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Per Lookman Atalanta chiede F.P.Esposito, Juve su Sancho

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L’Inter cerca di accelerare i tempi per LOOKMAN. Forti dei buoni rapporti con la dirigenza dell’Atalanta ma anche temendo l’inserimento dell’Atletico Madrid, Marotta e Ausilio cercano di stringere per l’angolo-nigeriano. Ma il dirigente orobico Luca Percassi ha ‘gelato’ la controparte chiedendo in cambio, forse come provocazione, FRANCESCO PIO ESPOSITO, reduce dall’ottima annata in B con lo Spezia e che l’Inter considera incedibile. Su Lookman aveva fatto un pensierino anche il Barcellona, che poi però ha preso RASHFORD dal Manchester United. L’Inter non molla la presa anche su LEONI, ma se prima non sfoltisce la rosa (Chivu attualmente a disposizione otto difensori) non se ne fa nulla. Intanto il Parma ha aperto all’eventuale cessione del suo difensore, fissando il prezzo a 30 milioni più bonus. In uscita dal club nerazzurro c’è TAREMI, richiesto dal Besiktas.

Ma l’iraniano prefirerebbe andare in Inghilterra, visto che il suo entourage avrebbe avuto contatti con Fulham e Nottingham Forest. C’è poi CALHANOGLU, che non ha chiesto di lasciare l’Inter ma per il quale ha fatto un sondaggio il Fenerbahce, che vuole mettere a disposizione di Mourinho rinforzi di peso, e per questo si è rifatto avanti per VLAHOVIC: ci sono stati nuovi contati con l’agente del bomber serbo, che Allegri vorrebbe al Milan. E a proposito di Turchia, MORATA è stato convocato dal Galatasaray per il ritiro campionato in Austria (nella lista c’è anche ZANIOLO), segno che per ora non si è concretizzato il suo passaggio al Como, dove Fabregas insiste per averlo. Alla Juve sono giorni decisivi per SANCHO, che vuole lasciare il Manchester United e ha messo in cima alla lista delle priorità la squadra bianconera.

Non a caso, l’agente del calciatore è a Torino per incontrare Comolli. Prima però la Signora vuole finalizzare la cessione di WEAH al Marsiglia e capire se per NICO GONZALEZ c’è davvero la possibilità di andare in Arabia Saudita. Il Napoli ha ufficializzato gli arrivi di MARIANUCCI, DE BRUYNE, NOA LANG e LUCCA, e sta per annunciare BEUKEMA e VANJA MILINKOVIC SAVIC ma il presidente De Laurentiis e il ds Manna non si fermeranno qui perché vogliono dare a Conte un altro esterno offensivo. Al top della lista dei campioni d’Italia c’è NDOYE del Bologna, che piace molto anche al Nottingham Forest, ma non si trova l’accordo con la società emiliana. Così sono state sondate delle alternative ovvero CHIESA del Liverpool e NUSA del Lipsia (che però i tedeschi non vogliono cedere). E’ stata invece declinata la proposta di alcuni emissari che avevano offerto GREALISH. Il Benfica, con un’offerta di 30 milioni, pare in un’unica rata, ha ‘soffiato’ RIOS alla Roma, ma il ds dei giallorossi Massara si era già cautelato prendendo EL AYNAOUI dal Lens.

Ora si concentrerà sugli altri obiettivi , ovvero l’attaccante FERGUSON, in arrivo in prestito dal Brighton (dove c’è anche O’RILEY per il quale non si esclude un nuovo tentativo, su esplicita richiesta di Gasperini), e WESLEY del Flamengo. Quello rossonero carioca non è certo un club che ha bisogno di vendere, ma il giocatore sta facendo pressioni per andare in Italia. La Roma ha avuto anche un nuovo contatto con il Verona per GHILARDI, difensore molto stimato da Gasperini: la richiesta scaligera sarebbe di dieci milioni. La società giallorossa cercherà poi anche un ‘dodicesimo’, che attualmente non ha visto che GOLLINI è andato alla Cremonese. A Pisa è arrivato SCUFFET e ora il prossimo colpo dovrebbe essere TROILO, difensore degli argentini del Belgrano. A Cremona arriva invece GRASSI dall’Empoli.

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Processo Maradona, si riparte: sette imputati per la morte del Pibe

Riparte il processo per la morte di Diego Armando Maradona. Sette sanitari imputati per omicidio con dolo eventuale.

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Riparte oggi, dopo undici mesi di stop, il processo per la morte di Diego Armando Maradona nell’aula della Settima sezione del Tribunale orale di San Isidro.

Sono passati cinque anni e cinque mesi dalla scomparsa del campione argentino, avvenuta il 25 novembre 2020, poco dopo un intervento chirurgico al cervello.

L’accusa: assistenza inadeguata

Secondo i magistrati Patricio Ferrari e Cosme Iribarren, l’arresto cardiorespiratorio sarebbe stato provocato da un’assistenza sanitaria definita “precaria” o addirittura inesistente durante la convalescenza domiciliare.

Nel primo processo, poi sospeso per l’esclusione di un giudice, l’accusa aveva già delineato una linea netta, sostenendo che le condizioni di Maradona fossero evidenti e che non fossero state gestite adeguatamente.

