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Pensioni, Inps: le domande per “Quota 100” sono arrivate a 131.099 al 10 maggio

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Poste guarda al futuro con un maxi hub per l’e-commerce

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L’e-commerce chiama, Poste Italiane risponde e inaugura un nuovo hub di smistamento pacchi, il piu’ grande d’Italia, nell’Interporto bolognese di Bentivoglio. Qui, su una superficie pari a dieci campi di calcio, ogni giorno 600 persone insieme a sistemi automatizzati di ultima generazione smisteranno 250mila pacchi in tutta Italia. A spingere simbolicamente il pulsante d’avvio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha preso il centro come esempio per ricordare che l’innovazione non e’ mai nemica del lavoro, anzi e’ un modo per evolversi e guardare al futuro. All’evento anche il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio che ha definito il centro “fiore all’occhiello” del Paese. E’ a un orizzonte nuovo, quello imposto dall’e-commerce e dall’evoluzione dei modelli di consumo e acquisto di almeno due miliardi di persone nel mondo che comprano online, cui il gruppo Poste Italiane guarda col nuovo maxi hub per la logistica. Centro nevralgico della dorsale italiana, il piu’ grande, insieme agli altri poli di Roma, Piacenza e Milano. Il capo dello Stato ha ammirato le possibilita’ delle nuove tecnologie e ha ricordato la figura chiave del postino nella storia italiana. Citando un film di Kevin Costner, ‘L’uomo del giorno dopo’, e attribuendo al portalettere il ruolo di portatore di speranza e fiducia per la ripresa del mondo. Una figura che dalla sella della bicicletta e’ stata costretta a mutare e che ora da missive e cartoline e’ diventato corriere a 360 gradi. “Questa condizione di seguire novita’ in una stagione in cui il lavoro cambia, caratterizza Poste italiane”, ha sottolineato Mattarella. L’impianto inaugurato all’Interporto bolognese e’ stato realizzato in 17 mesi grazie a un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Per il gruppo Poste, ha sottolineato Di Maio, l’hub “dimostra di voler stare al passo coi tempi e di fare scelte ambiziose”.

Non ultima quella di schiacciare l’acceleratore anche sul piano della sostenibilita’ e dell’efficienza energetica. I 5.500 metri quadri di pannelli fotovoltaici installati sulla copertura genereranno una quantita’ di elettricita’ superiore al fabbisogno energetico diurno del centro, riducendo di 225 tonnellate le emissioni annue di CO2 nell’atmosfera. “Il nuovo centro – ha detto l’ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante – consentira’ di realizzare il percorso di sviluppo e innovazione delineato dal piano industriale ‘Deliver 2022′, fornendo un contributo decisivo per la diffusione dell’e-commerce e della digitalizzazione nel Paese”. Si tratta di un’infrastruttura “strategica – ha aggiunto – che consente di proseguire nel solco della grande trasformazione del nostro core business di corrispondenza e pacchi e di valorizzare al meglio il potenziale di crescita dell’e-commerce”. “Un’opportunita’ strategica per Poste – l’ha definita la presidente del gruppo Maria Bianca Farina – ma anche un dovere industriale e un impegno verso i propri dipendenti e verso il Paese”. “Per Bologna e l’Emilia-Romagna – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – e’ un investimento molto importante, oltre alla conferma della centralita’ di questo territorio sul piano logistico e geografico”.

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Alitalia, Fs sceglie Atlantia e Di Maio parla di “grande risultato”

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E’ Atlantia il partner scelto da Ferrovie dello Stato per affiancare Delta e Tesoro nell’operazione per la nuova Alitalia. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, che ha scartato invece le altre tre offerte sul tavolo presentate dal gruppo Toto, Claudio Lotito e dal patron di Avianca German Efremovich. Una scelta che certo non e’ quella auspicata fin dall’inizio dal M5s, da sempre freddo sulla societa’ dei Benetton, finita nel mirino dopo il crollo del Ponte Morandi. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia comunque la scelta come una vittoria e, non senza lanciare una stoccata al collega leghista Matteo Salvini (“un grande risultato mentre qualcuno oggi si prendeva il caffè al tavolo”), non molla la presa e assicura che comunque sulla revoca della concessione di Autostrade non si indietreggia. Atlantia, da mesi considerata come la strada piu’ percorribile, ma fattasi avanti ufficialmente solo pochi giorni fa (giovedi’ il mandato del cda all’a.d. ad approfondire e poi ieri con la presentazione dell’offerta) e’ stata scelta nel corso di una riunione fiume di oltre 4 ore del consiglio di amministrazione di Fs, che ha passato in rassegna le offerte arrivate ieri all’advisor Mediobanca da quattro soggetti. Solo Atlantia e’ stata pero’ ritenuta adatta ad andare avanti nella prossima fase, che servira’ a “condividere un piano industriale” e a definire gli “altri elementi dell’eventuale offerta”, spiega Fs, assicurando che il lavoro con i partner iniziera’ “quanto prima”. Scartati dunque gli altri tre pretendenti.

