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Spettacoli

Pierfrancesco Favino: “L’amore può far male. Come padre ho imparato ad ascoltare”

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Pierfrancesco Favino (Le foto sono di Imagoeconomica) è il protagonista del film “Enzo”, che apre la Quinzaine di Cannes. Un ruolo intenso, quello di un padre borghese e progressista, in difficoltà davanti al figlio adolescente che sceglie una vita diversa: quella dell’apprendista muratore. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore riflette sulla paternità, sull’amore, sul suo passato e sul presente del cinema italiano.

“Non sempre l’amore genera il bene”

Favino interpreta il padre di Enzo, un ragazzo di 16 anni (interpretato da Eloy Pohu) che rinuncia alla scuola e al benessere familiare per seguire la vocazione manuale e concreta del lavoro di muratore. “L’amore non sempre genera il bene, si può anche amare male”, afferma l’attore. “È l’amore di un padre che cela il desiderio di controllare il figlio. A volte si diventa iperprotettivi, si alza la voce, succede anche a me con le mie figlie”.

“Fare il muratore può essere un talento”

Il film, diretto da Robin Campillo, tocca molte corde sociali: la tensione tra l’ambiente borghese e intellettuale e la libertà di scelta dei figli, la ribellione alle aspettative familiari, il conflitto tra teoria e pratica. “La concretezza del fare è interessante, oggi siamo pressati troppo presto a pensare al futuro”, osserva Favino.

Il film racconta anche una delicata infatuazione tra Enzo e un altro muratore, senza componenti sessuali. “Oggi c’è più libertà, anche nel vivere i sentimenti”, spiega Favino. “Io vengo da una generazione che ha vissuto tutto questo con paura, come un’onta”.

ANNA FERZETTI E PIERFRANCESCO FAVINO 

La paternità come sfida continua

Alla domanda su che padre si sente di essere, Favino risponde con sincerità:
Tutti pensiamo di essere qualcosa, ma poi i fatti parlano per noi. Ascoltare i propri figli è complicato”. Il ricordo del padre è ancora vivo: “Era orfano a 8 anni, cresciuto in seminario, ha costruito una corazza. Ma fu lui a spingermi, diventando un antagonista per accendere il mio motore. Un percorso simile a quello raccontato nel film”.

Il mestiere d’attore, un atto di ribellione

Favino racconta anche i suoi inizi difficili: cameriere, buttafuori, pony express. “Mi dicevano che non avevo la faccia da protagonista. Mi consideravano poco telegenico. Poi le cose sono cambiate, ma mi sento ancora un senza patria”. Il mestiere d’attore fu, allora come oggi, una forma di evasione, una ribellione.

Il cinema italiano e la politica: “Serve dialogo, non tifo calcistico”

Tra i firmatari della lettera al ministro Giuli in difesa del cinema italiano, Favino sottolinea:
Pupi Avati ha detto cose lucidissime. Non mi sembra un trotzkista. Il tax credit andava rivisto, ma servono ponti, non rese dei conti. Non si può dire ‘sei della Lazio e non ti parlo’. Sono pronto al dialogo, come lo eravamo anche con i governi precedenti”.

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Musica

Rock and Roll Hall of Fame 2026: entrano Phil Collins, Oasis e Iron Maiden

Phil Collins, Oasis e Iron Maiden tra i nuovi membri della Rock and Roll Hall of Fame. Cerimonia il 14 novembre a Los Angeles.

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Il cantante britannico Phil Collins e il gruppo Oasis entreranno nella Rock and Roll Hall of Fame, il prestigioso pantheon della musica rock negli Stati Uniti. L’annuncio è stato dato nel corso di una trasmissione televisiva.

La cerimonia ufficiale di ingresso si terrà il 14 novembre a Los Angeles.

Tra gli altri anche Iron Maiden e Joy Division/New Order

Oltre a Collins e agli Oasis, faranno il loro ingresso anche gli Iron Maiden e il progetto Joy Division / New Order, due realtà fondamentali nella storia del rock e della musica contemporanea.

Phil Collins tra i record della musica mondiale

Phil Collins è considerato uno degli artisti più influenti del rock degli anni Ottanta. È tra i pochi musicisti al mondo ad aver superato i 100 milioni di dischi venduti sia come membro dei Genesis sia come artista solista, un traguardo condiviso con figure come Michael Jackson e Paul McCartney.

Un riconoscimento alla storia del rock

L’ingresso nella Hall of Fame rappresenta uno dei più alti riconoscimenti per la carriera musicale e certifica l’impatto culturale e artistico di questi protagonisti nella storia del rock internazionale.

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In Evidenza

Affari Tuoi, Sara sfiora i 100mila ma vince 50mila: finale emozionante con il gioco delle regioni

Sara da Castelsardo ad Affari Tuoi vince 50mila euro al gioco delle regioni. Sfiorato il colpo da 100mila, finale carico di emozione.

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Serata intensa ad Affari Tuoi con protagonista Sara, concorrente proveniente da Castelsardo, in provincia di Sassari.

Al suo fianco Emanuele, fidanzato e futuro marito, militare dei Bersaglieri.

La partita si è rivelata complicata sin dalle prime battute, con l’eliminazione progressiva dei premi più alti.


La svolta con il gioco delle regioni

Arrivati al momento decisivo, la coppia ha dovuto affidarsi al gioco delle regioni.

Una scelta che vale tutto: 100mila euro in caso di regione esatta, 50mila per la seconda opzione corretta.

Sara ha indicato come prima scelta l’Emilia-Romagna, mentre la seconda regione selezionata è stata la Sicilia.


Il finale tra tensione e speranza

La regione vincente non era l’Emilia-Romagna.

A quel punto la partita si è ridotta a un testa a testa tra Sicilia e Sardegna, con un finale carico di tensione.


La vittoria: 50mila euro

La regione fortunata si è rivelata la Sicilia.

Sara ed Emanuele portano così a casa 50mila euro, al termine di una partita difficile ma conclusa con un risultato positivo.


Una serata da ricordare

Una coppia affiatata, sfortunata nel gioco ma premiata nel finale.

Una vittoria che, pur lontana dal massimo, rappresenta comunque un traguardo importante e una serata da ricordare.

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Spettacoli

Napoli, al Teatro San Ferdinando debutta “Le allegre comari di Windsor” con Paolantoni

Debutta al Teatro San Ferdinando “Le allegre comari di Windsor” con Francesco Paolantoni nel ruolo di Falstaff. Regia di Mariano Bauduin, repliche fino al 26 aprile.

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Debutta mercoledì 15 aprile alle ore 21 al Teatro San Ferdinando lo spettacolo Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare, con repliche fino a domenica 26.

L’allestimento, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, è firmato da Mariano Bauduin per adattamento, musiche e regia.

Protagonista in scena Francesco Paolantoni, che interpreta Sir John Falstaff, affiancato da un ampio cast di attori della scena napoletana.


Il ritorno al teatro di prosa di Paolantoni

Lo spettacolo segna il ritorno al teatro di prosa per Paolantoni, a quarant’anni dal debutto come protagonista in Ferdinando di Annibale Ruccello.

L’attore ha definito il ruolo di Falstaff una prova affascinante e centrale nel proprio percorso artistico, sottolineando anche la componente musicale dello spettacolo, che lo vedrà impegnato non solo nella recitazione ma anche nel canto.

Un ritorno che ha il valore di una nuova partenza, condivisa con un gruppo di interpreti legati da un lungo rapporto artistico.


Una rilettura tra tradizione e teatro popolare

La regia di Bauduin propone una lettura originale del testo shakespeariano, immaginando lo spettacolo come “l’ultima notte di Falstaff”.

L’allestimento fonde elementi della tradizione elisabettiana con il teatro popolare, in uno spazio scenico che richiama un Globe Theatre immerso in un contesto fantastico.

La scelta di affidare tutti i ruoli a interpreti maschili richiama la tradizione originaria e accentua la dimensione farsesca e grottesca della messinscena, con evidenti riferimenti al teatro parodico e al varietà.


Musica e ironia per un Falstaff contemporaneo

Elemento centrale dello spettacolo è la componente musicale.

Bauduin ha costruito una partitura che rielabora armonie classiche con uno spirito ispirato alla rivoluzione musicale degli anni Sessanta, soprattutto britannica, capace di rompere gli schemi con ironia e libertà espressiva.

Falstaff emerge così come figura ambigua e vitale, portatrice di una saggezza popolare che attraversa il racconto e accompagna gli altri personaggi, mantenendo intatta la forza universale del teatro di Shakespeare.

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