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Rapporto Ue, allarme sull’indipendenza della Rai e sulla libertà di stampa in Italia

La Commissione europea riconosce alcuni progressi dell’Italia, ma segnala rischi per l’indipendenza e la sostenibilità finanziaria della Rai, l’assenza di riforme sulla diffamazione e sulle fonti giornalistiche e il persistere di aggressioni e intimidazioni contro l’informazione.

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L’indipendenza della Rai, la sicurezza dei giornalisti e le garanzie per la libertà di stampa restano tra le principali fragilità italiane indicate dalla Commissione europea nella Relazione sullo Stato di diritto 2026.

Bruxelles riconosce alcuni progressi, in particolare nella digitalizzazione della giustizia e nell’iter parlamentare della riforma del servizio pubblico. Evidenzia però il permanere di criticità strutturali sul finanziamento e sull’autonomia della Rai, sulla diffamazione, sulla protezione delle fonti giornalistiche e sulle intimidazioni contro chi svolge attività d’informazione.

I timori per l’indipendenza della Rai

La Commissione prende atto del progetto di riforma della governance e delle regole di finanziamento della Rai, attualmente all’esame del Senato e concepito per adeguare la normativa italiana all’European Media Freedom Act.

Secondo il rapporto, alcune modifiche sembrano muoversi nella giusta direzione. Tra queste figurano l’allungamento del mandato dei consiglieri di amministrazione, l’eliminazione del potere governativo di nomina diretta e l’introduzione di limiti alle possibili riduzioni annuali del canone. Restano, tuttavia, «preoccupazioni» per i rischi che riguardano il funzionamento indipendente e la sostenibilità finanziaria del servizio pubblico.

Il ritardo nella nomina del presidente del consiglio di amministrazione non avrebbe compromesso, secondo la stessa azienda, la continuità delle attività. Diversi interlocutori ascoltati dalla Commissione ritengono però che lo stallo politico dimostri l’insufficienza delle regole vigenti nel proteggere la Rai da possibili ingerenze indebite. L’Osservatorio europeo sul pluralismo dei media continua infatti a classificare come elevato il rischio relativo all’indipendenza del servizio pubblico.

Il taglio di dieci milioni e il nodo delle risorse

Il rapporto affronta anche il taglio di dieci milioni di euro ai finanziamenti pubblici destinati alla Rai per il 2026.

Il governo lo presenta come un intervento di razionalizzazione dei costi operativi. La Rai e altri soggetti ascoltati da Bruxelles temono invece conseguenze sulla stabilità e sulla prevedibilità delle risorse. L’azienda considera inoltre gli obblighi di contenimento dei costi previsti per il 2026 e il 2027 un rischio per la propria sostenibilità finanziaria e per la capacità di competere sul mercato.

La Commissione registra comunque ulteriori progressi nel percorso legislativo per assicurare al servizio pubblico risorse adeguate e indipendenti. La verifica futura di questi aspetti sarà condotta soprattutto attraverso l’attuazione del regolamento europeo sulla libertà dei media.

Ferma la riforma della diffamazione

Sul fronte della libertà di informazione, Bruxelles rileva che non è stato compiuto alcun progresso nella riforma della diffamazione a mezzo stampa e nella protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche.

La raccomandazione rivolta all’Italia è di proseguire l’attività legislativa garantendo la libertà di stampa e tenendo conto delle norme europee poste a tutela dei giornalisti.

Nonostante siano allo studio nuove iniziative legislative, aggressioni fisiche, minacce, intimidazioni e azioni legali vessatorie continuano a rappresentare un motivo di preoccupazione. Il rapporto ricorda anche le condizioni economiche precarie di una parte consistente della categoria, considerate un fattore capace di aumentare la vulnerabilità dei professionisti dell’informazione.

L’attentato a Ranucci, l’irruzione a La Stampa e il caso Paragon

Nel documento vengono richiamati l’attentato dinamitardo contro un giornalista e conduttore della Rai e l’irruzione di manifestanti nella sede di un quotidiano. I riferimenti sono, rispettivamente, all’attacco contro Sigfrido Ranucci e al raid nella redazione de La Stampa.

Bruxelles menziona inoltre le indagini delle procure di Roma e Napoli sul caso Paragon e sull’impiego dello spyware contro giornalisti italiani. La Commissione sottolinea la necessità di proseguire gli accertamenti per individuare gli eventuali responsabili.

Il governo, si legge nelle note del rapporto, ha riferito che dalle verifiche finora svolte non sarebbero emerse prove di operazioni compiute dai servizi segreti italiani contro i giornalisti. È stata però confermata la compromissione del dispositivo di un professionista dell’informazione attraverso un software spia.

La Fnsi: «Senza autonomia economica non c’è indipendenza»

La segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha ringraziato la Commissione per avere nuovamente acceso un faro sull’informazione italiana. Ha ricordato che diffamazione, querele temerarie, spyware, tutela della Rai e finanziamento del servizio pubblico sono problemi denunciati da anni dal sindacato.

