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Riforma Nordio, dallo scontro politico alle carte giudiziarie: manifesti del No denunciati in Procura

La campagna referendaria sulla riforma Nordio finisce in Procura: denunciati i manifesti del comitato del No per presunta diffusione di notizie false.

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Lo scontro tra i sostenitori del Sì e quelli del No alla riforma Nordio supera il terreno politico e amministrativo e approda direttamente in Procura. Al centro della denuncia finiscono i manifesti del comitato Giusto dire No, sostenuto dall’Associazione nazionale magistrati, con lo slogan: «Vorresti giudici che dipendono dalla politica? No».

Il giurista Giorgio Spangher, presidente del Comitato Pannella-Sciascia-Tortora per il Sì promosso dal Partito Radicale, ha presentato una denuncia contro «tutti i soggetti responsabili in seno al Comitato Giusto dire No e dei facenti parte dell’Associazione Nazionale Magistrati che hanno agito in concorso».

Secondo l’esposto, redatto con l’avvocato Fabio Federico, lo slogan configurerebbe una violazione dell’articolo 656 del codice penale, che punisce la diffusione di «notizie false, esagerate o tendenziose» idonee a turbare l’ordine pubblico. L’accusa è quella di una comunicazione «palesemente falsa e tendenziosa», finalizzata a condizionare l’elettorato attraverso un timore ritenuto infondato. Alla Procura viene chiesto di valutare anche il sequestro preventivo dei manifesti, degli spot e di ogni altro materiale propagandistico.

La replica dell’Anm

Dall’Anm arriva una risposta netta: lo slogan, viene spiegato, sarebbe una sintesi del pensiero espresso pubblicamente dal ministro della Giustizia, e dunque rientrerebbe nel legittimo dibattito politico e referendario. La vicenda sarà illustrata ufficialmente oggi nella sede del Partito Radicale, mentre si attende l’esame dell’esposto da parte della magistratura, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza per tutti i soggetti coinvolti.

Il ricorso al Tar sulla data del voto

Parallelamente, resta aperto anche il fronte amministrativo. Il Comitato civico dei No ha presentato ricorso al Tar contro la fissazione della data del referendum al 22-23 marzo. Il tribunale amministrativo non ha concesso la sospensiva, ma ha fissato una decisione rapida nel merito per il 27 gennaio.

Il Comitato dei No ribadisce che l’obiettivo delle 500 mila firme è ormai raggiunto. Di parere opposto l’avvocato Giuseppe Caiazza, che ha definito l’iniziativa «dilatoria», intervenendo a un incontro insieme ai rappresentanti dei comitati per il Sì e a esponenti del centrodestra e del mondo liberale.

Errori giudiziari e tensioni politiche

Nel dibattito tornano anche le testimonianze di presunti errori giudiziari, portate all’attenzione pubblica da Enrico Costa, con racconti di arresti ripetuti e lunghe detenzioni dovute, secondo i protagonisti, a gravi falle procedurali.

Intanto, sullo sfondo, si riaccende lo scontro politico sul caso Hannoun. Dopo un’informativa alla Camera del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, le accuse e le repliche incrociate tra maggioranza e opposizione alimentano ulteriormente un clima già teso, con Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico su posizioni contrapposte.

Un referendum sempre più polarizzato

La campagna sulla riforma Nordio entra così in una fase ad alta conflittualità, dove il confronto politico si intreccia con iniziative giudiziarie e ricorsi amministrativi. In attesa delle decisioni della magistratura ordinaria e del Tar, il referendum si conferma terreno di scontro non solo sulle regole della giustizia, ma anche sui confini della comunicazione politica e della propaganda elettorale.

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India, stretta sui contenuti IA: etichetta obbligatoria e rimozione entro 3 ore

L’India impone ai social media l’etichettatura permanente dei contenuti creati con intelligenza artificiale e riduce a 3 ore il tempo per la rimozione dei post segnalati. Le nuove regole in vigore dal 20 febbraio.

