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Cronache

Rapporto Invalsi 2026, allarme matematica alle elementari: quattro bambini su dieci sotto il livello base

Il Rapporto Invalsi 2026 segnala un nuovo calo delle competenze matematiche nella scuola primaria: raggiunge almeno il livello base il 64% degli alunni di seconda e il 63% di quinta. Migliorano invece la dispersione scolastica, stimata al 7,3%, e i risultati degli studenti delle superiori.

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La scuola italiana riesce a trattenere più ragazzi nel sistema educativo, ma continua a mostrare una fragilità preoccupante negli apprendimenti di base. È il doppio volto restituito dal Rapporto Invalsi 2026: diminuiscono gli abbandoni e la dispersione implicita, mentre alle elementari peggiorano ancora i risultati in matematica.

In seconda primaria raggiunge almeno il livello base il 64% degli alunni, contro il 67% del 2025. In quinta la quota scende dal 66% al 63%. In entrambi i casi, dunque, quasi quattro bambini su dieci non dimostrano le competenze matematiche minime attese.

Il divario rispetto al periodo precedente al Covid

Il confronto storico mostra che la scuola primaria non è ancora riuscita a recuperare completamente quanto perso negli anni della pandemia. Prima del Covid, la quota degli alunni con risultati almeno adeguati superava il 70%.

Il presidente dell’Invalsi Roberto Ricci ha riconosciuto che non esiste ancora una spiegazione definitiva del mancato recupero. Una delle ipotesi è che, dopo lo choc delle chiusure e della didattica a distanza, i risultati si siano stabilizzati su livelli inferiori a quelli precedenti.

In Italiano il quadro è meno negativo: in seconda primaria la percentuale di bambini che raggiunge almeno il livello base sale dal 66% al 67%, mentre in quinta scende dal 75% al 73%. In Inglese i risultati restano invece sostanzialmente stabili e molto elevati.

La dispersione scende sotto l’obiettivo europeo

La notizia più positiva riguarda l’abbandono precoce degli studi. Nel 2025 la dispersione scolastica esplicita si è attestata all’8,2% e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026.

L’Italia avrebbe così già superato con largo anticipo l’obiettivo del 9% fissato dall’Unione europea per il 2030. Invalsi colloca il Paese tra quelli europei con i risultati migliori, su valori simili a Francia, Belgio e Paesi Bassi.

Dal 2019 al 2026 la quota dei giovani che arriva al diploma o a una qualifica professionale è passata dall’86,5% al 92,7%. Invalsi stima in circa 520mila il numero aggiuntivo di studenti rimasti nel sistema scolastico.

Cala anche la dispersione implicita

Migliora nettamente anche la cosiddetta dispersione implicita, che riguarda gli studenti capaci di completare il percorso scolastico senza però raggiungere livelli adeguati nelle competenze fondamentali.

La percentuale scende dall’8,7% del 2025 al 6,3% del 2026, il dato più basso dell’intera serie storica. Contemporaneamente, la quota degli studenti con risultati eccellenti cresce dal 12,3% al 13,1%.

Lo stesso Invalsi invita però a leggere con attenzione i risultati medi. La permanenza a scuola di ragazzi che in passato avrebbero abbandonato rende la popolazione studentesca più ampia ed eterogenea e aumenta la presenza di situazioni fragili. Una possibile flessione delle medie non corrisponde quindi necessariamente a un peggioramento dei percorsi individuali.

Valditara: «Oltre 520mila ragazzi recuperati»

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha salutato il calo degli abbandoni come uno dei risultati più importanti ottenuti negli ultimi anni.

Secondo il ministro, sono oltre 520mila i giovani che dal 2022 sarebbero stati recuperati al percorso scolastico, sottraendoli al rischio di esclusione sociale, lavoro irregolare e criminalità.

Valditara ha però richiamato l’attenzione sulle difficoltà nella scuola primaria e ha rilanciato la necessità di rafforzare grammatica, lettura, calcolo e uso della scrittura manuale, sintetizzando la propria posizione con la formula «più grammatica e meno tablet».

Meloni rivendica gli interventi del governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha attribuito i progressi nella lotta alla dispersione agli strumenti introdotti negli ultimi anni, citando il docente tutor, Agenda Sud, il Piano Estate, il decreto Caivano e gli investimenti nelle materie scientifiche e digitali.

La premier ha riconosciuto la persistenza di fragilità nella scuola primaria e ha indicato nelle nuove Indicazioni nazionali lo strumento per rafforzare lettura, grammatica, sintassi e matematica.

