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Cronache

Ponte, udienza preliminare per Castellucci e altri 58

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Cinquantanove imputati, tra i quali l’ex Ad di Aspi e di Atlantia Giovanni Castellucci (nella foto in evidenza), oltre 300 parti civili, un centinaio di avvocati. Numeri monstre per l’udienza preliminare sul crollo del ponte Morandi – il viadotto collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone – che iniziera’ venerdi’ a Genova nella tensostruttura allestita nel cortile di Palazzo di Giustizia per rispettare le norme anti-contagio. Un’udienza che partira’ con la ricusazione del giudice Paola Faggioni da parte dei legali dell’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci e altri cinque imputati. Si andra’ avanti con tre udienze alla settimana, con calendarizzazione fino al 22 dicembre. “Ci sara’ un vaglio attento del giudice di tutto l’imponente materiale di prova presentato dalla procura. Speriamo in tempi ragionevoli”, ha spiegato il procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto. “Per quanto riguarda la ricusazione – ha concluso Pinto – sara’ una decisione che spettera’ alla corte d’appello. Noi abbiamo ampio affidamento nel giudice Faggioni perche’ per noi non ha espresso alcun pre-giudizio”. Il gup dovra’ decidere in prima battuta chi ammettere come parti civili e infine chi rinviare a giudizio. Molti familiari delle vittime hanno accettato i risarcimenti da parte di Autostrade e usciranno di scena. Nei giorni scorsi il Comune, la Regione, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che chiederanno di costituirsi al processo. Oltre alle 59 persone, tra ex dirigenti di Autostrade e Spea, la controllata che si occupava delle manutenzioni e monitoraggi, ex e attuali tecnici e dirigenti del Ministero delle Infrastrutture, sono imputate le due societa’ per responsabilita’ amministrativa dell’ente. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso, rimozione dolosa dei dispositivi di sicurezza, crollo doloso. Secondo la procura, che ha coordinato il lavoro del primo gruppo della Guardia di Finanza, gli imputati sapevano delle condizioni in cui versava il ponte ma non e’ stato fatto nulla. Anzi, secondo i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno insieme all’aggiunto Paolo D’Ovidio, le manutenzioni vennero ritardate per consentire il massimo guadagno e maggiori dividendi ai soci.

Il ponte Morandi. Sotto il cemento furono recuperati anche i corpi di quattro ragazzi di Torre del Greco

Tra gli imputati figurano l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci e gli allora numeri due e tre della societa’, Paolo Berti e Michele Donferri Mitelli. All’inizio erano 71 le persone indagate: tre sono morti mentre per altri dieci la posizione e’ stata stralciata quando e’ stato chiesto il rinvio a giudizio per ulteriori accertamenti investigativi. Per la procura e’ stato un disastro partito da un errore di esecuzione e che e’ peggiorato anno dopo anno per l’immobilismo, l’incuria e gli allarmi inascoltati. In tre anni di indagini sono state sentite centinaia di persone, sequestrate migliaia di pagine di documentazione conservate in oltre duecento faldoni e 92 hard disk da due tera ciascuno. Sono stati fatti due incidenti probatori: il primo ha fotografato i resti del viadotto al momento del crollo mentre il secondo ha stabilito le cause della tragedia. Un lavoro certosino che ha scoperchiato, secondo l’accusa, un modus operandi del vecchio management della societa’: massimo risparmio con una minima spesa. Dalla tragedia sono nate altre tre inchieste: quella sui falsi report sui viadotti, quella sulle barriere fonoassorbenti pericolose e quella sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza. In tutti i filoni si ripetono quasi sempre i nomi degli stessi indagati. In questi giorni gli investigatori stanno analizzando tutto il materiale raccolto e le perizie per chiudere anche quelle indagini che verranno riunificate in un unico procedimento.

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Rider picchiato per scooter a Napoli, condannati babyrapinatori

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Lo inseguirono e poi lo presero a claci e pugni. Volevano lo scooter che lui usava per consegnare le pizze in giro per la citta’ a Napoli. Quell’azione cosi’ brutale compiuta nella notte tra il 1 e il 2 gennaio scorso in via Calata Capodichino a Capodichino fu ripresa da un passante con lo smartphone. Il video del rider malmenato e poi investito da uno dei rapinatori in sella a un altro scooter fu pubblicato sui social e fece il giro del web in poche ore. Una settimana dopo la gang fu arrestata. Erano tutti giovani, quattro minorenni e due maggiorenni, tutti residenti tra il quartiere di Scampia e il comune dell’hinterland partenopeo di Casoria. Poco prima del ‘colpo’ ai danni del rider 50enne, ex macellaio disoccupato che ‘faticava’ con il mezzo prestattogli dalla figlia, avevano messo a segno un’altra rapina. Sempre con le stesse modalita’. Tre baby rapinatori sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi ieri dal giudice del tribunale dei Minori parenopeo; il quarto imputato, che risponde solo di una rapina, ha incassato 3 anni e 4 mesi. Tutti sconteranno la condanna in una comunita’ di recupero in cui erano gia’ dall’arresto. I maggiorenni, Vincenzo Zimbetti e Michele Spinelli, nel luglio scorso sono stati condannati dal gup del tribunale di Napoli Nord, con il rito abbreviato, a 10 anni di reclusione.

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Cronache

Dentista no vax sospeso esercitava professione, denunciato

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Un medico odontoiatra e’ stato denunciato alla procura per esercizio abusivo della professione. Il nucleo carabinieri antisofisticazioni e sanita’ di Ragusa ha effettuato un controllo in uno studio dentistico di Siracusa dove hanno scoperto che l’odontoiatra, sospeso dall’Azienda sanitaria provinciale e dall’Ordine dei medici perche’ non vaccinato, continuava a svolgere la propria attivita’.

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Cronache

Nove arresti per agguato a due fratelli, arrestato anche un comandante dei vigili urbani

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La Polizia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 presunti capi e affiliati al clan Parisi-Palermiti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’ omicidio aggravato dal metodo mafioso del 24enne Michele Walter Rafaschieri e del tentato omicidio del fratello Francesco Alessandro Rafaschieri, 34 anni, avvenuti nel quartiere Carbonara il 24 settembre 2018. Tra gli arrestati c’è anche il comandante della Polizia locale di Sammichele di Bari, Domenico D’Arcangelo. Non sarebbe però  coinvolto nel delitto ma avrebbe favorito l’attività di alcuni pregiudicati.

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