Collegati con noi

Cronache

Pm Milano: siamo compatti e contenti per Storari

Pubblicato

del

Non c’e’ alcuna divisione tra di noi, anzi siamo compatti”. All’indomani della decisione con cui il Csm ha respinto la richiesta del pg della Cassazione Giovanni Salvi di trasferire d’urgenza e cambiare le funzioni al pm Paolo Storari finito sotto procedimento disciplinare per il caso dei verbali dell’avvocato Piero Amara, viene descritta cosi la situazione della Procura a Milano. C’e’ unita’ tra i 56 pubblici ministeri milanesi che hanno aderito alla lettera a sostegno del collega e che ieri hanno accolto la notizia del ‘verdetto’ di Palazzo dei Marescialli, con “gioia ed esultanza”. Notizia che in un baleno ha fatto il giro del Palazzo di Giustizia per raccogliere la soddisfazione anche in Tribunale dove sono molti i giudici ad apprezzare la “serieta’ e professionalita’” del pubblico ministero. E lo testimoniano i messaggi che stanno circolando via WhatsApp o via e-mail: dall'”onesta’ vince sempre” a “una importante battaglia vinta” fino al semplice “sono felice”. Ora pero’ ci si interroga su cosa accadra’ in questi mesi. Il procuratore Francesco Greco, che settimana scorsa ha inviato ai sostituti una lettera di fuoco in cui ha duramente attaccato Storari, e’ prossimo alla pensione e c’e’ attesa per chi lo sostituira’. In nove sono in corsa e in tanti sono a pensare che alla fine, dopo questa ennesima bufera, arrivera’ un magistrato ‘esterno’ interrompendo cosi’ la storica tradizione ambrosiana che ha sempre privilegiato una soluzione interna con la nomina di un pubblico ministero di Milano. Intanto Greco, tornato ieri in ufficio da una breve vacanza per alcune riunioni, avrebbe affidato a Riccardo Targetti, l’aggiunto che avra’ il compito di guidare l’ufficio nel periodo di ‘interregno’, il compito di rimettere mano al piano di organizzazione dell’Ufficio per il 2017-2019 e di rielaboralo in base ai rilievi fatti lo scorso 29 luglio dal Csm: con una delibera approvata a larga maggioranza, aveva riscontrato che mancavano, tra l’altro, “un’indicazione ed un’analisi attuale e dettagliata dei dati relativi alle pendenze e ai flussi di lavoro” e l’individuazione degli “obiettivi organizzativi, di produttivita’ e di repressione criminale” che si intendevano perseguire. Infine spunta il caso di un pm di Lodi, Alfonso Serritiello, che per aver chiesto tutela presentando un esposto formale al procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi e al Csm nei confronti del suo ‘capo’, si e’ ritrovato accusato di aver violato i “doveri di correttezza ed equilibrio” che un magistrato deve rispettare. Nei suoi confronti e’ stata avviata un’azione disciplinare poiche’ aveva trasmesso una “denunzia – si legge nell’atto – datata 11.12.2020” in merito al “comportamento ritenuto ‘gravemente scorretto’, che avrebbe tenuto nei suoi confronti il Procuratore della Repubblica Domenico Chiaro. Al contrario, come si legge nell’atto notificato nei giorni scorsi, per il pg avrebbe commesso “una grave scorrettezza nei confronti del capo dell’Ufficio”. Al di la’ del merito, il giovane pubblico ministero lodigiano, da poco piu’ di due anni in magistratura, ha scelto di procedere per le vie formali per chiedere di essere tutelato e ora e’ stato convocato per spiegare le sue ragioni nell’ambito di un procedimento disciplinare.

Advertisement

Cronache

È annegato il bimbo di 4 anni scomparso, trovato corpo nel fiume

Pubblicato

del

È morto annegato nel fiume Adigetto il bambino di 4 anni del quale si erano perse le tracce nel pomeriggio di ieri, a Villanova del Ghebbo (Rovigo). I vigili del fuoco, che hanno proseguito nelle ricerche anche dopo l’arrivo del buio, hanno individuato il corpicino poco prima della mezzanotte, mentre in gommone compivano l’ennesima perlustrazione del tratto di fiume. Il piccolo era in galleggio a circa 700 metri dal punto in stava giocando sulla riva quado è scomparso. Ancora da accertare la dinamica della tragedia.

