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Economia

Per Generali 3,8 miliardi di utile, acquisterà più Btp

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I risultati di Generali nel 2024 crescono e superano tutti i target del piano consentendo al ceo Philippe Donnet di affermare che il gruppo “si trova oggi nella posizione più forte di sempre come dimostrano il risultato operativo e l’utile netto normalizzato a livelli record” . Può puntare così ad accelerare la crescita nel triennio 2025-2027 con il nuovo piano strategico. I premi lordi sono arrivati a 95,2 miliardi (+14,9%), l’utile operativo ha toccato 7,3 miliardi (+8,2%), il netto normalizzato, che è depurato dagli effetti non ricorrenti, 3,8 miliardi (+5,4%) mentre l’utile netto si è fermato a 3,7 miliardi (-0,6%). I numeri sono perlopiù in linea con le attese degli analisti.

E’ invece migliore delle previsioni il dividendo di 1,43 euro (+11,7%), pari a un ammontare complessivo di 2,1 miliardi, che il cda propone all’assemblea in programma in presenza a Trieste il 24 aprile con all’ordine del giorno anche il rinnovo dell’intero cda. Per quella data non si riuscirà a firmare l’accordo, per ora non vincolante, con la francese Natixis dato che le previste consultazioni in corso con i sindacati d’Oltralpe richiedono ancora due mesi. L’idea, già indicata, resta quella di siglare l’intesa definitiva a metà del 2025. Solo allora l’alleanza nel risparmio gestito, finita nel mirino dei soci Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin dei Del Vecchio sollevando i dubbi della politica, andrà notificata al governo, chiamato a valutare se esercitare il potere speciale ‘golden power’.

Donnet mostra di non temere l’iter e dice di considerare “la procedura di golden power un’ opportunità per fare chiarezza e rispondere a tutte le perplessità e alle domande che ci sono in giro”. A chi paventa lo spostamento in mani estere del risparmio degli italiani il manager francese risponde indirettamente e annuncia che Generali sta considerando di acquistare più Btp, dopo che a fine 2024 sono scesi a 35,6 miliardi di euro dai 39 miliardi dell’anno precedente, in parallelo con l’andamento del comparto delle assicurazioni vita in Italia. I titoli di Stato italiani “rappresentano una parte importante dell’allocazione dei nostri investimenti. Stiamo valutando di aumentare i nostri acquisti di Btp ovviamente in linea con la nostra politica di investimento e della nostra tolleranza al rischio” alla luce “dell’andamento dei mercati e della raccolta netta vita nuovamente positiva”, spiega.

Sull’esito dell’assemblea conferma la disponibilità a essere ricandidato per un nuovo mandato come ceo e rinvia alla fine del mese la presenza nel suo nome nella lista che verrà depositata Mediobanca. Spiega poi che l’appuntamento inizialmente era stato fissato l’8 maggio nella speranza di ricevere la normativa della Consob sul voto di lista della Legge Capitali, che non è arrivata. Silenzio poi su Unicredit, considerato da più parti decisivo per l’esito del voto per il nuovo cda: “non commento le indiscrezioni di stampa, le altre aziende e gli azionisti”, è l’unica risposta del manager.

L’attenzione in giornata è tutta sui conti. All’utile operativo hanno contribuito il risultato operativo del segmento vita pari a 3.982 milioni (+6,6%) – dove la raccolta netta è stata pari a 9,7 miliardi -, del danni di 3.052 milioni (+5,1%) e dell’asset & wealth management per 1.176 milioni (+22,6%) grazie a Banca Generali e al consolidamento di Conning. Quest’ultimo ha spinto le attività in gestione a 863 miliardi (+31,6%). Negativo invece risultato operativo del segmento Holding e altre attività per 536 milioni (da un rosso per 415 milioni), principalmente per i minori dividendi infragruppo. Resta solida la posizione patrimoniale del gruppo anche se il Solvency ratio è sceso al 210% (da 220% nell’intero 2023) a causa dell’acquisizione di Liberty Seguros e del buyback da 500 milioni completato nel 2024.

