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Pioggia di modifiche al Recovery, Pd-Iv-Leu incalzano Conte

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Sono numerosi e importanti i punti della bozza di Recovery Plan che i partiti della maggioranza chiedono al premier Conte di cambiare: addirittura 61 quelli sottolineati con la matita blu da Italia Viva, ed anche Leu ha inviato al presidente Conte un documento con diversi punti del Piano cambiati o sbianchettati. Entro martedi’ arriveranno anche le osservazioni del Pd che, a livello di contenuti, non sono dissimili da quelli dei due alleati, anche se in casa Dem l’atteggiamento verso il premier e’ piu’ dialogante. Dopo l’imminente presentazione da parte di M5s del proprio parere, spettera’ al premier tentare una sintesi, piuttosto complessa visto che le proposte del partito di Renzi collidono con quelle di M5s su questioni dirimenti per il Movimento, come il Mes e l’Alta velocita’. Intanto da domani al Mef il ministro Roberto Gualtieri incontrera’ le delegazioni dei partiti sulle diverse ipotesi sulle poste da assegnare ai vari capitoli di spesa. I primi a consegnare a Giuseppe Conte le proprie osservazioni sono stati i capigruppo dei Leu, Federico Fornaro e Loredana De Petris, che in una nota hanno spiegato i rilievi, a partire da quello sui “soli 9 miliardi” previsti per la sanita’, peraltro critica mossa anche da Iv e Pd. Per Leu le priorita’ sono “Salute, ambiente, infrastrutture sociali, istruzione e ricerca, mobilita’ sostenibile e Mezzogiorno”: anche la Bozza messa a punto da Conte ha titoli simili, ma Leu li declina in modo assai diverso, con maggiori risorse sul sociale considerato fattore di crescita anche economica. Per esempio sull’ambiente niente “greenwashing e dispersione delle risorse in microprogetti”: per capire questo punto Leu sottolinea che si deve puntare all’idrogeno verde e non a quello blu (caro alle nostre maggiori imprese energetiche) con “un uso solo residuale del gas come risorsa energetica”. E ancora “maggiori investimenti nella forestazione urbana e nell’economia circolare, nonche’ nella transizione energetica dell’edilizia residenziale pubblica”. Leu definisce “errore grave” il “non aver considerato le infrastrutture sociali come asse strategico”, cosi’ come “la quasi scomparsa dalla bozza degli investimenti volti a colmare il divario tra il Sud e il resto d’Italia”. In buona parte simili sono le osservazioni del Pd, gia’ anticipate nell’incontro a Palazzo Chigi prima di Natale. Anche per il Nazareno la transizione ecologica non puo’ ridursi al “greenwashing” ma deve puntare a investimenti nell’innovazione. In piu’, non vanno finanziati solo alle imprese gia’ presenti sul mercato, che hanno maggiori capacita’ di finanziarsi sul mercato, ma anche le start up piu’ innovative, nelle quali i giovani cervelli italiani potranno esprimersi. Come il segretario Nicola Zingaretti ha spesso ripetuto, l’Italia del post Covid deve essere piu’ giusta di quella pre-Covid, quindi investimenti su parita’ di genere, istruzione (gratis dall’asilo all’universita’), infrastrutture sociali, la Cultura e commercio, il settore che verra’ travolto dal commercio digitale. E ancora piu’ fondi alla Sanita’ rispetto ai 9 miliardi e un focus sul Mezzogiorno. Quanto alla Cabina di Regia, come gia’ chiarito con Conte, essa deve essere sussidiaria, cioe’ di supporto, e non sostitutiva delle Pubbliche amministrazioni, sia centrali che locali. Matteo Renzi ha definito “senz’anima” il Piano di Conte ed ha lanciato un acronimo, cioe’ CIAO per indicare i punti cardine del contro-piano di IV (Cultura, Infrastrutture, Ambiente, Opportunita’); un Ciao, ha precisato non indirizzato a Conte.Certo nelle proposte di Iv i soldi per la Sanita’ vengono tutti attinti dal Mes, per liberare i 9 del Recovery e indirizzarli alla Cultura, mentre l’Alta Velocita’ dovrebbe collegare Palermo e Catania a Milano e Trieste. Punti indigesti a M5s.

