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Arsenal/Napoli è anche una gita a Londra, ecco che cosa si può visitare o vedere in un paio di giorni

Marina Delfi

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Una gita a Londra per seguire la squadra del cuore ma anche per fare un giro in una città in perenne movimento, sospesa tra il passato e la modernità, sul filo di una “Brexit” che forse non ci sarà mai ma che nel frattempo ha allargato ancora di più il divario tra le varie fasce sociali. La città del tè, della tradizione, della sperimentazione musicale. Insomma un’ immersione in un mondo variegato e interessante. Il giro non può che partire da Piccadilly Circus, per la guida  un “frenetico e famoso punto di ritrovo sotto giganti scritte al neon” in realtà molto di più. È una delle destinazioni turistiche più conosciute al mondo, dove si sente parlare ogni lingua. Un selfie davanti alla statua di Eros e poi si può partire per esplorare i dintorni. Da lì si arriva con pochi passi nella China Town di Londra dove il cibo è l’espressione di tanti Paesi del mondo non solo della Cina. Passeggiando lungo le strade affollate c’è il regno del tè, Twig e proprio di fronte uno store che è il paradiso dei bambini: M&M store. Qui si possono personalizzare le famose ‘lenticchie’ di cioccolato variopinte. E nella vetrina di fronte, sede della Lego, c’è una riproduzione montabile del Big Ben alta 4 metri.

A poca distanza si arriva nel Covent Garden, altro posto da non perdere: intorno all’antico mercato di frutta e verdura dove fino al tardo pomeriggio si trovano prodotti di artisti e stilisti locali, ci sono le stradine dello shopping, dove accanto a nomi come Penhaligon o Chanel, ci sono deliziose botteghe artigiane. Qui in piazza gli artisti di strada deliziano i turisti e spesso gli stessi londinesi. Di sera poi il Covent Garden si trasforma, le bancarelle spariscono e ci sono sedie e tavoli e si mangia e si beve. Ancora quattro passi per vedere uno spicchio di città di notte e poi si torna in albergo. E chi sceglie di non passare sottoterra con la metropolitana tocca con mano l’aspetto meno bello, più triste di una grande metropoli. La miseria. Con i senzatetto, tanti, che dormono in strada dove qualche mano pietosa ha portato loro delle tende canadesiper ripararsi dal freddo che qui è notevole anche ad aprile.

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Caro affitti e boom online con Amazon, Barneys valuta bancarotta

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Barneys, mecca dello shopping di lusso di New York, valuta la bancarotta. Alle prese con un affitto stellare e con i cambi dei gusti dei consumatori, il grande magazzino rischia di diventare l’ultima vittima in ordine temporale dello boom di Amazon e dello shopping online. Fondato nel 1923, Barneys e’ uno degli oracoli degli acquisti a New York con la sua prestigiosa location su Madison Avenue, nella quale occupa un intero edificio a due passi dalla Quinta Strada e da Central Park. Una location tanto prestigiosa quanto costosa: secondo indiscrezioni l’affitto e’ schizzato in gennaio a 30 milioni di dollari rispetto ai 16 milioni precedenti. Una cifra esosa in grado di bruciare – secondo alcune stime – quasi l’intero margine operativo lordo di Barneys, che ha punti vendita anche in California e Massachusetts, ed e’ presente a Chicago, Las Vegas e Seattle.

La società non commenta le indiscrezioni su una possibile bancarotta, limitandosi a dire che l’azienda “valuta attivamente le occasioni per rafforzare il suo bilancio e assicurare una crescita di lungo termine sostenibile. I nostri clienti restano la priorita’ e siamo impegnati a offrire loro eccellenti servizi, prodotti”. Le difficoltà di Barneys sono l’ennesima conferma delle difficolta’ dell’intero settore delle vendite al dettaglio e soprattutto dei grandi magazzini in una citta’ come New York, dove gli affitti sono stellari rispetto alle vendite. Ne sanno qualcosa Ralph Lauren, costretta a chiudere il suo flagship sulla Quinta Strada nel 2017, e Lord & Taylor, che ha chiuso i battenti lo scorso gennaio.

Agli affitti esagerati si sommano consumatori che acquistano sempre piu’ online, preferendo lo schermo del loro smartphone al recarsi fisicamente in un negozio. Un trend questo accentuato dal successo di Amazon, la cui ascesa ha travolto dal lusso ai giocattoli, innescando una vera rivoluzione dei consumi.

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L’India pronta al lancio che la riporterà sulla Luna con la sua navicella

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Nel 2008 aveva fatto il primo passo sulla Luna con un’impresa storica, nella quale la sonda Chandrayaan 1 (dal termine “Chandra” che significa “Luna” e “yaan”, che sta per “viaggio”) raggiunse l’orbita lunare dimostrando che il satellite della Terra non e’ arido come si riteneva perche’ la sua acqua e’ imprigionata nelle rocce; adesso l’India e’ pronta per un passo ancora piu’ ambizioso, con la quale intende diventare il quarto Paese ad atterrare sulla Luna con un suo veicolo. Il primo a posarsi sul suolo lunare era stato nel 1959 il Luna 1, dell’allora Unione Sovietica, seguito nel 1962 dall’americano 1962 Ranger 4 e nel 2013 dalla missione cinese Change 3. L’India intende conquistare il suo spazio sulla Luna con la missione Chandrayaan 2, che nella base Satish Dhawan, sulla costa sudorientale del Paese, e’ pronta al lancio, previsto alle 23,21 italiane con il piu’ potente lanciatore indiano, il vettore satellitare geosincrono Mark III. Costata 142 milioni di dollari e organizzata dall’agenzia spaziale indiana Isro (Indian Space Research Organisation), Chandrayaan 2 e’ una missione decisamente ambiziosa; il suo lancio avviene a ridosso delle celebrazioni per i 50 anni dell’Apollo 11 che porto’ il primo uomo a camminare sulla Luna e nel pieno di una nuova corsa alla Luna che vede sulla scena nuovi protagonisti fra aziende private e Paesi che si affacciano allo spazio.

Fra questi ultimi l’India e’ uno dei piu’ decisi, insieme alla Cina. La missione comprende tre veicoli, racchiusi uno nell’altro come una matrioska. Il primo e’ un modulo destinato ad arrivare il 5 agosto nell’orbita lunare; il secondo e’ il lander chiamato Vikram in onore del padre del programma spaziale indiano, Vikram Sarabhai, e che e’ destinato ad atterrare in prossimita’ del Polo Sud lunare, “in un luogo in cui nessuno e’ mai stato”, ha detto il presidente dell’Isro, Kailasavadivoo Siva. L’inizio della manovra e’ previsto fra il 2 e il 3 settembre e il veicolo dovrebbe toccare il suolo lunare il 6 settembre. La missione comprende infine il rover Pragyan, dal termine sanscrito che significa “saggezza”, che esplorera’ la zona intorno al sito dell’allunaggio per 14 giorni terrestri, che corrispondono a circa la meta’ di un giorno lunare. Complessivamente la durata prevista per la missione e’ di almeno un anno, con un fitto programma di esperimenti e con strumenti capaci di cattura immagini ad alta risoluzione del suolo lunare in cerca di tracce di ghiaccio d’acqua.

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Usa, l’attivista nera Sadie Roberts-Joseph trovata morta nel bagagliaio di un’auto

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Il cadavere di una nota attivista per la difesa dei diritti degli afroamericani, Sadie Roberts-Joseph, 75 anni, e’ stato ritrovato dalla polizia nel bagagliaio di un’auto non lontano dalla sua abitazione in Lousiana. La donna, una delle leader della comunita’ afroamericana di Baton Rouge, era la fondatrice del museo afroamericano della citta’. Le cause della morte sono al momento sconosciute e la polizia sta indagando.

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