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Economia

Reddito cittadinanza, in 10 mesi l’Inps ha fermato 240 mila richieste truffaldine

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I controlli dell’Inps sui ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza, ma anche su chi erroneamente sbaglia a fornire i propri dati, sembrano funzionare. Così, mentre infuria la polemica politica dopo la decisione di rimettere mano alle regole con la manovra (escludendo, secondo l’Upb il 38,5 per cento dei nuclei che oggi ricevono il reddito) nei primi 10 mesi di quest’anno risulta che oltre 290.000 domande sono state registrate come ‘a rischio’: di queste ne sono state respinte automaticamente 240.000, per mancanza del requisito della residenza in Italia oppure per false o omesse dichiarazioni relativamente alla posizione lavorativa dei componenti il nucleo familiare.

Lo stop è arrivato prima che la prestazione potesse essere indebitamente percepita. Inoltre 50.000 sono state sospese e sottoposte ad ulteriori controlli. Complessivamente le domande respinte al 30 settembre 2022 sono 456.331, le ‘posizioni’ decadute 264.964, quelle revocate 60.523. Il che porta il totale complessivo (dal 2019) a 1.735.195 domande respinte, 871.491 decadute e 213.593 revocate. L’Inps non nega che il sistema dei controlli risulti “particolarmente complesso in ragione anche della numerosità delle Amministrazioni coinvolte e della tempistica da rispettare per la verifica dei requisiti, all’atto della presentazione della domanda”.

Ma l’istituto si è attrezzato: “L’Inps ha attuato un sistema di controlli centralizzati sulla sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, affiancato da verifiche ex post a cura delle sedi territoriali sulla veridicità delle dichiarazioni”. Cioè esiste un doppio controllo, ex ante ed ex post, centrale e periferico. E proprio il livello ‘preventivo’ è stato rafforzato intensificando i controlli ex ante “nell’ottica di prevenire ed individuare i comportamenti opportunistici e fraudolenti”. Il sistema dei controlli è stato così progressivamente rafforzato con l’obiettivo di accertare la veridicità delle dichiarazioni rese, verificando preventivamente le informazioni in possesso dell’Inps e di altre amministrazioni pubbliche, e anticipando i controlli anche in ottica “antifrode”.

Sono stati, inoltre, individuati scenari di “rischio potenziale” predefiniti, incrociando le dichiarazioni presenti nelle domande di reddito di cittadinanza e nelle relative Dichiarazioni Sostitutive Uniche con i dati e le informazioni presenti nei propri archivi. Questo ha consentito di intercettare le istanze sintomatiche della presunta insussistenza di uno o più requisiti in capo al richiedente (o al nucleo familiare) e di altre situazioni potenzialmente incompatibili e di adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti di reiezione, anticipando tale verifica al momento della presentazione delle domande, scelta recepita e oggi regolata da una specifica norma di legge.

In particolare, i principali scenari di rischio riguardano: la mancanza del requisito della residenza in Italia; le false o omesse dichiarazioni relativamente alla posizione lavorativa dei componenti il nucleo familiare; le false dichiarazioni circa la composizione del nucleo familiare. Un altro scenario di rischio che l’istituto sta da poco utilizzando, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, è quello relativo all’eventuale titolarità di imprese e/o di qualifiche/cariche sociali da parte dei componenti il nucleo familiare che richiede il beneficio.

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Economia

Ita Airways e Trenitalia alleanza sull’intelligenza artificiale: nasce il progetto per la mobilità integrata

Ita Airways e Trenitalia firmano un memorandum per sviluppare una mobilità integrata tra treno, gomma e aereo con l’uso dell’intelligenza artificiale e soluzioni digitali avanzate.

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Ita Airways e Trenitalia, società del Gruppo Fs Italiane, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU)per sviluppare un sistema di mobilità sempre più integrato tra treno, gomma e trasporto aereo.

