Collegati con noi

Politica

Reddito di cittadinanza, acque agitate in maggioranza

Pubblicato

del

Le concessioni balneari sono un passaggio a rischio per la maggioranza. Anche se l’accordo sembra vicino. Sembra, perche’ ancora non e’ blindato. Come quello sul catasto. Ma le fratture non sono solo sulle materie legate alle riforme necessarie a ottenere i fondi del Recovery, come giustizia, fisco, liberalizzazioni. Ci sono anche i temi etici, dal Ddl Zan ai diritti di cittadinanza. Poi c’e’ il superbonus. C’e’ la legge elettorale. Ci sono le armi per l’Ucraina. E poi il reddito di cittadinanza, con Italia Viva che ha lanciato una raccolta di firme per abolirlo. Non solo: la maggioranza si e’ divisa anche sul calendario d’Aula. Visto il clima, la settimana scorsa il presidente del consiglio Mario Draghi ha richiamato i ministri: il pnrr impone delle scadenze e vanno rispettate. Anche alla luce dell’andamento dei lavori, Palazzo Chigi e’ comunque fiducioso che ci si riesca. Su balneari e catasto, lo scontro piu’ plateale e’ fra la Lega e il Pd, con Enrico Letta che accusa Matteo Salvini di volere la caduta del governo e il leader della Lega che ribatte: “Se per sfasciare il governo intende aver vinto la battaglia contro la tassa sulla casa, allora la rivendico”. Anche il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, sembra in linea con Letta: “Ci sono delle fibrillazioni, ma non ci possiamo permettere un Papeete 2”. Fra Italia Viva e M5s lo scontro e’ sul reddito di cittadinanza. Renzi ha annunciato che il 15 giugno partira’ una raccolta di firme per abolirlo e Giuseppe Conte, ricordando anche gli affondi di Giorgia Meloni, ha attaccato: “Sono dei Robin Hood al contrario”. Quasi un invito alla replica tono su tono: “Lui e’ lo sceriffo di Nottingham”, e’ stata la risposta di Renzi. Piu’ strutturato il dibattito sull’Ucraina. Per Letta una priorita’ “dovrebbe essere una iniziativa umanitaria e militare per portare via il grano dal porto di Odessa”. La proposta rischia di aprire un nuovo fronte, viste le posizioni anti-armi del Movimento. Che anche in giornata sono state motivo di tensione in Senato quando, in Aula, il M5s ha chiesto una modifica del calendario dei lavori gia’ definito nella riunione dei capigruppo. L’obiettivo era inserire delle comunicazioni di Draghi, prima del vertice straordinario europeo di fine maggio, magari per presentare risoluzioni sull’Ucraina. La richiesta, votata anche da Fratelli d’Italia, e’ stata respinta. “Il calendario – ha ricordato il senatore del Pd, Dario Stefano – era stato appena concordato in capigruppo, su proposta del Ministro D’Inca’, anche lui dei 5 stelle. Sembra quasi un labirinto…”. Fonti parlamentari ricordano, in ogni caso, che Draghi ha gia’ parato di Ucraina in Parlamento il 19 maggio. Su Ddl Zan e diritti civili, che per il Pd sono bandiere, ha frenato Salvini: non e’ il momento. Come non lo e’ – ha aggiunto – per la legge elettorale proporzionale. Che invece piace a gran parte del Pd e al M5s. Sulla riforma della giustizia ci sono le perplessita’ forti di Lega e Italia Viva. Mentre i Cinque Stelle continuano a spingere per la stabilizzazione del superbonus, su cui il premier ha qualche riserva. Nel centrodestra di governo, continua intanto lo scontro a distanza fra Salvini e il ministro azzurro Mariastella Gelmini: “Non mi faccio gli affari di altri partiti – ha detto il leader della Lega – ma ritengo ingeneroso criticare Berlusconi per quello che ha fatto”. (ANSA). GRS

Advertisement

Politica

Grillo delude i parlamentari peones del M5S: no a deroghe ai due mandati

Pubblicato

del

 Beppe Grillo non vuole deroghe al limite dei due mandati. Questo e’ in sostanza il pensiero espresso dal garante del M5s secondo quanto conferma chi ha partecipato a una delle riunioni organizzate con i parlamentari del Movimento alla Camera. Grillo, spiegano fonti parlamentari, ha chiarito che quello per lui e’ un principio fondante.

Continua a leggere

Politica

Babele sulla pelle degli elettori Cinquestelle, Castelli revoca l’incarico al cognato di Cancelleri

Pubblicato

del

“La Corte dei Conti ha inviato al ministero dell’economia una richiesta di chiarimenti riguardo il conferimento di un incarico all’architetto Santino Lo Porto, marito di Azzurra Cancelleri e cognato di Giancarlo Cancelleri. Per l’incarico, della durata di un anno, era previsto un compenso di 65 mila euro. Una vicenda che ha attirato l’attenzione della magistratura contabile che ha chiesto chiarimenti. E dopo questa comunicazione, la viceministra Laura Castelli ha revocato la nomina”.

