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Ragazze investite e uccise a Roma, ai domiciliari Pietro Genovese

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Il magistrato inquirente ha disposto gli arresti domiciliari per Pietro Genovese, il 20enne che ha investito uccidendole le due amiche sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli nella notte fra sabato e domenica scorsi nella zona di Corso Francia a Roma. Gli esami a cui era stata sottoposto il giovane, figlio del regista Paolo, avevano riscontrato un tasso alcolemico dell’1.4 e la non negatività ad alcune sostanze stupefacenti. Intanto domattina alla parrocchia del Preziosissimo Sangue, in via Flaminia Vecchia, si terranno i funerali delle due ragazze. Sono stati fissati per domani alle 10.30 presso la parrocchia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, in via Flaminia Vecchia, a Roma, i funerali di Gaia e Camilla, le due 16enni investite e uccise nella notte tra sabato e domenica scorsi su Corso Francia. Per il duplice omicidio stradale e’ indagato il 20enne Pietro Genovese.

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Inchiesta sulle piattaforme di delivery: interrogati 1000 ‘riders’

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L’inchiesta sulle modalità di lavoro dei ridere, soprattutto per le piattaforme di food, che ha portato a commissariare Uber si allarga in tutta Italia e a tutti i delivery: i carabinieri hanno effettuato interviste in strada in tutto il Paese. Nel week end hanno sentito e stanno continuando a farlo più di mille “riders”, giovani che per quattro soldi vanno in giro a consegnare cibo da asporto, per poter ottenere informazioni, dati, modalità che possano essere utili alle indagini in corso, in particolare su come viene realmente gestito il rapporto tra i gestori del servizio e appunto i riders, quasi sono le forme di tutela loro garantite, e come funziona il rapporto di lavoro dal punto di vista della sicurezza e dal puntoni vista sanitario.

Le attività dei militari – si tratta di carabinieri del Comando Tutela Lavoro e di tutti i Comandi provinciali dell’Arma – si sono svolte su strada e in tutte le province: un sistema inusuale per consentire di mettere a fuoco questo mondo nel quale per ora sarebbe emerso che i riders più che imprenditori di se stessi sarebbero alla mercè di chi li sfrutta.

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Il sindaco di Avellino Festa fa festa in strada con centinaia di ragazzi, e pare sia una persona normale

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I video sono diventati virali. Le polemiche aspre per le immagini del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che nella tarda serata di ieri ha fatto festa (non è ironia) con un centinaio di giovani che affollavano l’isola pedonale in pieno centro della città. Dalle immagini ve ne potete fare una idea. A noi sembra un assembramento. Magari i carabinieri o la polizia vedono cose diverse. In ogni caso le immagini hanno provocato la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni in consiglio comunale. Il sindaco – che aveva emanato un’ordinanza sulla movida piu’ estensiva rispetto a quella del presidente  della Campania, De Luca – dapprima avrebbe cercato di far rispettare il distanziamento, poi si sarebbe unito anche ai cori intonati dai giovani contro Salerno. Cori idioti calcistici che quando vedono pure un sindaco tra i partecipanti diventano ancora più idioti. Ma ci sta. Come Salvini ululava contro la puzza dei cani per l’arrivo dei napoletani, Festa fa festa e intona coretti contri i salernitani. Che cosa fa il sindaco? Chiede scusa? Prova a farci capire che non è come sembra? No, va dato atto a Festa di essere un coraggioso o temerario. Lui rivendica il suo operato, il suo assembramento.

Come? Lo scrive su Fb. “C’è chi i giovani li demonizza senza ottenere risultati. Con loro sono a mio agio. Per questo ho deciso ieri sera di fare un sopralluogo per assicurarmi che la ripresa della movida avvenisse nel pieno rispetto delle regole. In un clima allegro e tranquillo, ho stimolato i giovani alla responsabilità e a continuare ad osservare le regole. Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico. Ho colto questa bella occasione di incontro per stimolarli alla responsabilità e per spiegare loro che è bene essere ancora attenti, la libertà arriverà ma adesso bisogna continuare a seguire le regole in sicurezza. Mi sono trattenuto qualche minuto con loro, con fare scherzoso e goliardico: sono profondamente convinto che il dialogo sia sempre la strada maestra, che per comunicare con i giovani occorrano empatia ed ascolto, mai contrapposizione e rigidità. A qualcuno dà fastidio che io sia a contatto con la mia gente? Qualcuno mi preferirebbe dietro a una scrivania a firmare norme restrittive? Io sono il sindaco degli avellinesi. E dove c’è la vita di Avellino ci sono io. Guardate altrove, qui ci sono io a tenere tutto sotto controllo”. Insomma, a giudicare da quello che scrive, le immagini che vedete qui sotto, sono certamente una festa di Festa e tanti giovani. Ma a capire se è un assembramento o meno dobbiamo aspettare che carabinieri o polizia scrivano qualcosa. Ammesso che ci sia una multa da scrivere. Nella vita non bisogna avere certezze assolute. Mai.

In ogni caso, mettiamo pure che quello che vediamo non è una assembramento. E diciamo che il sindaco è lì per aiutare i ragazzi a capire che non è consentito assembrarsi, c’è il covid 19 in agguato. Che c’azzeccano i cori contro i salernitani con la sua diplomazia, la sua opera di convincimento a non assembrarsi? Siamo certi che il sindaco avrà una spiegazione per tutto e tutti. Ammesso che qualcuno vorrà chiedergli spiegazioni.

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Pure per andare nella casa di Dio bisognerà prenotare, ecco come si va a messa ai tempi del covid 19

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Un video tutorial per le prenotazioni online del posto a messa, vista la limitazione degli accessi in chiesa per evitare assembramenti, e possibilita’ di tracciabilita’ dei partecipanti in caso di esigenze sanitarie. E’ l’iniziativa della parrocchia Immacolata di Modugno (Bari). Il sistema e’ operativo dal 18 maggio, giorno dal quale si possono nuovamente celebrare le messe con i fedeli, ma vale solo al sabato e alla domenica, quando c’e’ il rischio che le chiese si riempiano. All’ingresso e’ allestito un banchetto per la verifica delle prenotazioni. Il video, realizzato da Francesco, uno dei giovani ministranti della parrocchia, spiega passo per passo ai fedeli come prenotare: sulla home page del sito bisogna cliccare su “prenotati”, scegliere la messa, indicare il numero dei posti da riservare, inserire nome cognome, email e cliccare su “registrati”. Accanto ad ogni celebrazione in programma e’ indicato il numero dei posti liberi (fino a 150). Si puo’ prenotare a partire dalle 18 del lunedi’ per il weekend successivo, e anche disdire. “Se sai di non poter piu’ partecipare e ti sei prenotato, libera il posto per qualcun altro” dice il video, che ricorda le regole: indossare la mascherina, igienizzarsi le mani all’ingresso e mantenere la distanza. La messa viene comunque trasmessa in streaming grazie alla regia gestita da Nico, un altro giovane ministrante, allestita in una stanza della sagrestia. “Il coronavirus non ci ha trovati impreparati – spiega il parroco, don Nicola Laricchia – gia’ da diversi anni trasmettiamo le messe in streaming per gli ammalati e per chi non puo’ venire. Adesso abbiamo aggiunto il sistema di prenotazione online per non mandare via fedeli all’ingresso se la capienza massima e’ raggiunta e perche’, se c’e’ bisogno di rintracciare chi era presente in caso di un focolaio di contagio, aiutiamo le autorita’ sanitarie a trovare le persone, perche’ abbiamo tutti i dati”.

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