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Esteri

La Nato avverte Mosca, 300mila soldati nella forza rapida

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La Nato del futuro nascera’ a Madrid, in quello che sara’ il summit piu’ importante dalla fine della Guerra Fredda. A dare la linea e’ il segretario generale Jens Stoltenberg, che ha messo nero su bianco l’entita’ dell’improrogabile rafforzamento del fianco est, in subbuglio dopo l’invasione dell’Ucraina decisa da Mosca: ben 300mila unita’ per le forze d’intervento rapido a disposizione del comando supremo (nome in codice: Saceur). Ovvero un aumento di sette volte rispetto allo stato attuale. Ma a contare non sono solo i numeri, bensi’ la modifica dell’intera postura di difesa e deterrenza. Cioe’ come la Nato intende usare uomini e mezzi per garantire la sicurezza degli alleati. La chiave di volta, spiegano fonti alleate, e’ il “nuovo modulo”. L’inquadramento infatti avverra’ su tutti e cinque i domini (terra, aria, mare, spazio e cyber) e sara’ all’insegna della “flessibilita’”. Perche’ lo Strategic Concept duri nel tempo – il documento-bussola a cadenza decennale secondo per importanza solo al Trattato di Washington, la Magna Carta dell’Alleanza – non deve diventare una camicia di forza, ma adattarsi alla bisogna. Ecco perche’, nonostante le pressioni eccezionali dei Paesi dell’est, Polonia e Baltici in testa, la Nato ha deciso di non optare per ‘boots on the ground’ permanenti a vigilare sui confini orientali. I battaglioni saranno portati si’ al livello di brigata (circa 5mila uomini) ma gli effettivi in piu’, in maggioranza, non saranno dislocati nei vari Paesi, bensi’ roteranno – per contenere i costi e per essere piu’ “reattivi” sul lungo periodo. La nuova dottrina, come ha spiegato Stoltenberg, prevede al contempo “piu’ equipaggiamenti pre-posizionati e scorte di forniture militari; piu’ capacita’ avanzate, come la difesa aerea; centri di comando rafforzati; piani di difesa aggiornati, con forze pre-assegnate alla difesa di specifici alleati”. Diverse fonti diplomatiche consultate dall’ANSA assicurano che la strategia e’ mutata, l’obiettivo ora e’ quello di difendere “ogni centimetro” di suolo alleato fin da subito e che il piano e’ ritenuto “valido ed efficace”, anche se non contemplera’ caserme e fortini alle frontiere, considerati orpelli del passato. Inoltre ci sono le esigenze degli alleati mediterranei da tenere in considerazione, visto che la Russia e la Cina, per quanto in modo diverso, sono presenti e attive anche in Africa. Gia’, Pechino. Nel Concept non verra’ indicata come “minaccia diretta” – definizione riservata alla Russia – ma non ci saranno dubbi sulla mutata natura del rapporto tra gli alleati e la potenza asiatica. Non a caso, per la prima volta, a Madrid ci saranno anche i leader di Australia, Nuova Zelanda, Sud Corea e Giappone. La Nato non si ampliera’ nell’indopacifico (lo statuto prevede solo Paesi europei e nordamericani) ma di certo fara’ di piu’ in quell’area, sempre piu’ cruciale per le sorti del mondo. Pero’ di allargamento, benche’ su altri fronti, se ne parlera’ eccome. Il segretario generale tentera’ domani una mediazione in extremis con i leader di Turchia, Svezia e Finlandia per sciogliere il veto di Erdogan – forse anche Joe Biden vedra’ il sultano – e trasformare Madrid nel vertice dove ufficialmente la Nato dara’ il via libera alle procedure di ratifica dei due nuovi membri: un accordo tripartito e’ in lavorazione e si fara’ il possibile per chiudere in tempo. C’e’ di piu’. Kiev otterra’ un pacchetto di aiuti “strutturato e di lungo periodo”. Perche’ gli aruspici del comando militare prevedono alla fine una vittoria dell’Ucraina sulla Russia e dunque, dopo, serviranno armi moderne e capacita’ occidentali (Zelensky si colleghera’ in videoconferenza); nuove misure di sostegno sono infine previste per Georgia, Bosnia-Erzegovina, Moldavia, Mauritania e Tunisia. Perche’ appunto, la Nato non solo fara’ di piu’ ma ‘sara” di piu’ nel 21esimo secolo e il nascituro “fondo alleato per l’innovazione” da un miliardo di euro dedicato “alle tecnologie emergenti a duplice uso” va sempre in questo senso. Dittature e autocrazie flettono i muscoli ovunque, persino in settori dirompenti come “intelligenza artificiale” e “calcolo quantistico”, e alle democrazie tocca reagire: nella Nato l’Occidente esteso fara’ testuggine.

