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Ambiente

Rifiuti e veleni, la finta buona notizia: la Campania paga “solo” 20mila euro al giorno di multa

La sanzione Ue per la gestione dei rifiuti in Campania è scesa a 20mila euro al giorno. Un passo avanti formale che non cancella dieci anni di infrazione e costi pubblici.

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I dati vanno ricostruiti con precisione. La sanzione inflitta dall’Unione europea alla Regione Campania per la cattiva gestione dei rifiuti oggi è pari a 20mila euro al giorno, non a 100mila.
Nel 2015 la condanna prevedeva 120mila euro al giorno più 20 milioni una tantum.
Nel 2022, con l’attivazione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Caivano, la multa scese a 80mila euro.
Nelle ultime ore, a seguito di ulteriori avanzamenti infrastrutturali, è arrivata l’ulteriore riduzione a 20mila euro ogni 24 ore.

La sanzione complessiva ha già superato 300 milioni di euro di esborso pubblico.

Riduzione certificata, ma non un successo

La riduzione è reale e formalmente riconosciuta dalla Commissione europea. Ma presentarla come un successo politico è una forzatura.
Pagare “solo” 20mila euro al giorno resta un’anomalia grave: significa che la Campania è ancora in procedura d’infrazione dopo dieci anni, e che il ciclo dei rifiuti non è considerato pienamente conforme alle direttive europee.

Il dato economico migliora, ma il giudizio strutturale resta negativo.

Perché la multa è scesa

Bruxelles ha riconosciuto:

  • l’avanzamento del piano di 12 impianti di compostaggio (investimento da 250 milioni di euro), con tre strutture già operative a Tufino, Marigliano e Pomigliano;

  • la realizzazione del nuovo impianto per la rimozione delle ecoballe a Giugliano.

Resta però una quota di sanzione legata a una scelta precisa: la mancata realizzazione di nuove discariche, che l’Ue continua a considerare un deficit di capacità di smaltimento.

La linea politica della Regione

La trattativa con Bruxelles è stata condotta nel 2025 dall’allora vicepresidente con delega all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, sotto la giunta guidata da Vincenzo De Luca.
La Regione ha rivendicato la scelta di non puntare sulle discariche, sostenendo una linea coerente con una gestione moderna dei rifiuti.

Una posizione politicamente legittima, ma che non ha ancora convinto del tutto l’Unione europea, come dimostra il residuo della sanzione.

Le reazioni politiche

Secondo l’eurodeputato Pd Lello Topo, oggi “ci sono le condizioni per chiudere definitivamente la procedura d’infrazione”, liberando risorse per transizione ecologica e servizi locali.
Dall’opposizione, Fulvio Martusciello riconosce il lavoro svolto ma chiede di completare il ciclo dei rifiuti e azzerare la sanzione, non solo ridurla.

Ambiente e salute: il punto rimosso

Il dato più rimosso dal dibattito resta quello ambientale e sanitario.
In aree come la Terra dei Fuochi, l’hinterland napoletano e quello casertano, l’emergenza non è archiviata: roghi, suoli contaminati e falde compromesse continuano a pesare sulla qualità della vita.

La riduzione della multa non restituisce ciò che i cittadini hanno perso in termini di salute, ambiente e risorse pubbliche.

Il caso Acerra

Nelle stesse ore, la giunta comunale di Acerra ha chiesto l’esecuzione immediata di una sentenza del Tar che impone alla Regione la bonifica di siti inquinati.
Il sindaco Tito d’Errico ha ricordato che le sentenze vanno rispettate e che le responsabilità non possono restare senza seguito.

La vera notizia che manca

La vera notizia non è la multa scesa a 20mila euro al giorno.
La vera notizia sarà solo una: zero euro di sanzione, procedura d’infrazione chiusa, ciclo dei rifiuti autosufficiente, ambiente tutelato.

Fino ad allora, parlare di successo resta fuorviante. La riduzione è un passo, non un traguardo.

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Ambiente

Messico, nuove strategie per salvare il giaguaro nel sud-est del Paese

Il Messico annuncia nuove strategie per la protezione del giaguaro, specie in via di estinzione. Migliora la popolazione, ma restano gravi minacce legate a deforestazione e grandi opere.

