Corona Virus
Quando finirà questo incubo? Ecco le previsioni sulla durata della guerra al coronavirus
È ancora impossibile dire quanto durerà, ma i segnali continuano a essere positivi e mostrano un rallentamento della curva di crescita, anche se i numeri dei casi continuano a salire. Sono complessivamente 57.521 i malati di coronavirus in Italia, 3.491 in piu’ contro i 3.612 in piu’ di martedi’, e i contagiati, comprese vittime e guariti salgono a 74.386. Mostra un rallentamento anche la crescita dei decessi: 683 in piu’ rispetto a ieri contro i 743 in piu’ di martedi’, con un totale di 7.503. Due le incognite che potrebbero condizionare la durata dell’epidemia in Italia: una e’ il rispetto delle misure di contenimento e poi resta da capire se l’arrivo del caldo potra’ incidere sulla circolazione del virus. “I tempi dell’epidemia rallentano di giorno in giorno”, ha osservato il fisico Enzo Marinari, dell’Universita’ Sapienza di Roma. Incoraggiano oggi anche i dati sulla Lombardia, mentre sono ancora pochi i dati che arrivano dal Sud, dove “è una fortuna – ha detto ancora l’esperto – che gli ordini di confinamento siano stati dati quando non c’era ancora la fase esponenziale. L’importante e’ che ora siano seguite le regole di comportamento: molto dipende dalle persone”. I dati, ha proseguito, “sono confortanti ormai da 3-4 giorni, ma non e’ ancora il caso di sbilanciarsi e fissare delle date sul picco”. Se in generale “i dati sono buoni, e’ anche vero che lo sono perche’ siamo confinati: se ricominciassimo a uscire tutto tornerebbe come prima”. Per questo, ha osservato, e’ importante cominciare a pensare al dopo. Anche per il fisico Giorgio Parisi, della Sapienza, la durata dell’epidemia “dipendera’ da quanto saranno applicate ed efficaci le misure di contenimento, non solo in questa fase iniziale, ma anche nella fase discendente”. Sara’ infatti molto delicato il momento in cui le attuali misure di contenimento cominceranno ad allentarsi.
“Non e’ ancora chiaro nemmeno quanto il caldo faccia bene”, ha proseguito. Ottimista il direttore generale aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) Ranieri Guerra, per il quale “il rallentamento delle velocita’ di crescita e’ un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”. Che i prossimi giorni sono decisivi per toccare con mano gli effetti delle misure di contenimento lo ha ribadito anche il vicedirettore della Protezione Civile Agostino Miozzo: sono “necessarie ancora due settimane per capire se c’e’ trend di stabilizzazione o di decrescita”. Certamente, ha aggiunto, “e’ un momento delicato e non bisogna abbassare la guardia, altrimenti curva potrebbe risalire. E’ indispensabile mantenere rigorose indicazioni di distanziamento sociale”. Nel frattempo e’ stata ricostruita la preistoria dell’epidemia in Italia. Lo ha fatto una ricerca italiana condotta da 14 centri di ricerca, con il coordinamento del Direttorato generale della Sanita’ della Regione Lombardia, pubblicata sul sito ArXiv. Dall’analisi e’ emerso che il coronavirus ha cominciato a circolare in Lombardia dal primo gennaio e ha continuato a farlo in modo sommerso per oltre un mese e mezzo prima della diagnosi del paziente 1 di Codogno, avvenuta il 20 febbraio. “L’epidemia in Italia e’ rimasta sconosciuta per settimane”, ha scritto la rivista Nature, commentando la ricerca sul suo sito.
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Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi
Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.
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Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%
In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.
Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.
Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri
I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.
I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.
Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare
La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).
Una fase stabile ma da monitorare
La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.
Corona Virus
Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano
Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.
Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.
Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.
Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”
Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.
“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”
Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.
Le aggressioni e il codice rosso mancato
Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.
L’indagine e le prossime mosse
Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.
Il dolore della famiglia
Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.
La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:
“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”
Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.


