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Petizione all’Onu di 250 scienziati sugli effetti cancerogeni dei dispostivi wireless, nel mirino AirpPod Apple e altri sistemi

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Un gruppo di 250 scienziati da oltre 40 paesi sollevano preoccupazioni sui possibili effetti cancerogeni dalle radiazioni elettromagnetiche emesse dai moderni dispositivi wireless. Tra i quali ci sono le cuffie AirPod di Apple, che potrebbero comportare rischi di tumore per chi le usa. Il gruppo di esperti – riportano i media – ha firmato una petizione a Onu e Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms), mettendo in guardia contro numerosi dispositivi che emettono radiofrequenze utilizzate in WiFi, dati dei cellulari e Bluetooth. E avvertono come gli auricolari senza fili della Mela, essendo posizionati nel condotto uditivo, espongano tessuti fragili a livelli potenzialmente pericolosi di radiazioni. Gli AirPod – di cui l’anno scorso Apple ha venduto 28 milioni di esemplari, e l’anno prima 16 milioni – si collegano in modalita’ wireless al telefono tramite Bluetooth, la tecnologia di comunicazione radio a breve distanza. L’Oms ha sviluppato linee guida per il livello di frequenza elettromagnetica (Emf) a cui i vari dispositivi sono autorizzati a esporre gli utenti. Ma gli autori della petizione sostengono che la ricerca ha rivelato come l’Emf possa essere cancerogeno anche a livelli inferiori. “Se non interviene, l’Oms non riesce a svolgere il suo ruolo di agenzia per la salute pubblica internazionale”, scrivono. Sebbene non esistano prove conclusive dei potenziali pericoli delle radiazioni elettromagnetiche agli attuali livelli di esposizione, gli esperti che hanno firmato la petizione domandano ulteriori studi e test prima che nuove tecnologie a frequenza piu’ alta come il 5G divengano onnipresenti nella societa’ moderna. Inoltre, chiedono che le Nazioni Unite assumano la leadership su un potenziale problema sanitario globale, ribadendo che le attuali linee guida consentono livelli di esposizione che potrebbero essere pericolosi.

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Sami Modiano vaccinato, “simbolo della speranza”

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La mascherina non puo’ nascondere la gioia nei suoi occhi. Gli stessi occhi che hanno visto e vissuto l’orrore dell’Olocausto e che, proprio in un gelido inverno di 76 anni fa, scorsero la liberta’ dopo il terrore di Auschwitz. Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti ai lager nazisti, oggi ha 90 anni e si conferma – se mai ce ne fosse bisogno – simbolo di speranza e rinascita. Appena saputo che si sarebbe potuto vaccinare contro il Covid non ha esitato un secondo e lo ha fatto. Davanti a telecamere e fotografi, ennesima testimonianza del suo impegno civile che dura ormai da decenni, da quando ha deciso di accompagnare nei campi di sterminio gli studenti di tutta Italia per affidare loro il testimone della memoria. Nonostante il dolore che quei luoghi gli procurano ancora oggi. “Fare il vaccino e’ necessario per noi e per gli altri, specialmente alla nostra eta’”, ha detto Sami dopo aver ricevuto la prima dose insieme con sua moglie Selma. Il suo sguardo curioso si e’ poggiato su medici e infermieri del Campus Bio-Medico, su chi si stava prendendo cura di lui in quel momento. Ma le sue domande erano per gli altri, su quando si sarebbero potuti vaccinare tutti, sulle modalita’ di somministrazione per i disabili e sui prossimi step del piano. “Oggi mi sono stupito di tanta gentilezza, non mi aspettavo tutta questa attenzione. Sono grato ai dottori e agli infermieri che mi hanno vaccinato – le sue parole -. La vita ci mette davanti a sfide inaspettate e spesso molto dure, ma abbiamo dentro di noi la forza per superarle. Dobbiamo restare ottimisti”. E, subito dopo la puntura, una sola frase: “E anche questa e’ fatta”. Con lui, al Campus, c’erano anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e la presidente della comunita’ ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il governatore ha celebrato la giornata con post sui social in cui, pubblicando la foto di Modiano, ha parlato di “un’immagine di fiducia e speranza per tutti”. “Grande emozione” da parte di Dureghello. “Sami – ha sottolineato – e’ un simbolo della sofferenza, della tragedia. Il suo e’ stato un messaggio positivo. E’ sempre stato determinato a sottoporsi al vaccino appena gli e’ stato proposto. Lui ci ha regalato tanti momenti di felicita’ e questo e’ stato l’ennesimo”. Per fortuna questa volta nessun commento di odio e’ comparso sui social, al netto delle polemiche politiche sul profilo di Zingaretti. Agli haters saranno bastate le parole di Nonno Basilio, il 103enne ex deportato del Terzo Reich insultato dopo aver ricevuto il vaccino in una Rsa toscana. “Io non ho proprio nulla da dire”, la secca replica a chi sosteneva che la sua fosse stata una dose di vaccino sprecata. “Il nazismo e’ morto anche oggi”, uno dei commenti piu’ apprezzati oggi sui social.

