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Regione Campania, mezzo lockdown: ecco tutte le nuove misure restrittive per combattere il contagio

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E’ in corso di pubblicazione un’ordinanza, firmata dal Presidente Vincenzo De Luca contenente ulteriori misure di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.
“In relazione alla situazione epidemiologica esistente, sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo – è scritto in una nota della Unità di crisi della Regione –  di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile”. Ecco le principali misure adottate:

-Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre.
-Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.
-Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.
-Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi.
-E’ fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza.
-A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario.
Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina deciso due settimane fa.

 

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Ecco perchè Conte ci richiuderà in casa la seconda volta: l’8 marzo avevamo un decimo di contagi e morti di oggi

Paolo Chiariello

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Sono trascorsi quasi 8 mesi dai giorni in cui alle 18 in punto eravamo tutti incollati alla tv o allo smartphone per ascoltare le conferenze stampa in diretta del capo della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli. Erano claustrofobiche letture dei bollettini del contagio da Coronavirus in Italia. Diciamo che Angelo Borrelli ci porgeva con toni garbati numeri tragici. Ricordo ancora con tenerezza la cortesia di Borrelli quando iniziava la conferenza stampa dandoci il numero dei guariti da Covid. Indorava la pillola che pochi secondi dopo ci avrebbe somministrato quando sul suo volto si stampavano espressioni di dolore. Ci forniva il numero dei decessi o di italiani che entravano in terapia intensiva.

Vi ho ripubblicato, in modo che possiate riascoltarla, la conferenza stampa del 9 marzo. Dura 19 minuti e 28 secondi. I primi sei minuti sono dedicati dal ministro Francesco Boccia alla denuncia di alcune miserie umane ai tempi della pandemia. Capirete perchè #andràtuttobene #neusciremomigliori #celafaremo e altri hashtag ipocriti erano minutaglia sociologica da quattro soldi venduta a buon mercato nella casbah della comunicazione e dell’informazione italiana.

covid

Stavamo entrando in lockdown, 60 milioni di italiani sarebbero stati rinchiusi in casa dal 9 marzo al 18 maggio. Quando fummo liberati, il contagio da covid 19 era ridotto a quasi zero. Impiegammo 69 giorni per fermare il virus. Senza farmaci. Senza vaccino. Senza immunità di gregge. Impedimmo al virus di usarci come vettori per contagiare e uccidere i più deboli della nostra società. In quei 69 giorni abbiamo seppellito circa 36 mila nostri concittadini. Il 19 maggio scrissi su questo giornale che “le prossime settimane saranno fondamentali per capire se i nostri comportamenti riusciranno a tenere lontano il contagio o dovremo ritornare a fare i conti con la virulenza del Covid-19”.

Bene, i nostri comportamenti sono stati irresponsabili, insensati, idioti e ci hanno riportato indietro al giorno 8 marzo. Badate bene, ho scritto che i “nostri” comportamenti sono stati insensati. Quelli di tutti. Non solo i vostri. Inutile in questi casi prendersela con i giovani che fanno l’aperitivo, con i vecchi abbandonati nelle case di cura, con gli alunni che sono tornati a scuola, con quelli che non mettono la mascherina, con quelli che non fanno le multe. Quando un “Paese” non  funziona, la colpa non è di qualcuno ma di tutti. Un sistema sano funziona quando non ci sono omissioni o commissioni che concorrono a farlo funzionare male. Voglio dire, usando parole di Fabrizio De Andrè che quand’anche qualcuno di voi si senta assolto sappia che è comunque coinvolto in questa tragedia. Non se la caverà da solo. Non se la caverà giudicando gli altri colpevoli.

Non sono un virologo. Non capisco nulla di epidemiologia. Non mi va di partecipare alle gare tra negazionisti e terroristi del covid. Ciò che mi terrorizza ancor di più delle dispute tra politici è l’insensatezza delle polemiche tra scienziati. Molti di loro, peraltro, non si capisce manco quando riescono ad entrare in un ospedale o in un laboratorio già che li vediamo in televisione o li ascoltiamo in radio dalle 6 del mattino alla mezzanotte. Sempre lì a sentenziare, terrorizzare, spiegarci che i loro colleghi che ci terrorizzano dicono stronzate senza alcuna evidenza scientifica. Mai a dare uno straccio di spiegazione semplice a milioni di persone terrorizzate perchè non riescono a capire che cos’è giusto fare, come possono davvero partecipare alla lotta al covid.

