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Economia

Pensioni, dietrofront del governo: stop ai tagli retroattivi sul riscatto della laurea

Il governo fa marcia indietro sulla stretta pensionistica: stop ai tagli retroattivi sul riscatto della laurea. La premier Meloni annuncia la correzione in Aula.

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Dietrofront del governo sulla stretta pensionistica inserita nella manovra. Dopo una giornata segnata da tensioni nella maggioranza, accuse alle cosiddette “manine” e imbarazzo politico, è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a intervenire direttamente in Aula annunciando la correzione della misura. Il Ministero dell’Economia è già al lavoro per modificare il testo.

Stop ai tagli retroattivi sul riscatto della laurea

La premier ha chiarito che verranno eliminati i tagli retroattivi sul riscatto della laurea, uno dei punti più contestati della norma. Resta invece ancora da definire se verrà rivista anche la stretta sulle finestre pensionistiche, tema su cui insiste la Lega. Il partito di Matteo Salvini ha presentato un emendamento per cancellare entrambe le misure, proponendo come clausola di salvaguardia, a partire dal 2033, un eventuale innalzamento dell’Irap.

Le tensioni nella maggioranza

Già dalle prime ore della giornata erano emerse forti perplessità nella maggioranza. La Lega ha attribuito la responsabilità a un “tecnico troppo zelante” o a un “burocrate del Mef”. Claudio Borghi e Armando Siri hanno ribadito che le scelte politiche spettano al Parlamento e non a funzionari ministeriali. Anche Forza Italia ha espresso dubbi sulla misura, sottolineando la necessità di un confronto con il governo.

Le critiche delle opposizioni

Le opposizioni hanno attaccato duramente l’esecutivo. Elly Schlein ha parlato di una “stangata sulle pensioni” che colpirebbe giovani e anziani. Il Movimento 5 Stelle ha definito “surreale” lo scaricabarile sui burocrati, mentre Avs e Italia Viva hanno accusato il governo di aver tradito gli elettori e di mostrare scarso rispetto per il Parlamento.

La manovra e i tempi parlamentari

Con la correzione annunciata sulle pensioni, la manovra dovrebbe ora procedere più spedita, anche se i tempi restano strettissimi. L’approdo in Aula al Senato è previsto per lunedì, con il passaggio alla Camera tra Natale e Capodanno. Il voto finale è atteso sul filo di lana entro il 30 dicembre.

Le altre misure in discussione

Nel frattempo, sono stati approvati alcuni emendamenti bipartisan, soprattutto a favore degli enti locali, con più tempo per i piani finanziari su rifiuti e Tari e lo stop al blocco dei trasferimenti per i comuni inadempienti. Arrivano inoltre risorse per le aree colpite dal sisma nelle Marche e in Umbria. Sfumano invece l’ipotesi di innalzare il tetto al contante e la tassazione dell’oro, mentre restano in campo alcune proposte sui condoni.

Il dietrofront sulle pensioni chiude una delle questioni più controverse della manovra, ma lascia aperto il confronto politico sulle scelte previdenziali dei prossimi anni.

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Economia

Ferrari accelera sui conti: nel 2026 ricavi a 7,5 miliardi e margine Ebitda al 39%

Ferrari punta nel 2026 a ricavi per 7,5 miliardi e a un margine Ebitda del 39%. Superati con un anno di anticipo i target finanziari fissati al Capital Markets Day 2022.

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Ferrari punta a raggiungere nel 2026 ricavi pari a 7,50 miliardi di euro, con un margine Ebitda del 39%, sostenuta da un mix di prodotto definito robusto. Lo rende noto la casa di Maranello, delineando un quadro di crescita che conferma la solidità del modello industriale e commerciale del gruppo.

Ebitda, utile operativo e cassa

Per il 2026 Ferrari prevede un Ebitda adjusted superiore a 2,9 miliardi di euro, un utile operativo adjusted oltre i 2,2 miliardi e un free cash flow industriale maggiore di 1,5 miliardi. Indicatori che rafforzano la traiettoria di crescita del Cavallino Rampante e la capacità di generare valore anche in uno scenario complesso.

Target raggiunti in anticipo

La casa di Maranello sottolinea che gli obiettivi finanziari fissati per il 2025 sono stati non solo raggiunti, ma superati. Inoltre, i target finanziari per il 2026, delineati nel Capital Markets Day Ferrari 2022, sono stati conseguiti con un anno di anticipo, a testimonianza di una performance superiore alle attese.

Un contesto globale complesso

La performance viene definita straordinaria anche alla luce del contesto geopolitico e macroeconomico che ha caratterizzato il 2025. Ferrari ha dovuto gestire l’incertezza legata all’aumento dei dazi sulle auto dell’Unione europea importate negli Stati Uniti, oltre a significative oscillazioni valutarie sui mercati internazionali.

