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Corona Virus

Per molti sono i nuovi privilegiati

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Oramai nell’immaginario comune sono posizionati allo stesso gradino dei possessori di megayatch battenti bandiera panamense, novelli privilegiati, catapultati, per effetto dei  decreti regionali e governativi, dal giogo fatto  di palettine, buste igieniche e museruole, nell’Olimpo di coloro che possono uscire più spesso di altri, però, con il loro fido quattrozampe al seguito, anzi, loro al seguito del quadrupede casalingo.

Anche io ho un cane e mai mi sarei aspettato di sentirmi dire, durante una spesa dal salumaio vicino casa che ero un perfetto sprovveduto, perché uscire per la spesa con il cane, era uno spreco inaudito, mi hanno bonariamente redarguito, ma nemmeno tanto bonariamente, ricordsndomi che possedendo una simile fortuna sarei dovuto uscire di casa una volta per la spesa e una volta ad accompagnare la vivace meticcia che sta dividendo con noi le giornate di quarantena. La convivenza con un cane H24, può essere molto impegnativa, ma di certo rafforza un legame con un animale che mai penserà di abbandonarti come troppo spesso fa l’uomo nei loro confronti.

 

Emanuela Martolò, dipendente studio legale

 

In questo periodo spesso mi sono sentita dire “beata te che hai il cane” ma non tutti riescono a comprendere le difficoltà legate alle uscite a “sei zampe”.

Non solo ci sono restrizioni circa l’impossibilità di allontanarsi troppo dal proprio domicilio ma soprattutto le uscite con i cani non sono più le stesse…troppo veloci e sicuramente meno frequenti rispetto alla normalità e ciò comporta una gran sofferenza da parte dei nostri amici che, abituati a correre spensierati, ad incontrare altri cani con i quali giocano,  ora soffrono per la mancanza di quelle che erano fino a poco tempo fa le loro abitudini.

Ci vedono sempre a casa assorbendo come spugne tutti i nostri stati d’animo, le nostre preoccupazioni che cerchiamo di non far pesare troppo anche a loro così come si farebbe con un figlio.

Dobbiamo in questo periodo forse dedicare più tempo del normale ai nostri amici per farli giocare a casa, per farli “scaricare” e non è sempre facile.

Già nella vita “pre-virus” non era semplice gestire un cane, figuriamoci adesso….vorrei dire a chi ci invidia in questo periodo per avere la “scusa” e l’opportunità per uscire che non devono puntarci il dito contro perché nella normalità noi ci sacrifichiamo per loro dedicandogli tutti i nostri ritagli di tempo possibili trascurando il più delle volte la nostra vita privata, siamo obbligati ad uscire con sole cocente, pioggia o gelo, dobbiamo programmare con gran cura le nostre vacanze, le cene con gli amici o impegni di qualsiasi genere per non lasciarli a casa da soli per troppo tempo.

Non etichettateci come i fortunati in questa situazione perché siamo sempre le stesse persone che nella vita di tutti i giorni vivono con e per i loro amici a quattro zampe.

 

Paola Areni, lavoratrice autonoma

Da quando questo coranavirus c’è ha cambiato la nostre vite da un giorno all’ altro. Io che ho un cane che ha bisogno delle sue uscite quotidiane mi sento osservata da sguardi indiscreti e esposta a critiche, Talvolta qualcuno, con un pò di ironia mi urla dal proprio balcone: “Chi ten’ ‘o can’ e’ ricch’ e nun ‘o sap’”… Vorrei dire a questa gente è vero, che siamo fortunati ad avere un cane, ma non perché ci permette di uscire in questo periodo di quarantena! Sono tre anni che mi sento privilegiata di amare ed essere amata dal mio amico. Normalmente lavoro tutta la giornata, sono sempre fuori casa, ora che potrei rilassarmi un po’ a casa non lo posso concedermi un po’ di meritato riposo perché sono consapevole che Happy in questo periodo sta soffrendo molto, lui che è abituato a giocare sull’erba, sulla sabbia con i suoi amici ora si ritrova da solo, giusto una breve passeggiata, senza i suoi amici a 4 zampe… Aspetta la seduto in strada, sperando che da lontano sbuchi un suo amichetto, ma non sbuca nessuno, e ritorniamo casa delusi… E a casa cerco di distrarlo giocando con la pallina, a nascondino, ma i suoi occhi dicono: “voglio i mie amici”.

