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Restiamo al SUD fa tappa a Vietri sul Mare, una perla immersa in un mare di colori

Giovanni Mastroianni

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Provenendo da Nord è  l’ultima perla della Costiera Amalfitana ed anche la più popolata, con circa 8000 abitanti. Celebre in tutto il mondo per la sua bellezza ed il buon vivere, per la lavorazione della ceramica e per tanto, tantissimo altro ancora, Vietri Sul Mare è una delle più suggestive tappe del Sud Italia.

Affacciata sul Tirreno e circondata dalla Macchia mediterranea, la cittadina si distende placida verso il mare turchese. Il suo centro storico, oggi decorato anche da luminosissime maioliche, racconta però un vissuto vivido, intenso, caratterizzato da perenni scambi commerciali, dall’arte manifatturiera, dal forte culto religioso, ma anche da assalti dal mare e da devastazioni vandaliche (soprattutto V Secolo), e quindi dalla necessità di ricostruzione, di proteggere e tramandare il suo splendore da un mondo che nell’avvicendarsi delle epoche è stato feroce al punto di dimostrare insensibilità al suo fascino. O forse proprio per questa sua bellezza, nei secoli è stata sempre ambita.

La storia si intreccia anche alla leggenda e dunque ai miti greci che ci raccontano dell’approdo di Giasone e dei cinquanta argonauti, qui scaraventati dall’ira di Eolo. 

Molto prima dell’anno mille, l’attuale impianto urbano ebbe a definirsi grazie alla comunità che si sviluppò intorno alla chiesa di S. Giovanni Battista, arricchita poi dal campanile e dalla ormai celebre cupola del Duomo, tutta maiolicata, che caratterizza l’intera visuale cittadina ed è punto di riferimento per ogni raffigurazione d’eccezione. Grazie proprio alla suggestiva posizione e alla sua collocazione al centro del borgo antico, questo luogo magico deve essere assolutamente visitato. Un vero gioiello, costantemente abbellito dal romanico al barocco, con un soffitto d’oro zecchino ed un altare che è un trionfo di marmi intarsiati, oltre a maioliche e decorazioni tipiche che abbelliscono ogni angolo.

Grazie alla secolare tradizione artistica e manifatturiera, la produzione di ceramiche traina ancora oggi l’intera economia locale – oltre ovviamente all’indotto turistico, quest’ultimo però solo stagionale – ormai famose in tutto il mondo per la vivacità dei colori e l’unicità dei motivi, tutti comunque raffiguranti o riconducibili a questo angolo di paradiso in terra, dominato dal blu e dall’azzurro del mare e del cielo, come dal giallo del sole e dei  limoni, la cui produzione li vede in parte collocati direttamente sul mercato, oppure trasformati in liquori apprezzati in tutto il mondo o ancora utilizzati come base d’essenza per dolci squisiti. A tal punto anche Villa Guariglia, oggi Museo Provinciale della Ceramica, merita di essere visitata.

Anche la Villa Comunale è bellissima, una vera e propria terrazza sul mare rivestita anch’essa dalle coloratissime ceramiche, e nella quale vengono allestite serate teatrali con uno sfondo mozzafiato.

Ovviamente tra le tante cose, c’è da vivere lo splendido mare attraverso le spiagge come la “Marina” o la sabbiosa “Baia”. Ma sicuramente la più suggestiva tra tutte è la “Crespella”, cinta da torri del  XVI Secolo e posta proprio di fronte ai “Due Fratelli”, i due faraglioni locali che rendono questo posto un vero incanto.

Per chi vuole poi godere anche del cibo, neanche a dirlo potrà deliziarsi con i frutti di mare freschi e di tutto il pescato giornaliero offerto da questo tratto di Tirreno, puro e cristallino, oppure con le prelibatezze della tradizione culinaria che qui riprende il meglio di quella Campana, caratterizzata dalla dieta mediterranea ed arricchita da tutti i prodotti e piatti tipici locali, che rappresentano senza ombra di subbio, i migliori sapori del mondo. 

Giovanni Mastroianni

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RestiAMO al SUD, tappa nella straordinaria Taormina

Giovanni Mastroianni

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Taormina ha tutto ciò che una meta turistica può desiderare di avere, elevato all’ennesima potenza. Giustamente citata ed inserita tra le migliori tappe del mondo, la bellezza di questo luogo è tale da togliere il fiato.

Grazie agli scambi commerciali che si perdono nelle tracce della storia, alle influenze dei Greci, Romani, Saraceni ed a seguire di tutti i popoli protagonisti dal Medio Evo al Risorgimento, che l’hanno dominata, assediata o amministrata, il territorio è pregno di un fascino eclettico che si aggiunge ed esalta la sua struggente bellezza naturale. La cittadina storica si affaccia come una immensa terrazza su di un vero paradiso terrestre, adagiata sul monte Tauro a duecento metri a strapiombo sul mare, con un clima sempre mite tutto l’anno ed un’estate mai afosa, addirittura ventilata. Tra le tante, Piazza IX Aprile offre una visuale sulla baia che merita di essere assolutamente raggiunta, dopo aver magari attraversato l’elegante Corso Umberto e non di meno fatto sosta nella splendida Villa Comunale, un giardino verde aperto al pubblico, che conserva l’impronta inglese della sua ispiratrice, capace di donare un immediato effetto ristoratore da ogni fatica del corpo e della mente.

La cornice dei monti Peloritani, dell’Etna e della riviera immersa nella macchia Mediterranea, tra cui si fanno largo i bagliori del mare, dal turchese allo smeraldo, sembrano intarsiare un gioiello vivo, pieno di luce e di colori. Sospeso nel blu, il Teatro Greco di Taormina, con una capienza di cinquemila spettatori, risalente al III Secondo Avanti Cristo, è una vera macchina del tempo che conduce in una dimensione incantata.

Ai piedi della città, l’Isola Bella è la spiaggia dove poter immergersi nella purezza di un mare che nasconde altri tesori per i sensi. Il fondale sassoso contribuisce a rendere limpidissimo tutto lo specchio d’acqua circostante, dal quale poter ammirare flora e fauna in abbondanza, con una irripetibile possibilità di immergersi con sommozzatori professionisti, che qui garantiscono un ticket per un eden marino.

Tutti i profumi ed i sapori autentici della Sicilia possono essere gustati nei tanti locali, stellati e non, dove si preparano piatti prelibati e genuini all’insegna della dieta mediterranea, arricchita dall’abbondante pescato giornaliero e dalle tantissime eccellenze locali e regionali che rendono tutto ancora più speciale. Perché l’intensità di questa Terra benedetta sembra inebriare davvero ogni particella di Taormina, con il suo plasma magmatico che circola sotto di noi nel perenne tentativo di raggiungere la luce attraverso il vulcano fumante, che ci osserva severo come a voler rammentarci di rendere sempre omaggio alla straordinaria beltà di tutto ciò che qui ci circonda.

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RestiAMO al SUD, tappa a Sperlonga: bellissima ed elegante perla della costa tirrenica

Giovanni Mastroianni

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Bellissima ed elegante, nelle sue linee essenziali, nel suo centro storico caratteristico, con la luce del sole che si riflette sulle pareti dei vicoli bianchi, pieni di fiori colorati, tra i quali si aprono squarci improvvisi sul mare azzurro.

La storia tramandata vuole che sia stata fondata dagli Spartani, ma fu di certo con i Romani che raggiunse il massimo splendore, per essere da loro particolarmente amata. Spesso assaltata dal mare, nell’epoca medioevale la città si strinse su se stessa arroccandosi sullo sperone di roccia sulla  quale si è così fusa e sviluppata in uno stretto abbraccio di case, chiese, vicoli e piazzette, imparando così a difendersi dai saccheggiatori provenienti dagli angoli più remoti del Mediterraneo così come da ogni altra insidia della storia. Ancora oggi sono visibili i resti di mura di protezione e delle torri di avvistamento., come la cinquecentesca Torre Truglia, che si staglia sul mare con una eleganza senza pari, conquistando tutti con la sua linearità e nella sua colorazione chiara, senza sfarzi ed eccessi inutili.

Nei nostri giorni, ogni visitatore viene accolto da una piazza che è una grande terrazza sul cielo e su di un mare che da qui si presenta immenso, mentre bagna la riviera di Ulisse decantata anche dal narratore dell’Odissea, che non seppe resistere al fascino del luogo che incantava già millenni fa. Fino a perdita d’occhio, tutti i promontori circostanti si tuffano nel mar Tirreno attraverso dolci digressioni, oppure compiendo salti che diventano ripide scogliere, tra cui si aprono grotte ed insenature spettacolari, continuamente ricamate dal vento, dall’acqua e dalla salsedine.

Aree naturali protette, incontaminate e con un mare sempre limpido, si alternano o si fondono con siti archeologici unici, come il Promontorio di Tiberio, dove sorge la villa che l’imperatore fece erigere nel I secolo D.C., ed i cui i resti sono custoditi nel complesso del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga. Da vedere assolutamente anche la Grotta dell’imperatore, che qui amava sempre tornare, una piscina naturale dove si allietava assistendo anche a spettacoli teatrali e musicali. 

Sperlonga è un sogno senza tempo che può ancora essere rivissuto negli stessi luoghi, bagnandosi nella purezza dello stesso mare. 

Stabilimenti balneari rinomati, attrezzati al meglio, dove è assolutamente bandita ogni forma di caciara o cafoneria, garantiscono relax ed ottimo cibo, particolarmente ricco dei frutti marini, dei succosi pomodori, dell’olio extravergine e della immancabile oliva gaetana.

