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Precetta i medici a Pasqua per l’emergenza covid e se ne va in vacanza al mare, bufera sul capo del 118

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Mario Raviolo viene fermato in strada per puro caso (?) a Loano, nel Savonese, da una troupe del Tg3, che raccoglie pareri di cittadini inviperiti per le restrizioni anti Covid. Lui si dispera per la Pasqua senza gite fuoriporta. E lo fa da piemontese doc, della maxi emergenza 118 del Piemonte, in vacanza in Liguria. Come mai era al mare quando alle Asl viene chiesto di non concedere ferie al personale sanitario?  “Non ho violato nessuna disposizione” risponde un legale che ha il compito di tutelarlo da un “ingiustificato quanto gratuito discredito”. Non ha commesso alcun reato, ovvio. Certo l’intervista al Tg3 Liguria, a poche ore dalla circolare con cui il Dirmei, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, invita le aziende sanitarie piemontesi a “garantire le turnazioni del personale medico, di assistenza e di supporto previste in relazione alla complessità e alle necessità delle condizioni dei pazienti in carico anche nel periodo delle Festività Pasquali” non lo aiuta a fare nella figura. Chiara Rivetti, segretario regionale Piemonte di Anaao Assomed attacca senza fare nomi. “Prima di chiederci di non andare in vacanza dovrebbero fare un po’ di analisi al proprio interno, valutare cosa fanno i vertici e quelli che hanno maggiori responsabilità, perche’ sono quelli che devono organizzare la gestione dell’ondata e le vaccinazioni”. “Polemica pretestuosa – si difende Raviolo – Mi trovavo nella mia seconda casa e non ho violato nessuna regola. Sono tornato prima dell’entrata in vigore delle norme emanate dal presidente della Regione Liguria”, dopo “tre giorni di ferie – aggiunge il suo legale, l’avvocato Stefano Campanello – conclusesi il 31 marzo. Una piccola frazione delle numerosissime giornate di ferie mai fruite e accumulate nei mesi scorsi”. Anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, lo difende, sostenendo che fosse in ferie per essere al lavoro durante le feste, ma le opposizioni attaccano.

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Vaccini, campagna teen su Tik Tok: 3 milioni di dosi in arrivo

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 Una nuova ‘operazione giovani’ in tutto il Paese coinvolgendo gli influencer su Tik Tok, per convincere i 16enni a fare il vaccino e – agli antipodi – l’attivita’ incessante sui territori per completare il target dei settantenni, tra i quali oltre due milioni non hanno ancora ricevuto la prima dose. Viaggia su piu’ binari la campagna vaccinazioni del Governo, che punta a ridurre il gap tra le Regioni e aumentare le somministrazioni anche con strategie di redistribuzione. La prossima settimana e’ previsto l’arrivo di altre tre milioni di dosi: oltre ai 2,1 milioni di Pfizer, dovrebbero essere invece distribuiti anche 200mila shot di Johnson & Johnson, 500mila di Astrazeneca e oltre 100mila di Moderna. E stavolta le destinazioni dei camion dell’esercito potrebbero subire diverse variazioni, in vista del meccanismo di compensazione previsto dalla stessa struttura commissariale per l’Emergenza. Il generale Francesco Figliuolo potrebbe cosi’ assecondare le richieste delle regioni piu’ avanti, come Veneto, Lombardia, Lazio e Piemonte. Al centro-sud, invece, oltre il 66% delle scorte AstraZeneca sarebbero ancora in frigo a causa della diffidenza di molti cittadini, in particolare in Sicilia, Calabria e Basilicata. A chiedere piu’ fiale del siero di Oxford con il sistema dei bilanciamenti e’ innanzitutto governatore lombardo Attilio Fontana: “i nostri cittadini non rifiutano il vaccino anglo svedese, se non in misura irrisoria – spiega – . Il Commissario ha preso atto della nostra richiesta e ha detto che provvedera’”. La Regione ha annunciato in queste ore l’apertura delle prenotazioni ai 16enni da giugno, ma presto altri potrebbero fare lo stesso. Anche per questo il Governo si prepara ad una nuova campagna informativa sui social che coinvolga i giovanissimi. Il progetto e’ nelle mani del Ministero alle Politiche Giovanili, per puntare ad arrivare ai ventenni e ai ragazzi, proprio in vista del ritorno a scuola in sicurezza a settembre. Lo strumento sara’ una campagna di sensibilizzazione sui social, dedicata i giovanissimi, sull’importanza della vaccinazione. Per gli under 30 verranno coinvolti i vip di Instagram, Facebook e Twitch mentre per gli under 20 si useranno Tik Tok con i suoi influencer. La piattaforma nata in Cina che ora spopola ovunque tra i teen-ager, anche quelli italiani, si era gia’ impegnata contro la disinformazione che riguarda i vaccini, affidandosi a esperti riconosciuti e banner applicati ai video. Anche se non e’ stato ancora contattato alcun nome tra i vip della community, sono diversi gli influencer impegnati in temi sociali fin dall’inizio della pandemia: una su tutte, la star 21enne Virginia Montemaggi. Fuori dai luoghi virtuali, un altro tema da affrontare, sempre riguardo ai giovani, sara’ anche quello di intercettare i posti le modalita’ in cui possano essere coinvolti i ragazzi affinche’ si sottopongano in massa alle iniezioni. Un’idea da perseguire, almeno nel Lazio, saranno gli Open day che dopo il sold out di questo fine settimana saranno replicati e a giugno si apriranno ai 30enni. Dalle speranze sui liceali alle difficolta’ sull’immunizzazione degli anziani: oltre due milioni di italiani over 70 non hanno ancora ricevuto la prima dose. In base all’ultimo report, 519.666 ultra ottantenni (l’11,49% della popolazione di questa fascia d’eta’) e 1.495.947 cittadini tra i 70 e i 79 anni (il 24,84%) non sono stati vaccinati. Tra gli over 80 la regione piu’ indietro e’ la Sicilia, con un 30,99% che non ha avuto neanche il primo shot mentre in Veneto la percentuale scende all’1,56%. Tra i 70-79enni la Sicilia ha inoculato meno di tutti, con il 42,57% e quella che e’ andata meglio e’ la Puglia, dove resta un 15,70% senza copertura. Quella dei settantenni non e’ l’unica questione sul tavolo. La struttura commissariale per l’Emergenza sta lavorando per trovare una soluzione ai richiami in vacanza, fuori dalla Regione di residenza: l’unica soluzione sembra essere una piattaforma che sia in grado di far comumicare i sistemi informativi dei vari territori in tutto il Paese. Alcune regioni, come la Lombardia, per il momento sono corse ai ripari fissando appuntamenti sulla seconda dose nelle due settimane centrali di agosto. Per le prossime due settimane e in attesa della campagna di massa si stanno invece preparando alle somministrazioni i 20mila farmacisti, dei quali 16mila hanno gia’ completato i corsi di formazione dell’Iss.