 

Ve la faccio breve. Sperando abbiate ascoltato quello che diceva Angelo Borrelli nel video che vi ho ripubblicato. Quando il premier Giuseppe Conte “chiuse” l’Italia, i numeri del contagio ci dicevano che la pandemia in Italia aveva prodotto 463 morti , 7985 malati di cui 733 in terapia intensiva. Erano questi i numeri del contagio e dei morti per covid 19 in Italia. Numeri prodotti dal virus da metà febbraio (quando scoprimmo i focolai di infezione a Vo’ Euganeo e Codogno) al 9 marzo, quando scoprimmo che l’intera Italia rischiava di infettarsi. Ebbene a guardare ora quei numeri di allora, sembra quasi una situazione rassicurante.

Ora, fissate bene in mente quei numeri del 9 marzo: 463 morti, 7985 malati, 733 persone nelle terapie intensive. Numeri ché raccontavano una realtà difficilissima soprattuto tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Al Sud il virus non esisteva. Sì c’era lo sceriffo della Campania De Luca che lo cavalcava per finalità tutt’altro che commendevoli. Ma a qualcuno un po’ più accorto e meno servile, la sua lotta al covid in  Campania assomigliava alle battaglie di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Roba da psicologia clinica. Al sud c’era qualche piccolo focolaio d’infezione quà e là subito individuati, tracciati e spenti.

Nella sola giornata di ieri, 28 ottobre, i dati del ministero della Salute ci raccontano un’altra realtà, assai più tragica di quella che registrammo l’8 marzo. Ecco i dati che ha fornito ieri il ministero della Salute per il giorno 28 ottobre: 24.991 casi di positività al covid 19; 276.457 italiani malati di covid 19, di cui quasi 260mila in isolamento domiciliare senza sintomi o con lievi sintomi ma contagiosi. Ci sono 1536 persone in terapia intensiva, cioè persone che speriamo ce la facciano a guarire ma sappiamo che rischiano la vita.

Volendo essere pedanti con i numeri, vi forniamo un altro dato (fonte sempre Ministero della Salute) sull’evoluzione del contagio negli ultimi 30 giorni:  231.410 persone positive al covid (8.080 di questi sono  operatori sanitari);  1.491 persone morte causa covid.

Ora, ripeto, senza voler partecipare alle discussioni dei virologi nei salotti televisivi. Lasciate da parte la vostra legittima fede politica che inevitabilmente vi porta a scimmiottare il vostro capataz di turno. Fate finta di essere appena atterrati in Italia dopo un soggiorno di un anno sulla Luna. La domanda è: se i numeri dell’8 marzo ci portarono a chiuderci in casa, quelli di oggi e quelli dell’ultimo mese, che numeri sono? Ripeto, numeri non dati ad capocchiam. Numeri tratti dalla fonte più autorevole in assoluto: il ministero della Salute.

