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Cronache

Riemerge il Tempio delle Ninfe: il bradisismo riscrive la mappa archeologica di Pozzuoli

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Il lento ma costante sollevamento del suolo flegreo continua a mutare la geografia e a risvegliare la memoria del litorale puteolano. Grazie all’abbassamento della marea e all’innalzamento del suolo legato al bradisismo, sono riaffiorati dal mare alcuni rocchi di colonne appartenenti al cosiddetto Tempio delle Ninfe, un monumento antico noto agli storici e antiquari, ora oggetto di nuove indagini archeologiche.

Un’area sommersa di eccezionale valore

Il tratto di litorale settentrionale di Pozzuoli, tra Lucrino, la Starza e l’ex zona industriale dell’Armstrong, si conferma uno dei poli archeologici sommersi più importanti del Mediterraneo. Il tempio, descritto già nel 1826 da Lorenzo Palatino nella sua Storia di Pozzuoli e contorni, comprendeva decine di colonne marmoree alte circa sei metri, disposte in due punti distinti ma riconducibili a un’unica struttura monumentale.

Le prime testimonianze settecentesche

Già nel 1774, l’erudito F.A. Letizia localizzava resti di colonne e murature nei pressi della costa, identificandoli come appartenenti al “Tempio delle Ninfe”, grazie anche a un rilievo del cartografo Tommaso Rajola. Le fonti del Settecento rafforzano l’identificazione templare del sito, cui si affiancano anche strutture di culto diverse, come il tempio dedicato al dio nabateo Dusares, edificato nel quartiere portuale noto come Vicus Lartidianus.

Un mosaico urbano tra porti, culti e commercio

Il contesto archeologico di Puteoli in epoca imperiale era un crocevia di civiltà, con quartieri come il Vicus Annianus e lo stesso Vicus Lartidianus, collegati da una viabilità ancora parzialmente visibile, come la strada basolata nei pressi del canalone Cordiglia. I Nabatei, mercanti di Petra, portarono la loro cultura religiosa e costruirono un proprio tempio, contribuendo a rendere Puteoli uno snodo fondamentale nei traffici mediterranei.

Il sito cancellato dall’industria armata

Nel corso dell’Ottocento, l’espansione degli impianti industriali della Armstrong compromise parte del sito archeologico: il Tempio delle Ninfe fu in parte distrutto per far spazio a una fossa di tempra dei cannoni. Tuttavia, memorie, documenti e incisioni degli studiosi dell’epoca hanno permesso di conservarne traccia.

Bradisismo e scoperte archeologiche

Se il bradisismo preoccupa per le sue conseguenze sul presente, è però anche un alleato degli archeologi. Riporta alla luce resti dimenticati: negli ultimi mesi, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli ha intensificato i monitoraggi nella zona, registrando affioramenti straordinari.

La villa sommersa e il porto antico

A febbraio 2025 sono emersi anche tratti della penisola mediana del porto antico di Puteoli, inclusa una banchina parzialmente affiorata. Subacquei e archeologi hanno poi localizzato una villa marittima romana con peschiera nei fondali vicini alla Casina Vanvitelliana del Fusaro.

Una città sommersa ancora tutta da scoprire

Il patrimonio archeologico sommerso di Pozzuoli è vastissimo. Gli archeologi ipotizzano una città estesa ben oltre la costa attuale, con quartieri produttivi, religiosi, residenziali e portuali, gradualmente inghiottiti dalle trasformazioni geologiche del territorio. Il ritorno del Tempio delle Ninfe è solo l’ultimo tassello di un racconto millenario, che continua a riaffiorare, pietra dopo pietra, colonna dopo colonna.

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Cronache

Minacce al giornalista Nello Trocchia, assegnata la scorta all’inviato del Domani

Il giornalista del Domani Nello Trocchia ottiene la scorta dopo le recenti minacce ricevute dalla criminalità. La decisione è stata presa dal Dipartimento di pubblica sicurezza e dalla Prefettura di Roma, elevando il livello di tutela già previsto negli anni scorsi.

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Assegnata la scorta a Nello Trocchia (foto Imagoeconomica), inviato del quotidiano Domani, finito negli ultimi tempi nel mirino della criminalità attraverso minacce e intimidazioni.

La decisione, anticipata dal giornale per cui lavora il cronista, è stata adottata dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno insieme alla Prefettura di Roma.

Elevato il livello di tutela

Per Trocchia era già attiva una misura di vigilanza negli anni precedenti, ma ora le autorità hanno deciso di elevare il livello di protezione disponendo la scorta personale.

Il provvedimento arriva in un clima di crescente attenzione verso le minacce rivolte ai giornalisti impegnati in inchieste su criminalità organizzata, corruzione e affari illeciti.

Libertà di stampa e sicurezza dei cronisti

La vicenda riaccende il tema della tutela dei giornalisti che svolgono attività investigative su contesti criminali e ambienti ad alta pressione intimidatoria.

La protezione disposta per Trocchia rappresenta una misura preventiva adottata dalle autorità sulla base delle valutazioni effettuate dagli organismi competenti in materia di sicurezza.

