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Procura Federcalcio, “prova tv per Kessie e Bakayoko” che hanno preso in giro Acerbi per il rigore

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Il capo della Procura federale della Figc, Giuseppe Pecoraro, ha deciso di inviare al giudice sportivo la segnalazione per l’applicazione della prova tv per il gesto di scherno dei calciatori milanisti Kessie e Bakayoko nei confronti del laziale Acerbi al termine della partita di ieri. I due rossoneri, festeggiando assieme ai compagni sotto la Curva Sud di San Siro la vittoria sulla Lazio, avevano mostrato ai tifosi come un trofeo la maglia del difensore avversario Acerbi. Il gesto era stato subito criticato sia dallo stesso Acerbi, sia da Ciro Immobile, prima che lo stesso allenatore del Milan, Rino Gattuso, lo stigmatizzasse “queste cose non si fanno”, invitando i suoi giocatori a chiedere scusa. Le scuse sono arrivate dai giocatori milanisti via social, dove però intanto si era scatenata l’indignazione di molti tifosi per il loro gesto.

 

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Dimaro si illumina con Mertens, Insigne e Manolas in piazza a rispondere ai tifosi. Gli utlimi ad arrivare in ritiro saranno Ounas e Koulibaly, finalisti in Coppa d’Africa

Marina Delfi

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L’appuntamento è di quelli tradizionali, fra i più sentiti, con i big del Napoli in piazza a Dimaro a rispondere alle domande dei tifosi. Inutile che dire che quando arrivano Lorenzo Insigne, Dries Mertens e il neo acquisto Kostas Manolas, la folla esplode in un lungo applauso. Musica per le orecchie dei sostenitori del Napoli quello che dice “Ciro” Mertens: “Rinnovo? Vorrei farne ancora tanti di anni qui,  ne ho già 32 ma spero di restare qui”. E poi: “Dobbiamo essere fieri di quanto fatto lo scorso anno e in questa stagione faremo di tutto per competere per lo scudetto”.

 

“Il Napoli è sempre stata una squadra che ha giocato un gran calcio. È un piacere far parte di questo gruppo”, gli fa eco il greco Manolas, arrivato in treno con Lorenzo Insigne e già passato per la serata karaoke – dove per la verità ha mostrato belle doti canore intonando “Te voglio bene assai”.

E Lorenzo Insigne: “Per questa maglia darò sempre il massimo cercando di fare sempre meglio”. Insomma dichiarazioni d’amore mentre la preparazione va avanti in un clima disteso e cordiale, con Carlo Anmcelotti che ha riunito il gruppo ed ha fatto un discorsetto a tutti. Intanto Mertens  si diverte a fare impazzire i portieri, in attesa che al gruppo si uniscano i calciatori ancora impegnati con le rispettive nazionali o che hanno terminato da poco i loro impegni. Giovedì arriva Meret, ai primi di agosto si aggregano al gruppo Fabian Ruiz, Allan, Ospina, e per ultimi Kalidou Koulibaly e Adam Ounas, giunti in finale in Coppa d’Africa con le loro nazionali, il Senegal e l’Algeria.

 

 

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Cerimonia di chiusura delle Universiadi Napoli 2019, un successo che nessuno ha visto perchè…

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Dodici giorni di gare che hanno visto all’opera la meglio gioventù universitaria mondiale. Buona parte delle gare, nelle varie discipline, ospitare in strutture della metropoli,  Napoli. Ma sono state interessate anche altre città della Campania. Ben 222 premiazioni, oltre 300mila biglietti staccati, 60 impianti ristrutturati e restituiti alla comunità con l’obiettivo di cavalcare l’onda e inserire Napoli nel circuito dei grandi eventi internazionali ed i complimenti del premier Giuseppe Conte. Con questi numeri si chiude il sipario sulle UniversiadiNapoli 2019.

La cerimonia di chiusura, banale e scontate come quella di apertura, è stato uno show targato Balich Worlwide Shows allo stadio San Paolo. Lo spegnimento del braciere è stato affidato ad una delle atlete simbolo di queste Universiadi, Daisy Osakue. Così la città di Napoli ha salutato le Universiadi con il passaggio di testimone alla bellissima città cinese di Chengdu che tra due anni ospiterà la 31/a edizione delle Universiadi estive. Il saluto a Napoli è stato  l’omaggio di un tenore cinese che ha intonato ‘O sole mio, e la danza dei panda. Nessuno avrebbe osato immaginare nulla di diverso. Mancava qualche richiamo alla pizza che magari veniva infornata nel Vesuvio, ma diciamo che gli ingredienti della banalità c’erano tutti. Comunque sia è stata una festa.

“Le Universiadi sono state una grande prova di Napoli e della Campania”, ha detto il premier Giuseppe Conte al suo arrivo allo stadio San Paolo di Napoli. Il bilancio per l’Italia e per Napoli è buono e la città ha incassato la promozione della Fisu (la federazione internazionale degli sport universitari), non senza qualche silenzio riguardo alcuni errori, omissioni, contraddizioni, ritardi . “Non è stato facile organizzare queste Universiadi, ma alla fine sono state un successo grazie allo spirito e all’energia dei napoletani – ha sottolineato il presidente della Federazione Sport Universitari Oleg Matytsin – Gli impianti sono stati ristrutturati e ora sono pronti per ospitare altri eventi. Questa è una delle eredità’ che lasciamo. Abbiamo avuto dei problemi, ma abbiamo trovato sempre delle soluzioni. Napoli ci ha dato una grande lezione”. La lezione è quella di risolvere i problemi. Ovviamente ce n’erano molti creati ad arte per poterli risolvere con soddisfazione per alcuni.  Il palco come un mare aperto con un bambino che legge tre articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sulla libertà e la dignità. La cerimonia di chiusura – alla quale hanno assistito, tra gli altri, il premier Conte oltre al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il n.1 della Fisu, Oleg Matystin, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – si è aperta in un San Paolo tutto esaurito, con oltre 35 mila spettatori che hanno risposto con un lungo applauso al tributo a Pietro Mennea che 40 anni fa, alle Universiadi di Città del Messico – era il 1979 – realizzò il record mondiale nei 200 metri, quel 19″72 che ha resistito quasi 17 anni e che e’ rimasto un ricordo indelebile nella memoria degli italiani. “Pietro ha onorato questa manifestazione – ha ricordato la vedova di Mennea, Manuela Olivieri dal palco -. Ha saputo coniugare lo sport e lo studio vincendo nello sport come nella vita”.

 

La cerimonia, ispirata al rito tipicamente napoletano del sospeso, è stata il saluto alla città di Napoli e alla Campania. A movimentarla con i loro sketch i The Jackal, le performance del vincitore dell’ultimo festival di Sanremo Mahmood, del rapper partenopeo Clementino e di Dj Sonic e la sfilata degli atleti e dei volontari, vera e propria colonna portante di Napoli 2019. Chiusura con lo spegnimento del braciere affidata ad una delle atlete simbolo di queste Universiadi, Daisy Osakue. A fine corsa della cerimonia di chiusura c’è stato il passaggio di consegne tra Napoli e Chengdu. Il sindaco Luigi de Magistris ha consegnato la bandiera della Fisu nella mani di Oleg Matytsin, numero uno della federazione internazionale dello sport universitario. È stato lui a consegnare la bandiera della Fisu al primo cittadino di Chengdu, Luo Qiang. Sarà infatti la città nativa dei panda a ospitare la prossima edizione dei Giochi universitari nel 2021. “Ora iniziamo a sentire il ‘tic-tac’ per il 2021 – ha detto il sindaco Qiang – Nell’agosto di quell’anno la torcia arriverà nella nostra città e faremo del nostro meglio per organizzare questo evento e renderlo spettacolare. Vi aspettiamo, incontriamoci a Chengdu, in Cina”. La capitale della regione sud occidentale della Cina, Sichuan, si è aggiudicata i Giochi universitari nella primavera scorsa.

Che cos’altro aggiungere di queste Universiadi? Che si parlerà in futuro dell’affare del villaggio atleti allestito sulle navi da crociera per ospitare 6000 sportivi in rappresentanza di 118 Paesi. Questo ha costretto tutti gli atleti a vivere poco, pochissimo la città. A non integrarsi, non interagire abbastanza. Ma forse molti di loro resteranno a Napoli qualche giorno in più per godersi la città senza fatica e senza le restrizioni delle gare da affrontare. Si parlerà della comunicazione dell’evento organizzata in fretta e con qualche vulnus sugli affidamenti e sulle fatturazioni. Si parlerà dei 900 appalti veloci, delle spese e delle spesucce varie, le corse, gli errori, le omissioni, gli amici degli amici. Di queste Universiadi ne parleremo in seguito. Ora era giusto parlare della cerimonia di chiusura. E della bella prova e delle belle immagini offerte da Napoli. Chi le ha viste queste belle immagini? Chiediamocelo. Fa parte della comunicazione zero di questo evento. Fare bene e non riuscire a comunicarlo nel villaggio globale è come non essere esistiti. La Rai ha concesso dello spazio all’evento. Ma dov’erano tutti gli altri player della tv italiana? Dov’era Mediaset? Dov’era Sky? Dov’erano tutti gli altri broadcast anche internazionali? Quali servizi sono stati prodotti su questo evento sportivo così importante? Com’è possibile che la cerimonia di chiusura non abbia trovato spazio su una tv nazionale? Domande alle quali proveremo a rispondere.

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Universiadi Napoli 2019, Conte: Napoli e Campania, prova di generosità, organizzazione e accoglienza

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“Stasera a Napoli si è conclusa la trentesima edizione delle Universiadi, un importante momento di sport e di aggregazione. Napoli e la Campania in questi giorni hanno offerto una grande prova di generosita’, di organizzazione, di accoglienza”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine dell’evento. “Avevo promesso che sarei intervenuto e oggi al San Paolo ho voluto tributare il giusto riconoscimento a questo grande evento sportivo di cui come Presidente del Consiglio sono orgoglioso. L’auspicio e’ che questo evento possa regalare all’Italia e al mondo tanti campioni, leader nello sport e nella vita. Le 44 medaglie vinte dai nostri ragazzi sono un record e dimostrano che il nostro sistema sportivo e’ in salute e promette di essere sempre piu’ competitivo”, aggiunge. -“Dopo le Universiadi, ospiteremo le Atp Finals, le Olimpiadi invernali del 2026 e tante altre rassegne sportive di elevato livello. Ma non ci fermiamo. Continueremo a lavorare ad altri progetti che possano contribuire a porre l’Italia al centro dello sport mondiale” scrive  il presidente del Consiglio  Conte.

 

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