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Esteri

Suora uccisa ad Haiti: il dolore dei vescovi italiani

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La Chiesa che e’ in Italia esprime “profondo dolore” per la morte di suor Luisa Dell’Orto, uccisa ieri durante un’aggressione armata alla periferia di Port-au-Prince, ad Haiti, dove era impegnata in un progetto di accoglienza dei bambini poveri. “L’intera comunita’ ecclesiale si stringe attorno alle Piccole Sorelle del Vangelo di Charles de Foucauld delle quali suor Dell’Orto faceva parte e alle missionarie e ai missionari italiani che spendono generosamente la propria vita in diverse parti del mondo, anche in contesti difficili e di guerra”, si legge in una nota della Cei. Nel partecipare al lutto dei familiari e della comunita’ religiosa, la Chiesa in Italia “eleva preghiere perche’ la morte violenta di questa sua figlia, cosi’ simile a quella di san Charles de Foucauld, sia fonte di riconciliazione nella martoriata terra haitiana che vede un forte impegno della Cei a favore delle fasce piu’ deboli della popolazione”. “Come il chicco di grano che muore per dare frutto, cosi’ il sacrificio di suor Dell’Orto, che rappresenta una testimonianza di dono totale di se’, possa contribuire ad un futuro di giustizia e di pace per Haiti e per il mondo intero, ferito da lacerazioni e divisioni”, afferma il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.

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Cronache

Anziano morto in casa di riposo abusiva, 5 arresti

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Una “straordinaria crudeltà manifestata nei confronti delle vittime”. Usa parole che non lasciano spazio all’interpretazione il gip di Reggio Calabria che ha firmato l’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari per le due titolari e tre dipendenti della casa di riposo “La Casa del sole” di Reggio dove, a causa dei maltrattamenti e delle privazioni inflitte a 15 ospiti anziani e non autosufficienti, uno di loro avrebbe visto aggravarsi a tal punto le proprie condizioni di salute fino a morire nonostante il ricovero in ospedale. Uno scenario da incubo portato alla luce dai carabinieri del Nas di Reggio Calabria che hanno eseguito l’ordinanza del Gip con l’ausilio di militari del Comando provinciale Carabinieri del capoluogo e degli altri Nas del Gruppo Tutela Salute di Napoli. Le condotte degli indagati sono state “prive di ogni scrupolo e realizzate nei confronti di soggetti del tutto incapaci di potersi difendere” scrive il gip Valerio Trovato. Su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, ai domiciliari sono finite le titolari della casa di risposo abusiva, Giovanna Scarfo’ e Cecilia Prestipino, e tre dipendenti della struttura, Margherita Battaglia, Emanuele Maria Candido e Florentina Lencautan. Altri sette soggetti sono stati denunciati in stato di liberta’ per esercizio abusivo della professione sanitaria, sostituzione di persona e falsita’ ideologica. Quest’ultima accusa riguarda una geometra che avrebbe attestato falsamente la presenza, nello stabile di quattro distinte casa-famiglia che rispettavano i requisiti minimi strutturali. Gli anziani, secondo l’accusa, sarebbero stati tenuti senza riscaldamento e acqua calda, in ambienti privi di abbattimento architettonico ed gli sarebbero stati somministrati arbitrariamente medicinali senza consulto medico. L’inchiesta, denominata “La signora”, condotta da gennaio a maggio 2021, e’ partita dalla denuncia di una donna il cui marito, affetto da malattia neurodegenerativa, era morto in ospedale dopo un periodo di degenza nella casa di riposo. L’ipotesi e’ che l’uomo sia stato vittima di maltrattamenti e abbandono che avrebbero causato un peggioramento irreversibile della sua condizione. Stando alle indagini, anche gli altri 15 ospiti venivano maltrattati. Erano tutti affetti da gravi patologie e non autosufficienti. A loro venivano somministrate scarse quantita’ di cibo, anche scaduto e mal conservato, tali da cagionare deperimento e malnutrizione. Inoltre sarebbero stati abbandonati e chiusi nelle stanze dove espletavano i propri bisogni su se’ stessi e sul letto provocando casi di scabbia. Per renderli “gestibili” sarebbero stati somministrati psicofarmaci. Per questo agli indagati, e’ stato contestato pure il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria. Tra le accuse mosse dai pm c’e’ pure quella di epidemia colposa. Sarebbe emerso che le titolari la cuoca e un’altra dipendente avrebbero agevolato il propagarsi di un focolaio Covid, cercando in tutti i modi di nascondere i contagi agli altri dipendenti, ai familiari delle vittime, alla Prefettura ed all’Asp. Le angherie, secondo gli investigatori, comprendevano anche la sostituzione di persona. Stando alle intercettazioni, infatti, due dipendenti avrebbero fatto credere ad una anziana, intenzionata a lasciare la casa di riposo, di parlare al telefono con il figlio, che l’ha rassicurata sulla “buona qualita’” dell’assistenza. Il gip ha disposto il sequestro preventivo della casa di riposo e gli ospiti sono stati trasferiti dai familiari o in altre strutture individuate dai carabinieri e dai servizi sociali del Comune.

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