Lo ha detto l’eurodeputato Dino Giarrusso, a margine della presentazione a Palazzo dei Normanni, a Palermo, del nuovo movimento ‘Sud chiama Nord’ fondato assieme a Cateno De Luca. Nel corso dell’incontro, l’ex grillino ha mostrato e diffuso la copia delle osservazioni dell’ufficio di controllo dei magistrati contabili dicendo: “Questo e’ il motivo per cui non faccio piu’ parte del Movimento 5 Stelle – ha sottolineato – perche’ questo e’ il modo di agire della ‘Banda Bassotti’ contro cui noi lottiamo”. Per la cronaca, Dino Giarrusso, a sentire Giuseppe Conte è andato via perchè chiedeva posti di potere che non aveva. E Laura Castelli oggi non è più del M5S ma è andato con Di Maio, che è anche il suo testimone di nozze. Sempre per la cronaca, l’adetto stampa di Di Maio è il marito della Castelli. Che c’è di male? Nulla ma…

Continua a leggere

Politica

Conte dal “consulente” Grillo: i nodi dei mandati e della piazza

Pubblicato

del

L’avvio della votazione degli iscritti sul doppio mandato e, contestualmente, quella per la designazione dei referenti territoriali in seno al Consiglio nazionale per i quali si e’ appena chiusa la fase delle autocandidature. Ma anche la strategia per il rilancio della proposta politica del M5s attraverso una mobilitazione. E’ lunga la lista delle opzioni da sottoporre al parere del “consulente” Beppe Grillo, con cui si domani il leader 5s Giuseppe Conte. Rimessi i panni del “grande saggio” stara’ al fondatore del Movimento dire la sua sulla delicatissima questione del tetto ai mandati e, soprattutto, su quella delle eventuali deroghe per i “meritevoli”. Una partita cruciale per il M5s alle prese con la scissione dei “dimaiani” di Ipf e con alcuni eletti ancora in bilico. “Penso che alla fine il vincolo cadra’. Riusciranno anche a convincere Beppe Grillo che l’ultimo principio portante del M5s dovra’ venir meno, grazie alle deroghe per gli amici. Sara’ la giravolta finale. Comunque sono fatti loro, che non ci riguardano e non interessano agli italiani che hanno altre priorita’”, azzarda Primo Di Nicola, capogruppo designato al Senato di Insieme per il futuro. Se cosi’ fosse e se Giuseppe Conte dovesse decidere di “derogare” anche Giancarlo Cancelleri, per farlo partecipare alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra in Sicilia, il voto degli iscritti dovrebbe avvenire addirittura entro meta’ settimana. Il 30 giugno scade infatti il tempo per l’scrizione dei candidati alle primarie che si terranno il prossimo 23 luglio. Proprio ieri Cancelleri aveva invitato Conte a “non perdere altro tempo” in vista di questa scadenza aggiungendo che “se non vinciamo queste primarie il M5s finisce, e non in Sicilia ma in Italia. E questo lo sanno bene a Roma”. Altra pietanza nel menu’ potrebbe essere quella del ritorno in piazza. Un’opzione da tempo sul tavolo (da ben prima della scissione) e che potrebbe essere rilanciata su diversi argomenti, a partire da quello del salario minimo, fino all’ambiente o al No alle armi. “Ce lo chiedono gli iscritti e i territori, c’e’ molta voglia di tornare ad incontrarci per rilanciare le nostre battaglie”, spiega una parlamentare. E questo anche alla luce dell’arrivo del quarto decreto armi per l’Ucraina, per il quale non servira’ un voto del Parlamento ma su cui da tempo il M5s aveva lanciato l’altola’ chiedendo uno stop agli invii dall’Italia. I consigli di Grillo serviranno anche a decidere la linea su questo fronte. Chiusa la partita delle Comunali si apre intanto giorni cruciali in Parlamento dove tornano in discussione provvedimenti altamente divisivi tra le forze politiche. Dai taxi all’inceneritore di Roma, passando per lo Ius Schoale e la cannabis, tra gli esami in Commissione e i voti in Aula, si prevede una settimana di scontri che dovra’ tenere conto anche del riposizionamento dei voti tra la nuova forza di Di Maio e i 5 Stelle. I quali proprio domani dovrebbero far recapitare al presidente della Camera la loro richiesta di “riequilibrio” interno alle Commissioni, conseguente ai nuovi rapporti di forza che si sono creati con la nascita alla Camera di Ipf. Al Senato l’operazione per la nascita del nuovo gruppo e’ pronta e dovrebbe essere conclusa ad inizio settimana.

 

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto