La presentazione delle attività della Fondazione Caponnetto con il pm antimafia Cesare Sirigano ha un sapore ancora più suggestivo perchè nel 2020 cadrà il centenario della nascita di Antonino Caponnetto, l’inventore del pool antimafia, il “papà”, se così si può dire, di due magistrati che hanno versato il loro sangue sull’altare della lotta alla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La Fondazione Caponnetto è oggi presieduta da Salvatore Calleri. Per Calleri “il 2020 per la lotta alla mafia in Italia sarà un anno cruciale. Sarà l’anno – scrive Calleri, che è anche editorialista di Juorno – in cui si verificherà l’effettiva volontà di combattere la mafia. Il 2019 ha visto la messa in discussione, de facto, del doppio binario e l’avanzata culturale dei pro mafia. Situazione bilanciata dall’ultima operazione della procura di Catanzaro che ha colpito i clan calabresi in modo duro.
Il doppio binario – continua sempre Calleri – è stato messo in discussione con la sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti umani) sull’ergastolo ostativo e la successiva sentenza della Corte Costituzionale sui permessi premio che hanno aperto la prima breccia nella nostra legislazione, ridando voce a chi intende rimettere in discussione l’intero impianto antimafia”. Sotto questo aspetto la Fondazione Caponnetto ha sempre temuto, e l’ha denunciato, che possano essere attaccati altri pezzi della normativa quali il 41bis, le interdittive alle imprese mafiose e altri strumenti importanti quali gli scioglimenti dei comuni per mafia. Il tutto senza che al momento si sia registrata una opportuna reazione ne da parte governativa ne da parte delle opposizioni, che non sono andate oltre a semplici dichiarazioni di contrasto e stupore oppure di sostegno alle sentenze” scrive Calleri. E tutto questo, attacca Calleri “accade mentre la magistratura attraversa una crisi che non è stata mai così profonda”. “Nel 2020 – argomenta Calleri -continueranno pure i tentativi di mascariamento ben descritti in una intervista a Simona Trombetta proprio su Juorno”
Fondazione Caponnetto. A sinistra il magistrato antimafia Cesare Sirignano, a destra il presidente della Fondazione Caponnetto Savatore Calleri
Di seguito potete leggere quelli che sanno i principali argomenti che la Fondazione Caponnetto tratterà nel 202o, una sorta di diario di bordo delle cose che saranno fatte, non declamate.
Gli argomenti che la Fondazione Caponnetto tratterà nel 2020 saranno: agromafia, zoomafia (in appoggio alla LAV), rifiuti, porti;
Verranno aggiornati/ultimati i report su Ostia, Massa Carrara, San Marino, Canada (guerra di mafia);
Verranno effettuati dei vertici antimafia straordinari: il 22 febbraio a Semiana (Pavia), a metà marzo a Fabriano, il 19 luglio a Castelvetrano;
E’ confermato il vertice finale del 28 novembre a Bagno a Ripoli;
Verrà trattato il tema degli Stati Uniti d’Europa a Napoli in un apposito vertice che si terrà probabilmente a giugno;
Verrà portato avanti il progetto Tulipani Rossi per una politica innovativa;
Nel 2020 i temi da toccare in Toscana, invece, saranno:
• la agromafia con una attenzione ai mercati, in primis di Firenze.
• la zoomafia (presentazione del rapporto LAV).
• i rifiuti.
• i traffici di droga nei porti con una attenzione su Livorno ed altri porti minori.
• la mafia nigeriana.
• la mafia cinese.
• la mafia albanese.
• le mafie italiane.
• le acquisizioni commerciali.
In relazione alla mafia nigeriana, in proposito leggasi la relazione della DIA https://osservatoriomediterraneosullamafia.blogspot.com/2019/07/focus-criminalita-organizzata-nigeriana.html , dalla quale si evince la presenza di numerosi gruppi mafiosi. Occorre verificare con la massima attenzione se tali gruppi operino pure in Toscana ed in particolare a Firenze.
A Firenze infatti i gruppi criminali nigeriani controllano già due aree trasformate in piazze di spaccio quali le cascine e la fortezza con una espansione probabile alla Stazione SMN. Si cerchi la presenza mafiosa senza timori di sorta.
