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Pino Daniele è immortale, cinque anni dopo la morte a Napoli ricordano il lazzaro felice con mille iniziative

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A 5 anni di distanza da quella tragica notte, Pino Daniele resta un pezzo di cuore immortale di  Napoli. Come immortale è la musica di Pino Daniele, un mix inimitabile di blues, rock-arab mediterraneo, influenze britanniche e suoni americani. Da cinque anni, ogni anno, si rinnova l’appuntamento annuale dei fans di Pino Daniele. Alcune decine di migliaia di loro riescono a “parlarsi” attraverso le pagine social e degli amici artisti che ne ricordano e perpetuano eredità artistica e musicale.

Sabato 4 gennaio, alle 12.30, nella chiesa Santa Maria dell’Aiuto, si terrà una messa in suffragio di Pino Daniele cui seguirà alle ore 13.00, nella Sala della Musica in largo Ecce Homo, il concerto degli Esona Ancor tribute band, insieme a fans e friends. Il raduno di sabato mattina nasce da un’idea di Nico Musella “Adunanza Pino Daniele fans” ed è una “manifestazione spontanea di affezionati, un motore di ricordi e di musica che passa di gruppo in gruppo tra gli iscritti delle varie pagine Facebook nate all’indomani della scomparsa del cantautore napoletano”. “Tutti quelli che partecipano lo fanno ovviamente senza retribuzione da sempre – come ci spiegano gli amministratori del gruppo “Cresciuti a pane e Pino” –  da 5 anni or sono, come sempre sarà presente una parte della grande famiglia Daniele, di solito i fratelli e i nipoti. Punto cardine è la messa in suffragio alla chiesa di appartenenza di Pino Daniele e poi come ogni anno il gruppo tribute Di Enzo Mautone e Pino Urriano (gli Esona Ancor tribute band) terranno un piccolo concerto nella sala di fronte la chiesa”.

“Quest’anno gli amici dell’enoteca di via Niutta e della Padella di piazza degli Artisti offriranno a titolo gratuito un buffet di aperitivo sempre per partecipare alla commemorazione – ci racconta Valentina Errico amministratrice del gruppo “Pino Daniele votiAMO il meglio di Pino” che con Valerio Vassallo propongono anche vari contest su cui giocare e votare, su fb, goliardicamente su varie tematiche souds, testi musicali, esecuzioni di band sempre ispirate alla magia dell’eredità musicale di Pino Daniele”. Un fenomeno che si alimenta di anno in anno dalla scomparsa di Pino Daniele i cui fans sparsi in tutta Italia preparano eventi e concerti molti mesi prima per omaggiarlo.

Sabato 4 gennaio, alle ore 21.00, la pagina Facebook “Ricordando Pino Daniele” in collaborazione con “Danise #scugnizzoDelJazz”, promuove la quarta edizione dell’evento “Pino Daniele, I still love you” in via Partenope, 34, sul lungomare di Napoli, davanti all’ingresso della facoltà di Economia e Commercio. Sarà  un concerto improvvisato. Accompagnati dal pianoforte del Maestro ogni passante sarà invitato ad aggiungere la propria voce, il proprio blues, il proprio canto per ricordare Pino Daniele. “Pino è… con noi fans”, si ritroveranno dopo la mezzanotte, in via Pino Daniele, a due passi dalla casa di via Santa Maria La Nova dove il cantautore è cresciuto. Non mancheranno, concerti delle cover band in tutto il fine settimana. In rete, altro punto di aggregazione, è il sito ufficiale del Lazzaro Felice, all’indirizzo storico www.pinodaniele.com, grazie all’iniziativa del Pino Daniele trust onlus, fortemente voluta da Alex Daniele.

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Cinema

CliCiak Scatti di Cinema, la ventiduesima edizione in mostra al Centro di Fotografia Indipendente a Napoli

