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Piscine al chiuso ultime ad aprire, in rivolta

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Quando sembrava che mancassero appena un paio di virate al traguardo e’ arrivata la doccia fredda che nessuno, o quasi, si aspettava. La vasca si e’ fatta improvvisamente piu’ lunga e la data di riapertura e’ slittata all’1 luglio. Le piscine al chiuso saranno, infatti, le ultime a poter riaprire in Italia, insieme con i centri termali, le sale giochi, bingo e casino’, i centri ricreativi e quelli sociali. La decisione del governo ha lasciato a bocca aperta l’intero settore, con il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, che parla di “persecuzione” da parte di “incompetenti” che “manderanno all’aria qualche migliaio di societa’ e impianti sportivi”. A nulla sono serviti gli appelli lanciati nei giorni scorsi dai super-campioni olimpici italiani, da Federica Pellegrini a Gregorio Paltrinieri, da Tania Cagnotto a Filippo Magnini. L’onda blu delle immagini social, raggruppate nell’hashtag #salviamolepiscine, si e’ infranta contro il muro del nuovo provvedimento, sul quale, durante la cabina di regia, le Province italiane hanno comunque chiesto di “fare di piu'”. Ad oltre un anno dalla prima chiusura, dunque, le piscine al coperto saranno costrette a restare senz’acqua ancora per un mese e mezzo. Le previsioni della vigilia, che speravano – neanche troppo di nascosto – in una riapertura l’1 giugno, sono andate in fumo. Una decisione che irrita ancora di piu’ il settore di fronte al via libera, invece, dato a palestre, ristoranti al chiuso e cerimonie. “Ci trattano come degli untori”, e’ il comune sentimento tra gli addetti ai lavori e le associazioni che in questi mesi hanno manifestato le loro istanze a palazzo Chigi. “E’ un disastro, sono allibito”, il commento del numero uno della Federnuoto, Paolo Barelli, impegnato con la spedizione azzurra agli Europei di nuoto di Budapest. “Sono degli incompetenti che manderanno gambe all’aria qualche migliaio di societa’ e impianti sportivi – tuona -. Si poteva pensare a riaperture con restrizioni e invece si sono dimostrati dei pavidi”. “Mezzi pubblici, scuole, ristoranti possono essere attivi mentre l’attivita’ motoria in acqua no – l’amara constatazione -. Se le piscine, costose da mantenere, rimangono chiuse per un persecuzione inaccettabile, allora il governo sia conseguente e dia contributi veri e non elemosina alle malcapitate societa’ sportive e ai gestori. Siamo di fronte a una drammatica persecuzione”. Un piccolo spiraglio per anticipare le riaperture arriva dalla Lega che ha annunciato di voler lavorare in tal senso, venendo incontro al settore non solo degli impianti natatori al chiuso ma anche di matrimoni e discoteche. La notizia dello slittamento all’1 luglio e’ arrivata proprio nelle ore in cui i social network si coloravano di blu, come richiesto proprio dalla Federnuoto lanciando l’hashtag #salviamolepiscine. Tra i testimonial d’eccezione anche Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Tania Cagnotto e tanti altri campioni del nuoto italiano. In diretta televisiva, proprio da Budapest, e’ arrivato anche l’appello di Gregorio Paltrinieri, reduce dall’ennesima medaglia d’oro. “Siamo tutti partiti da realta’ piccole per poi arrivare qui – ha detto -. I bambini, gli amatori non nuotano ormai da due stagioni. Se mi avessero tolto la piscina da ragazzino sarei impazzito”. “Siamo tutti partiti dalla nostra piccola piscina di paese!! E questo deve continuare ad esistere per preservare la nuova generazione di nuotatori”, l’accorato appello di Federica Pellegrini.

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Covid, Campania: leggero calo dell’incidenza, 3 morti e 82 positivi

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 Sono 82 i nuovi positivi al Covid in Campania su 6.545 test molecolari esaminati ieri. Il tasso di incidenza si attesta all’1,25% in calo rispetto all’1,66% precedente. Nel bollettino dell’Unita’ di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa, si segnalano 3 nuove vittime. I ricoveri ospedalieri segnalano una risalita dei posti letto occupati in terapia intensiva (23, +3 rispetto al giorno prima), quelli nei reparti di degenza sono 287 (-9).

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Covid, bollettino del contagio in Italia: 881 positivi, 17 vittime

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Sono 881 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 1.197. Sono invece 17 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 28.  I casi dall’inizio dell’epidemia sono 4.252.976, i morti 127.270. I dimessi ed i guariti sono invece 4.037.996, con un incremento di 2.304 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi scendono a 87.710, in calo di 1.440 nelle ultime 24 ore. In isolamento domiciliare ci sono 84.877 persone. La Regione Basilicata, si legge nel bollettino del ministero della Salute, ha comunicato che in seguito a verifica e riallineamento dati nella piattaforma Covid della stessa Regione, oggi si registrano 567 guarigioni totali (delle quali 483 sono relative al periodo antecedente e riferite a soggetti gia’ dichiarati guariti, e 84 si riferiscono a effettive guarigioni di oggi) e 22 decessi a carico di pazienti non residenti, deceduti in strutture ospedaliere della Regione Basilicata.

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Covid, tutte le domande aperte sulle varianti

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A sorpresa, ben due varianti del virus SarsCoV2 sono capaci di trasmettersi molto facilmente nonostante una carica virale molto bassa, ossia si trasmettono anche se sono poche le copie del materiale genetico del virus presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone. E’ solo l’ultimo dei tanti punti interrogativi sulle varianti in circolazione e si aggiunge alle tante domande gia’ aperte: dalla capacita’ di sfuggire ai vaccini ai nuovi scenari che si potrebbero determinare. Basandosi sul sequenziamento del genoma del virus e sull’analisi della carica virale, il gruppo della Johns Hopkins School of Medicine guidato da Adannaya Amadi ha scoperto che l’alta capacita’ di trasmettersi nonostante la bassa carica virale sono caratteristiche sia variante Alfa (B.1.1.7) identificata per la prima volta in Gran Bretagna, sia della Beta (B.1.351) identificata in Sudafrica. Il risultato e’ stato presentato nel congresso mondiale di Microbiologia in corso negli Stati Uniti, a Baltimora, fino al 24 giugno. “Sebbene le due varianti siano associate a una capacita’ di trasmissione piu’ elevata, i pazienti nei quali sono state rilevate non mostrano di avere cariche virali piu’ alte nelle vie respiratorie superiori rispetto al gruppo di controllo”, osservano i ricercatori. I risultati indicano poi che le persone colpite dalle varianti Alfa e Beta “hanno meno probabilita’ di essere asintomatiche rispetto al gruppo di controllo” e che “sebbene non abbiano una rischio maggiore ne’ di morte ne’ di ricovero in terapia intensiva, hanno maggiori probabilita’ di essere ricoverate in ospedale”. Il perche’ le due varianti si trasmettano nonostante la bassa carica virale, “non e’ ancora chiaro”, ha detto Amadi. Fra le ipotesi, c’e’ quella secondo cui “la piu’ alta trasmissibilita’ delle varianti Alfa e Beta non sia dovuta a una maggiore replicazione del virus che determina un’intrinseca piu’ alta dose infettiva, ma potrebbe essere associata a un attachment, ossia a un aggancio piu’ forte al recettore Ace”, ha osservato il virologo Francesco Broccolo, dell’Universita’ di Milano Bicocca, riferendosi al recettore delle cellule umane che e’ una delle principali porte d’ingresso del virus SarsCoV2. Finora il legame fra trasmissibilita’ e alta carica virale era stata una certezza, ma il nuovo risultato costringe ad alzare la guardia in fatto di tracciamento, considerando che non tutti i test sono in grado di rilevare la presenza del virus se la carica virale e’ bassa. Se le varianti dovessero sfuggire ai controlli, la circolazione del virus potrebbe aumentare e, con essa, la probabilita’ che avvengano delle mutazioni capaci di portare alla comparsa di nuove varianti. Un problema analogo si porrebbe se le varianti riuscissero a sfuggire ai vaccini e, in generale, resta da capire il ruolo che la loro capacita’ di trasmettersi potrebbe avere nella loro diffusione durante l’estate, in seguito alle riaperture e alla ripresa dei viaggi.

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