In relazione alla mafia cinese che è storicamente presente sul territorio toscano con tanto di sentenza di cassazione, si assiste ad una sottovalutazione del fenomeno che sembra caduto nel dimenticatoio, ma non dobbiamo dimenticare che la mafia cinese del triangolo Firenze- Prato – Osmannoro comanda in Italia ed in parte dell’Europa.
In generale poi si registra una presenza invasiva, oltre ai sempre presenti gruppi italiani, della mafia albanese.
Nel 2020 occorrerà seguire poi con maggiore attenzione le acquisizioni commerciali a Firenze. Da nostre stime visive un buon 60% son da verificare in merito al riciclaggio di denaro sporco.
Il porto di Livorno, ma non solo, sarà un osservato speciale nel 2020. E’ mai possibile che si ha paura ad affrontare la questione che se un porto è usato per i traffici internazionali di droga significa che è in parte controllato dall’organizzazione criminale (‘ndrangheta) che lo usa per non mettere a rischio il proprio investimento.
Il mercato di Firenze ha avuto due episodi da attenzionare: nel 2017 un imprenditore locale si rivolgeva alla ‘ndrangheta per riscuotere un debito. Segnale bruttissimo; nell’aprile 2019 una rissa con spedizione punitiva. La questione va affrontata senza tabù.
Omicidio di Anguillara, i pm: “Particolare ferocia”. Tentativi di distruzione del corpo e depistaggi
Omicidio ad Anguillara Sabazia: secondo i pm l’indagato avrebbe tentato di bruciare e fare a pezzi il corpo per ostacolare il riconoscimento. Si indaga su movente e arma.
Dopo aver ucciso la moglie Federica Torzullo, Claudio Agostino Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo per “ostacolarne il riconoscimento”. È quanto emerge dal decreto di fermo a carico dell’uomo, accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere di Federica Torzullo, 41 anni, trovata sepolta in un canneto alle spalle dell’azienda di famiglia ad Anguillara Sabazia.
Per la Procura di Civitavecchia, il delitto è connotato da “particolare ferocia”. Nel provvedimento si evidenzia anche il rischio di fuga: la gravità dei fatti e le condotte di dissimulazione indicherebbero capacità organizzativa tale da rendere concreta l’ipotesi di latitanza.
Tracce, telefoni e ipotesi di depistaggio
Gli inquirenti riferiscono di tracce sugli abiti da lavoro dell’indagato, rinvenuti in un’asciugatrice e ritenuti lavati. Si ipotizza inoltre l’uso del cellulare della vittima dopo l’omicidio per depistare. L’ultimo scambio di messaggi tra il telefono di Federica e la madre risalirebbe alla mattina di venerdì 9 gennaio tra le 7.55 e le 8.05, quando la donna sarebbe già deceduta. Nello stesso arco temporale l’uomo viene ripreso mentre esce di casa in auto; entrambi i telefonirisultano poi localizzati nell’area dell’azienda dove il corpo è stato ritrovato, in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta dai rovi.
Silenzio davanti ai pm
Dopo la prima notte in carcere, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm titolare e al procuratore Alberto Liguori, recatisi nel carcere di Civitavecchia con il suo difensore. Gli investigatori puntavano a chiarire la dinamica della notte tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta dove la coppia viveva con il figlio di 10 anni.
Dinamica e punti da chiarire
Restano da individuare l’arma del delitto e il movente. La coppia era in fase di separazione: non si esclude una lite degenerata. Tra le ipotesi, l’aggressione potrebbe essere iniziata nella cabina armadio e conclusa mentre la vittima tentava di raggiungere l’uscita. Gli esperti del RIS Carabinieri e del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Ostia hanno rilevato con il luminol tracce di sangue all’ingresso e nella cabina.
Autopsia e accertamenti tecnici
I primi riscontri decisivi sono attesi dall’autopsia, prevista per domani all’Istituto di medicina legale della Sapienza Università di Roma. Proseguono anche gli accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell’auto e sui cellulari; le verifiche, sospese temporaneamente, riprenderanno nei prossimi giorni.
L’appello del sindaco
Il sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, ha invitato al rispetto e alla discrezione, accogliendo la richiesta della famiglia della vittima; annunciata l’assenza di momenti pubblici di commemorazione spontanei nella giornata odierna.
Presunzione di innocenza
Le indagini sono in corso. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Cordoglio bipartisan per Valentino Garavani: la politica saluta l’ultimo imperatore della moda
Dalle massime cariche dello Stato ai leader di partito, unanime il cordoglio per Valentino Garavani: un’icona del Made in Italy e dell’eleganza nel mondo.