Sette imputati a giudizio

Sono sette i sanitari rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio con dolo eventuale, reato che prevede pene da 8 a 25 anni di carcere.

Il processo vedrà anche un filone separato per un’ulteriore imputata, che sarà giudicata con rito a giuria.

Nuovo collegio e 92 testimoni

Davanti al nuovo collegio giudicante sfileranno 92 testimoni, diversi rispetto a quelli ascoltati nel procedimento precedente. Le udienze sono previste due volte a settimana.

Gli inquirenti intendono ricostruire integralmente la vicenda, partendo dalla decisione di trasferire Maradona in un’abitazione privata dopo l’operazione, invece che in una struttura specializzata.

Il ruolo della famiglia

Le figlie del campione hanno più volte sostenuto che il padre fosse isolato e non adeguatamente seguito. Secondo l’accusa, in quel contesto la morte sarebbe stata “prevedibile”.

Il processo punta ora ad accertare eventuali responsabilità penali. Come previsto dalla legge argentina, gli imputati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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Napoli, rinnovo McTominay: Conte lo vuole al centro del progetto fino al 2030

Il Napoli prepara il rinnovo di McTominay fino al 2030. Conte lo considera centrale nel progetto dopo una stagione da protagonista.

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Il SSC Napoli accelera sul rinnovo di Scott McTominay, uno dei protagonisti della stagione. Con il campionato verso la chiusura e il secondo posto come obiettivo concreto, la società vuole blindare uno dei pilastri del progetto tecnico.

Il contratto attuale scade nel 2028, ma l’idea è quella di prolungarlo almeno fino al 2029 con opzione al 2030, accompagnato da un adeguamento dell’ingaggio rispetto agli attuali circa 3 milioni netti.

Conte e McTominay, stessa mentalità

Il rapporto con Antonio Conte è uno dei punti di forza. I due condividono la stessa mentalità competitiva, una tensione costante verso la vittoria che si riflette anche nelle dichiarazioni del centrocampista dopo il pareggio contro il Parma.

Nonostante i risultati complessivamente positivi, McTominay non si accontenta e guarda già al prossimo step.

Un centrocampista totale

McTominay si è imposto come un giocatore “all around”, capace di ricoprire più ruoli: mezz’ala, mediano, trequartista e, all’occorrenza, anche attaccante. Una duttilità che lo rende indispensabile nello scacchiere del Napoli.

I numeri confermano il rendimento: 12 gol in stagione, con margini per migliorare nelle ultime partite. Negli ultimi due anni è tra i centrocampisti più prolifici in Europa.

Priorità Napoli

Nonostante l’interesse di altri club, il giocatore ha sempre dato priorità al Napoli. La società punta a chiudere l’accordo prima dell’estate e degli impegni internazionali, per garantire stabilità e programmazione.

Un pilastro per il futuro

McTominay è considerato centrale nel Napoli di oggi e di domani. Il rinnovo rappresenterebbe un segnale chiaro di continuità e ambizione, con l’obiettivo di alzare ancora il livello competitivo, anche in Champions League.

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Napoli, infortuni e “piccole” costano lo scudetto: nove punti persi decisivi

Il Napoli paga infortuni e risultati contro le piccole: nove punti di distacco dal primo posto spiegano il mancato scudetto.

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Il SSC Napoli chiude la corsa scudetto con nove punti di distacco dalla vetta. Un gap che nasce da diversi fattori, ma due emergono con forza: i troppi infortuni e il rendimento deludente contro le squadre della parte destra della classifica.

Gli infortuni che hanno condizionato la stagione

La squadra di Antonio Conte ha dovuto fare i conti per lunghi tratti con assenze pesanti. In diversi momenti chiave, il Napoli si è trovato con uomini decisivi fuori, incidendo sulle rotazioni e sulla qualità del gioco.

Una gestione complicata che ha limitato continuità e rendimento, soprattutto nelle fasi più delicate del campionato.

Il nodo delle “piccole”

Se gli infortuni spiegano parte delle difficoltà, l’altro elemento determinante è stato l’approccio contro le cosiddette “piccole”. Gare che nella stagione dello scudetto erano state risolte con concretezza, e che quest’anno si sono trasformate in punti persi.

Il dato è chiaro: almeno 12 punti lasciati per strada contro squadre di bassa classifica. Un peso enorme in una corsa al vertice.

I casi simbolo: Parma, Torino, Udinese

Il Parma rappresenta il simbolo di queste difficoltà, con risultati negativi sia all’andata sia al ritorno. Ma non è l’unico episodio.

Le sconfitte per 1-0 contro il Torino e contro l’Udinese, oltre al pareggio con il Verona, hanno segnato una stagione fatta di occasioni sprecate, spesso in trasferte complicate e con una rosa ridotta.

Il confronto con l’Inter

A fare la differenza è stato anche il rendimento della capolista. L’Inter ha lasciato pochi punti contro squadre di seconda fascia, dimostrando continuità e solidità.

Una differenza che, alla lunga, ha inciso in maniera decisiva sulla classifica.

Da qui ripartire

Per il Napoli il punto di ripartenza è evidente: ridurre l’impatto degli infortuni e ritrovare concretezza contro le squadre meno attrezzate.

Perché, in una stagione lunga, sono proprio queste partite a fare la differenza tra lottare per il titolo e restare indietro.

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