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Politica

Rai, Rossi alla Camera: “Servono risorse pubbliche stabili per garantire qualità e autonomia”

L’ad Rai Giampaolo Rossi chiede risorse pubbliche stabili davanti alla commissione Cultura della Camera. Stallo su Vigilanza e governance, nodi su tax credit e finanziamenti.

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Risorse pubbliche adeguate, certe e stabili sono la condizione indispensabile per garantire autonomia, competitività e qualità del servizio pubblico. È il messaggio centrale lanciato dall’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, intervenuto in audizione davanti alla commissione Cultura della Camera, nel pieno del confronto sulla riforma del settore audiovisivo.

Riforma ferma e Vigilanza bloccata

L’intervento arriva in una fase di evidente stallo istituzionale. Le proposte di revisione della governance della Rai restano ferme in commissione al Senato, mentre l’attività della commissione parlamentare di Vigilanza è paralizzata da oltre un anno, dopo il muro contro muro tra maggioranza e opposizione sulla nomina del presidente della Rai. Le sedute non si tengono per mancanza del numero legale.

La presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, ha tentato di sbloccare la situazione proponendo l’audizione di Rossi, nonostante le riserve della maggioranza. Per procedere, tuttavia, è necessario il via libera della Giunta per il Regolamento, che non si è ancora pronunciata, nonostante l’interessamento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha annunciato un’azione di moral suasion per riattivare i lavori della bicamerale.

Il confronto in Parlamento

Rossi ha chiarito la propria disponibilità all’audizione in Vigilanza, precisando però che è necessaria una convocazione formale. La replica di Floridia è stata netta: la presidente ha ribadito che l’ostacolo non è la volontà dell’amministratore delegato, ma l’inerzia della Giunta per il Regolamento, definita “incomprensibile e ormai inaccettabile”.

Il nodo delle risorse e il ruolo della Rai

Nel merito, Rossi ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale della Rai nell’industria audiovisiva nazionale. Con risorse sostanzialmente invariate rispetto a dieci anni fa, la tv pubblica – ha spiegato – continua a sostenere una parte rilevante del mercato, soprattutto attraverso cinema, fiction e animazione. Da qui la richiesta di un intervento normativo mirato a rafforzare l’intero settore.

Tax credit e futuro dell’audiovisivo

Sul tema del tax credit è intervenuto anche l’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, che ha riconosciuto l’importanza dello strumento per lo sviluppo dell’industria cinematografica, sottolineando però la necessità di un riordino. Il taglio delle risorse previsto per il 2026, secondo Del Brocco, non rappresenta “un’enorme tragedia”, ma richiede una distribuzione più razionale in un quadro di esigenze complessive di finanza pubblica.

Le preoccupazioni di Rai Fiction

La direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, ha infine evidenziato le difficoltà operative legate all’incertezza delle risorse. In un mercato sempre più rapido e competitivo, la programmazione di quattro prime serate settimanali su Rai1 rischia di diventare insostenibile se i finanziamenti restano continuamente in discussione.

Uno scenario ancora aperto

Il quadro che emerge è quello di una Rai chiamata a sostenere il sistema audiovisivo nazionale in una fase delicata, senza però certezze sul piano normativo e finanziario. Le prossime settimane diranno se la politica riuscirà a sciogliere i nodi su governance, Vigilanza e risorse, o se lo stallo continuerà a pesare sul servizio pubblico.

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Politica

Gratteri e il botta e risposta con Il Foglio: polemica sulle parole del procuratore di Napoli

Nuova polemica tra il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il quotidiano Il Foglio dopo la pubblicazione di un botta e risposta con una giornalista del giornale.

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Si accende una nuova polemica tra il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il quotidiano Il Foglio.

Il direttore del giornale Claudio Cerasa (foto Imagoeconomica) ha pubblicato su X un post in cui riferisce di aver contattato il magistrato per chiedere chiarimenti su alcune dichiarazioni relative al referendum sulla giustizia e al cantante Sal Da Vinci.

Secondo quanto riportato da Cerasa, durante la conversazione Gratteri avrebbe spiegato che il riferimento al voto del cantante era una battuta.

Il botta e risposta con la giornalista

Nell’articolo pubblicato dal quotidiano viene riportato uno scambio tra il procuratore e una giornalista del Foglio.

Alla domanda sul tema, Gratteri avrebbe risposto invitando il giornale a fare pure le proprie valutazioni, aggiungendo che dopo il referendum “si faranno i conti”.

