle minacce di questo tipo”.

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Cronache

Tragedia in Francia, sette bambini morti con la madre in un incendio

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Dramma a Charly-sur- Marne, a 100 km a est di Parigi: 7 bambini, di età fra 2 e 14 anni sono morti con la loro mamma in un incendio scoppiato nella loro abitazione. Che cosa sia accaduto e come ancora non è dato capirlo ma l’intervento dei vigili del fuoco purtroppo non ha consentito di salvare nessuno dei piccoli, il papà di tre bambini è stato estratto ancora vivo e portato in ospedale: è ustionato in modo grave. Gli altri 4 piccoli erano nati da una precedente relazione della loro mamma. Su questa tragedia indaga la gendarmerie parigina ed è stata aperta un’inchiesta.

 

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Cronache

Camorra, maxi operazione contro il clan Mazzarella: droga, estorsioni e pompe di benzina

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Avevano investito anche nel settore della vendita di carburanti gli indagati nell’operazione dei Carabinieri di Napoli che hanno eseguito un’ordinanza di custoda cautelare per 24 persone, 9 delle quali già sono in carcere, ritenute collegate al clan Mazzarella.

Le persone coinvolte sono indiziate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish), violazione alla normativa sulle armi e sugli esplosivi, estorsione e impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche.
In particolare, le indagini, condotte dal febbraio 2018 al gennaio 2020, hanno consentito di:
– dimostrare la perdurante operatività del clan Mazzarella, diretto da Mazzarella Ciro e D’Amico Salvatore (quest’ultimo in ordine all’ articolazione del citato sodalizio operante in Napoli, nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, nonché nei comuni di San Giorgio a Cremano e Portici);

– documentare la contrapposizione armata con il gruppo camorristico dei Silenzio (quest’ultimo rientrante nella sfera di influenza dell’Alleanza di Secondigliano), operante sempre nel quartiere partenopeo di San Giovanni a Teduccio, nel cui ambito si inquadra, tra gli altri episodi, il lancio di bottiglie molotov su autovetture e motocicli del 29 agosto 2018;
– rilevare il crescente interesse da parte del Clan Mazzarella nel settore del commercio e della distribuzione degli idrocarburi, riscontrato dalle pretese estorsive avanzate nei confronti di un imprenditore del settore, nonché dall’acquisizione da parte di un affiliato di un’attività di distribuzione di carburanti nell’area di Fuorigrotta, nei pressi dello stadio Maradona;
– evidenziare il controllo delle attività di commercializzazione di tabacchi di contrabbando, nonché la diretta e indiretta gestione da parte del sodalizio delle principali piazze di spaccio nell’area orientale di Napoli.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Destinatari della custodia cautelare in carcere:
– MAZZARELLA Ciro, nato a Napoli il 3.5.1971;
– D’AMICO Salvatore, nato a Napoli il 20.09.1998;
– D’AMICO Umberto, nato a Napoli il 16.05.1996;
– D’AMICO Gabriele Salvatore, nato a Napoli il 13.08.1997;
– BORRELLI Giovanni, di Antonio, nato a Portici (Na) il 25.12.1969;
– CATINO Antonio, nato a Napoli il 22.08.1989;
– NOCERINO Alessandro, nato a Napoli il 22.02.1977;
– NOCERINO Pasquale, nato a Napoli il 02.03.1974;
– NOCERINO Pasquale, nato a Napolil 04.04.1974;
– TABASCO Francesco, nato a Napoli il 02.11.1994;
– URIO Giacomo, nato a Napoli il 08.04.1979;
– URIO Giovanni, nato a Napoli il 18.01.1995;
– URIO Pasquale, nato a Napoli il 20.01.1986;
– ARIOSTO Pasquale, nato a Napoli il 27.9.1983;
– AUTIERO Salvatore, nato Napoli il 6.4.1982;
– D’AMICO Salvatore, nato a Napoli il 01.08.1973;
– IMPROTA Gennaro, nato a Napoli il 6.8.1976;
– LUONGO Umberto, nato a Napoli il 29.7.1977;
– MUSELLA Giovanni, nato a Napoli il 28.5.1981;
– SALOMONE Giovanni, nato a Milano il 12.7.1967;
– IMPROTA Giovanni, nato a Napoli il 16.10.1977;

Destinatari della custodia cautelare agli arresti domiciliari:
– URIO Maria, nata a Napoli il 08.04.1979;
– DENTICE Anna, nata a Napoli il 15.10.1991;
– MONACO Mariano, nato a Napoli il 19.07.1976;

Camorra, retata dei Carabinieri a Napoli: decapitato il clan Mazzarella

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