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Cronache

Rapina da 2,5 milioni di euro a Castellammare: arrestati quattro uomini per il colpo agli iPhone

Arrestati quattro uomini per la rapina a un furgone carico di iPhone e dispositivi Apple a Castellammare di Stabia. Il bottino valeva circa 2,5 milioni di euro.

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Quattro persone sono state arrestate con accuse che vanno dalla rapina aggravata al sequestro di persona, fino alla ricettazione e alla detenzione illegale di armi, per il colpo messo a segno il 18 settembre 2024 a Castellammare di Stabia.

L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura.

Le persone finite in carcere sono Alfredo Migliaccio, Antonio Migliaccio, Michele Murolo e Romeo Romano, tutti con precedenti penali e residenti tra Napoli e Casoria.

Secondo le indagini sarebbero gli autori della rapina a un furgone che trasportava 1733 iPhone 16, 455 tra cuffie e auricolari Apple e 145 Apple Watch, per un valore complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro.

Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Il colpo a pochi metri dal deposito

Il carico stava per arrivare al deposito di un grande megastore quando uno dei veicoli della banda, una Ford Puma, avrebbe bloccato la manovra del furgone Doblò Maxi.

I rapinatori, travisati con mascherine chirurgiche, cappelli e occhiali, si sarebbero finti appartenenti alle forze dell’ordine mostrando una paletta simile a quella in dotazione ai carabinieri e una pistola.

Dopo aver costretto il conducente ad accostare, lo avrebbero fatto scendere dal mezzo e immobilizzato, caricandolo su una delle loro auto.

Uno dei componenti del gruppo si sarebbe quindi messo alla guida del furgone carico di merce, scortato dalle altre vetture utilizzate per la fuga.

Il sequestro dell’autista e la refurtiva

L’autista del furgone sarebbe stato successivamente liberato in una zona rurale di Casalnuovo, mentre la refurtiva sarebbe stata in parte immessa subito nel mercato parallelo.

Una parte della merce è stata invece recuperata pochi giorni dopo in un deposito nel Napoletano.

Le immagini delle telecamere decisive per le indagini

La rapina e il sequestro dell’autista sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza del megastore davanti al quale era arrivato il furgone.

Le immagini hanno consentito agli investigatori di ricostruire la dinamica del colpo e di raccogliere elementi utili alle indagini coordinate dalla Procura.

L’operazione che ha portato agli arresti è stata condotta dai carabinieri guidati dal capitano Giuseppe De Lisa con il supporto delle compagnie di Casoria e Napoli Stella.

Indagini su altri due indagati

Durante l’operazione sono stati eseguiti anche due decreti di perquisizione nei confronti di altre persone ritenute coinvolte nella vicenda.

Uno dei soggetti risulta indagato a piede libero per gli stessi reati, mentre un altro è sospettato di essere il ricettatore della banda.

Parte della refurtiva è stata rinvenuta nell’abitazione dei genitori di quest’ultimo.

Sopralluoghi e rete di ricettatori

Dalle indagini è emerso che la banda avrebbe effettuato numerosi sopralluoghi nei giorni precedenti alla rapina, studiando gli orari del trasporto e le possibili vie di fuga.

Secondo gli investigatori esisteva inoltre una rete organizzata tra rapinatori e ricettatori, che avrebbe consentito di piazzare rapidamente parte del bottino sul mercato illegale.

La vendita dei dispositivi avrebbe fruttato circa 600mila euro.

Armi, droga e denaro sequestrati

Nel corso delle perquisizioni effettuate poche ore dopo la rapina, i carabinieri hanno sequestrato 140mila euro in contanti, 11 chilogrammi di cocaina, tre pistole e numerosi proiettili.

Elementi che ora saranno valutati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata.

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Cronache

Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e più bonifiche reali. Campania, 60 milioni per 15 aree

Il Ministero dell’Ambiente rimodula il piano Pnrr sui siti orfani: da 500 a 470 milioni, obiettivo 70% di suolo bonificato. In Campania 60 milioni per 15 interventi.