 

Francesco Basile, operatore turismo

Essere padrone di un cane molto iperattivo ed energico non è facile in questo periodo nel quale si è chiusi in casa per poter uscire solo con una valida motivazione. Ho adottato Nara da un anno e quattro mesi. Ho imparato a capire con uno sguardo di cosa ha bisogno . Oggi riesco a capire che lei è in difficoltà, vorrebbe camminare e correre di più ma essendo anche intelligente ha capito che non si può in questo momento, lo ha capito vedendomi con la mascherina, inizialmente pensava fosse una pallina un poco particolare che le volessi lanciare ma quando siamo usciti ed ha visto anche le altre persone così subito mi sono accorto che aveva capito che era un periodo particolare. Il tempo con lei ovviamente mi ha reso più forte grazie alla sua compagnia. Credo che comunque questo periodo sia servito ad entrambi, ci ha legato ancora di più di quanto lo fossimo prima che fosse iniziato questo periodo, certo soffriamo entrambi per non poter fare ciò che facevamo prima ma sappiamo che un giorno recupereremo il tempo perso insieme alle persone che come me hanno un animale a 4 zampe.

 

Cristina Benadduce, quadro ASL veterinaria

Avere due cani al tempo del covid19 be’ è un pò come uscire “sotto le bombe”. Loro ti guardano un po’ spaesati, non capendo cosa ti metti in faccia, e perché il loro giro sarà breve, niente più parco, niente più agility, niente più amici e sembra si chiedano come mai tu sei triste e preoccupata.  Per noi genitori di questi fantastici bimbi a 4 zampe è un colpo al cuore. Hai paura che questo mostro ti possa infettare e a loro cosa capiterebbe ti assalgono mille paure, poi li guardi negli occhi e ti fai forza perché loro si affidano totalmente a te e allora tieni duro anche “sotto le bombe”, anche in piena emergenza, perché loro non ti tradirebbero mai. E sono molto meglio di noi.

 

Roberta Basile, fotografa

Renè ha due anni, quando fu trovata da Assunta si trovava in un bosco a Telese ed era totalmente sola. E’una cagnetta abituata alla vita agreste, corre come una volpe, è sempre attenta alle prede, ma soprattutto ha una grande voglia di socialità con gli altri cani. Da subito ho capito che si trattava di un essere molto speciale e per renderla felice avrei dovuto tentare di farla stare il più possibile libera e all’aria aperta. Le corse insieme ai suoi amici sono diventate memorabili, Luna, Mia, Happy, Brandon, Nara, Teo, sono i suoi compagni di banda e scorribanda, al Bosco di Capodimonte e in quello spazio per cani che si trova all’interno del perimetro della chiesa di Santa Chiara. Hanno formato un vero e proprio “branco urbano” che si riconoscono da lontano e si aspettano, sporgendo le testoline fuori dai cancelli o facendosi slegare in piazza del Gesù per correre nel loro spazio. Qui  iniziano le loro dinamiche, chi gioca con una pallina, chi abbaia ai passanti, chi si abbandona in romantici corteggiamenti, non necessariamente a due, chi difende il branco dai nuovi arrivati, è come se ognuno di loro avesse un ruolo prestabilito.

 

In questi giorni è molto difficile sopperire a tutto questo con un paio di tristi passeggiate al guinzaglio, sotto casa. Renè prova malinconicamente ad invitare al gioco i cani dei passanti, ma quasi nessuno sembra interessato, allora mi guarda con aria interrogativa, io la accarezzo, le ripeto i nomi dei suoi amici e le sue pupille di ingrandiscono. Allora sembra capire che non ho dimenticato di portarla dai suoi amici e che presto li rivedrà tutti i giorni per il resto della sua vita, nel frattempo in casa, ci distrugge con il suo attivismo felice di pensare  che lo stare sempre insieme sia un immenso regalo che le facciamo e forse non sbaglia a pensarlo.

