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Cronache

Racket nella cintura vesuviana: arresti per estorsione, indagini sul clan Rea-Veneruso

Blitz della Dda di Napoli contro il clan Rea-Veneruso: arresti per estorsioni ai danni di imprenditori. Intercettazioni e dichiarazioni al centro dell’inchiesta.

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Messo alle strette dai carabinieri durante un confronto investigativo, un imprenditore edile ha ammesso di essersi piegato al sistema estorsivo: «Voglio solo stare tranquillo, senza avere rapporti con loro». Ha riconosciuto di conoscere da tempo Francesco Rea, detto ’o Pagliesco, indicato dagli inquirenti come capo dell’organizzazione attiva tra Volla e Casalnuovo di Napoli.

Il blitz e gli arresti

Ieri mattina la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con il Nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Torre Annunziata“, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Donatella Bove.
Sono stati arrestati, tra gli altri, Francesco Rea (61 anni), Antonio Laurato (33), Fabio Luino (48), Domenico Raccioppoli (49), Felice Romano (32) e Antonio De Luca (56). Le accuse contestate—da verificare nelle sedi giudiziarie—riguardano estorsioni e associazione di stampo mafioso.

Le estorsioni ricostruite

L’inchiesta, basata su intercettazioni ambientali e telefoniche, ricostruisce tre episodi tra il 2017 e il 2023. Nel mirino sarebbe finito un imprenditore edile, costretto a consegnare 1.000 euro in un’occasione e poi destinatario di una richiesta da 20.000 euro come “quota proporzionale ai guadagni”. Analoga pretesa sarebbe stata avanzata a un secondo imprenditore del settore distribuzione di bibite e alcolici.

Le intercettazioni

Dagli atti emergono dialoghi che descrivono il pressing degli emissari del clan. In una conversazione, l’imprenditore—stremato—parla di “quieto vivere”, respingendo però l’idea di un obbligo permanente. Convocato successivamente in caserma, ha ammesso i versamenti. Subito dopo, un acceso confronto con il figlio—anch’esso intercettato—evidenzia il clima di paura e l’omertà che circonda le vittime.

Il contesto e l’omicidio Manna

Le indagini si inseriscono nel filone che ha fatto luce sull’omicidio di Pasquale Manna, avvenuto nel 2024. Sullo sfondo, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giovanni Braccia, che ha riferito agli inquirenti presunte dinamiche interne al clan dopo la scarcerazione di Rea, comprese richieste estorsive rivolte anche ad affiliati. Tali affermazioni sono al vaglio degli investigatori e saranno valutate in giudizio.

Presunzione di innocenza

Tutti gli indagati e arrestati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva. L’inchiesta prosegue per definire ruoli e responsabilità individuali nel rispetto delle garanzie di legge.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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