Alla richiesta di chiarire il significato dell’espressione, il magistrato avrebbe parlato di “tirare una rete”, mentre alla domanda se si trattasse di una metafora riferita a una “pesca a strascico” avrebbe ribadito che il giornale può continuare a speculare.

La polemica nel dibattito pubblico

Le parole attribuite al procuratore hanno alimentato il confronto tra il magistrato e il quotidiano, inserendosi nel clima di tensione che negli ultimi giorni ha accompagnato il dibattito sulla riforma della giustizia e sul referendum costituzionale.

La vicenda si aggiunge alle precedenti polemiche legate alle dichiarazioni di Gratteri e ai commenti apparsi su diversi organi di stampa, in un contesto di forte confronto tra magistratura, politica e media.

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Politica

Tommaso Cerno: “Attacchi omofobi perché siamo omosessuali di destra”

Tommaso Cerno denuncia attacchi omofobi sui social dopo la sua partecipazione a Bellamà su Rai2: “Criticati perché siamo omosessuali di destra”.

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Tommaso Cerno interviene sulle polemiche nate sui social dopo la sua partecipazione al programma Bellamà, condotto da Pierluigi Diaco su Rai2.

Nel corso della trasmissione, Cerno e Diaco avevano cantato insieme, accompagnati da un’orchestra, una canzone di Sal Da Vinci. Secondo il giornalista, l’esibizione non aveva alcun riferimento al dibattito politico o al referendum, ma avrebbe comunque suscitato reazioni negative.

Le critiche sui social

Durante la puntata della sua rubrica televisiva “2 di Picche”, in onda su Rai2, Cerno ha spiegato di aver letto diversi commenti sui social che giudica offensivi e discriminatori.

Secondo il giornalista, alcune critiche sarebbero motivate dal fatto che lui e Diaco sono omosessuali e allo stesso tempo esprimono posizioni politiche di destra.

Cerno ha citato tra i commenti ricevuti anche frasi che definisce apertamente omofobe.

Il riferimento al dibattito sui diritti

Nel suo intervento televisivo il giornalista ha sottolineato come, a suo giudizio, le critiche ricevute rappresentino un esempio del clima presente nel dibattito pubblico.

Ha inoltre osservato che, secondo la sua interpretazione, non ci sarebbe stata una presa di posizione significativa da parte di chi normalmente si mobilita sui temi dei diritti civili.

“Un segno del clima nel Paese”

Cerno ha concluso sostenendo che gli attacchi ricevuti dimostrerebbero come nel Paese esista ancora una forte polarizzazione nel confronto politico e culturale.

Secondo il giornalista, la vicenda evidenzierebbe la difficoltà di conciliare identità personale e orientamento politico senza diventare oggetto di polemiche nel dibattito pubblico.

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Politica

Gratteri sulle polemiche: “Valuterò querela contro i giornali che hanno leso la mia immagine”

Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri replica alle polemiche sulle sue dichiarazioni e annuncia che valuterà eventuali azioni legali contro alcuni giornali.

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Il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri interviene sulle polemiche nate in seguito ad alcune sue dichiarazioni rilasciate a una giornalista del quotidiano Il Foglio.

Gratteri ha affermato di prendere atto delle critiche emerse nel dibattito pubblico e ha spiegato che valuterà eventuali iniziative legali nei confronti di alcune testate giornalistiche che, a suo giudizio, avrebbero leso la sua immagine.

L’ipotesi di azioni legali

Il magistrato ha ricordato che l’ordinamento prevede novanta giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per avviare un’azione civile per risarcimento.

Secondo quanto dichiarato, la decisione su eventuali iniziative legali sarà presa quando avrà modo di esaminare con attenzione la vicenda.

“Non voglio essere strumentalizzato”

Gratteri ha anche espresso dispiacere nel caso in cui l’espressione utilizzata nelle sue dichiarazioni sia stata ritenuta inappropriata.

Allo stesso tempo ha sottolineato di non voler essere strumentalizzato nel dibattito politico o mediatico che si è sviluppato attorno alla vicenda.

Il riferimento alle minacce e alle denunce

Il procuratore ha inoltre evidenziato di essere da mesi oggetto di minacce di denunce e di possibili procedimenti disciplinari.

In questo contesto ha sostenuto di avere il diritto di valutare, come qualsiasi altro cittadino, se ricorrere agli strumenti previsti dalla legge per tutelare la propria reputazione.

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