Continua a leggere

Cronache

Ordigno esplode sull’auto dell’ufficiale della Finanza, militare salvo per miracolo a Bacoli

Pubblicato

del

Dai primi rilievi degli artificieri sembrerebbe che ignoti avessero collocato un ordigno sull’auto privata, una Lancia, di un ufficiale della Guardia di Finanza esplosa – causando, per fortuna, solo danni alla vettura – ieri sera a Bacoli, in provincia di Napoli. Il finanziere è uscito illeso dalla deflagrazione e, secondo quanto si apprende, utilizzava raramente quell’automobile. Giovane, 35 anni, emiliano di nascita, residente da tempo per ragioni di lavoro a Bellavista, viene descritto come un brillante ufficiale in servizio alla Caserma Zanzur di Napoli. Nella sua attività investigativa si concentrava esclusivamente di verifiche e non di indagini sulla criminalità organizzata. È il comandante della sezione “Accise sugli oli minerali”. Significa che nel suo lavoro ha a che fare purtroppo spesso con evasioni milionarie. Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri di Pozzuoli e di Napoli, coadiuvati dalle fiamme gialle e anche dagli artificieri, per fare luce sul movente del grave gesto che, al momento, non appare collegato all’attività inquirente dell’ufficiale. Insomma una situazione molto pesante perchè se l’uomo delle Fiamme Gialle non fosse stato lesto dall’uscire in tempo dall’auto, oggi saremmo qui a parlare di un omicidio con modalità spettacolari, un una località tra le più tranquille della Campania, nel giorno in cui si celebravano le vittime della mafia.

Continua a leggere

Cronache

Superbonus, maxi truffa miliardaria: indagati tra Avellino, Salerno, Milano, Torino e altre città

Pubblicato

del

Una rete di truffatori che, utilizzando prevalentemente prestanome, tra cui senza fissa dimora, percettori di reddito di cittadinanza, persone decedute o con precedenti penali, aveva creato un numero imprecisato di imprese inesistenti per riscuotere crediti di imposta fittizi per “Ecobonus” e “Bonus Facciate” per 1,7 miliardi di euro. A fare luce sulla truffa è stata la Guardia di Finanza di Avellino e di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Avellino. Si tratta del sequestro di crediti d’imposta più alto di sempre e che ha portato a perquisizioni nelle province di Napoli, Avellino, Salerno, Milano, Lodi, Torino, Pisa, Modena e Ferrara nei confronti di 21 indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato. “Non si può parlare di imprenditori, dato che le società esistevano soltanto sulla carta e in qualche caso erano da tempo non operative”, sottolinea il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, Salvatore Minale, che insieme alle Fiamme Gialle di Napoli, ha disarticolato l’organizzazione che nel corso degli ultimi mesi e su base quotidiana ha inviato alla Agenzia delle Entrate un elevatissimo numero di comunicazioni di cessione del credito di imposta. Nei confronti degli indagati si ipotizzano i reati di associazione a delinquere, truffa, riciclaggio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Gli investigatori escludono il loro collegamento con organizzazioni criminali, ma evidenziano la rodata ‘specializzazione’ raggiunta dagli indagati: in molti casi, le particelle catastali corrispondevano ad immobili inesistenti e a turno, gli stessi soggetti si scambiavano i ruoli di cedenti e cessionario dei crediti. Ad innescare l’indagine è stata un’analisi di rischio del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate. Sono state inoltrate istanze anche per immobili inesistenti, senza fatture oppure riportanti importi “incoerenti”. In duemila casi, è stato accertato, i lavori si sarebbero dovuti realizzare addirittura in comuni inesistenti. I lavori dichiarati per i quali sono stati inoltrate richieste di bonus avrebbero avuto un costo di circa 2,8 miliardi di euro. I sequestri eseguiti oggi – uno preventivo emesso dal gip e un altro d’urgenza della Procura di Avellino – hanno di fatto impedito che i crediti possano essere utilizzati in compensazione o monetizzati presso gli intermediari finanziari. In corso anche indagini per verificare la posizione di una persona, residente in Irpinia ma non indagata, finita nell’operazione portata a termine stamattina dalla Guardia di Finanza di Asti che in diverse regioni, per gli stessi reati, ha portato al sequestro di 1,5 miliardi e all’emissione di un’ordinanze di custodia cautelare per dieci persone.

Gli sviluppi delle indagini hanno permesso di accertare un ammontare di crediti fittizi per circa 1,7 miliardi di euro, parte dei quali usati in compensazione.

Gli interventi edilizi dai quali sarebbero sorti i crediti (per un importo complessivo di lavori dichiarati di circa 2,8 miliardi di euro) erano riferibili a immobili inesistenti, con indicazione nelle comunicazioni di cessione, in oltre 2.000 casi, di comuni anch’essi inesistenti.

Contestualmente al sequestro sono in corso perquisizioni nelle province di Napoli, Avellino, Salerno, Milano, Lodi, Torino, Pisa, Modena e Ferrara nei confronti di 21 soggetti indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto