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Riforme della Giustizia a ostacoli, Draghi prova l’ultima mediazione con Conte

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La partita della giustizia, da qualche giorno a questa parte, dal punto di vista politica e’ passata direttamente nella mani di Mario Draghi. Il premier incontra il ministro Marta Cartabia ormai a intervalli di una manciata d’ore, a testimonianza del fatto che, sulla riforma della giustizia, forse per la prima volta, Draghi deve davvero affrontare le spine di una maggioranza che va dal M5S alla Lega. E tirando il lenzuolo troppo dall’altra parte per il premier c’e’ il rischio che sia la parte opposta a scendere in trincea. Ed e’ un rischio, questo, che con l’ingresso nel semestre bianco, ufficialmente il 3 agosto, potrebbe ripetersi. All’orizzonte, tra la’ltro ci sono le nuove misure sul Green Pass – relative a scuola e trasporti, in particolare – sulle quali Matteo Salvinon non perde occasione di prendere le distanze da quella che sembra la linea prevalente nel governo. Ma non e’ finita. Agli inizi di agosto, o al ritorno dalle ferie, Draghi entrera’ nel vivo della riforma del fisco, altro tema altamente divisivo nella maggioranza. E con il rischio urne scongiurato fino a febbraio e le amministrative in arrivo e’ probabile che, tra i partiti a sostegno del premier, saranno scintille. Forse non a caso il premier potrebbe organizzare una conferenza stampa a conclusione di questa prima tranche del suo governo al termine della prossima settimana. Per fare un punto esaustivo su quanto fatto e per dare anche il senso che la missione dell’eseucutivo nella risalita dalla crisi pandemica, non si e’ conclusa. Prima dell’estate l’obiettivo di Draghi e’ incassare la riforma del processo civile al Senato e quella del processo penale alla Camera. Sul testo Cartabia Giuseppe Conte attende la mediazione proposta dal governo. Ma il messaggio che, da parte dell’esecutivo, arriva di fronte alle istanze del M5S e’ soprattutto quello di un apertura ad “aggiustamenti tecnici” che non stravolgono l’impianto della riforma. Ed e’ sotto questa luce che, a Palazzo Chigi e a via Arenula, sono viste le modifiche ai termini dell’improcedibilita’ per i reati per mafia o terrorismo che gia’ oggi – si sottolinea – “nel codice di procedura penale e in alcune leggi speciali godono gia’ di un trattamento processuale differenziato”. C’e’ poi un altro dato che, di fronte alle rimostranze del Movimento, dalle parti del governo viene sottolineato: alcuni interventi della riforma Bonafede sono stati apprezzati e mantenuti, come quelli relative alla sospensione della prescrizione dopo il primo grado. Ma tutto questo, al M5S, bastera’? Sulla giustizia Conte sta cercando di limare possibili spaccature interne e, inaugurando da qui a giovedi’ il ciclo di incontri con i deputati delle commissioni, sta provando a dare una linea unitaria a dei gruppi stremati da mesi di assenza di leadership. Ma sulla riforma Cartabia, nel Movimento, restano in piedi diverse sensibilita’. In tanti chiedono modifiche anche ai reati di corruzione e i piu’ ortodossi arrivano a ipotizzare il loro si’ alla fiducia – nel caso l’esecutivo la ponga sul ddl – ma non quello sul provvedimento in se’. “Io non so se posso votare questo testo, mi sa che avro’ la febbre…”, ironizza un deputato pentastellato. Rispetto a due giorni fa, tuttavia, l’intesa tra Draghi e Conte e’ piu’ vicina. Stara’ al governo spiegarla come mero aggiustamento tecnico per evitare ritorsioni leghiste e al leader in pectore dimostrare al Movimento che, oltre, non si sarebbe potuto andare.