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Le aree contaminate senza responsabile individuabile, definite tecnicamente “siti orfani”, restano una delle principali criticità ambientali del Paese. Si tratta di territori inquinati per i quali l’onere della bonifica ricade sulla pubblica amministrazione.

Il Ministero dell’Ambiente ha rivisto il piano finanziato con risorse del Pnrr: dai 500 milioni inizialmente stanziati nel 2021 si passa a poco più di 470 milioni, con una diversa distribuzione degli interventi. L’obiettivo operativo viene confermato: il target si considera raggiunto quando almeno il 70% della superficie complessiva dei siti individuati risulta bonificata e certificata.

La revisione: meno progetti teorici, più cantieri chiusi

Alla base della rimodulazione vi sono aggiornamenti tecnici forniti dai soggetti attuatori e dalle Regioni. In diversi casi sono state segnalate incongruenze nei dati o difficoltà operative tali da richiedere lo stralcio o la modifica degli interventi previsti.

Il vincolo temporale imposto dal Pnrr ha spinto il Ministero a privilegiare opere concretamente realizzabili entro le scadenze, riducendo il numero di interventi sulla carta e concentrando le risorse su quelli cantierabili e certificabili.

Campania, 60 milioni per 15 siti da bonificare

Dopo la rimodulazione, alla Campania sono destinati quasi 60 milioni di euro. Restano quindici i siti da bonificare: sette in provincia di Caserta, cinque in provincia di Napoli e tre in provincia di Salerno.

Tra gli interventi prioritari figura l’ex deposito di fitofarmaci Agrimonda a Mariglianella, con lavori di messa in sicurezza permanente di suoli e falda. Seguono interventi rilevanti come la discarica di Masseria del Pozzo a Giugliano e la cava in località Difesa a Roccarainola.

Previsti lavori anche in numerose ex discariche comunali e siti industriali dismessi, oltre a due ex mattatoi nel Casertano. Tra gli interventi più estesi spiccano l’area Apreamare di Torre Annunziata e la cava di Cupa Viola a Ercolano, dove sono previste operazioni complesse che includono caratterizzazione, analisi del rischio, rimozione rifiuti e bonifica di suolo e falda.

L’obiettivo: certificare i risultati entro le scadenze

La rimodulazione, secondo il Ministero, punta a rafforzare l’efficacia dell’azione amministrativa. L’indirizzo è chiaro: privilegiare interventi completabili e certificabili rispetto a una pianificazione più ampia ma difficilmente realizzabile nei tempi previsti.

Dal punto di vista operativo, il parametro centrale resta la certificazione delle bonifiche, elemento chiave anche nel confronto con le istituzioni europee per il raggiungimento degli obiettivi Pnrr.

La posizione del Governo

Il viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, ha definito la revisione “una scelta di responsabilità e concretezza”, sottolineando come la riduzione delle risorse complessive non rappresenti un arretramento ma un adeguamento strategico.

Secondo il Ministero, la nuova impostazione consentirà una misurazione più trasparente dei risultati e una maggiore probabilità di rispettare le scadenze, con l’obiettivo dichiarato di restituire ai cittadini aree bonificate e pienamente fruibili.

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Cronache

Papa Leone XIV a Napoli e Pompei l’8 maggio: visita pastorale tra fede e territorio

Papa Leone XIV sarà a Napoli e Pompei l’8 maggio per la visita pastorale. In programma incontri con clero e fedeli, tappa anche ad Acerra il 23 maggio.

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È tutto pronto per la visita pastorale di Papa Leone XIV a Napoli prevista per l’8 maggio, giornata dedicata alla Madonna.

Il Pontefice, nel primo anno del suo pontificato, farà tappa a Santuario della Beata Vergine del Rosario, uno dei luoghi simbolo della devozione mariana, prima di proseguire il suo programma tra Napoli e provincia.

Conferenza stampa con le istituzioni

I dettagli della visita saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo Arcivescovile.

All’incontro parteciperanno il cardinale Domenico Battaglia, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto Michele di Bari e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il programma: Papamobile, Duomo e Piazza del Plebiscito

Nel corso della giornata dell’8 maggio è previsto anche un lungo giro in Papamobile tra i fedeli.

A Napoli, il Papa incontrerà il clero nel Duomo di Napoli per poi spostarsi in Piazza del Plebiscito, dove è atteso un grande momento pubblico con i fedeli.

Tappa ad Acerra il 23 maggio

Il programma pastorale prevede anche una successiva visita ad Acerra il 23 maggio, ulteriore segnale di attenzione verso il territorio campano.

La visita si inserisce nel quadro delle iniziative del primo anno di pontificato, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Chiesa e le comunità locali.

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Cronache

Napoli, riapre la biblioteca dei Girolamini: mostra e nuovo percorso dopo anni di scandali e chiusure

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Il 2026 si candida a essere una stagione di rilancio per il patrimonio culturale napoletano. Dopo la riapertura del Cimitero delle Fontanelle, un altro luogo simbolo torna progressivamente alla città: la biblioteca dei Girolamini.

Chiusa dal 2012 a seguito dello scandalo dei furti di libri antichi che coinvolse l’ex direttore Massimo De Caro, la struttura ha attraversato anni di difficoltà, tra procedimenti giudiziari e criticità strutturali che ne hanno più volte impedito la fruizione.

Dallo scandalo alla ricostruzione

Dopo una lunga fase di degrado e inattività, il complesso ha avviato un percorso di recupero grazie a nuove direzioni e a una rinnovata attenzione istituzionale.

Un primo segnale concreto era arrivato nel 2024 con la riapertura della chiesa dei Complesso dei Girolamini, tornata subito al centro dei flussi turistici. Oggi si compie un ulteriore passo: il ritorno, seppur parziale, della biblioteca.

La mostra che segna il nuovo inizio

Dal 22 aprile apre al pubblico la mostra “Rinascimento meridionale. La biblioteca di Matteo III d’Almaviva”, che rappresenta molto più di un evento espositivo.

L’iniziativa segna il ritorno alla fruizione della sezione libraria, proprio quella colpita dagli scandali. In esposizione codici, manoscritti e volumi antichi provenienti da diverse istituzioni, insieme a preziosi esemplari conservati nei Girolamini, legati alla figura di Andrea Matteo III Acquaviva.

La scelta curatoriale punta a trasformare una perdita storica in occasione di racconto e ricostruzione culturale.

Il ruolo della nuova direzione

Il percorso di rilancio è guidato dall’attuale direttore Antonello Cucciniello, che ha accompagnato il complesso verso una progressiva normalizzazione e autonomia gestionale.

La riapertura della biblioteca rappresenta, nelle intenzioni della direzione, il tassello decisivo per sanare una ferita profonda e restituire alla città uno dei suoi luoghi più identitari.

Un itinerario sperimentale tra storia e arte

Dal 22 aprile i visitatori potranno accedere a un percorso sperimentale che parte dall’ingresso storico di via Duomo e conduce nelle sale più rappresentative della biblioteca, tra cui la celebre sala dedicata a Giambattista Vico.

Si tratta di una riapertura graduale, pensata per coniugare esigenze di tutela, lavori ancora in corso e fruizione pubblica.

Verso la riapertura completa del complesso

Il progetto prevede il recupero integrale del sito entro la fine dell’anno, al termine degli ultimi interventi di restauro e riallestimento.

I numeri registrati dopo la riapertura della chiesa – tra le 1.500 e le 2.000 presenze – indicano un forte interesse del pubblico e confermano il valore strategico dei Girolamini nel sistema culturale cittadino.

La riapertura della biblioteca assume così un significato che va oltre il dato culturale: rappresenta un passaggio concreto nella ricostruzione dell’identità e della credibilità di un patrimonio che Napoli prova a restituire, finalmente, alla sua comunità.

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