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Coronavirus, scende il contagio in Campania: 946 i positivi, 8 i morti

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Scende la percentuale di positività al virus, oggi appena superiore al 5%: sono 946 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore su 18.390 tamponi molecolari, 8 le vittime.In aumento i guariti che oggi sono 1.431. Scende il numero di ricoverati nelle terapie intensive a 102 persone, e quello dei reparti di degenza, 1.196. È la dimostrazione che con l’aumentare delle persone vaccinate, scende la percentuale di quelle colpite dal Covid.

 

Questo il bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania di oggi:
(dati aggiornati alle 23.59 di ieri)

Positivi del giorno: 946 (*)
di cui
Asintomatici: 654 (*)
Sintomatici: 292 (*)
* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari

Tamponi molecolari del giorno: 18.390
Tamponi antigenici del giorno: 6.491

Deceduti: 8 (**)
Totale deceduti: 6.805

Guariti: 1.431
Totale guariti: 323.754

** 7 deceduti nelle ultime 48 ore e 1 deceduto in precedenza ma registrato ieri.

Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 102
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (***)
Posti letto di degenza occupati: 1.196

*** Posti letto Covid e Offerta privata.

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Stop della Corte dei Conti ai fondi per il vaccino ReiThera

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La Corte dei Conti ferma il decreto che attivava i fondi per la biontech romana ReiThera, che non ricevera’ quindi gli 81 milioni promessi da Invitalia lo scorso gennaio. Uno stop preventivo che di fatto blocca il provvedimento. “Attendiamo ancora la motivazione”, spiegano fonti del ministero dello Sviluppo, sottolineando che nel frattempo il piano per la produzione va avanti. Tecnicamente, una volta compreso il nodo da sciogliere potra’ essere ripresentato un nuovo decreto attuativo. “Prendiamo atto della decisione della Corte dei Conti, che blocca di fatto l’impegno preso a suo tempo dalle parti governative. Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avra’ sull’operativita’ di ReiThera”, afferma l’azienda. Quello che e’ incappato nelle maglie dei magistrati contabili e’ il decreto per la produzione del vaccino italiano, che prevedeva un finanziamento di 50 milioni su un totale di 81 milioni previsti dal decreto rilancio. Ma il confronto con l’ufficio di controllo della Corte ha portato alla richiesta di chiarimenti e i magistrati contabili – e’ scritto nero su bianco in un comunicato – “ritenendo che le risposte fornite dall’Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, hanno deferito la questione all’esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimita’”. Il decreto e’ stato “ricusato e l’atto non e’ stato quindi ammesso alla registrazione”. Nella nota la Corte dei Conti ha spiegato tutti i passaggi del confronto col Mise, durato oltre due mesi da marzo, per sostenere la produzione del vaccino ReiThera presso lo stabilimento di Castel Romano. Il progetto finora e’ arrivato alla fase due delle sperimentazione, che si e’ conclusa in 25 ospedali italiani con mille volontari, e i finanziamenti servono per procedere alla fase tre. Ma con lo stop della Corte, si apre comunque una fase di incertezza sulla produzione del vaccino italiano. E intanto l’istituto Spallanzani, coinvolto nello stesso progetto, “si e’ sfilato nonostante a gennaio avesse annunciato la partenza della cosiddetta ‘fase 2’ della sperimentazione”, ha denunciato FdI qualche giorno fa, sollecitando il governo a chiarire sull’intera vicenda.

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