 

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma
se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.”

Antoine de Saint-Exupéry.

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi

Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.

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Il Napoli, con la regia del sindaco Gaetano Manfredi e l’impegno dell’assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, ha messo in campo per la prima volta un’azione strutturata di monitoraggi ambientali per misurare e prevenire l’inquinamento da agenti fisici, in particolare campi elettromagnetici e rumore.

L’iniziativa è stata avviata a partire dal 2024 attraverso la sottoscrizione di due convenzioni con ARPAC, firmate dal direttore generale Stefano Sorvino e dalla dirigente del servizio Tutela dell’Ambiente, della Salute e del Paesaggio Giuliana Vespere.

Campi elettromagnetici: 30 siti controllati

Per il monitoraggio dei campi elettromagnetici sono state effettuate misurazioni in 30 siti distribuiti sull’intero territorio comunale, selezionati in aree caratterizzate da un’elevata concentrazione di impianti radioelettrici. L’intervento è stato ritenuto necessario dopo l’innalzamento dei limiti di esposizione da 6 V/m a 15 V/m, introdotto dalla legge 214/2023 ed entrato in vigore il 29 aprile 2024.

I rilievi effettuati dai tecnici ARPAC, pubblicati sul sito istituzionale per garantire trasparenza, indicano che nella maggior parte dei siti i valori risultano entro i limiti di legge e spesso anche al di sotto dei 6 V/m previsti dalla normativa precedente, con rare eccezioni. Con il bilancio di previsione 2026-2028, il Comune ha già stanziato ulteriori risorse per proseguire l’attività di monitoraggio.

Rumore ambientale e movida nel centro storico

Sul fronte del rumore ambientale, l’Amministrazione comunale ha attivato una specifica convenzione per limitare l’inquinamento acustico prodotto da diverse sorgenti sonore, inclusi i fenomeni legati alla movida notturna. I primi siti monitorati sono stati individuati nel centro storico, in collaborazione con gli assessori Armato e De Iesu, area con la più alta concentrazione di attività di somministrazione e asporto e con forti flussi di aggregazione giovanile nelle ore serali.

L’obiettivo dichiarato è bilanciare le esigenze delle attività economiche e turistiche con il diritto alla vivibilità dei residenti, attraverso interventi fondati su dati oggettivi.

Verso un piano di risanamento acustico

A seguito dei monitoraggi, il Comune intende adottare un piano di risanamento acustico, con particolare attenzione agli effetti della movida cittadina. La linea è già stata tracciata dalla Giunta comunale con la delibera n. 358 del 24 luglio 2025, che prevede il supporto tecnico-scientifico di dipartimenti universitari specializzati delle università campane.

Aeroporto e rumore aereo: nuova fase di controlli

Un ulteriore capitolo riguarda il monitoraggio acustico aeroportuale. Grazie al recupero delle risorse IRESAriconosciute per la prima volta al Comune nel 2023 dalla Regione Campania, è stata avviata la richiesta di un Protocollo di intesa con Regione e ARPAC per rafforzare i controlli sul rumore prodotto dagli aeromobili.

Il sistema andrebbe a integrare la rete già gestita da GESAC, composta da 8 centraline, di cui 7 collocate nel territorio comunale di Napoli. I monitoraggi dovranno proseguire anche nel 2026, sia per valutare l’impatto del traffico aereo sia per misurare il rumore residuo durante la chiusura dell’aeroporto prevista per i lavori di riqualificazione annunciati da Gesac.

L’impianto complessivo dell’azione comunale punta a trasformare il controllo ambientale in uno strumento permanente di governo del territorio, basato su dati misurabili e verificabili.

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Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%

In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.

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Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.

Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri

I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.

I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.

Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare

La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).

Una fase stabile ma da monitorare

La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.

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Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano

Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.

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Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.

Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.

Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”

Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.

“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”

Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.

Le aggressioni e il codice rosso mancato

Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.

L’indagine e le prossime mosse

Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.

Il dolore della famiglia

Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.

La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:

“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”

Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.

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