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Il ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali del Messico ha annunciato l’adozione di una serie di nuove strategie nel sud-est del Paese per proteggere il giaguaro, il più grande felino delle Americhe, tuttora classificato come specie in via di estinzione.

Conservazione degli ecosistemi e ricerca scientifica

In una nota ufficiale, il ministero ha spiegato che le misure sono orientate alla conservazione degli ecosistemi nelle aree in cui il giaguaro vive, all’applicazione dei risultati della ricerca scientifica e alla promozione della consapevolezza sulla convivenza tra comunità umane e fauna selvatica. L’obiettivo dichiarato è ridurre i conflitti e rafforzare la protezione a lungo termine della specie.

Il ruolo dello Yucatán

Nell’ambito di queste iniziative, il dicastero ha presieduto, tramite il proprio Ufficio di rappresentanza statale, una riunione del Gruppo per la Conservazione dei Giaguari nello stato dello Yucatán, area che ospita una parte significativa della popolazione nazionale di giaguari.

I dati sul miglioramento della popolazione

Secondo l’Alleanza Nazionale per la Conservazione del Giaguaro, la situazione della specie è migliorata nel 2025. I risultati del terzo censimento nazionale indicano la presenza di 5.326 giaguari in Messico, un incremento stimato intorno al 10% rispetto agli anni precedenti.

Le criticità legate allo sviluppo

Nonostante i segnali positivi, permangono gravi criticità. Progetti infrastrutturali promossi dal governo messicano, come il Treno Maya, hanno contribuito alla classificazione del giaguaro come “fauna nociva” in alcune aree, con effetti rilevanti sulla distruzione dell’habitat naturale nel sud-est del Paese.

Deforestazione e pressioni antropiche

Il problema è ulteriormente aggravato dalla deforestazione legata all’espansione dell’agricoltura industriale, dalla caccia illegale e dallo sviluppo immobiliare all’interno o in prossimità di aree protette. Fattori che continuano a rappresentare una minaccia strutturale per la sopravvivenza del giaguaro, nonostante gli sforzi di conservazione annunciati dalle autorità.

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Ambiente

Vigneti ed estirpi, Lollobrigida frena: “L’agricoltura non è solo produzione, serve prudenza”

Il ministro Lollobrigida invita alla prudenza sugli estirpi dei vigneti: l’agricoltura non è solo produzione, ma tutela dell’ambiente e del paesaggio.

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Sugli estirpi delle vigne per contenere la produzione vinicola in linea con le richieste del mercato, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida invita alla massima cautela. Una posizione netta, che parte da una visione più ampia del ruolo dell’agricoltura nel sistema economico e ambientale del Paese.

“L’agricoltura non è solo produzione”

Secondo il ministro, parlare di estirpi significa affrontare una questione che va ben oltre i numeri della produzione. L’agricoltura, sottolinea, non è soltanto produzione di beni, ma anche protezione dell’ambiente e cura del territorio. Estirpare una vigna non equivale automaticamente a sostituirla con qualcosa di pari valore, soprattutto in termini di tutela paesaggistica e attenzione al territorio.

Il patrimonio costruito nel tempo da chi ha coltivato quelle vigne, viene osservato, non è facilmente replicabile.

Paesaggio, ambiente ed economia legati tra loro

Lollobrigida richiama il legame diretto tra ambiente curato e sviluppo economico. Una parte rilevante del tessuto economico italiano deriva proprio da un territorio mantenuto in equilibrio. Oggi, ricorda il ministro, quasi il 50% dei turisti sceglie l’Italia per mangiare e bere prodotti conosciuti attraverso programmi televisivi, social network o ristoranti italiani all’estero, ma anche per vedere da vicino vigneti, colline, oliveti e realtà agricole curate.

Un turismo che cerca autenticità, paesaggio e contatto diretto con i produttori, dai vignaioli ai produttori di latte in malga.