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Economia

Ita Airways e Trenitalia alleanza sull’intelligenza artificiale: nasce il progetto per la mobilità integrata

Ita Airways e Trenitalia firmano un memorandum per sviluppare una mobilità integrata tra treno, gomma e aereo con l’uso dell’intelligenza artificiale e soluzioni digitali avanzate.

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Ita Airways e Trenitalia, società del Gruppo Fs Italiane, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU)per sviluppare un sistema di mobilità sempre più integrato tra treno, gomma e trasporto aereo.

L’obiettivo dell’intesa è creare un ecosistema di intermobilità intelligente e sostenibile, basato sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e di tecnologie digitali avanzate, con l’intento di semplificare l’esperienza di viaggio dei passeggeri.

Il documento è stato firmato dagli amministratori delegati delle due aziende, Joerg Eberhart per Ita Airways e Gianpiero Strisciuglio per Trenitalia.

La mobilità multimodale al centro del progetto

L’accordo punta a sviluppare un modello di mobilità multimodale efficiente, capace di collegare in modo fluido diversi mezzi di trasporto.

L’obiettivo è migliorare l’esperienza di viaggio door-to-door, integrando aerei, treni e altri servizi di trasporto e contribuendo allo stesso tempo agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Alla firma del Memorandum erano presenti anche i vertici del gruppo ferroviario e della compagnia aerea: Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo Fs Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale di Fs Italiane, e Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways.

Nasce un laboratorio sull’intelligenza artificiale

Tra le iniziative previste dall’intesa figura anche la creazione di un AI Intermodality and Sustainability Lab, un laboratorio congiunto dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione di soluzioni basate su dati e intelligenza artificiale.

Il laboratorio lavorerà su diversi ambiti, tra cui:

  • ottimizzazione dei flussi di viaggio

  • gestione predittiva della domanda di trasporto

  • sviluppo di servizi intermodali integrati

  • riduzione delle emissioni di CO₂.

Le dichiarazioni dei vertici

Secondo l’amministratore delegato di Ita Airways Joerg Eberhart, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale consentirà di migliorare concretamente l’esperienza dei viaggiatori.

“Grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale potremo intervenire sugli ostacoli operativi dell’esperienza intermodale, semplificando i processi e anticipando le esigenze dei clienti”, ha spiegato.

Per l’amministratore delegato di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, l’intesa rafforza un modello di mobilità che supera il singolo mezzo di trasporto.

“Si rafforza un’idea di mobilità che va oltre il singolo mezzo e che guarda a un sistema integrato, digitale e sostenibile al servizio del Paese”.

L’obiettivo: collegare meglio l’Italia

I presidenti delle due aziende, Sandro Pappalardo per Ita Airways e Tommaso Tanzilli per Fs Italiane, hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione.

L’obiettivo è favorire una mobilità sempre più integrata tra i territori italiani e migliorare al tempo stesso il collegamento del Paese con il resto del mondo, sfruttando innovazione tecnologica e nuovi modelli di trasporto sostenibile.

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Economia

Petrolio in calo sotto i 90 dollari: Trump valuta allentamento delle sanzioni sul greggio russo

Il petrolio scende sotto i 90 dollari nel mercato Usa. Donald Trump valuta l’allentamento delle sanzioni sul greggio russo e altre misure per stabilizzare i prezzi.

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Il petrolio registra una nuova frenata nei mercati statunitensi. Nelle contrattazioni after hours i principali benchmark dell’energia hanno segnato una netta discesa.

Il Wti ha ceduto il 5,91%, scendendo a 89,17 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 9,27%, attestandosi a 89,79 dollari, riportandosi entrambi sotto la soglia psicologica dei 90 dollari.

La correzione arriva dopo una fase di forte volatilità che aveva spinto le quotazioni dell’oro nero fino a circa 120 dollari al barile.

Trump valuta misure per stabilizzare il mercato

A influenzare l’andamento dei prezzi sono state anche le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha anticipato la possibilità di allentare alcune sanzioni sul petrolio russo.

L’ipotesi è emersa dopo una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. Tra le opzioni allo studio dell’amministrazione americana figurerebbe anche lo svincolo di scorte di greggio dalle riserve strategiche.