Tanti locali, accoglienti e chic del centro storico offrono possibilità di intrattenimento variegato, da quelli dedicati agli aperitivi all’aperto, più allegri e festosi ma mai eccessivi, ai locali più ricercati per cene gourmet, ma anche pub, take away e gelaterie, ma sempre all’insegna del buon gusto e del savoir vivre, perché l’atmosfera che qui si respira costantemente è quella dell’eleganza nei modi, nei gesti, nella bellezza di questo luogo incantato.

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RestiAMO al SUD fa tappa a San Giovanni Rotondo, la città dove riposa Padre Pio

Giovanni Mastroianni

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Città della provincia di Foggia, immersa nel cuore del parco nazionale del Gargano, soprattutto dal medioevo in poi si è ritagliata un ruolo di primo piano nel settore economico dell’intero meridione d’Italia. Ma tutta la sua storia era forse già segnata fin dal suo nascere, indicato nel IV Secolo A.C., quando al culto pagano del dio Giano Bifronte si convertì presto al cristianesimo, che qui attecchì forte e profondo.

Nel susseguirsi dei secoli, il solco religioso avrebbe appunto condotto San Giovanni Rotondo ad abbracciare l’amatissima ed attualissima figura di Padre Pio da Pietrelcina, che qui visse l’ultima parte della sua vita terrena, terminata il 23 settembre 1968. Oggi questa città di quasi trentamila abitanti ne custodisce le reliquie, e a San Pio ha così legato per sempre il nome. 

L’Attuale complesso religioso, dove riposa in pace, sorto nel XVI Secolo, fu eretto per devozione alla Madonna, e pertanto conosciuto per mezzo millennio come Santuario della Santa Maria delle Grazie. Alla prima chiesa dedicata alla Vergine ed al convento dei cappuccini, dove San Pio trascorse l’ultima fase della sua missione in terra, si aggiunse la “chiesa nuova”, edificata nel 1959  anche per suo volere e per sue sollecitazioni. Proprio nella cripta sottostante, oggi è appunto custodito il corpo del Santo, amatissimo e venerato in tuto il mondo, al quale non mancano continui tributi provenienti da uomini e donne appartenenti ad ogni cultura e fascia sociale, dai potenti ai più bisognosi, da persone famose agli ultimi della società, che nel suo esempio e nelle sue parole hanno scoperto o ritrovato la Luce. Sempre per suo volere, nel 1975 fu anche costruito il Monastero della Resurrezione, che ospita la omonima chiesa. 

Ma al Santuario, oggi dunque conosciuto in tutto il pianeta con il nome di San Pio da Pietrelcina, spicca di certo l’avveniristica Chiesa voluta dai  Frati Minori Cappuccini e dai tantissimi devoti, che con le loro opere l’hanno finanziata e dedicata al loro sempre amato Padre. Progettata  dall’architetto italiano di fama mondiale, Renzo Piano, questa struttura fortemente simbolica ed evocativa, si sviluppa attraverso suggestioni moderne che effettivamente sottolineano come Padre Pio sia stato un Santo dei giorni nostri, un esempio unico di grande fede, di coraggio e di giustizia, in un tempo dove il denaro, il relativismo etico e l’egoismo, tentano il sopravvento definitivo su tutto e su tutti.

La storia di questo religioso così tenace, testardo, puro, sacrificato completamente al prossimo, come ogni autentico cammino di fede, narra però anche di grandi sofferenze, non di certo legate ai segni della sua devozione, di cui ne sopportava l’estremo dolore fisico come dono supremo, ma rappresentate dal difficile e tormentato rapporto con un apparato ecclesiastico che se in parte intuì il miracolo d’amore che esso esprimeva quotidianamente, dall’altro non sempre fu capace di metabolizzarlo, sia materialmente che spiritualmente.

Quando però il 2 maggio 1999, Giovanni Paolo II lo proclamò beato esprimendo tutta la sua commozione, ad acclamarlo in piazza San Pietro si contavano circa centocinquantamila pellegrini, giunti da ogni parte del mondo. Il 16 Giugno dell’anno 2002, quando lo stesso Papa lo proclamò Santo, il numero dei pellegrini era addirittura raddoppiato, circa trecentomila, pur a fronte di una giornata di caldo mai così torrido.

Forse anche grazie alla testimonianza mediatica diretta, ed alla vicinanza temporale delle sue opere caritatevoli, Padre Pio conquistò da subito tutti i cuori di un numero sempre crescente di fedeli, che ancora oggi ne onorano la memoria e la spiritualità. Nella cripta che contiene le sante reliquie si respira un’aria densa di emozione e forse anche qualcosa di più. Un’esperienza irrinunciabile che merita di essere vissuta almeno una volta nella vita.

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