Per la Fnsi, la libertà professionale non può essere separata dalle condizioni di lavoro: il precariato, le basse retribuzioni e il mancato rinnovo del contratto nazionale rappresentano forme di condizionamento che possono limitare concretamente l’autonomia dei giornalisti.

Anche l’Usigrai sollecita una riforma capace di sottrarre realmente la governance aziendale alle pressioni dei partiti e di garantire risorse certe, nel rispetto dell’European Media Freedom Act.

Le critiche politiche ai magistrati

Le osservazioni della Commissione si estendono anche ai rapporti tra politica e magistratura.

Diversi soggetti consultati hanno segnalato un aumento, per numero e intensità, delle dichiarazioni critiche pronunciate da parlamentari e rappresentanti del governo durante la campagna referendaria sulla separazione delle carriere. In tre occasioni il Consiglio superiore della magistratura è intervenuto a tutela di giudici e pubblici ministeri destinatari di attacchi politici.

La Commissione ricorda che contestare le decisioni giudiziarie rientra nel normale dibattito democratico, ma i poteri esecutivo e legislativo dovrebbero evitare affermazioni capaci di minare l’indipendenza della magistratura o la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Giustizia digitale promossa, ferme altre riforme

Il giudizio è più favorevole sulla digitalizzazione della giustizia. Il procedimento penale di primo grado è ormai quasi interamente digitalizzato e Bruxelles raccomanda di completare il sistema in tutti i gradi di giudizio.

Non risultano invece ulteriori progressi sul conflitto di interessi. Sono giudicati limitati quelli compiuti sulla regolamentazione del lobbying, mentre restano bloccati i provvedimenti sulla trasparenza del finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali, comprese le donazioni convogliate attraverso fondazioni e associazioni politiche.

Il rapporto assume anche una rilevanza economica crescente. La Commissione ha infatti proposto di rafforzare il collegamento tra Stato di diritto e tutela degli interessi finanziari dell’Unione nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Le raccomandazioni non costituiscono automaticamente sanzioni, ma potranno pesare sempre di più nella valutazione sull’accesso e sull’impiego delle risorse europee.

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Esteri

Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita

Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.

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Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.

Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.

Più di 360 millimetri in un giorno

Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.

Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.

Settemila passeggeri bloccati a Narita

All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.

Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.

Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.

Il governatore: «Mai visto un disastro simile»

Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.

L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.

Il ruolo del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.

Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.

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Esteri

La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi

Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.

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La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.

La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.

Trivellazioni rinviate almeno al 2027

Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.

Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.

È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.

Il progetto da 60 milioni di dollari

Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.

L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.

Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.

La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.

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Cronache

Ischia e Procida, camion oltre 35 quintali in partenza da Napoli: circa 40 al giorno

Dopo il sisma del 31 luglio e la scoperta di due edifici pericolanti a Pozzuoli, circa 40 camion al giorno diretti a Ischia e Procida saranno trasferiti allo scalo napoletano di Porta di Massa. Deroga per i mezzi dei rifiuti, ancora da definire la soluzione per gas e carburanti.

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I camion più pesanti diretti a Ischia e Procida partiranno temporaneamente da Porta di Massa, a Napoli. La soluzione è stata confermata dal prefetto Michele di Bari durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuta a Ischia con i sindaci dell’isola.

Il provvedimento è legato alle condizioni di due edifici del centro di Pozzuoli, risultati pericolanti dopo le verifiche effettuate in seguito al terremoto del 31 luglio. Le limitazioni servono a ridurre il passaggio dei mezzi più pesanti lungo le strade di accesso allo scalo flegreo.

Da Pozzuoli soltanto mezzi fino a 35 quintali

Dal porto di Pozzuoli potranno continuare a partire per Ischia e Procida i veicoli lunghi non più di otto metri e con un peso non superiore a 35 quintali.

I camion oltre tale limite saranno invece imbarcati da Porta di Massa. Secondo i dati forniti dal prefetto, il trasferimento riguarderà circa il 25% dei mezzi commerciali diretti abitualmente verso le isole del Golfo: complessivamente una quarantina di camion al giorno.

La riorganizzazione dovrà garantire la continuità nell’approvvigionamento delle merci, evitando nello stesso tempo il transito dei mezzi più pesanti accanto agli edifici danneggiati.

Deroga per i camion dei rifiuti

Resta prevista una deroga per gli automezzi che trasportano i rifiuti dalle isole alle discariche della terraferma.

Non è stata invece ancora assunta una decisione definitiva per le autobotti e gli altri mezzi incaricati di rifornire Ischia e Procida di gas e carburanti. La questione dovrà essere risolta in tempi rapidi per evitare problemi nella distribuzione.

Una misura temporanea

Il prefetto ha precisato che la soluzione non sarà definitiva. I due fabbricati pericolanti dovrebbero essere messi in sicurezza in tempi brevi, consentendo di ripristinare la piena accessibilità al porto di Pozzuoli per tutti i veicoli.

Fino alla conclusione degli interventi, il traffico commerciale destinato alle isole sarà quindi suddiviso tra i due scali: i mezzi più leggeri continueranno a utilizzare Pozzuoli, mentre quelli oltre i 35 quintali partiranno da Napoli.

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