L’obiettivo sarebbe quello di contenere l’aumento dei prezzi del petrolio, aggravato dalle tensioni legate al conflitto con l’Iran e alle difficoltà di approvvigionamento dal Medio Oriente.

Il nodo dello Stretto di Hormuz

Nel corso di un intervento pubblico in Florida, Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno valutando la revoca temporanea di alcune sanzioni contro determinati Paesi per stabilizzare il mercato energetico.

Il presidente ha collegato la misura alla sicurezza delle rotte energetiche globali, affermando che le restrizioni potrebbero essere rimosse finché lo Stretto di Hormuz resterà aperto al traffico petrolifero.

Il passaggio marittimo rappresenta uno dei corridoi più strategici al mondo per il trasporto di greggio.

Le implicazioni geopolitiche della scelta

Un eventuale allentamento delle sanzioni nei confronti della Russia potrebbe aumentare l’offerta globale di petrolio, compensando almeno in parte le interruzioni nelle spedizioni provenienti dal Medio Oriente.

La scelta, tuttavia, potrebbe anche complicare la strategia occidentale volta a ridurre le entrate energetiche della Russia, considerate una delle principali fonti di finanziamento della guerra in Ucraina.

Il confronto tra i Paesi del G7 sulle riserve strategiche

Tra le opzioni sul tavolo figura anche un rilascio coordinato di petrolio dalle riserve strategiche delle economie avanzate del G7.

La possibilità è stata discussa dai ministri delle Finanze del gruppo, ma al momento non è stata presa una decisione definitiva. Il dossier passa ora ai ministri dell’Energia, chiamati a valutare ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici internazionali.

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Economia

Commercio Italia-Messico, brusco calo a gennaio 2026: scambi bilaterali in flessione del 21,4%

A gennaio 2026 brusco rallentamento degli scambi commerciali tra Italia e Messico. Export italiano in calo dell’8,6% e vendite messicane verso l’Italia giù del 68,6%.

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Il 2026 si apre con un netto rallentamento degli scambi commerciali tra Italia e Messico. I dati diffusi dalla banca centrale messicana indicano che le esportazioni italiane verso il Paese latinoamericano sono scese dell’8,6% rispetto a gennaio dell’anno precedente.

Il valore complessivo delle vendite italiane si è fermato a 701,3 milioni di dollari, segnalando una frenata significativa rispetto alla dinamica osservata negli ultimi mesi del 2025.

Crollano le esportazioni messicane verso l’Italia

Ancora più marcata la contrazione registrata sul fronte opposto. Le esportazioni dal Messico verso il mercato italiano sono scese a 65,2 milioni di dollari, con un calo del 68,6% rispetto allo stesso mese del 2025.

Questa forte riduzione ha inciso in modo decisivo sul volume complessivo degli scambi tra i due Paesi, contribuendo alla contrazione del commercio bilaterale.

Scambi complessivi in diminuzione del 21,4%

Considerando entrambi i flussi commerciali, l’interscambio totale tra Italia e Messico registra una diminuzione del 21,4% nel primo mese del 2026.

Il dato segna una evidente inversione rispetto alla chiusura dello scorso anno, quando il commercio tra i due Paesi aveva mostrato segnali di forte vitalità.

Il confronto con il finale positivo del 2025

Solo poche settimane prima, a dicembre 2025, le esportazioni italiane avevano registrato un rimbalzo superiore al 16%, contribuendo a chiudere l’anno con oltre 11 miliardi di dollari di scambi bilaterali complessivi.

Il brusco rallentamento registrato a gennaio appare quindi in netto contrasto con il trend positivo che aveva caratterizzato la fine dell’anno precedente.

Un confronto difficile con gennaio 2025

La flessione di inizio 2026 si spiega anche con il confronto con un periodo particolarmente favorevole. Gennaio 2025 aveva infatti registrato una crescita eccezionale delle esportazioni messicane verso l’Italia, quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente.

Il risultato odierno segna dunque una brusca battuta d’arresto nei rapporti commerciali tra i due Paesi, dopo una fase di forte espansione degli scambi.

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