 

Quello che ci aveva sperato di più, il gruppo Toto, che avrebbe avuto il consenso di Di Maio, fa trapelare una certa delusione: “Prendiamo atto della decisione, restando convinti del valore delle nostre linee guida di Piano presentate, basate sulla crescita e sullo sviluppo di Alitalia nel medio e lungo termine”. Ostenta soddisfazione il ministro Di Maio, che affida il suo commento a Facebook. Abbiamo “posto le basi per il rilancio di Alitalia!”, annuncia a gran voce ma dicendo di non voler cantare vittoria. Atlantia, pero’, non sara’ una scelta facile da far digerire all’elettorato grillino dopo gli attacchi portati avanti in questi mesi. E infatti il ministro, sembra giocare un po’ in difesa: spiega che il cda di Fs “e’ autonomo” nella scelta di Atlantia e assicura che non c’e’ “nessun pregiudizio”. Anche perche’ lo Stato, ribadisce, avra’ la maggioranza assoluta e anche il controllo della newco. Cosi’, di dossier in dossier, torna all’attacco sulla revoca della concessione di Autostrade, garantendo che non saranno fatti passi indietro. Critiche le opposizioni (Zingaretti parla di confusione e opportunismo, Fassina chiede a Di Maio di riferire), mentre i sindacati attendono al piu’ presto una convocazione dal Mise. Sul tavolo sono aperti temi delicati, dalla messa a punto del piano industriale, alle quote azionarie alla governance. La newco dovrebbe partire con una dotazione di circa un miliardo: quello che al momento e’ certo e’ che il Mef partecipera’ con il 15%, Delta con un altro 15%, Fs potrebbe arrivare al 35% e una pari quota e’ attesa da Atlantia, con un esborso di circa 350 milioni.

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Huawei punta 3 miliardi di dollari in 3 anni sull’Italia

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Huawei continua ad investire in Italia e nei prossimi tre anni puntera’ sul Paese piu’ di 3 miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro) prevedendo di creare 3 mila posti di lavoro (compreso l’indotto). Parola del Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, che pero’ punta il dito contro la riforma del golden power per il 5g chiedendo al governo italiano “regole trasparenti, efficienti e giuste”. Gli investimenti del colosso cinese delle tlc saranno destinati, nello specifico, “all’acquisto di forniture locali (1,9 miliardi), a marketing e operations (1,2 miliardi), ricerca e sviluppo (52 milioni)”, chiarisce Miao evidenziando che l’azienda ha intenzione di assumere mille persone e di impiegarne, indirettamente, altre 2.000. Unica nota dolente riguarda il recente decreto di Palazzo Chigi sul ‘potere speciale’ (golden power) attribuito allo Stato in difesa di asset strategici e della sicurezza nazionale, relativo ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G. L’auspicio e’ che “non ritardi lo sviluppo” della rete ultra veloce nel Paese, oltre al fatto che queste regole “al momento vengono applicate solo ai fornitori non europei, invece, dovrebbero essere rivolte a tutti, perche’ la tecnologia e’ neutrale e non e’ legata a questioni geopolitiche”, ammonisce Miao, che contesta in particolare l’allungamento dei tempi per porre il veto su un’operazione (“da 25 a 165 giorni”). Al di la’ di questo, Huawei conferma il suo interesse per l’Italia e per l’Europa, in particolare nello sviluppo del 5g, a fronte di tensioni geopolitiche oltreoceano, con le indiscrezioni che circolano sui licenziamenti di Huawei negli Stati Uniti. Ma le tensioni con gli Usa – secondo Miao – non avranno ripercussioni sull’Italia, dove il business e il dialogo con i partner italiani continua ad andare avanti come di consueto (“as usual”). Inoltre, l’Italia e la Cina sono due paesi che “da adesso in poi saranno sempre piu’ vicini” sostiene il leader del colosso di Italia, ricordando che Huawei e’ presente nel Belpaese da 15 anni e ha realizzato quattro centri di innovazione in collaborazione con i maggiori operatori di telecomunicazioni nazionali, oltre a un innovation center a Cagliari dedicato alle Smart City. Da settembre sara’ inoltre operativo un laboratorio di microelettronica nell’Universita’ di Pavia che impieghera’ una quindicina di ricercatori.

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