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Presto ‘Decreto capienze’, corridoi Covid free extra Ue

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Con il parere del Cts sul tavolo, il Governo deve ora definire tempi e modi dell’aumento delle capienze per gli eventi sportivi e dello spettacolo. Domani si riunira’ il Consiglio dei ministri ma – a quanto si apprende – non sono attesi provvedimenti in materia. Intanto, sui nuovi limiti proposti dagli esperti (75% stadi, 50% palazzetti, 80% teatri, cinema e sale concerti, 100% all’aperto, nessuna restrizione per i musei) politica e addetti ai lavori si dividono: c’e’ chi plaude alla boccata d’ossigeno per settori in crisi e chi invece ritiene sia ancora troppo poco e chiede riaperture totali. ‘Congelato’ al momento il capitolo discoteche mentre arrivano i corridoi Covid free per mete turistiche extra Ue. Il ministro Speranza ha infatti firmato un’ordinanza che istituisce protocolli di sicurezza per raggiungere Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam. Prove di normalita’ dunque all’interno di rigorosi parametri di sicurezza. Nel suo parere il Cts apre agli allentamenti delle misure restrittive “sulla base dell’attuale evoluzione positiva del quadro epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale”, ma raccomanda “una progressione graduale” delle riaperture monitorando l’andamento dell’epidemia, la progressione della campagna vaccinale e gli effetti delle riaperture stesse. E’ il parere degli esperti, tocca pero’ al Governo decidere in concreto sull’aumento delle capienze ed il premier Mario Draghi dovra’ mediare, come al solito, tra le diverse sensibilita’ all’interno del Consiglio dei ministri. Gia’ nella riunione dello scorso 16 settembre era affiorata qualche tensione quando Franceschini aveva chiesto con forza l’eliminazione da subito dei limiti di capienza per cinema e teatri, mentre il ministro della Salute Roberto Speranza era attestato sulla linea della cautela, preoccupato dal possibile effetto ‘liberi tutti”. Si annunciano comunque tempi brevi per il ‘decreto capienze’. “Confidiamo che arrivi il prima possibile, questa o al massimo la prossima settimana”, fa sapere il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che auspica anche – per la scuola – un taglio della quarantena per la positivita’ al Covid “da 7 a 5 giorni, o anche a meno”. Di certo, prima di procedere agli aumenti del numero di spettatori saranno valutati con grande attenzione gli andamenti della curva dei contagi e dei vaccinati. I dati continuano ad essere incoraggianti e portano acqua al mulino degli “aperturisti”. Oggi gli attualmente positivi sono scesi sotto quota 100mila ed il tasso di positivita’ e’ calato allo 0,9%; sempre consistente, tuttavia, il numero di morti: 65. Procede poi la campagna vaccinale: gli immunizzati sono 41 milioni, il 71% degli italiani. Mentre i green pass scaricati dalla piattaforma sono 70 milioni. La pronuncia del Cts e’ stata accolta con accenti differenti. “La nostra richiesta e’ di riaprire tutto per tutti. Se il green pass ti rende sicuro e puoi andare allo stadio e al teatro, puoi farlo a piena capienza”, attacca il leader leghista Matteo Salvini. Il suo compagno di partito e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e’ invece soddisfatto. Il parere, sostiene, e’ “una decisone equilibrata che recepisce la proposta della Conferenza delle Regioni”. Sulla stessa linea la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Critica invece la Siae che giudica le soglie del Cts “insufficienti e non oggettivamente motivate”. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ritiene che “ormai con l’estensione del Green pass siamo in zona di sicurezza”. Per quanto riguarda lo sport il sottosegretario Vezzali ringrazia il Cts per il suo parere che rappresenta “un altro importante passo nel percorso verso la normalita’. Ora, con l’apporto responsabile di tutti, andiamo avanti e lavoriamo per arrivare quanto prima al 100%”. (AN

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Draghi all’Ue, agire sulle bollette per tutelare ripresa