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La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

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E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

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Cinema

“Respect”, un film su luci e ombre della grande Aretha Franklin

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Aretha, la regina del soul. Ree-Ree – come era chiamata in famiglia -, la bambina prodigio poi diventata donna con i suoi demoni e le sue fragilità. E neanche troppo sullo sfondo l’impegno sociale, la lotta per l’affermazione degli afro-americani e l’autodeterminazione delle donne. “Respect”, in sala dal 30 settembre per Eagle Pictures con la regia di Liesl Tommy, non e’ solo un biopic sulla vita di una delle voci piu’ importanti del panorama musicale americano di sempre (e non solo), mettendone in luce da una parte il successo e dall’altra gli aspetti piu’ cupi e dolorosi, ma anche la testimonianza di quanto la sua esperienza sia ancora attuale, in un momento in cui il movimento Black lives matter e quelli contro la violenza sulle donne fanno sentire forte la loro voce. Nel ruolo della regina del soul (Respect, (You Make Me Feel Like a Natural Woman, I Say a Little Prayer e Think, sono solo alcuni dei suoi successi immortali) una splendida Jennifer Hudson, scelta personalmente da Aretha Franklin per interpretarla nel lungometraggio sulla sua vita. Alcuni potrebbero dire che la Hudson si sia preparata per questo ruolo da quando e’ stata eliminata da American Idol (al 7/o posto) nell’aprile 2004. “Dopo il talent – racconta la cantante e attrice -, Aretha Franklin mi ha permesso di aprire un suo concerti. E’ stato un sogno, come lo sono i tanti momenti che ho condiviso con lei. Dopo aver vinto il mio Oscar per Dreamgirls, ha voluto incontrarmi, ed e’ stato a New York. Piu’ di 15 anni fa. E’ stato li’ che abbiamo iniziato a parlare di me che la interpretavo. Ora mi sembra che fosse destino in un certo senso. Capisco quanto sia stata un’enorme guida per la mia carriera”.

Respect, in un lasso temporale dagli anni Cinquanta ai Settanta, racconta il percorso non facile di Aretha Franklin (nata nel 1942 e morta nel 2018) per diventare la musicista brillante che tutto il mondo ha conosciuto: 18 Grammy Awards, la prima donna a entrare nella Rock’n’Roll Hall of Fame. La storia di una giovane donna con la voce piu’ emozionante e forte del mondo, che stava lottando per trovare se stessa, in un mondo che stava cambiando velocemente. E lei stessa diventa parte di questo cambiamento, con il suo attivismo per rivendicare i diritti degli afro-americani, spinta dall’esempio e dalla vicinanza con Martin Luther King, e il suo sostegno al Black Panther Party, al Black Power Movement e al Free Angela Movement. Il film inizia e finisce in chiesa (con la registrazione dell’album da record Amazing Grace), a ribadire il ruolo che la fede e l’esperienza gospel hanno avuto sulla sua formazione di donna e di artista.

“Una delle intenzioni dietro questo film – spiega la regista – era mostrare che la signora Franklin fosse in grado di guarire se stessa attraverso la sua arte. Per me era essenziale che le persone sentissero la profondita’ di Aretha come persona. La ricerca di una persona che non sapeva bene chi fosse. Era la storia che sentivo di voler raccontare, ed e’ stato quello che ha finito per essere il cuore del film, la sua spina dorsale”. Il film ruota intorno al rapporto di Aretha con le figure maschili della sua vita: il carismatico padre-padrone reverendo (Forest Whitaker – L’ultimo re di Scozia, The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, La moglie del soldato), il primo marito Jerry Wexler (Marc Maron), il secondo marito Ted White (Marlon Wayans). Nel cast anche Audra McDonald (nel ruolo della madre di Aretha) e Mary J. Blige (Dinah Washington), Tituss Burgess (Rev. James Cleveland), Hailey Kilgore (la sorella Carolyn) e Saycon Sengbloh (la sorella Erma).

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“Torneremo a scuola” è la canzone con cui la Polizia di Stato riaccompagna in classe gli studenti

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “Torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

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Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian dei Pooh, “Torneremo a scuola” racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia, delle scuole chiuse, della didattica a distanza, ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid. Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid. Un ritorno alla normalità graduale ma continuo.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe. Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose  iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool.

Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e  di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni  Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

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