La resilienza del modello Ferrari

Secondo quanto evidenziato dall’azienda, i risultati confermano la resilienza del modello di business Ferrari, capace di mantenere redditività elevata e solidità finanziaria anche in una fase di forti tensioni economiche globali. Un modello che continua a puntare su esclusività, innovazione e valore del marchio come leve principali della crescita futura.

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Economia

Ferrari e Cina, Vigna: “Mercato rilevante, puntiamo sull’Amalfi e sugli 8 cilindri”

Ferrari registra un calo delle consegne in Cina nel 2025. L’ad Benedetto Vigna spiega le ragioni fiscali e annuncia il rilancio con l’Amalfi e i motori 8 cilindri.

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«Il mercato cinese per Ferrari non è irrilevante, ci lavorano tanti colleghi». Lo ha dichiarato Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, nel corso di un incontro con la stampa dedicato ai conti 2025.

Il calo delle consegne nel 2025

Nel quarto trimestre del 2025 Ferrari ha registrato una flessione delle consegne in Cina, Hong Kong e Taiwan del 36%, con 182 unità consegnate. Su base annua, il calo è stato del 19%, a quota 941 vetture.

Differenze tra Cina e Taiwan

Vigna ha sottolineato la necessità di distinguere tra i diversi mercati dell’area. In Cina, ha spiegato, è in vigore un regime di tassazione particolarmente penalizzante per i modelli a 12 cilindri. «Il nostro portafoglio è impostato più per Taiwan e per il resto del mondo – ha aggiunto – e l’offerta 2024-25 non era in linea con la domanda dei clienti cinesi».

La strategia: Amalfi e motori 8 cilindri

L’obiettivo ora è rilanciare la presenza sul mercato cinese con modelli più adatti al contesto fiscale e alla domanda locale. «Puntiamo sull’Amalfi – ha spiegato l’ad – che ha un range di prezzo corretto, sull’8 cilindri che non è tassato come il 12, e sul tetto rigido». Una strategia mirata a intercettare una clientela più ampia, mantenendo il posizionamento del marchio.

L’espansione in Asia

Sempre in Asia, Ferrari ha aperto anche in Corea del Sud, dove, secondo Vigna, è stato raggiunto il numero critico di vendite. Un segnale di rafforzamento della presenza del Cavallino Rampante nell’area, nonostante le difficoltà registrate nel mercato cinese.

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Economia

UniCredit, accordo sul premio di produttività 2025: il Vap più alto del settore bancario

UniCredit chiude l’accordo sul Premio di Produttività 2025 per l’Italia: Vap più alto del settore bancario e rafforzamento del welfare aziendale.

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UniCredit ha raggiunto l’accordo sul Premio di Produttività relativo all’esercizio 2025 per il perimetro italiano. Un’intesa che arriva a pochi giorni dalla positiva conclusione della precedente trattativa sindacale e che, secondo la banca, rafforza ulteriormente un sistema di welfare già tra i più avanzati nel panorama nazionale.

Le parole dell’amministratore delegato

«Il nostro successo è la conseguenza diretta dell’impegno delle nostre persone, che sono il motore delle nostre performance record», afferma Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit. «A loro va tutta la nostra gratitudine. Siamo orgogliosi di essere l’istituto bancario che eroga il più alto Vap in Italia», aggiunge Orcel, sottolineando il valore strategico del contributo dei dipendenti ai risultati del gruppo.

Il dialogo con i sindacati

La responsabile People & Culture Italia e Coo Italia di UniCredit, Italia Dalla Riva, evidenzia come l’intesa rappresenti una «dimostrazione concreta dell’impegno di UniCredit a supporto dei nostri dipendenti» e metta in luce l’importanza di un dialogo costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali. Un confronto che viene indicato come elemento centrale del modello di relazioni industriali adottato dal gruppo.

Vap e welfare aziendale

Secondo quanto spiegato dalla banca, l’accordo consolida UniCredit al vertice del settore bancario italiano per valore del premio di produttività. Le misure previste confermano l’impegno continuo dell’azienda nel sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e nel migliorare le condizioni complessive del welfare aziendale, rafforzando un sistema che viene descritto come tra i più evoluti a livello nazionale.

Una strategia di lungo periodo

L’intesa sul premio di produttività 2025 si inserisce in un percorso più ampio di dialogo sociale e di attenzione alle persone, che UniCredit indica come leva fondamentale per la competitività e la sostenibilità del gruppo. Un modello che, nelle intenzioni dell’istituto, punta a coniugare risultati economici e valorizzazione del capitale umano.

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