Esteri
Qatargate infiamma Strasburgo, banco prova alleanze
A metà pomeriggio, mentre la Commissione europea prometteva in Aula rigore e nuove norme contro i corrotti, a Strasburgo piombava l’ennesima svolta del Qatargate: il patteggiamento di Antonio Panzeri. La mossa dell’ex eurodeputato ha effetti al momento imprevedibili dal punto di vista politico. Di certo, se Panzeri da qui alle prossime settimane farà altri nomi, l’eco della sua confessione potrebbe ulteriormente destabilizzare un sistema di alleanze che, all’Eurocamera, è stato tanto consolidato quanto ora è a rischio: quello tra S&d, Popolari e Renew. Un sistema messo già a dura prova dall’apertura, nelle ultime settimane, del Ppe alla destra europea. A testimoniarlo c’è l’elezione del nuovo vicepresidente del Pe al posto di Eva Kaili.
Il patto interno alla maggioranza Ursula è che il seggio resti ai Socialisti. Il candidato è il lussemburghese Marc Angel. La sua elezione, mercoledì a scrutinio segreto, si prospetta molto probabile ma non priva di qualche coda avvelenata. Nel Ppe c’è chi non vorrebbe essere così morbido nei confronti di S&d. “Non posso negare che nel mio gruppo c’è scontento per il comportamento dei socialisti, che sono già ampiamente rappresentati”, spiegava in mattinata il capogruppo Manfred Weber prima di convocare una girandola di riunioni interne e ascoltare i tre candidati in lizza: Angel, la verde Gwendoline Delbos-Corfield e, soprattutto, la leghista Annalisa Tardino.
La candidatura di quest’ultima rischiava di porre qualche problema a Fdi: rispettare la coalizione di governo in Italia o concordare una decisione assieme al Ppe per dare ancora maggior peso al dialogo tra i due gruppi? Il gruppo Ecr, dove siedono gli eurodeputati meloniani, ha ascoltato proprio come il Ppe i tre candidati. A fine giornata Weber ha dato indicazione di votare per Angel, i Conservatori e Riformisti per Tardino. Lo status quo che regge la legislatura europea a guida von der Leyen è stato rispettato.
Eventuali sorprese, tuttavia, non sono escluse anche perché il voto è segreto. Nel Ppe c’è chi spinge per aprire in maniera netta alla destra. Con un nodo, al momento irrisolto: con i polacchi del Pis – guidati dal premier Mateusz Morawiecki – il Ppe non può aprire alcun canale. Al suo interno c’è infatti la Piattaforma Civica guidata da Donald Tusk e acerrima nemica del Pis. A decidere le loro sorti – e forse anche quelle dell’alleanza Ppe-Fdi – saranno le elezioni polacche del prossimo autunno. La svolta giudiziaria del Qatargate potrebbe avere effetti imprevedibili anche sui Socialisti. “La mossa di Panzeri allunga o accorcia i tempi dell’inchiesta?” “Quali altri nomi farà l’ex eurodeputato?”, sono le domande che circolavano all’Eurocamera.
La posizione di Marc Tarabella si è incrinata. La capogruppo di S&D Iratxe Garcia Perez, già prima che dalle carte dell’interrogatorio di Panzeri emergesse il pieno coinvolgimento di Tarabella nel caso, chiedeva che facesse un passo indietro. Incassando il secco niet dell’eurodeputato belga. “La presunzione di innocenza non può essere cancellata sotto il peso di articoli di stampa o accuse azzardate”, sono state le parole del suo legale. Ora tutto potrebbe complicarsi. Dal 23 gennaio la commissione Juri si riunirà per decidere sulla revoca dell’immunità per Tarabella e Cozzolino, che saranno anche sentiti. La volontà dei vertici europei è fare presto. “La riforma del Pe è un buon primo passo ma si può fare di più. Proporrò una nuova legge per criminalizzare tutte le forme di corruzione”, ha annunciato la commissaria Ylva Johansson. Ma al momento nessuno, a Bruxelles e a Strasburgo, sa quando la tempesta potrà dirsi passata.
Esteri
Sottomarino nucleare Usa a Gibilterra, segnale di forza all’Iran dopo lo stallo sui negoziati
Gli Stati Uniti hanno annunciato la presenza di un sottomarino nucleare della classe Ohio a Gibilterra. La mossa arriva dopo il rifiuto di Donald Trump alle richieste iraniane nei negoziati sul cessate il fuoco e viene interpretata come un messaggio di deterrenza verso Teheran.
Esteri
Una gigantesca statua dorata di Trump inaugurata in Florida: polemiche tra gli evangelici per il “falso idolo”
Una gigantesca statua dorata di Donald Trump è stata inaugurata al Trump National Doral di Miami. L’opera, alta come un edificio di due piani, raffigura il presidente con il pugno alzato dopo l’attentato subito a Butler. La cerimonia guidata dal pastore Mark Burns ha però provocato polemiche tra alcuni evangelici che parlano di “falso idolo”.
Esteri
Trump riunisce il team per la sicurezza nazionale: sul tavolo nuove opzioni militari contro l’Iran
Donald Trump ha riunito alla Casa Bianca il team per la sicurezza nazionale e i vertici militari Usa per discutere le future strategie sul conflitto con l’Iran. Secondo CNN, tra le ipotesi valutate ci sarebbe anche la ripresa delle azioni militari contro Teheran mentre la tregua appare sempre più fragile.