Cordoglio bipartisan per la scomparsa di Valentino Garavani. Politica e istituzioni ricordano l’“ultimo imperatore della moda” con una serie di dichiarazioni accorate, a partire dalle più alte cariche dello Stato.
La premier Giorgia Meloni affida ai social il suo omaggio: “Maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea la portata storica dello stilista: “Capace di guardare oltre tendenze e convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni”, esprimendo vicinanza a familiari e collaboratori.
Parlamento e governo
Alle parole del Quirinale si aggiungono quelle dei presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. “Ha contribuito in modo decisivo a portare l’eleganza e l’identità italiana nel mondo”, scrive Fontana.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di “icona del Made in Italy” che ha reso il Paese un’eccellenza globale. Il segretario della Lega Matteo Salvini lo definisce “simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo”. Per Maurizio Lupi, “dire Valentino significa dire stile, classe e raffinatezza”.
L’omaggio delle opposizioni
Dalle opposizioni arrivano i messaggi della segretaria del Pd Elly Schlein e del leader M5s Giuseppe Conte. Schlein ricorda come Valentino abbia “reso grande la creatività italiana nel mondo”, mentre Conte parla di “vera leggenda dell’eccellenza italiana”.
La capogruppo dem Chiara Braga richiama il segno iconico del “rosso Valentino”, che ha vestito generazioni di donne. Il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone propone infine che Roma intitoli una via allo stilista “per chiara fama”.
Un’eredità condivisa
Nel coro unanime della politica emerge un dato comune: Valentino Garavani non è stato solo uno stilista, ma un ambasciatore culturale del Made in Italy. Un’eredità che, come riconoscono istituzioni e partiti, continuerà a parlare al mondo.
Delitto di Garlasco, scontro tra le difese su nuovi accertamenti e possibile revisione
Botta e risposta tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia Poggi sui nuovi accertamenti nel caso Garlasco, tra indagine riaperta e ipotesi di revisione.
È scontro a distanza tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia di Chiara Poggi sui nuovi accertamenti richiesti dai genitori della ragazza, uccisa 18 anni fa a Garlasco. I primi contestano la rilevanza degli approfondimenti; i secondi li definiscono “doverosi” in vista di un eventuale giudizio di revisione della sentenza definitiva.
L’indagine riaperta a Pavia
Il caso è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura dell’indagine da parte della Procura di Pavia, per la quale si attende una proroga. Nell’inchiesta è indagato Andrea Sempio, con una nuova ricostruzione dei fatti che ha riacceso il dibattito tra le parti.
Le contestazioni della difesa Stasi
L’avvocata Giada Bocellari ha criticato gli esiti degli approfondimenti commissionati dalla famiglia Poggi ai propri consulenti dattiloscopici e informatici. Secondo tali accertamenti, l’aggressione potrebbe essere iniziata in cucina e non all’ingresso della villetta di via Pascoli; inoltre, Chiara avrebbe aperto il computer di Stasi la sera precedente scoprendo file pornografici.
Per Bocellari si tratta di dati “non confermati”, già esclusi da precedenti perizie. La difesa annuncia l’estensione dell’analisi forense anche al computer di Chiara e stigmatizza quella che definisce una “ricerca pubblica di nuove prove” contro un condannato che “non potrà essere processato nuovamente”. Secondo la legale, eventuali nuovi elementi dovrebbero essere depositati “senza indugio” alla Procura nell’ambito dell’indagine su Sempio, nelle sedi competenti.
La replica dei legali dei Poggi
A stretto giro la risposta dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale dei genitori di Chiara. “Qualsiasi accertamento non solo è opportuno ma doveroso”, ha affermato, ricordando che Sempio è indagato “in concorso” con Stasi. Tizzoni ha respinto le critiche parlando di “agitazione incomprensibile” e chiarendo che, in caso di promozione di un giudizio di revisione, la famiglia Poggi parteciperebbe come parte civile.
Presunzione di innocenza e prossimi passi
Le posizioni restano contrapposte mentre l’indagine prosegue. Per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Gli sviluppi dipenderanno dalle valutazioni della Procura sugli atti depositati e dall’eventuale iniziativa di revisione della sentenza.