L’obiettivo dell’intesa è creare un ecosistema di intermobilità intelligente e sostenibile, basato sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e di tecnologie digitali avanzate, con l’intento di semplificare l’esperienza di viaggio dei passeggeri.

Il documento è stato firmato dagli amministratori delegati delle due aziende, Joerg Eberhart per Ita Airways e Gianpiero Strisciuglio per Trenitalia.

La mobilità multimodale al centro del progetto

L’accordo punta a sviluppare un modello di mobilità multimodale efficiente, capace di collegare in modo fluido diversi mezzi di trasporto.

L’obiettivo è migliorare l’esperienza di viaggio door-to-door, integrando aerei, treni e altri servizi di trasporto e contribuendo allo stesso tempo agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Alla firma del Memorandum erano presenti anche i vertici del gruppo ferroviario e della compagnia aerea: Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo Fs Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale di Fs Italiane, e Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways.

Nasce un laboratorio sull’intelligenza artificiale

Tra le iniziative previste dall’intesa figura anche la creazione di un AI Intermodality and Sustainability Lab, un laboratorio congiunto dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione di soluzioni basate su dati e intelligenza artificiale.

Il laboratorio lavorerà su diversi ambiti, tra cui:

  • ottimizzazione dei flussi di viaggio

  • gestione predittiva della domanda di trasporto

  • sviluppo di servizi intermodali integrati

  • riduzione delle emissioni di CO₂.

Le dichiarazioni dei vertici

Secondo l’amministratore delegato di Ita Airways Joerg Eberhart, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale consentirà di migliorare concretamente l’esperienza dei viaggiatori.

“Grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale potremo intervenire sugli ostacoli operativi dell’esperienza intermodale, semplificando i processi e anticipando le esigenze dei clienti”, ha spiegato.

Per l’amministratore delegato di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, l’intesa rafforza un modello di mobilità che supera il singolo mezzo di trasporto.

“Si rafforza un’idea di mobilità che va oltre il singolo mezzo e che guarda a un sistema integrato, digitale e sostenibile al servizio del Paese”.

L’obiettivo: collegare meglio l’Italia

I presidenti delle due aziende, Sandro Pappalardo per Ita Airways e Tommaso Tanzilli per Fs Italiane, hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione.

L’obiettivo è favorire una mobilità sempre più integrata tra i territori italiani e migliorare al tempo stesso il collegamento del Paese con il resto del mondo, sfruttando innovazione tecnologica e nuovi modelli di trasporto sostenibile.

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Economia

Petrolio in calo sotto i 90 dollari: Trump valuta allentamento delle sanzioni sul greggio russo

Il petrolio scende sotto i 90 dollari nel mercato Usa. Donald Trump valuta l’allentamento delle sanzioni sul greggio russo e altre misure per stabilizzare i prezzi.

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Il petrolio registra una nuova frenata nei mercati statunitensi. Nelle contrattazioni after hours i principali benchmark dell’energia hanno segnato una netta discesa.

Il Wti ha ceduto il 5,91%, scendendo a 89,17 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 9,27%, attestandosi a 89,79 dollari, riportandosi entrambi sotto la soglia psicologica dei 90 dollari.

La correzione arriva dopo una fase di forte volatilità che aveva spinto le quotazioni dell’oro nero fino a circa 120 dollari al barile.

Trump valuta misure per stabilizzare il mercato

A influenzare l’andamento dei prezzi sono state anche le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha anticipato la possibilità di allentare alcune sanzioni sul petrolio russo.

L’ipotesi è emersa dopo una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. Tra le opzioni allo studio dell’amministrazione americana figurerebbe anche lo svincolo di scorte di greggio dalle riserve strategiche.

L’obiettivo sarebbe quello di contenere l’aumento dei prezzi del petrolio, aggravato dalle tensioni legate al conflitto con l’Iran e alle difficoltà di approvvigionamento dal Medio Oriente.

Il nodo dello Stretto di Hormuz

Nel corso di un intervento pubblico in Florida, Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno valutando la revoca temporanea di alcune sanzioni contro determinati Paesi per stabilizzare il mercato energetico.

Il presidente ha collegato la misura alla sicurezza delle rotte energetiche globali, affermando che le restrizioni potrebbero essere rimosse finché lo Stretto di Hormuz resterà aperto al traffico petrolifero.

Il passaggio marittimo rappresenta uno dei corridoi più strategici al mondo per il trasporto di greggio.

Le implicazioni geopolitiche della scelta

Un eventuale allentamento delle sanzioni nei confronti della Russia potrebbe aumentare l’offerta globale di petrolio, compensando almeno in parte le interruzioni nelle spedizioni provenienti dal Medio Oriente.

La scelta, tuttavia, potrebbe anche complicare la strategia occidentale volta a ridurre le entrate energetiche della Russia, considerate una delle principali fonti di finanziamento della guerra in Ucraina.

Il confronto tra i Paesi del G7 sulle riserve strategiche

Tra le opzioni sul tavolo figura anche un rilascio coordinato di petrolio dalle riserve strategiche delle economie avanzate del G7.

La possibilità è stata discussa dai ministri delle Finanze del gruppo, ma al momento non è stata presa una decisione definitiva. Il dossier passa ora ai ministri dell’Energia, chiamati a valutare ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici internazionali.

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Economia

Commercio Italia-Messico, brusco calo a gennaio 2026: scambi bilaterali in flessione del 21,4%

A gennaio 2026 brusco rallentamento degli scambi commerciali tra Italia e Messico. Export italiano in calo dell’8,6% e vendite messicane verso l’Italia giù del 68,6%.

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Il 2026 si apre con un netto rallentamento degli scambi commerciali tra Italia e Messico. I dati diffusi dalla banca centrale messicana indicano che le esportazioni italiane verso il Paese latinoamericano sono scese dell’8,6% rispetto a gennaio dell’anno precedente.

Il valore complessivo delle vendite italiane si è fermato a 701,3 milioni di dollari, segnalando una frenata significativa rispetto alla dinamica osservata negli ultimi mesi del 2025.

Crollano le esportazioni messicane verso l’Italia

Ancora più marcata la contrazione registrata sul fronte opposto. Le esportazioni dal Messico verso il mercato italiano sono scese a 65,2 milioni di dollari, con un calo del 68,6% rispetto allo stesso mese del 2025.

Questa forte riduzione ha inciso in modo decisivo sul volume complessivo degli scambi tra i due Paesi, contribuendo alla contrazione del commercio bilaterale.

Scambi complessivi in diminuzione del 21,4%

Considerando entrambi i flussi commerciali, l’interscambio totale tra Italia e Messico registra una diminuzione del 21,4% nel primo mese del 2026.

Il dato segna una evidente inversione rispetto alla chiusura dello scorso anno, quando il commercio tra i due Paesi aveva mostrato segnali di forte vitalità.

Il confronto con il finale positivo del 2025

Solo poche settimane prima, a dicembre 2025, le esportazioni italiane avevano registrato un rimbalzo superiore al 16%, contribuendo a chiudere l’anno con oltre 11 miliardi di dollari di scambi bilaterali complessivi.

Il brusco rallentamento registrato a gennaio appare quindi in netto contrasto con il trend positivo che aveva caratterizzato la fine dell’anno precedente.

Un confronto difficile con gennaio 2025

La flessione di inizio 2026 si spiega anche con il confronto con un periodo particolarmente favorevole. Gennaio 2025 aveva infatti registrato una crescita eccezionale delle esportazioni messicane verso l’Italia, quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente.

Il risultato odierno segna dunque una brusca battuta d’arresto nei rapporti commerciali tra i due Paesi, dopo una fase di forte espansione degli scambi.

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