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L’India ha deciso di irrigidire la normativa sull’uso dell’intelligenza artificiale nei social media. Con un’ordinanza del ministero dell’Informatica, il governo ha stabilito che i contenuti creati tramite IA dovranno essere chiaramente etichettati con un segno permanente e indelebile.

Le piattaforme digitali, inoltre, saranno obbligate a rimuovere i contenuti ritenuti inaccettabili entro tre ore dalla richiesta delle autorità. Il termine viene così drasticamente ridotto rispetto alle precedenti 36 ore. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 20 febbraio.

Stretta alla vigilia del summit globale sull’IA

L’annuncio arriva pochi giorni prima del summit globale sull’intelligenza artificiale in programma a Delhi la prossima settimana, al quale parteciperanno diversi leader internazionali, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron.

La mossa del governo indiano si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso la regolamentazione dell’IA, soprattutto per contrastare la diffusione di contenuti manipolati, deepfake e disinformazione.

Il ruolo del portale Sahyog

Già nel 2025 l’esecutivo di Delhi aveva introdotto il portale online “Sahyog” – che in hindi significa “cooperare” – per automatizzare l’invio delle segnalazioni ufficiali alle piattaforme social.

Con il nuovo provvedimento, l’India rafforza ulteriormente il controllo sullo spazio digitale, chiedendo alle aziende tecnologiche una risposta quasi immediata alle richieste delle autorità e una trasparenza esplicita sull’origine dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

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Esteri

Petro denuncia un piano per ucciderlo: “Sventato attentato all’elicottero presidenziale”

Il presidente colombiano Gustavo Petro denuncia un presunto attentato contro l’elicottero presidenziale e parla di un piano per colpire anche la sua famiglia. Rafforzate le misure di sicurezza.

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Il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato di essere scampato a un attentato dopo che, nella notte, l’elicottero presidenziale non ha potuto atterrare in una località della costa caraibica per timori di un attacco armato.

“Non ho potuto atterrare perché sono stato informato che l’elicottero su cui viaggiavo con le mie figlie sarebbe stato colpito. Non hanno nemmeno acceso le luci del punto di atterraggio”, ha affermato il capo dello Stato.

Le ipotesi su un piano più ampio

La vicenda è stata rilanciata anche dal giornalista e politico colombiano Hollman Morris, secondo il quale il presidente avrebbe scoperto un presunto piano per collocare sostanze allucinogene all’interno di un veicolo. Sempre secondo Morris, tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche un progetto per colpire la famiglia presidenziale.

Il governo non ha fornito dettagli sugli eventuali responsabili del presunto complotto. Le autorità hanno comunque rafforzato le misure di sicurezza attorno al presidente.

Clima teso in vista delle elezioni

L’episodio, riportato dai principali media colombiani, riaccende l’allarme sul clima di violenza politica nel Paese sudamericano. La denuncia arriva in una fase delicata, con le elezioni parlamentari previste per marzo e le presidenziali fissate a maggio.

Le verifiche sull’accaduto sono in corso. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su arresti o sviluppi investigativi.

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Mattarella a Cortina per il SuperG di Goggia e Brignone

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Cortina per assistere al SuperG femminile di Milano Cortina 2026 e visitare Villaggio Olimpico e Casa Italia.

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Dopo aver dichiarato ufficialmente aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a Cortina per assistere ad alcune gare olimpiche.

Il Capo dello Stato sarà presente in particolare al SuperG femminile, che vedrà al via tra le azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone. Si tratta di una delle prove più attese del programma alpino, in una cornice simbolica come quella delle Dolomiti.

Il programma tra sport e istituzioni

Mattarella arriverà nella “Regina delle Dolomiti” domani pomeriggio, dopo aver inaugurato a Trento l’anno accademico con l’intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca universitaria centrale.

Giovedì il presidente visiterà il Villaggio Olimpico, dove sarà accolto dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal segretario generale Carlo Mornati. È previsto un pranzo con le atlete e gli atleti azzurri, momento di vicinanza istituzionale al movimento sportivo italiano.

Prima di lasciare Cortina, Mattarella farà tappa anche a Casa Italia, confermando l’attenzione del Quirinale nei confronti dello sport nazionale in una fase centrale dei Giochi.

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