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E’ oramai come sentirsi dire che si vuol vincere facile, una scuola consolidata e internazionalmente riconosciuta, capace di imporsi (è proprio il caso di dirlo) sulle scene e sui set ad ogni latitudine di questo mondo magico che è il cinema, dove vince l’estro del “direttore lavori”, del regista, di quel nome che esce a titoli di coda finiti o all’inizio della proiezione, ma che poco sarebbe senza la macchina/staff produttiva che deve comporre e saper oculatamente guidare, tutte sono parti fondamentali in questo enorme apparato che è il cast/produttivo di un film, ma da sempre uno degli aspetti e professioni che a tutto questo danno una immagine e riportano all’esterno le sensazioni, le emozioni e le  meraviglie del set, sono i fotografi di scena. Non solo mere riprese fotografiche delle scene e dei set  che il regista e il direttore di fotografia compongono insieme agli scenografi e a tutti gli operatori di ripresa, ma dalle foto di questi fotografi esce l’anima della produzione, il fotografo di scena deve saper documentare ed interpretare i set e quello che si muove intorno ad essi,  che giorno dopo giorno compongono l’opera filmica e alla quale  dovranno dare una immagine che nei manifesti e nella comunicazione ne influenzerà il successo o meno. Angelo Novi, Tazio Secchiaroli, fotografi di scena che sono usciti dalle scene e hanno rappresentato la vita sulle scene e la vita nel cinema, i fotografi di Fellini e Mastroianni e Leone, Novi e Secchiaroli, due maestri che oggi hanno eredi che continuano nella loro tradizione a guardare oltre la macchina da presa e addirittura a consigliare inquadrature con i loro scatti e le loro visioni a piani riprese già consolidati e studiati da tempo, stravolgendo, a volte intere giornate di lavorazione, migliorando , qualora ce ne fosse bisogno il prodotto finale. Queste visioni, queste foto, queste opere da tempo sono chiamate a concorso dal Centro Cinema Città di Cesena in un contest fotografico aperto a tutte le produzioni cinematografiche intitolato «CliCiak Scatti di Cinema»  in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna a cura di Antonio Maraldi sono alla ventiduesima edizione di un evento   che ha visto nel corso degli anni, premiare fotografi poi arrivati con i film da loro seguiti sui red carpet dei più importanti premi cinematografici internazionali, Oscar, Leoni d’Oro, Palme, Orsi.

Dal 22 Febbraio  «CliCiak Scatti di Cinema» fa tappa a Napoli, con quaranta foto esposte nelle sale del Centro di Fotografia Indipendente di piazza Guglielmo Pepe con una mostra a cura di Roberta Fuorvia.

un importante appuntamento per professionisti e appassionati che hanno la possibilità di apprezzare i lavori selezionati negli spazi del Centro di Fotografia Indipendente.

La 22esima edizione è stata vinta da Stefano C. Montesi (miglior foto per Michelangelo infinito), Mario Spada (miglior serie cinema per Capri Revolution) e Angelo R. Turetta (miglior serie tv per Il nome della rosa), mentre il Premio Giuseppe e Alda Palmas, per un fotografo che si presenta per la prima volta è andato a Franco Oberto per Soledad, mentre il premio speciale Ciak Ritratto d’attore è stato vinto per la sezione in bianco e nero da Anna Camerlingo (per una foto di I bastardi di Pizzofalcone 2) e per quella a colori da Eduardo Castaldo (per una foto di L’amica geniale), scelti dalla giuria di addetti ai lavori (Marina Alessi, Cesare Biarese, Gianfranco Miro Gori, Paolo Mereghetti e Michele Smargiassi) tra 2.100 foto di scena, presentate da 62 autori, a documentazione di 102 tra film, corti e serie tv. Numeri – sottolineano i promotori – che confermano l’interesse per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, dedicata a valorizzare il lavoro dei fotografi di scena attivi sui set delle produzioni cinematografiche e televisive delle ultime tre stagioni.

Quaranta le foto esposte dal 22 febbraio alle ore 19,00 al 12 marzo al Centro di Fotografia Indipendente di Napoli. L’ingresso alla mostra è gratuito.

In esposizione le foto di:

Livio Bordone, Anna Camerlingo, Bepi Caroli, Eduardo Castaldo, Paolo Ciriello, Giuseppe D’Anna, Fabrizio De Blasio, Chico De Luigi, Tullio Deorsola, Floriana Di Carlo, Gianni Fiorito, Simone Florena, Paolo Galletta, Duccio Giordano, Matteo Graia, Maila Iacovelli e Fabio Zayed, Claudio Iannone, Arianna Lanzuisi, Fabio Lovino, Giulia Mannelli, Maria Marin, Andrea Miconi, Stefano Montesi, Nicoletta Morici, Franco Oberto, Lia Pasqualino, Sara Petraglia, Andrea Pirrello, Azzura Primavera, Emanuela Scarpa, Giuseppe Schimera, Assunta Servello, Mario Spada, Angelo R. Turetta, Federico Vagliati, Loris T. Zambelli.