I rischi di una scelta affrettata

Per questo motivo, quando si parla di estirpi, la parola chiave resta prudenza. Secondo il ministro esistono altre soluzioni per affrontare eventuali situazioni di iperproduzione, senza intervenire in modo drastico sul patrimonio viticolo.

Inoltre, viene evidenziato come il quadro nazionale non sia omogeneo: ci sono aree che spingono per ridurre la produzione e altre che, dopo un lungo lavoro di valorizzazione, chiedono di poter produrre di più.

Il confronto con il mondo del vino

La posizione del governo, ribadisce Lollobrigida, è quella di favorire il confronto. Il mondo del vino deve poter discutere, ragionare e avanzare proposte. Solo dopo questo percorso di ascolto e valutazione arriveranno le decisioni politiche, che resteranno comunque una responsabilità dell’esecutivo.

Una scelta che riguarda il futuro del territorio

La questione degli estirpi non viene quindi letta come un semplice strumento di regolazione del mercato, ma come una scelta che incide sul paesaggio, sull’identità dei territori e sull’attrattività dell’Italia. Un tema che, nelle intenzioni del ministro, richiede tempo, ascolto e una visione di lungo periodo.

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Ambiente

Scampia, Geolier dona un campetto di calcio ai bambini del Lotto G: «Studiate, questo spazio è vostro»

Geolier finanzierà il recupero del campetto di calcio del Lotto G a Scampia, da anni inagibile. La promessa ai bambini: «Andate a scuola e studiate».

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Il cuore di un ragazzo di periferia non si smentisce. Geolier, all’anagrafe Emanuele Palumbo, donerà un campetto di calcio ai bambini di Scampia. L’impianto si trova al Lotto G, è inagibile da tempo ed è stato di fatto sottratto ai più piccoli del quartiere.

L’appello dei bambini

La vicenda nasce da una serie di video-appelli diffusi sui social da un gruppo di minori, che chiedevano il recupero di uno spazio sportivo abbandonato. Gli appelli sono diventati virali e hanno raggiunto direttamente il rapper, che ha risposto con una videochiamata.

La condizione: studiare

La promessa di Geolier è stata chiara: la donazione ci sarà, ma a una condizione precisa.
«Andate a scuola e studiate», ha detto ai bambini.
E quando i ragazzi hanno proposto di intitolare il campetto a lui, la risposta è stata immediata: «No, deve portare il vostro nome, perché sarà solo vostro».

Un legame che non si è mai spezzato

Nonostante il successo internazionale e i milioni di dischi venduti, Geolier è rimasto legato alle sue origini nel rione Gescal. Un legame ribadito anche artisticamente, come nel brano 081, girato nei luoghi della sua infanzia. La solidarietà verso Scampia è stata accolta con entusiasmo dai bambini, che hanno diffuso sui social la videochiamata di ringraziamento.

Il ruolo della Municipalità

A spiegare il contesto è Nicola Nardella, presidente dell’ottava Municipalità:
«Il tutto nasce da un video-appello di alcuni ragazzini. Avevamo candidato il campetto del Lotto G a un bando comunale chiamato “Illumina”, ma ha vinto un’altra zona».
Nardella aggiunge che sono in programma tirocini formativi per disoccupati, che potrebbero essere impiegati anche nella manutenzione dell’area.

Il sopralluogo

Lo staff di Geolier ha già visionato l’impianto. È previsto per martedì prossimo un sopralluogo ufficiale tra i tecnici dell’artista e l’ufficio tecnico municipale.
Il campetto risale al 2005 e, pur rientrando tra le attrezzature di quartiere, «non è mai stato realmente utilizzato né manutenuto». Le risorse della Municipalità per lo sport, sottolinea Nardella, sono limitate e concentrate soprattutto sullo stadio Landieri.

Un sogno che prende forma

I bambini del Lotto G attendono ora che la promessa diventi realtà: un campetto dove giocare, stare insieme e sottrarsi alla strada. Avrebbero voluto chiamarlo “Geolier Stadium”, ma il rapper ha scelto di mettere loro al centro.
Un gesto simbolico e concreto insieme, che restituisce spazio, dignità e futuro a un pezzo di Scampia spesso raccontato solo per le sue ferite.

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