Collegati con noi

Cronache

Ponte Morandi, Possetti: «È crollata la cortina di fumo sulla verità»

Dopo la sentenza di primo grado sul crollo del ponte Morandi, Egle Possetti parla di «crollo della cortina di fumo sulla verità». Il Comitato dei familiari sottolinea le responsabilità riconosciute ai vertici privati e pubblici e chiede più controlli dello Stato sulle concessioni.

Pubblicato

del

Durante i quindici minuti impiegati dai giudici per leggere la sentenza sul crollo del ponte Morandi, i familiari delle vittime si sono tenuti per mano. Gli abbracci e le lacrime sono arrivati soltanto dopo, quando la tensione accumulata in quasi otto anni ha lasciato spazio alla consapevolezza di avere ottenuto una prima risposta giudiziaria.

«È il crollo della cortina di fumo che ha aleggiato sulla verità», ha dichiarato Egle Possetti, portavoce del Comitato ricordo vittime, durante la conferenza stampa organizzata dopo il verdetto.

«Non fu una tragedia, ma una strage»

Per Possetti, la sentenza individua responsabilità precise e respinge alcune delle ricostruzioni alternative emerse nel corso degli anni.

«Non è ancora il capolinea, ma è un punto fermo», ha spiegato, ricordando le ipotesi che avevano indicato tra le possibili cause del cedimento il peso delle bobine trasportate da un camion o persino un fulmine.

Il Comitato insiste anche sulle parole da utilizzare per raccontare quanto accaduto il 14 agosto 2018.

«Non è stato un dramma, non è stata una tragedia, è stata una strage», ha affermato Possetti riferendosi alla morte delle 43 persone coinvolte nel crollo.

La sentenza resta di primo grado e potrà essere impugnata. Per tutti gli imputati continua quindi a valere il principio di non colpevolezza fino a una decisione definitiva.

Le responsabilità dei controllori pubblici

Uno degli elementi considerati più importanti dai familiari è il riconoscimento di responsabilità anche nei confronti di figure appartenenti agli apparati pubblici incaricati della vigilanza.

Possetti ha richiamato in particolare il ruolo dei vertici del ministero delle Infrastrutture e del comitato che avrebbe dovuto valutare il progetto di retrofitting, cioè il rinforzo delle pile 9 e 10 del viadotto.

«Nessun controllore ha bloccato il manovratore», ha sintetizzato la portavoce.

Secondo il Comitato, la sentenza richiama direttamente lo Stato alla responsabilità di esercitare controlli effettivi sui concessionari ai quali vengono affidati beni e infrastrutture pubbliche.

Il ruolo dello Stato nelle concessioni

I familiari intendono continuare la propria battaglia anche al di fuori delle aule giudiziarie.

L’obiettivo è partecipare al dibattito sul sistema delle concessioni, sui poteri di vigilanza delle amministrazioni pubbliche e sulle responsabilità dei dirigenti delle grandi aziende.

«Lo Stato, che doveva controllare il concessionario, non lo ha fatto», ha dichiarato Possetti. Per il Comitato, quanto emerso dal processo deve tradursi in un rafforzamento strutturale della vigilanza, affinché tragedie simili non possano ripetersi.

La critica ai grandi manager

Possetti ha inoltre criticato quello che ha definito un tentativo di alcuni grandi dirigenti di autoassolversi o di proteggersi rispetto alle responsabilità connesse ai propri incarichi.

«Nessuno è obbligato a fare l’amministratore delegato di una grande azienda», ha osservato. A retribuzioni elevate e ruoli di grande prestigio, ha aggiunto, devono corrispondere anche oneri e responsabilità.

La portavoce ha citato la lettera sottoscritta da 250 top manager dopo la condanna di Mauro Moretti per il disastro ferroviario di Viareggio, giudicandola «inaccettabile».

I ringraziamenti del Comitato

Prima di entrare nel merito della sentenza, Possetti ha voluto ringraziare le persone che hanno accompagnato i familiari durante il lungo percorso processuale.

Un riconoscimento particolare è stato rivolto agli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino e al loro studio, elogiati per professionalità, dedizione e vicinanza umana.

Possetti ha ringraziato anche il consulente Paolo Rugarli, al quale ha attribuito importanti intuizioni tecniche che avrebbero contribuito ad arricchire l’impianto accusatorio.

Il ricordo del pm Terrile

Il Comitato ha espresso gratitudine alla Procura di Genova, al procuratore capo Nicola Piacente e ai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, che hanno seguito l’inchiesta e il processo.

Un applauso ha accompagnato il ricordo del magistrato Massimo Terrile, recentemente scomparso e impegnato nelle indagini sulla tragedia.

Ringraziamenti sono stati rivolti anche ai tecnici del Tribunale, ai periti, alla Guardia di finanza e alla stampa, con una menzione particolare per le testate locali che hanno seguito tutte le udienze.

«Un lavoro silenzioso tra documenti infiniti»

Possetti ha infine ringraziato il collegio giudicante composto da Paolo Lepri, Fulvio Polidori e Ferdinando Baldini, sottolineandone il lavoro «silente» su una mole enorme di documenti e testimonianze.

Un ultimo pensiero è andato alle istituzioni che, secondo il Comitato, sono rimaste vicine ai familiari durante questi anni.

La sentenza non chiude il processo e non cancella il dolore. Ma per chi ha perso una persona cara nel crollo, rappresenta la caduta di quella che Possetti definisce una lunga cortina di fumo e l’inizio di una verità giudiziaria destinata ora a confrontarsi con i successivi gradi di giudizio.

Advertisement

Cronache

Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti

Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.

Pubblicato

del

Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.

Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».

Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.

La bonifica iniziata nel 2005

Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.

«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.

Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.

L’obiettivo dell’intero litorale accessibile

Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.

«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.

Continua a leggere

Cronache

Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria

Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.

Pubblicato

del

Uno dei più grandi superyacht al mondo ha scelto Ischia come tappa della sua crociera nel Mediterraneo. Nelle acque dell’isola è arrivato DreAMBoat, imponente yacht di 111 metri costruito dal cantiere olandese Oceanco e consegnato nel novembre 2025.

L’unità dispone di 14 cabine e può accogliere fino a 28 ospiti, assistiti da un equipaggio di 34 persone. La proprietà viene ricondotta da fonti specializzate al miliardario statunitense Arthur Blank, cofondatore di Home Depot e proprietario degli Atlanta Falcons della Nfl e dell’Atlanta United. Il nuovo DreAMBoat ha raccolto l’eredità del precedente yacht omonimo di 90 metri.

Durante la sosta ischitana, il superyacht ha fatto da sfondo al borgo di Ischia Ponte, dominato dal Castello Aragonese e affacciato sulla baia di Cartaromana.

Gli ospiti alla scoperta di Aenaria

Gli ospiti hanno dedicato parte della loro permanenza alla visita di Aenaria, il sito archeologico sommerso che conserva le testimonianze dell’antico insediamento romano e delle sue strutture portuali.

La visita è stata resa possibile dai barcaioli della Marina di Sant’Anna, protagonisti della riscoperta, della tutela e della valorizzazione del sito. Dopo i primi ritrovamenti avvenuti nel 1972, dal 2011 le ricerche archeologiche subacquee hanno riportato alla luce nuovi resti sotto la supervisione della Soprintendenza.

Oggi la cooperativa Marina di Sant’Anna accompagna i visitatori su un’imbarcazione dotata di fondo trasparente, permettendo di osservare le strutture conservate sotto il livello del mare e di conoscere una parte meno nota della storia di Ischia.

La presenza di DreAMBoat ha così unito due immagini dell’isola: quella mondana, meta privilegiata del turismo internazionale, e quella culturale, legata a un patrimonio archeologico sommerso custodito e raccontato da chi vive da sempre il mare di Cartaromana.

Continua a leggere

Cronache

Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione

L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.

Pubblicato

del

Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.

La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.

La diffida degli autotrasportatori

La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.

Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.

Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.

Contestata la deroga per i camion dei rifiuti

Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.

Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.

Le proposte alternative

New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.

L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.

Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.

L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto