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Rai nella bufera alle Olimpiadi: fuorionda su Israele, avviata istruttoria interna

Nuova polemica per la Rai alle Olimpiadi dopo un fuorionda su Israele durante la diretta del bob a quattro. Avviata istruttoria interna e reazioni politiche.

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Non si attenuano le tensioni attorno alla copertura Rai delle Olimpiadi. Dopo il caso legato alla cerimonia d’apertura e alle dimissioni di Paolo Petrecca, una nuova polemica investe il servizio pubblico.

Durante la diretta su Rai 2 del bob a quattro, un fuorionda ha riportato la frase “evitiamo l’equipaggio 21 che è israeliano”. L’episodio è avvenuto in apertura di collegamento.

Le scuse della Rai e l’istruttoria

Il direttore ad interim di Rai Sport Marco Lollobrigida ha definito l’espressione inaccettabile e non rappresentativa dei valori del servizio pubblico, porgendo scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e ai telespettatori.

Anche l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha parlato di episodio grave e contrario ai principi di imparzialità, rispetto e inclusione. È stata annunciata l’apertura di un’istruttoria interna finalizzata a verificare eventuali responsabilità disciplinari.

Il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha espresso una ferma condanna, ribadendo l’impegno contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione e rivolgendo scuse alla comunità ebraica e agli atleti coinvolti.

La reazione della comunità ebraica

Il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi ha definito l’episodio un atto di antisemitismo, chiedendo un intervento deciso da parte dell’azienda e sottolineando che le sole scuse non sarebbero sufficienti senza provvedimenti nei confronti del responsabile.

Le posizioni politiche

Il caso ha avuto immediate ripercussioni politiche. La presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi ha parlato di frase gravissima e incompatibile con il servizio pubblico.

Il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone ha espresso solidarietà agli atleti israeliani, definendo inaccettabile l’accaduto in ambito sportivo.

Anche esponenti della Lega in Commissione Vigilanza Rai hanno sottolineato che lo sport non deve diventare terreno di scontro, richiamando i principi dello spirito olimpico.

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli ha parlato di episodio gravissimo che danneggia l’immagine dell’azienda.

Un caso che riaccende il dibattito sul servizio pubblico

L’episodio si inserisce in una fase già delicata per la Rai e riapre il dibattito sull’equilibrio, la neutralità e la responsabilità editoriale del servizio pubblico, soprattutto in un contesto internazionale come quello olimpico.

L’esito dell’istruttoria interna chiarirà eventuali responsabilità individuali, nel rispetto delle procedure previste dall’ordinamento aziendale.

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Terremoto alla FIFA: licenziato Kevin Lamour dopo l’attacco frontale a Infantino

La FIFA ha ufficializzato il licenziamento del direttore operativo Kevin Lamour. Il dirigente francese pagato le sanzioni per aver criticato pubblicamente il presidente Gianni Infantino sul progetto, poi ritirato, di cedere quote dei Mondiali a fondi privati.

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Si consuma una rottura traumatica ai vertici del calcio mondiale. La FIFA ha licenziato con effetto immediato il suo direttore operativo (COO), il dirigente francese Kevin Lamour. La decisione arriva a poche settimane dalle dure prese di posizione pubbliche dello stesso Lamour contro il controverso piano del presidente Gianni Infantino di cedere il 20% delle quote commerciali dei Mondiali a investitori privati.

La nota inviata ai membri del Consiglio FIFA formalizza la fine del rapporto di lavoro spiegando che «la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin».

La frattura tra il numero tre della federazione e il presidente era ormai insanabile. Nelle scorse settimane Lamour aveva denunciato pubblicamente la gestione del progetto sui diritti dei Mondiali, affermando che lo staff dell’organizzazione era stato «ingannato» e definendo la trattativa come «il progetto di una sola persona». Consapevole dei rischi legati alle sue esternazioni, il dirigente transalpino aveva dichiarato in una lettera aperta di essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità, affermando: «Se questo significa perdere il mio incarico, così sia».

Nonostante il piano di vendita ai fondi d’investimento sia stato successivamente ritirato da Infantino a causa della fortissima opposizione interna e delle principali confederazioni internazionali, il prezzo politico pagato da Lamour è stato l’estromissione immediata dall’organigramma di Zurigo.