I dati Invalsi parlano tuttavia di un quadro articolato, nel quale agli effetti delle politiche scolastiche si sommano fattori sociali, territoriali e demografici che richiederanno una valutazione nel medio periodo.

Alle medie arretra anche l’Italiano

Le difficoltà non riguardano soltanto le elementari. In terza media la quota degli studenti che raggiunge almeno il livello adeguato in Italiano scende dal 59% al 57%. In matematica passa dal 56% al 55%.

Restano invece molto positivi i risultati in Inglese: l’83% raggiunge il livello previsto nella comprensione scritta e il 70% in quella orale, con progressi consistenti rispetto all’inizio delle rilevazioni nel 2018.

Migliorano gli studenti dell’ultimo anno

All’ultimo anno delle superiori arrivano segnali più incoraggianti. In Italiano la percentuale di studenti che raggiunge almeno il livello adeguato sale dal 52% al 54%.

Anche in matematica i progressi più significativi arrivano dal Mezzogiorno: il Sud passa dal 40% al 45%, mentre Sud e Isole crescono dal 38% al 41%. Migliorano inoltre Inglese e competenze digitali, con risultati particolarmente solidi in diverse regioni settentrionali.

La sfida comincia nei primi anni di scuola

Il Rapporto Invalsi restituisce quindi una scuola più inclusiva e capace di ridurre gli abbandoni, ma ancora in difficoltà nel garantire a tutti competenze fondamentali solide.

Il dato sulla matematica nella scuola primaria è il segnale più allarmante perché riguarda bambini che si trovano all’inizio del percorso educativo. Recuperare queste lacune negli anni successivi diventa sempre più difficile e rischia di amplificare le disuguaglianze sociali e territoriali.

La riduzione della dispersione è un risultato rilevante. La sfida ora è evitare che restare più a lungo a scuola significhi soltanto conseguire un titolo, senza possedere gli strumenti necessari per comprendere un testo, effettuare un calcolo e affrontare consapevolmente gli studi e il lavoro.

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Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti

Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.

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Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.

Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».

Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.

La bonifica iniziata nel 2005

Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.

«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.

Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.

L’obiettivo dell’intero litorale accessibile

Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.

«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.

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Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria

Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.

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Uno dei più grandi superyacht al mondo ha scelto Ischia come tappa della sua crociera nel Mediterraneo. Nelle acque dell’isola è arrivato DreAMBoat, imponente yacht di 111 metri costruito dal cantiere olandese Oceanco e consegnato nel novembre 2025.

L’unità dispone di 14 cabine e può accogliere fino a 28 ospiti, assistiti da un equipaggio di 34 persone. La proprietà viene ricondotta da fonti specializzate al miliardario statunitense Arthur Blank, cofondatore di Home Depot e proprietario degli Atlanta Falcons della Nfl e dell’Atlanta United. Il nuovo DreAMBoat ha raccolto l’eredità del precedente yacht omonimo di 90 metri.

Durante la sosta ischitana, il superyacht ha fatto da sfondo al borgo di Ischia Ponte, dominato dal Castello Aragonese e affacciato sulla baia di Cartaromana.

Gli ospiti alla scoperta di Aenaria

Gli ospiti hanno dedicato parte della loro permanenza alla visita di Aenaria, il sito archeologico sommerso che conserva le testimonianze dell’antico insediamento romano e delle sue strutture portuali.

La visita è stata resa possibile dai barcaioli della Marina di Sant’Anna, protagonisti della riscoperta, della tutela e della valorizzazione del sito. Dopo i primi ritrovamenti avvenuti nel 1972, dal 2011 le ricerche archeologiche subacquee hanno riportato alla luce nuovi resti sotto la supervisione della Soprintendenza.

Oggi la cooperativa Marina di Sant’Anna accompagna i visitatori su un’imbarcazione dotata di fondo trasparente, permettendo di osservare le strutture conservate sotto il livello del mare e di conoscere una parte meno nota della storia di Ischia.

La presenza di DreAMBoat ha così unito due immagini dell’isola: quella mondana, meta privilegiata del turismo internazionale, e quella culturale, legata a un patrimonio archeologico sommerso custodito e raccontato da chi vive da sempre il mare di Cartaromana.

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Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione

L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.

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Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.

La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.

La diffida degli autotrasportatori

La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.

Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.

Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.

Contestata la deroga per i camion dei rifiuti

Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.

Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.

Le proposte alternative

New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.

L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.

Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.

L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.

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