Certo, molti di voi (oramai esperti virologi di fede Burionana o Zangrilliani osservanti) sapranno spiegare che il virus ha perso la sua “virulenza”, il virus non uccide come una volta, contro il virus ora abbiamo affinato alcuni farmaci benché non siano specifici. Sono sicuro che saprete fare mille obiezioni di natura sociologica, politica e persino scientifica. Ma io non sono un virologo, non sono un epidemiologo. Non capisco di virus come molti di voi. Vi ho solo fornito dei numeri. Numeri del contagio in Italia che tutti noi dovremmo conoscere. Sono dati del ministero della Salute che portano verso una sola direzione: lockdown. Ci chiuderanno in casa. Metteranno la Polizia, i Carabinieri e l’Esercito in strada a controllare che schiattiamo in casa. Che cantiamo sui balconi. Che impastiamo il pane. Che ammicchiamo con la signora o il signore vicino di balcone che fino a ieri manco conoscevamo benché vivessimo da una vita sullo stesso pianerottolo. E sapete perchè? Perchè dopo 69 giorni di chiusura in casa abbiamo dilapidato tutto con i nostri comportamenti irresponsabili che non riusciamo a correggere manco ora che siamo ad un passo dall’essere rinchiusi nuovamente in casa. Se è necessario, se è inevitabile come dicono i numeri, speriamo questo Governo faccia ora come allora scelte veloci e coraggiose. Questo vorrei ma non posso ritarda solo l’agonia, aumenta il contagio e fa arricchire solo i cassamortari. Perchè oramai mi pare assodato che il covid 19 non lo sconfiggiamo fidando sul senso di responsabilità collettivo degli italiani. Lo sconfiggeremo solo col vaccino. Oppure con farmaci specifici che non ci sono ancora. O la mitica immunità di gregge che non c’è visto che molti di noi entrano in ospedale su due piedi e ne escono in posizione orizzontale col cappotto di legno. E tra due settimane senza manco “degna” sepoltura. Siamo italiani. Inguaribili e inguardabili perdigiorno specializzati nel giudicare gli altri e dare “buoni “consigli sentendosi come Gesù nel tempio” visto che non possiamo più “dare il cattivo esempio”. Perdonatemi, ho usato ancora una volta parole di De Andrè, ma non riesco a trovarne di più educate per manifestarvi lo stupore di chi non si riesce più a stupire degli italiani. Bava gente ma…

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Coronavirus, 26.831 nuovi casi, 217 morti e 1651 pazienti in terapia intensiva

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Ancora un record per i contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia: i positivi sono 26.831(ieri erano stati 24.991). I morti sono 217 (ieri erano stati 205), secondo i dati del ministero della Salute.

Sono 201.452 i tamponi per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, il nuovo record, secondo i dati del ministero della Salute. Sono 2.500 piu’ di ieri.

In totale i casi in Italia sono 616.595, le vittime 38.122. Tra le regioni con il maggior numero di nuovi positivi trovati svetta la Lombardia con 7.339, quindi la Campania con 3.103, il Piemonte con 2.585, il Veneto con 2.109, il Lazio con 1.995. (

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Coronavirus, il bollettino del contagio in Campania: 3103 positivi e 20 morti

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Situazione oramai difficilissima in Campania. Il numero dei contagiati sfonda il muro dei 3mila quotidiani, sono 3103. Di questi 2861 sono asintomatici, altri 242 sono invece persone che manifestano sintomi più o meno seri della presenza del coronavirus.
Torna l’incremento dei positivi in Campania di pari passo con l’aumento dei tamponi esaminati: nelle ultime 24 ore sono stati 3.103 – 242 sintomatici – su 17.735 esaminati. Dati, quelli resi noti dallUnita’ di crisi della Regione Campania che comprendono anche lo screening nel comune di Arzano (Napoli). Venti le persone decedute in 4 giorni, dal 24 al 28 ottobre. 265 il totale dei guariti. ;Questo, invece, il report dei posti letto su base regionale: Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 580; Posti letto Covid: Posti letto di terapia intensiva attivabili: 227;; Posti letto di terapia intensiva occupati: 164; Posti letto di degenza attivabili: 1.500; Posti letto di degenza occupati: 1.297.
Il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 3.103 (*)
di cui:
Asintomatici: 2.861
Sintomatici: 242
Tamponi del giorno: 17.735
Totale positivi: 48.885
Totale tamponi: 919.318
Deceduti: 20 (**)
Totale deceduti: 644
Guariti: 265
Totale guariti: 10.537
* Il dato è comprensivo dello screening su Arzano
** Deceduti tra il 24 e il 28 ottobre
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 580
Posti letto Covid:
Posti letto di terapia intensiva attivabili: 227
Posti letto di terapia intensiva occupati: 164
Posti letto di degenza attivabili: 1.500
Posti letto di degenza occupati: 1.297

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