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Cronache

Tragedia a Sorrento, uomo precipita nel cortile della cattedrale: morto sul colpo un 64enne

Un uomo di 64 anni di Massa Lubrense è morto a Sorrento dopo essere precipitato dal muro perimetrale della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo. L’incidente è avvenuto mentre stava probabilmente rimuovendo delle erbacce. Indagini in corso dei carabinieri.

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Un uomo di 64 anni, residente a Massa Lubrense, è morto questa mattina dopo essere precipitato nel cortile interno della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo a Sorrento.

L’incidente si è verificato intorno alle 10:45.

La caduta dal muro perimetrale

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, l’uomo si trovava sul muro perimetrale della cattedrale e stava probabilmente effettuando lavori di rimozione di erbacce.

Per cause in corso di accertamento avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel cortile sottostante.

L’impatto si è rivelato fatale.

Inutili i soccorsi

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sorrento e i militari del nucleo investigativo di Torre Annunziataper i rilievi tecnici.

Gli investigatori stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Indagini in corso

Al momento non vengono escluse ipotesi accidentali legate alla perdita di equilibrio durante l’intervento di manutenzione.

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore anche per stabilire eventuali condizioni di sicurezza presenti nell’area.

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Cronache

Scampia, picchiata dal marito per TikTok: “Mi controllava da vent’anni”

Una donna di 41 anni di Scampia è stata picchiata dal marito dopo avere scaricato TikTok sul cellulare. La vittima ha denunciato anni di violenze domestiche e controlli ossessivi. L’uomo è stato arrestato dopo l’intervento della polizia e il ricovero della donna al CTO di Napoli.

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Una notifica di TikTok, il display che si illumina e poi la furia. È finita con un ricovero in ospedale e un arresto la drammatica vicenda di una donna di 41 anni di Scampia, aggredita dal marito dopo avere scaricato l’applicazione social senza il suo consenso. Secondo quanto denunciato dalla vittima, l’uomo avrebbe reagito con violenza dopo avere visto comparire sul cellulare della moglie alcuni messaggi di notifica legati all’app.

“Chi ti ha mandato questi messaggi?”

La donna ha raccontato agli investigatori che stava leggendo documenti inviati dalla figlia quando sono arrivate le notifiche di TikTok.

Il marito le avrebbe strappato il telefono dalle mani urlando: “Chi ti ha inviato questi messaggi?”.

Nonostante i tentativi della donna di spiegare che si trattava soltanto di notifiche automatiche e post pubblicati da altri utenti, l’uomo avrebbe iniziato a colpirla.

Calci, pugni e capelli tirati davanti al figlio

Secondo la denuncia, l’aggressione sarebbe avvenuta nell’abitazione di via Piero Gobetti. La quarantunenne sarebbe stata colpita alle braccia, al volto e tirata violentemente per i capelli.

A evitare conseguenze peggiori sarebbe stato l’intervento del figlio minorenne della coppia, richiamato dalle urla provenienti dalla stanza. L’uomo avrebbe poi lasciato temporaneamente l’abitazione, tornando però dopo circa mezz’ora.

“Non ti restituisco il telefono”

La donna avrebbe tentato di riavere il cellulare, ma il marito avrebbe risposto: “Non ti do nulla, lo devo controllare”. Temendo una nuova aggressione, la vittima sarebbe uscita di casa in piena notte, raggiungendo la madre grazie all’aiuto di un parente.

Le minacce anche sotto casa della suocera

La situazione non si sarebbe fermata lì. Secondo il racconto della donna, il marito l’avrebbe raggiunta anche sotto casa della madre continuando a minacciarla. A quel punto la quarantunenne avrebbe chiamato il 113.

Poco dopo sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso del Ospedale CTO, dove i medici le hanno diagnosticato quindici giorni di prognosi.

“Mi malmenava da anni”

Nella querela firmata presso il commissariato di Scampia emerge il racconto di anni di presunti maltrattamenti. “Mi ha sempre malmenata, senza preoccuparsi della presenza dei nostri figli”, avrebbe dichiarato la donna agli investigatori.

La vittima riferisce anche un episodio risalente a qualche anno fa, quando il marito avrebbe preso un cacciavite minacciando di ucciderla. Nel 2021, dopo un’altra aggressione, si sarebbe fatta accompagnare in ospedale senza però denunciare per paura e per proteggere i figli.

Arrestato il marito della donna

Sulla base della denuncia è stato arrestato il quarantaseienne Carmine M.

L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Stefania Faiella della sezione Fasce deboli della Procura di Napoli, sotto il coordinamento dell’aggiunto Raffaello Falcone.

La Procura ha chiesto per l’uomo la custodia cautelare in carcere. Come previsto dall’ordinamento italiano, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

Una violenza che continua a colpire

La vicenda riaccende i riflettori sull’emergenza della violenza di genere a Napoli.

Secondo i dati citati nell’inchiesta, ogni anno almeno cinquecento donne si rivolgono ai centri antiviolenza presenti nel territorio comunale. Una realtà che continua a raccontare storie di controllo, paura e sopraffazione spesso consumate tra le mura domestiche.

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