Collegati con noi

Politica

Renzi lancia il suo Terzo Polo,ma aspetta Azione

Pubblicato

del

“Sono due anni e mezzo che mi dite che questo piccolo partito non conta niente ma con questo piccolo partito abbiamo mandato a casa Conte e abbiamo portato Draghi a palazzo Chigi. Io sono quello che l’ha portato. Conte, Salvini e Berlusconi lo hanno mandato a casa” e se con “un manipolo di persone capaci riusciremo ad entrare anche nella prossima legislatura, avremo la stessa forza con la quale abbiamo mandato a casa Salvini al Papeete e Conte”. Matteo Renzi sembra tracciare cosi’ una corsa solitaria alle prossime elezioni, convinto e deciso a non voler spartire nulla – ovviamente – “con Salvini e Meloni” ma nemmeno “con Fratoianni e Di Maio. Se gli schieramenti sono questi – scandisce intervistato da Lucia Annunziata a In Mezz’ora in piu’ – andremo da soli”. Ma il leader di Italia Viva, che di prima mattina aveva coniato l’hashtag “#terzopolo”, non abbandona l’idea di un centro ne’ la speranza che le ultime riflessioni di Carlo Calenda – che sul tavolo del Pd ha posto condizioni ‘pesanti’ per un’intesa – lo portino lontano da un apparentamento con i Dem. “Se al centro ci saranno anche altri a cominciare da Azione (Carlo Calenda ci sta pensando, svela), noi lo rispetteremo. Altrimenti sara’ un voto a un piccolo partito che pero’ segnera’ anche la prossima legislatura”. Un piccolo partito che, con questa legge elettorale, rischia di restare fuori. Ma Renzi guarda con fiducia alle urne: “Il mio obiettivo come Italia Viva e’ superare il 5%” promettendo agli italiani ancor piu’ incisivita’ in caso di fiducia: “in questo Parlamento avevamo il 3% di parlamentari, se con il 3% siamo riusciti a salvare l’Italia dal Papeete, mandare a casa Conte e portare Draghi, si figuri cosa possiamo fare con il 5%”. Dove prendere, pero’, i voti? “Molti cittadini di destra non voteranno la destra”, sembra rispondere Renzi evitando di pescare nell’astensionismo e puntando direttamente ad un elettorato “deluso” da chi “ha posto le esigenze della coalizione davanti a quelle della gente”. Nella corsa, appena iniziata verso le urne, Renzi non pare voler spingere sull’acceleratore. Si mostra cauto e – in attesa che si definiscano i perimetri di gioco – si ritaglia un ruolo da outsider: “Io non cerco di sistemarmi da qualche parte e non sono disponibile a qualsiasi ruolo” precisa piu’ volte. “Non mi interessa un seggio in cambio delle mie idee. Non mi interessa – rivendica – e l’ho dimostrato 6 mesi fa con l’elezione della presidenza della Repubblica in cui mi e’ stato offerto di tutto”. Addirittura, ricorda, “pur di avermi in squadra con il Conte bis mi offrirono un ministero ma io dissi “voglio Draghi non Renzi”. E allo stesso modo vale oggi”, taglia corto Renzi dissuadendo eventuali corteggiatori politici. Quello che e’ certo, oltre alla chiusura di ogni interlocuzione con il Pd (“che anziche’ giocare la carta riformista davanti alla destra sovranista parla di imposta di successione e candida i Fratoianni”), e’ che lui e Italia Viva rivendicano un ruolo “di centro, terza via, terzo polo… (chiamatelo come volete)” e che li’ attende possibili compagni di viaggio (oltre a Calenda un improbabile – per sua stessa ammissione – Mario Draghi, ma di certo la sua ministra, Elena Bonetti) e, soprattutto gli elettori.