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Scontro sul vivaio Milan, Filippo Galli replica a Maldini: «Nessuno ha mai vietato di dribblare»

L’ex responsabile del settore giovanile del Milan Filippo Galli ha replicato alle accuse di Paolo Maldini, secondo cui nel vivaio rossonero si privilegerebbe la tattica a scapito del talento. Galli ha difeso il lavoro svolto dal 2009 al 2018 incentrato sulla crescita dei ragazzi.

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Tensione tra due leggende del Milan sulla gestione dei giovani talenti. Filippo Galli, pilastro della difesa rossonera negli anni d’oro, ha risposto per le rime attraverso un post sul proprio blog (filippogalli.com) alle recenti dichiarazioni dell’ex compagno di squadra e capitano Paolo Maldini, critico nei confronti dei metodi utilizzati nel vivaio del club.

Maldini aveva lanciato una stoccata diretta al sistema di formazione giovanile rossonero: «Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema».

Parole che non sono passate inosservate a Filippo Galli, responsabile del Settore Giovanile rossonero dal 2009 al 2018. «Quelle affermazioni mi riguardano direttamente», ha sottolineato l’ex difensore. «In quegli anni costruimmo un approccio lontano dalla ricerca esasperata del risultato, fondato sull’idea di un calcio propositivo che ponesse ciascun ragazzo nelle condizioni di essere il principale protagonista del proprio percorso: sostenendolo nella creatività, restituendo all’errore la sua funzione di tappa e non di colpa. Nessuno ha mai vietato, a nessun giocatore, di saltare l’uomo in dribbling: tutt’altro».

Galli ha poi evidenziato come Maldini non abbia vissuto in prima persona la quotidianità del vivaio milanista: «Non posso muovergli una colpa per non avere, negli anni da dirigente, seguito da vicino il Settore Giovanile. Capisco quanto la prima squadra assorba ogni energia. Gli muovo, semmai, l’osservazione che non si possa parlare della formazione dei giovani senza aver mai attraversato da dentro quel lavoro. Avrò certamente commesso degli errori, ma non posso lasciar passare una descrizione così distante da ciò che è stato quel percorso».

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Zverev domina i tie-break: Atmane piegato, il tedesco vola agli ottavi a Cincinnati

Alexander Zverev accede agli ottavi del Masters 1000 di Cincinnati battendo Terence Atmane 7-6, 7-6 dopo una partita lottata e decisa nei tie-break. Il tedesco prosegue il suo cammino da favorito nel torneo.

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Un successo di pura potenza ed esperienza. Alexander Zverev, numero tre del mondo e prima testa di serie del tabellone, conquista l’accesso agli ottavi di finale del Masters 1000 di Cincinnati superando il transalpino Terence Atmane con il punteggio di 7-6 (7/4), 7-6 (7/6).

Non è stata una serata semplice per il tennista tedesco. Nella calda e umida notte del Midwest americano, il ventiquattrenne mancino francese ha messo a dura prova la testa di serie numero uno del torneo, affidandosi a un dritto chirurgico e a un uso sapiente delle palle corte. Nei momenti chiave del match, tuttavia, la maggiore lucidezza di Zverev ha fatto la differenza. Nel primo tie-break Atmane ha pagato a caro prezzo un errore di dritto, mentre nel secondo il tedesco ha alzato la barra della qualità: due discese a rete immediate e un passante di rovescio da applausi hanno chiuso definitivamente i conti.

Al termine dell’incontro, Zverev ha speso parole d’elogio per l’avversario: «Ha giocato benissimo, è stato estremamente aggressivo e ha servito in modo incredibile. Sono davvero felice di averla portata a casa», ha dichiarato a caldo, scherzando poi sulla fatica e sul sudore lasciato in campo.

Il recente campione del Roland Garros prosegue così la sua marcia da principale favorito sul cemento statunitense, complici le assenze di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz e l’uscita di scena prematura di Novak Djokovic. Agli ottavi di finale Zverev attende ora il vincente della sfida tra l’americano Tommy Paul e il paraguaiano Adolfo Vallejo.

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