 

 

 

 

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Cultura

Area archeologica di Pompei, altre tre domus riaperte: gli Scavi pronti a raggiungere la vetta del turismo in Italia

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È la seconda notizia più pubblicata e letta del territorio italiano, forse la prima se consideriamo che sul gradino più alto c’è Sua Santità il Papa che di fatto è cittadino  di un altro Stato. È il terzo sito turistico italiano più visitato nel 2019, incalza da vicino il secondo, ma pur essendo ancora ben lontano dal Parco Archeologico del Colosseo, che risulta essere il primo, l’Area Archeologica  di Pompei  si sta attrezzando per raggiungerlo e scalzarlo dal primo gradino del podio con continue aperture e messe in sicurezza delle case che compongono quello straordinario sito archeologico che non ha, per ora,  uguali al mondo. Oggi, alla presenza del Ministro Dario Franceschini sono state riaperte e rimesse in sicurezza ben tre case, dopo attenti e scrupolosi restauri di pavimentazioni con mosaici e affreschi che hanno riportato agli antichi splendori i segni delle ricchezza e ricercatezza dei pompeiani prima del ’79 dc. La Casa degli Amanti, la Casa del Frutteto e la casa della Nave Europa che deve il suo nome   al grande graffito inciso sulla parete nord del peristilio, dove è raffigurata una grande nave da carico, chiamata “Europa”, affiancata da altre imbarcazioni minori.

Una visita, quella del Ministro che si è svolta tra le domus e via dell’Abbondanza, accompagnato dal direttore Massimo Osanna e una ben nutrita colonna di funzionari, dirigenti, personale degli scavi e del servizio d’ordine fornito da Polizia e Carabinieri, tantissime persone che non hanno per niente incuriosito e nemmeno impressionato le centinaia e centinaia di turisti che affollavano i regi e le domus in una giornata di inizio settimana di un mese non certamente consacrato ai viaggi e al turismo, la loro fiducia, contribuirà a raggiungere il primato delle visite culturali e turistiche in Italia. Loro c’erano, ci si può solo impegnare di più per far si che ci siano sempre.

 

 

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Cronache

La copertina del nuovo disco di Daniele Sepe censurata dalle regole dei negozi online

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Ma sul serio eravate convinti che con il  tentativo di  censura sessista a Rula Jebrael, le invettive contro Achille Lauro, l’accanimento sulla primigenia del Cantico dei Cantici e l’invito  ritirato a Roger Waters  fosse esaurita la fantasia dei censori nostrani?

No, nemmeno per sogno, anzi, le crociate continuano. Appena al secondo mese, del ventesimo anno del secondo millennio, si tenta di riportare il mondo in epoche che avevamo pensato fossero oscurantiste, ma evidentemente, erano epoche di grandi sconvolgimenti e lotte sociali evolutive, che ci hanno alla fine consegnato un mondo sociale che tutto sommato non è cosi male.

La restaurazione, questa volta veramente martellante, subdola e tenutaria di tecnologie raffinate ci propone giorno dopo giorno, anzi, ora dopo ora la sua morale, che se non fosse disgraziatamente vera, sarebbe ridicola solo a pensarla.

E’ forte questa tornata censoria, non solo perché usa e sfrutta mezzi medianici che controlla e gestisce a suo piacimento, ma si fa forte dell’assoluto silenzio di chi dovrebbe opporsi e fa passare di tutto, pensando che da sola si autodistruggerà o per mero calcolo politico di avvicinamento ad un populismo becero e bigotto. Non è vero, non funziona cosi, lo sapevano bene i regimi totalitari e lo conoscono ancora meglio chi i regimi vuole costruirli, bisogna contrastarla, sempre e dovunque.

Ultima, ma forse non più ultima, se nel frattempo in cui si scrivono queste note non ne sia arrivata un’altra, è la notizia della censura, questa volta visuale di cui è stato fatto oggetto la copertina del disco del Maestro Daniele Sepe con la sua ciurma di oltre 100  splendidi musicisti tra i quali  tanti giovanissimi, che hanno dato vita al disco “Le nuove avventure di Capitan Capitone” .

La copertina non va, deve essere cambiata.

Motivo? Il seno scoperto di una ballerina nel fumetto che compone la copertina. Si avete inteso bene, il FUMETTO, ossia, il disegno, la figurazione, lo schizzo, il tratteggio. Questo particolare della copertina pare sia  considerato “illegale” per le regole molto rigide dei negozi on-line, bisognerebbe capire se queste regole contemplino poi, per i più grandi di essi, anche il pagamento delle tasse in Italia, ma questo e taciuto…

Non vogliamo soffermarci a scrivere di pittura, scultura, fotografia, storia dell’arte e di esempi nel corso dei secoli che vedono seni scoperti nelle opere d’arte dei più svariati e diversi artisti nazionali e internazionali, cattolici o di  altre religioni lontane migliaia di chilometri e di anni evolutivi. Non vogliamo scrivere di libertà o privacy o senso comune del pudore.

Vogliamo scrivere del ridicolo che investe e schiaccerà chi si arroga il diritto di voler riscrivere le regole che l’umanità si è data nel corso dei millenni. Loro ci stanno tentando, sta a tutti noi, affondare questa volontà di restaurazione.

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