Advertisement

Politica

Allarme Listeria, non solo nei wurstel di pollo

Pubblicato

del

Con la pandemia abbiamo preso confidenza con mascherina e gel disinfettanti per le mani, talvolta dimenticando tuttavia le regole generali di igiene e sicurezza alimentare. Tantopiu’ col dilagare dei consumi di cibi non cotti anche sotto le torride temperature estive o degustando formaggi a latte crudo in malga o dalle mani di un casaro. Trasgressioni che appagano il gusto ma possono costare care, come attesta l’allerta Listeria riaccesa in questi giorni dopo il sequestro di lotti di wurstel di pollo risultati positivi, e tolti dallo scaffale a titolo precauzionale dalla stessa azienda agricola produttrice veneta, la cooperativa Agricola Tre Valli. Si tratta, si sottolinea, di una decisione presa “esclusivamente a titolo precauzionale, in quanto l’erronea conservazione del prodotto e il mancato rispetto delle indicazioni di cottura riportate in etichetta potrebbero rendere l’alimento non idoneo al consumo sotto l’aspetto microbiologico”. Il ritiro, precisa l’azienda del Gruppo Veronesi, riguarda esclusivamente quanto prodotto e rimasto in commercio dopo l’estate, identificabile con il bollo CE IT 04 M e data di scadenza fino al 5 dicembre 2022 compreso. E i wurstel confezionati non sono neanche tra gli alimenti piu’ a rischio contaminazione da parte di questo batterio, – l’Iss (Istituto superiore di sanita’) ne segnala altri sette (i formaggi molli con muffa in superficie, il formaggio molle con muffa nella massa, tutti i tipi di pate’, il latte crudo, il salmone affumicato, i salumi poco stagionati ed i cibi poco cotti, ma anche la frutta e la verdura) – ma in casa come al chiosco dello street food i wurstel vanno sempre cotti perche’ e’ la cottura la precauzione piu’ efficace. L’allarme e’ diffuso: “resta alta – fa sapere il Ministero della Salute – l’attenzione a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, dovuti alla contaminazione di alimenti da parte del batterio Listeria”. Dal 2020 a oggi sono tre le persone decedute e 66 i casi clinici di listeriosi identificati in Italia. I decessi sono avvenuti a dicembre 2021, marzo 2022 e giugno 2022 in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e tutti hanno riguardato persone immunocompromesse o particolarmente fragili. La Listeria resiste molto bene alle basse temperature e all’essiccamento; il batterio vive con o senza ossigeno, inutile percio’ il sottovuoto, mentre e’ molto sensibile alle usuali temperature di cottura domestica degli alimenti. Lavarsi le mani, raccomanda l’Iss, prima e dopo la preparazione dei cibi, lavare accuratamente verdura e frutta, anche prima di essere sbucciate, lavare le superfici della cucina e degli utensili, separare sempre gli alimenti crudi da quelli pronti al consumo, assicurarsi che la temperatura del frigorifero domestico non superi i 4 C, seguire le istruzioni di conservazione riportate sulle etichette dei prodotti. “Serve piu’ educazione al consumo. C’e’ un analfabetismo microbiologico – afferma il tecnologo alimentare del Consiglio della Lombardia e Liguria Giorgio Donegani – Mai lasciare il cibo a temperatura ambiente, soprattutto d’estate con temperature tra i 20 e i 40 gradi. Una volta cotta bisogna velocemente mangiare la pietanza, e se la si riscalda va riportata a temperatura di cottura, e’ un errore sfornarla tiepida dal microonde. Inoltre, se in frigorifero si superano gli 8 gradi non si ha piu’ la temperatura di sicurezza. Occhio anche alla moda del defrost per abbassare i consumi energetici e occhio alle contaminazioni crociate tra cibi sporchi e puliti: mai usare stesse posate, tagliere e buste della spesa ad esempio per tartare e verdure”. Nei punti vendita e nei supermercati, sottolinea Federdistribuzione, “e’ efficace e molto reattiva la rete di protezione che scatta in Italia nei casi di allerta alimentare con procedure che prevedono misure in vigore ormai da oltre 15 anni e quindi piu’ che rodate”.

Continua a leggere

Politica

Plurinominale Campania, seggio in più ai Verdi tolto a Fi

Pubblicato

del

Cambia, sul sito del Viminale, l’elenco degli eletti alla Camera nel plurinominale per la Circoscrizione Campania 1: scompare dall’elenco il nome di Guido Milanese (Fi), entra quello di Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra). In caso di conferma definitiva gli eletti in regione del centrodestrascenderebbero a 22 a 21, quelli del centrosinistra passerebbero da 7 a 8.

Continua a leggere

In Evidenza

Spoil System e nomine, atteso cambio di incarichi

Pubblicato

del

 Cambio della guardia ai vertici di molte societa’ controllate dello Stato, di di Istituti pubblici e Agenzie. In molti casi la scadenza degli incarichi sara’ fra pochi mesi, cioe’ subito dopo l’insediamento del nuovo governo. Allora si capira’ quanto lo spirito di spoil system incidera’ sulla nuova nomenklatura. Lo meccanismo, riguarda direttamente i massimi vertici della P.A. e prevede che tutte le figure apicali decadano 90 giorni dopo la fiducia al nuovo Governo. Entro questo termine il Governo puo’ confermare o sostituire i dirigenti. In mancanza di un atto di conferma o di sostituzione il dirigente decade in automatico e si dovra’ comunque procedere a una nuova nomina. Non rientrano i questo meccanismo automatico le societa’ controllate dallo Stato, molte delle quali pero’ vedono oggi i rispettivi cda in scadenza nella primavera del prossimo anno, coincidenza che permettera’ al nuovo Governo di scegliere i suoi uomini Fra i dirigenti apicali soggetti allo Spoil System rientrano anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, il direttore delle dogane Marcello Minnenna e il direttore del Demanio, Alessandra Dal Verme. Per i due primi alti dirigenti la scadenza del loro mandato triennale (30 gennaio 2023) e’ concomitate con lo spirare del termine dei 90 giorni previsti dalle norme sullo Spoil System, mentre per il direttore dal Verme il mandato scadrebbe nel maggio 2024. La prossima primavera sono in scadenza anche altri vertici non soggetti alla tagliola. In particolare il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha il mandato in scadenza per il maggio 2023 ma secondo un’interpretazione dovrebbe restare in carica un altro anno cioe’ fino allo scadere del Cda da lui presieduto, nominato il 15 aprile 2020. Andando al gotha delle grandi societa’ di Stato, ballano in vista della primavera, i vertici e i consiglieri di amministrazione dei board delle 6 grandi quotate in Borsa controllate dal Mef: Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste e Terna . I sei Amministratori delegati e Presidenti, scadono tutti nel 2023 con l’assemblea di approvazione del bilancio 2022 prevista nella prima meta’ dell’anno. Alcuni, come l’a.d di Enav Paolo Simioni e la presidente Francesca Isgro’ sono al loro primo mandato. Altri come l’a.d. di Enel Francesco Starace, l’a.d. di Eni Claudio Descalzi sono al terzo. La prassi delle nomine pubbliche prevede un ricambio dopo tre mandati successivi, ma la forte crisi energetica e la tempesta geopolitica potrebbe far accantonare la prassi per assicurare stabilita’ ai due colossi energetici. Questo ragionamento favorirebbe anche le riconferma dei vertici di Terna con l’ a.d. Stefano Donnarumma e la presidente Valentina Bosetti. Il Governo potra’ prendersi piu’ tempo invece per Cdp e Fs, i cui vertici sono previsti in scadenza per il 2024 con l’assemblea di approvazione del bilancio 2023.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto