Collegati con noi

Cronache

Raid armato, ucciso Antonio Rivieccio: è un pregiudicato di Torre del Greco

Avatar

Pubblicato

del

Un pregiudicato di 30 anni, Antonio Rivieccio, originario di Torre del Greco, e’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte a Boscoreale. A quanto si apprende dagli inquirenti – sul posto sono intervenuti i carabinieri – la vittima si trovava in via Settembrini quando attorno alle 2 è stato raggiunto dai sicari che gli hanno esploso contro alcuni colpi di arma da fuoco. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Boscotrecase, Rivieccio sarebbe deceduto al pronto soccorso del nosocomio a causa delle gravi ferite riportate. Sul posto i militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi del caso per provare a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Advertisement

Cronache

“Uomo di m…”, “Pazza”, ecco il secondo video che spiega come è andata a finire la lite in treno per la mascherina

Avatar

Pubblicato

del

C’è uno prima e un dopo della lite a colpi di parolacce e cafonerie varie tra un uomo e una donna a bordo di un Freccia Rossa Roma-Lecce. E ci sono due video. Noi ve li mostriamo entrambi. Testimoniano il livello di educazione, rispetto, tolleranza e cittadinanza in questo Paese che esce dal lockdown con  la speranza di essere migliore. E invece siamo alle solite. I due video sono stati pubblicati dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

Nel primo video lui parla al telefono. E se ne frega di tenere la mascherina come tutti gli altri. Fa due cose da cafone e da cittadino che non rispetta le regole. Parla al telefono e non indossa la mascherina. Qui comincia la discussione.

 

 La rissa è solo sfiorata a bordo del treno partito da Roma e diretto a Lecce. Una lite furibonda tra la donna e l’uomo seduto accanto a lei  che si era tolto la mascherina per parlare al telefono. Come si vede nel video, la discussione presto degenera tra insulti e minacce, e sono costretti a intervenire gli operatori del Frecciarossa per separare i due e calmare le acque.
C’è un  secondo video, quello che vi mostriamo sotto, in cui si può notare come la signora sia molto su di giri e nonostante l’intervento del personale viaggiante di Ferrovie, non si ferma. Vuole la rissa.

La signora litiga anche con qualche altro passeggero che stufo delle urla e degli insulti chiede ai litiganti di stare calmi e di non infastidire l’intera carrozza passeggeri. La signora manda anche lui a quel paese con insulti ed epiteti in napo-romano, un misto di romanesco e napoletano. A fine corsa, all’ingresso in stazione, sotto la carrozza, davanti al portellone di ingresso, c’erano due poliziotti ad aspettare i contendenti, anzi la signora che inveiva e il signore che telefonava e se ne fotteva di indossare la mascherina.

Erano lì chiamati da Ferrovie per tenere la calma, per evitare colpi di coda finale e perchè, vedi mai dopo la sceneggiata in treno volevano continuare in Tribunale si potevano anche accomodare in ufficio e denunciarsi a vicenda. E invece no, sono tornati a casa a loro tranquilli. Era solo una perdita di tramontana dovuta agli effetti collaterali del lockdown. Sono troppi per tutti due mesi chiusi in casa e la paura del virus.

Continua a leggere

Cronache

Pedofilia: abusa per anni dei tre figli, arrestato

Avatar

Pubblicato

del

 Un 51enne e’ stato arrestato dai carabinieri nel Trapanese con l’accusa di avere commesso ripetuti abusi su tre dei suoi quattro figli, che hanno meno di 14 anni. Nei suoi confronti il Gip di Marsala ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata. Dall’indagine, avviata nel giugno 2018 a seguito di alcune segnalazione arrivate ai carabinieri della Procura, e’ emerso che l’uomo avrebbe abusato dei tre figli sin dal 2012. Due anni fa, dopo i primi accertamenti, i quattro minorenni furono trasferiti in una comunita’ protetta e segreta. Intanto, gli inquirenti stanno valutando anche eventuali responsabilita’ della madre dei bambini. L’indagine, sottolineano gli investigatori, ha portato “alla luce l’estrema condizione di disagio morale, sociale ed economico del nucleo familiare”.

Continua a leggere

Cronache

Sfasciarono l’ospedale Covid di Boscoreale e minacciarono i sanitari per far curare il loro congiunto sparato, due arresti dei carabinieri

Avatar

Pubblicato

del

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno  arrestati il 41enne  Giovanni Ippolito e il 39enne  Nunzio Acunzo, gravemente indiziati dei danneggiamenti al pronto soccorso dell’ospedale Covid di Boscoreale (NA) e delle minacce subite da quel personale sanitario lo scorso 6 maggio, in occasione del ferimento con colpi d’arma da fuoco del 50enne Giuseppe Carpentieri, elemento di spicco del clan Gionta.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha consentito di accertare che i due soggetti, rispettivamente fratellastro e nipote acquisito di Giuseppe Carpentieri, lo avevano condotto con le proprie macchine all’Ospedale COVID di Boscotrecase, dove, incuranti della temporanea destinazione esclusiva del nosocomio alla cura della malattia infettiva, avevano minacciato il personale sanitario e danneggiato i locali del pronto soccorso pretendendo le immediate cure per il loro familiare.

In tale ambito, l’esame delle immagini di videosorveglianza ha permesso la ricostruzione non solo del loro comportamento violento, consistito nella forzatura della transenna della rampa d’accesso e della porta scorrevole del Pronto Soccorso nonchè nel danneggiamento dei locali, ma di una strategia intimidatoria per costringere i sanitari ad un immediato soccorso del Carpentieri (successivamente condotto in altro ospedale con ambulanza).

Nella circostanza, non può inoltre sottacersi, in un periodo di piena emergenza epidemiologica, la gravità di un comportamento che ha interrotto e limitato le capacità operative di un presidio pubblico funzionalmente deputato alla gestione dei casi COVID. I due indagati sono stati arrestati e sottoposti al regime di arresti domiciliari presso le loro abitazioni.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto