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Ponte Morandi, il commissario Bucci e il presidente Toti riaprono via Perlasca: Genova ora è meno isolata

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Riaperta via Perlasca, arteria fondamentale per la Valpolcevera: interrotta dal crollo del ponte Morandi, unisce la valle alla zona a sud del viadotto e al centro città, è la prima sulla sponda destra del torrente Polcevera a essere riaperta. Alla riapertura sono intervenuti il sindaco Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti. “Finalmente riapriamo questa via – dice Bucci – si tratta dell’ultima porzione del piano che abbiamo previsto prima di Natale. E’ una bella notizia. C’era bisogno di una strada anche sul versante sinistro della Valpolcevera”. Su via Perlasca, fino ad alcune settimane fa c’erano le macerie della pila 9 del viadotto crollata. Bucci traccia una road map dei futuri interventi: “Da oggi ci dedicheremo a fare il bypass di via Fillak e alla possibile riapertura di via Fillak stessa, non appena avremo la messa in sicurezza delle pile 10 e 11 del ponte Morandi, come previsto dal piano di demolizione”. Per il governatore Toti, si tratta di “un bel regalo di Natale. La politica ha mantenuto tutte le promesse fatte dall’inizio di questa vicenda: Corso Perrone, via 30 Giugno, via Perlasca, la ferrovia merci, la ferrovia passeggeri, via della Superba, che scarica il traffico pesante del porto, la rampa che collega il casello di Genova Aeroporto alla via di grande scorrimento Guido Rossa anticipato di sei mesi rispetto all’apertura ordinaria prevista, le case agli sfollati. Quando torneremo con la memoria a questi giorni sara’ un ottimo esempio di come la politica e le istituzioni abbiano saputo rispondere ai bisogni della citta’”. Per Toti questo “non restera’ alla storia come i tanti esempi di un’Italia che funziona poco ma restera’ alla storia della politica come uno degli esempi di un’amministrazione che ha funzionato bene”.

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Paura al Menti, Bozhinov crolla in campo durante Juve Stabia-Pisa: è cosciente, ipotesi forte disidratazione

Paura al Menti di Castellammare durante Juve Stabia-Pisa. Rosen Bozhinov si accascia in campo e viene portato in ospedale. Il giocatore è cosciente e l’ipotesi è una forte disidratazione. La partita è poi ripresa.

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Momenti di grande paura allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia durante la partita di Serie B tra Juve Stabia e Pisa. Intorno al 40′ del primo tempo Rosen Bozhinov, difensore bulgaro del Pisa, si è improvvisamente accasciato sul terreno di gioco.

L’arbitro ha immediatamente fermato la partita per consentire l’intervento dei sanitari. Il calciatore è stato soccorso sul campo, sistemato su una barella e successivamente trasferito in ambulanza in ospedale per gli accertamenti.

Bozhinov è cosciente

Le prime notizie sulle condizioni del giocatore sono fortunatamente rassicuranti.

«Bozhinov è stato portato in ospedale per accertamenti. È cosciente. Una delle ipotesi è una crisi di disidratazione», ha fatto sapere l’ufficio stampa del Pisa.

Fonti della Lega Serie B hanno successivamente riferito che il malore sarebbe stato provocato da una forte disidratazione e che il giocatore è rimasto cosciente.

La partita sospesa e poi ripresa

Dopo il malore le due squadre sono rientrate negli spogliatoi e il gioco è rimasto fermo in attesa di notizie sulle condizioni del calciatore.

Gli aggiornamenti rassicuranti hanno poi consentito la ripresa della partita dal 41′ del primo tempo.

Restano ora da attendere gli esiti degli accertamenti medici ai quali Bozhinov è stato sottoposto in ospedale per chiarire definitivamente le cause del malore.

 

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Vannacci apre a Meloni al Quirinale: «Potrebbe essere un ottimo presidente della Repubblica»

Roberto Vannacci apre all’ipotesi di Giorgia Meloni presidente della Repubblica. Il leader di Futuro Nazionale riconosce alla premier «carisma e notevoli capacità» e considera possibile un sostegno del suo partito a un’eventuale candidatura al Quirinale.

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Roberto Vannacci apre alla possibilità di sostenere Giorgia Meloni per il Quirinale. Il leader di Futuro Nazionale, intervenendo a È sempre Cartabianca su Rete4, ha risposto positivamente all’ipotesi di una candidatura dell’attuale presidente del Consiglio alla presidenza della Repubblica.

«Perché no? Penso che abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica», ha dichiarato Vannacci.

L’apertura di Futuro Nazionale

Alla domanda se Meloni, nell’eventualità di una candidatura al Quirinale, potrebbe contare sicuramente sull’appoggio di Futuro Nazionale, Vannacci ha evitato però di assumere un impegno definitivo.

«È una delle eventualità possibili», ha risposto.

Un’apertura politicamente significativa, soprattutto alla luce della competizione che si sta delineando alla destra di Fratelli d’Italia. Vannacci ha infatti costruito Futuro Nazionale puntando anche a intercettare quella parte dell’elettorato conservatore che considera troppo moderata la linea seguita dalla premier.

Dal confronto a destra all’ipotesi Quirinale

Le parole del generale mostrano dunque una distinzione tra la competizione politica con Meloni e il giudizio sulla sua figura istituzionale.

Nessuna candidatura al Quirinale è naturalmente sul tavolo in questa fase. Il mandato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rieletto nel gennaio 2022, scade nel 2029 salvo conclusione anticipata.

Ma Vannacci, sollecitato sull’ipotesi, non chiude la porta. Al contrario, riconosce a Meloni carisma e capacità sufficienti per poter ambire, in futuro, alla più alta carica dello Stato.

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Bessent apre il G20 contro la Cina: «Insostenibile un surplus da 1.200 miliardi»

Al G20 Finanze di Asheville, Scott Bessent attacca il surplus commerciale cinese da 1.200 miliardi di dollari e chiede una risposta coordinata.

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Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent apre il G20 Finanze con un duro attacco al modello economico cinese e invita i Paesi partecipanti a valutare nuove barriere commerciali contro Pechino.

«Il mondo non può permettersi una Cina con un surplus commerciale di 1.200 miliardi di dollari», ha dichiarato Bessent in un’intervista alla Reuters, a poche ore dall’inizio della riunione di Asheville, in North Carolina.

L’accusa alla strategia cinese

Secondo il responsabile del Tesoro americano, l’economia della Cina sarebbe debole e Pechino starebbe cercando di compensare la scarsa domanda interna aumentando le esportazioni.

«Stanno cercando di uscirne puntando sull’export, ma devono riequilibrare la loro economia», ha affermato Bessent. Il dato citato si riferisce al surplus commerciale record registrato dalla Cina nel 2025.

La richiesta agli altri Paesi del G20

Durante i due giorni di lavori, Bessent intende sollecitare ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali a riesaminare le rispettive relazioni commerciali con Pechino.

L’obiettivo dichiarato dagli Stati Uniti è spingere la Cina a ridurre la dipendenza dalle esportazioni e a sostenere maggiormente i consumi interni. Washington ha già imposto dazi elevati e limitazioni all’ingresso di numerosi prodotti cinesi, comprese le automobili.

La strategia statunitense potrebbe però incontrare resistenze tra i partner del G20, anche a causa delle tensioni provocate dalla politica tariffaria adottata dall’amministrazione americana.

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