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Agire subito. Per non danneggiare la ripresa post-Covid, per preservare quella transizione ecologica che ha i suoi tempi e i suoi costi. Mario Draghi si e’ presentato all’Europa Building di Bruxelles portando un messaggio netto al Consiglio europeo: il dossier dei rincari energetici non puo’ subire dilazioni. Il tema, nella prima giornata del vertice e’ caldissimo. Solo a notte fonda i 27 leader sono riusciti a trovare un’intesa dando “urgenza” alle linee messe in campo dalla commissione, incluso l’acquisto – su base volontaria – si stock comuni di gas. E i capi di Stato e di governo hanno trovato una mediazione sul grande nodo del mix energetico, ovvero su quali fonti i Paesi useranno, con il placet del rating di sostenibilita’ europeo, per avviare la transizione ecologica. Nelle conclusioni del Consiglio, infatti, si sottolinea che verranno considerate le “specificita’” dei vari Paesi. Chi pensa al gas, chi al nucleare, chi al carbone. Quattro ore e mezzo di dibattito per il primo punto sul tavolo di un Consiglio gia’ destinato a infiammarsi sul caso polacco danno il senso della crucialita’ del dossier energetico. Draghi e’ stato tra i primi a intervenire, invocando linee di azioni urgenti. Poco prima, a Roma, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha ammesso che il caro-prezzi “e’ un fattore che puo’ essere di ostacolo al consolidarsi della ripresa”, assicurando che il governo e’ pronto a ulteriori interventi. A Bruxelles il presidente del Consiglio ha invece messo subito sul tavolo l’importanza di un coordinamento. “Bisogna intervenire al piu’ presto per limitare gli aumenti del prezzo dell’energia, per preservare la ripresa e salvaguardare la transizione ecologica”, ha spiegato Draghi. La toolbox elaborata dalla Commissione a inizio ottobre e’ un primo passo ma l’Italia – come anche la Spagna -si e’ presentata chiedendo piu’ ambizione. Pedro Sanchez, prima di entrare al vertice, ha sottolineato ad esempio che vorrebbe che una prima parte dell’iter si chiudesse gia’ a dicembre. La discussione e’ stata “molto approfondita”, spiega una fonte Ue usando una formula che spesso maschera evidenti divisioni. Del resto la stessa Angela Merkel sulla strada dello stoccaggio comune per calmierare i prezzi e’ tiepida. Piu’ che intervenire sul mercato e’ “meglio adottare misure di sostegno sociale, come facciamo ad esempio in Germania”, e’ stata la linea della cancelliera. E poi c’e’ il concetto di mix energetico, definito da una fonte diplomatica una parole chiave del dossier. Concetto che contiene una domanda cara a tutti i big dell’Ue: quali sono le energie utilizzabili nella transizione alle rinnovabili? La Francia, ad esempio, sventola la bandiera del nucleare. In Germania e’ ancora ampio l’uso del carbone. L’Italia spinge sul gas. Tutti devono fare i conti con la tassonomia europea, che decide cosa e’ piu’ o meno verde. Con tutte le conseguenze finanziarie del caso. Dulcis in fundo, a rendere elettrica la discussione e’ stato anche il ruolo del mercato degli Ets – le emissioni di Co2 – sul caro-prezzi. La Spagna ha chiesto una maggiore vigilanza, la Repubblica Ceca l’ha messo letteralmente nel mirino mettendo a rischio fino all’ultimo minuto un accordo sul testo finale. Alla fine le conclusioni del vertice incaricano la Commissione di mettere in campo uno studio sulla funzionalita’ del mercato energetico e su quello degli Ets. Valutando se movimenti speculativi necessitano di “ulteriore regolamentazione”. Sempre nel testo si fa chiaro riferimento a misure di medio e lungo termine da mettere in campo per rendere tollerabili, a famiglie e imprese, i prezzi energetici. Ma prima c’e’ l’urgenza. Se ne parlera’ martedi’ alla riunione straordinaria dei ministri dell’Energia, a Lussemburgo. Prima dello showdown nell’ultimo summit dei leader del 2021.

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Notte in ospedale per la regina, poi torna al castello di Windsor

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 Sale di tono in Gran Bretagna l’ansia per la regina Elisabetta. La sovrana, 95 anni, ha infatti trascorso la notte scorsa in ospedale, secondo l’annuncio dato stasera a scoppio ritardato da Buckingham Palace, che ieri si era limitato a far sapere come ella avesse dovuto rinunciare a una visita in Irlanda del Nord su raccomandazione categorica dei suoi medici, i quali le avevano di fatto imposto di concedersi “qualche giorno” di riposo. L’annuncio odierno e’ stato dato in termini tranquillizzanti, dopo che Sua Maesta’ era gia’ tornata nel castello di Windsor. Ma il riferimento a imprecisati esami o controlli medici cui l’augusta paziente si sarebbe sottoposta in ospedale a scopo apparentemente precauzionale non puo’ non suscitare inquietudine nei sudditi: tanto piu’ sullo sfondo della nuova impennata nel Regno Unito di contagi da Covid – infezione contro cui la monarca e’ stata vaccinata – e della sensazione di un certo affaticamento riflesso di recente nelle immagini di alcuni dei molteplici impegni pubblici a cui e’ tornata a dedicarsi di buona lena dopo l’estate, con la consueta dedizione alla corona e al Regno, non senza essere costretta ad appoggiarsi per la prima volta in alcuni spostamenti a un bastone di sostegno. Ausilio del tutto inedito per lei, se si eccettua un breve periodo seguito a un infortunio al ginocchio risalente a una quindicina di anni orsono. “A seguito del consiglio medico di riposare per qualche giorno – recita la breve dichiarazione diffusa stasera da una portavoce del palazzo reale ai media – la Regina e’ entrata in ospedale mercoledi’ pomeriggio per sottoporsi a indagini (diagnostiche) preliminari. E’ tornata al Castello di Windsor oggi all’ora di pranzo e resta in buono spirito”. Secondo quanto appreso dall’agenzia britannica Pa, il breve ricovero sarebbe stato deciso in effetti per “ragioni pratiche”, in modo da consentire alla monarca di sottoporsi ai controlli o esami ritenuti necessari. Ed Elisabetta II – attesa da non pochi nuovi impegni gravosi nel prossimo futuro, fino ai preparativi del Giubileo di Platino per il suo 70esimo anniversario sul trono, che cade nel 2022 – avrebbe gia’ ripreso posto al suo tavolo da lavoro nel pomeriggio per dedicarsi persino a qualche “leggero” impegno istituzionale. Emergenza Covid a parte, gli ultimi mesi sono stati del resto particolarmente duri per la regina, provata soprattutto dalla perdita del principe consorte Filippo: suo compagno e pilastro di una vita, morto quasi centenario in primavera.

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Svolta nel caso Gabby Petito, i resti trovati sono del fidanzato

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Svolta nel giallo sulla morte della 22enne newyorchese Gabby Petito. I resti umani rinvenuti in Florida, in un parco naturale nella regione di Tampa, sono quelli del fidanzato Brian Laundrie, il 23enne fidanzato di Gabby sospettato di essere l’assassino della ragazza, trovata il mese scorso strangolata all’interno della Teton National Forest in Wyoming. L’identificazione dei resti e’ stata comunicata dall’Fbi. I due fidanzati erano in vacanza e stavano compiendo un viaggio on the road attraversando vari stati Usa. La scoperta di resti umani e’ stata fatta durante le ricerche di Laundrie in una zona della Carlton Reserve di North Port che fino a poco tempo fa era sommersa dall’acqua, un’area paludosa abitata da diverse specie di serpenti e alligatori. Da qui la difficolta’ incontrata dai medici legali per identificare la vittima. Fondamentale per il riconoscimento anche il contributo della famiglia del ragazzo, che ha partecipato attivamente alle ricerche. I resti giacevano vicino al luogo in cui erano stati trovati alcuni oggetti appartenenti a Laundrie, tra cui uno zainetto, un block notes e alcuni vestiti. Nelle vicinanze anche lo scheletro di un cane.

“Le probabilita’ che si tratti dei resti di Brian sono altissime”, aveva ammesso l’avvocato della famiglia Laundrie , Steven Bertolino. Finisce cosi’ la vera e propria caccia all’uomo iniziata dopo il ritrovamento di Gabby Petito. Resta da capire se il ragazzo si sia suicidato o se le cause della morte siano altre. La verita’ potrebbe essere contenuta nel block notes che, secondo quanto riportano i media, e’ fortemente deteriorato ma che potrebbe essere in parte recuperato. Gli investigatori fin dall’inizio hanno legato la morte di Petito ai rapporti divenuti molto tesi tra i due fidanzati, come emerge anche da alcuni video girati durante il viaggio, anche quello degli agenti che li avevano fermati. Una volta scomparsa Gabby, Brian era tornato dalla famiglia in Florida, rifiutandosi pero’ di parlare con gli investigatori e decidendo poi di darsi alla macchia. Di lui si erano perse le tracce dal 13 settembre. L’unica incriminazione che al momento gravava su di lui e’ quella di aver usato due carte di credito di Gabby dopo la morte della ragazza.

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