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Napoli, ritrovata la copia del ‘Salvator Mundi’: furto mai denunciato dal museo ‘Doma’

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Un ritrovamento prezioso, dal punto di vista artistico, quello avvenuto a Napoli, dove gli agenti della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, hanno ritrovato, nascosto in una camera di un appartamento di via Strada Provinciale delle Brecce, il ‘Salvator Mundi’, copia di scuola leonardesca risalente al XV secolo, l’originale è attribuito a Leonardo Da Vinci, che fa parte di una collezione custodita presso il museo ‘Doma’ della basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola da cui era stato trafugato.Il proprietario dell’appartamento dov’è stato ritrovato il dipinto, un commerciante napoletano di 36 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione.Il ritrovamento si porta però dietro un alone di mistero. Chi custodiva il bene non si era mai accorto del furto. In pratica il furto non è mai stato denunciato.Il quadro era conservato nel museo ‘Doma’, in una teca alla quale era possibile accedere con una chiave.

Lo stipite non veniva aperto da marzo 2020, dall’inizio del lockdown. Mentre il soggetto che lo aveva in custodia, un commerciante senza precedenti penali, nell’immediatezza del ritrovamento ha fornito, come riferiscono gli inquirenti, “informazioni poco credibili su come fosse venuto in possesso del quadro”.Il procuratore della Repubblica Giovanni Melillo ha spiegato che non c’è stata alcuna denuncia.L’opera è stata sequestrata e affidata alla Soprintendenza, per una verifica delle condizioni del Salvator Mundi. Il valore è da verificare: l’originale, attribuiti a Leonardo Da Vinci, è stato venduto all’asta a 480 mila euro, come il priore ha raccontato alle forze di polizia.

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Bambino caduto da finestra, accertamenti dei carabinieri

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 Nessuna inchiesta e’ stata al momento aperta della Procura per far luce sull’incidente avvenuto, nel pomeriggio di ieri, in via Argine Destro, a Imperia, dove un bambino di due anni e’ caduto dal secondo piano di una palazzina, compiendo un volo di circa sei metri. Ma sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell’accaduto e per capire se vi possano essere responsabilita’ da parte dei genitori – il papa’ muratore e la mamma casalinga, di origine tunisina – o di altri. La coppia ha altri cinque figli. Gli investigatori hanno ascoltato i genitori, i vicini di casa della famiglia, il personale sanitario. Una volta terminati gli accertamenti i carabinieri depositeranno una relazione in Procura e solo allora il pubblico ministero Lorenzo Fornace, che era di turno al momento dell’episodio decidera’ se aprire un fascicolo o non approfondire le indagini. Nel luglio 2017, la famiglia perse un bambino di due anni e mezzo cadendo da un terrazzo di un’abitazione di via Parini, a Imperia Oneglia: il piccolo mori’ dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale Gaslini

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